YUMI’S CELL – Season 1 e 2


Da piccola mi piacevano i film che mescolavano attori in carne ed ossa e “attori” disegnati. Da adulta, guardando queste due stagioni di Yumi’s Cell, ho confermato questo mio piacere, le iterazioni tra umani e animazione 3D.

Se anche voi amate questo binomio, se oltre a questo vi piacciono le storie che fanno ridere e sorridere, se vi piace anche essere “inzuppati” nelle emozioni, qualsiasi esse siano, consapevoli che ogni tot risate, nella vita, c’è anche una lacrima, allora “Yumi’s Cell” (Sia la stagione uno, che la due) è il drama che vi sta aspettando per tornare un po’ bambini, rimanendo adulti.

TRAMA
Il nostro corpo è formato da miliardi e miliardi di cellule, che lavorano in noi, per noi, senza che ce ne rendiamo conto. E se queste cellule avessero una vita propria, se come noi popoliamo paesi e città, loro facessero lo stesso con noi? Se la loro città da mantenere al meglio, fossimo noi?

La storia delle due stagioni racconta la vita di una persona normale, Yumi, e di come le sue cellule cerebrali e le sue emozioni controllino ogni suo pensiero, sentimento e azione.

Nella serie, non solo Yumi ha queste cellule ed emozioni, ma ogni umano viene controllato da loro.

Non posso spiegarvi oltre e nel dettaglio la trama, anche se la trama di base è la stessa, le stagioni sono due e corro il rischio di spoilerarvi qualcosa della stagione uno per parlare della due.

Vedere la cellula “emozione” discutere con quella “razionale”, oppure veder arrivare la cellula “fame”, mentre la cellula “ansia” sbircia, è davvero carino e divertente. Non parliamo poi della cellula “amore”, mentre la cellula “malizia” vi farà ridere davvero molto.

Vi citerò solo i tre protagonisti:
Kim Yu Mi, chiamata Yumi, è una donna che lavora presso una grande azienda, la sua cellula principale è amore.

Ku Woong
, è uno sviluppatore di giochi con una mente logica e razionale, la sua cellula principale è orgoglio, il suo personaggio esiste sia nella prima sia nella seconda stagione, ma è nella prima che è sviluppato di più.

Yoo Babi
dolce, bello e intelligente, lavora nella stessa azienda di Yumi, è molto popolare proprio per le sue qualità, lo troviamo sia nella prima sia nella seconda stagione, ma il suo personaggio si sviluppa nella seconda.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Questa serie mi è piaciuta, entrambe le due stagioni. Non so l’effetto che ha fatto a voi (se l’avete vista) o che farà quando la vedrete, ma vi posso assicurare che io mi son ritrovata in tutte le cellule cerebrali ed emozionali di Yumi.

Si vedono anche le cellule di Ku Woong e Yoo Babi, ma molto meno rispetto a quelle di Yumi, questo mi dispiace, mi sarebbe piaciuto saperne di più su quel mondo misterioso (per me) che è il maschile. Scrivo questo, poiché essendomi ritrovata nelle cellule di Yumi, sospetto che quelle dei due protagonisti maschili, siamo altrettanto vere.
Sono consapevole che hanno girato questa serie indirizzandola più a un pubblico femminile che maschile. Peccato, se avessero dato più spazio anche alle cellule maschili il mio voto sarebbe stato più alto.

Alcuni episodi, per me, sono stati davvero “intensi”, avendo empatizzato tanto con Yumi, mi son ritrovata a sentire, percepire, come se avessi vissuto in prima persona il suo vivere. Molto bello quando era positivo, un po’ meno quando non lo era.

GLI ATTORI
Kim Go Eun
interpreta Kim Yu Mi, chiamata Yumi.
Personalmente, come attrice, mi piace molto, alcuni suoi ruoli sono indimenticabili, ne cito solo due per tutti “Goblin” e “The King: The Eternal Monarch”.

Ahn Bo Hyun interpreta Ku Woong, nella prima stagione ha un ruolo principale, mentre nella seconda, pur rimanendo figurale centrale, non lo si vede in tutti gli episodi.
E’ sulle scene da molto tempo, ha avuto ruoli di supporto in “Her Private Life” e in “Itaewon Class”. Magistrali le sue interpretazioni come protagonista in “My Mame” e in “Military Prosecutor Doberman”, ha una capacità di cambio ruoli che me lo fanno assurgere tra gli attori migliori coreani (di quelli che conosco).

Park Jin Young conosciuto anche solo come Jinyoung, interpreta, Yoo Babi, interprete principale maschile.
E’ un cantante, membro della boy band Got7, ha iniziato il suo debutto come attore nel 2012 in ruoli secondari, solo nel 2019 ha avuto il suo primo ruolo principale in “He Is Psychometric “.

VISTO su Viki Rakuten, ma potete vederlo anche su Rama.

VOTO : per entrambe le due stagioni un 9.

Rammento che quando scrivo di un drama sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama ha fatto nascere in me.

MATRIMONIO E DESIDERI


Devono piacervi i kdrama edizione “classic”, quelli con i ruoli ben definiti, i cattivi cattivi, i buoni buoni, la lotta tra i cattivi e i buoni, i colpi di scena a fine episodio, la tensione che sale, il second lead presente, le suocere cattive, i giochi di potere, i ceo pieni di soldi. Ecco se vi piace questo genere “soap opera”,  “Matrimonio e desideri” (Remarriage & Desires) è il drama che vi sta aspettando.


TRAMA
Seo Hye-seung
per colpa di Jin Yoo-hee, un’avvocatessa collega del marito, in un attimo perde tutto quello che ha, l’amore del marito, la posizione, la casa e i soldi. Jin Yoo-hee, infatti, per i propri interessi personali, le seduce il marito, lo coinvolge in un crimine economico facendolo incolpare al posto suo, e infine lo abbandona. L’uomo, accusato e abbandonato da tutti, non regge a tale situazione.
 
Tempo dopo, la madre di Seo Hye-seung, la iscrive a sua insaputa, alla Rex, un’agenzia matrimoniale dedicata ai super ricchi. Hye-seung nel frattempo, faticosamente ha cercato di ricostruire la sua vita per lei e la figlia, e non è interessata a un nuovo matrimonio, quindi si reca alla Rex per disdire l’iscrizione e farsi ridare i soldi.  Giunta all’agenzia però scopre che anche Jin Yoo-hee è lì, con lo scopo di trovare un marito tra i super ricchi. A quel punto decide di rimanere per vendicarsi di quello che è accaduto a lei e al marito.

Un gioco sottile di vendetta e potere si instaura tra le due donne, gioco che Choi Yu-seon, scaltra proprietaria della Rex, cerca di sfruttare a suo favore. Comincia così il tentativo di Seo Hye-seung di impedire a Jin Yoo-hee di conquistare la “preda” che ha puntato, il “ricco dei ricchi” Hyun Woo Young, proprietario di una delle più importanti società coreane. In questo vortice arriva anche Cha Seok Jin, ex fidanzato di Seo Hye-seung e figliastro di Choi Yu-seon, ancora innamorato della sua ex.

In tutto questo turbinio, tra vendette e intrighi, chi riuscirà a sopravvivere?

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Sinceramente sono stata borderline con questo drama, pur riconoscendo la bravura degli attori, il genere melodrammatico centrato perfettamente, l’ottima regia e così via, questo drama mi ha irritato più volte nella visione.

I motivi? Allora…
1) Non mi sono piaciuti gli stereotipi presenti portati avanti eccessivamente: la cattiva “cattivissima”, la buona brava e bella che lotta, l’AD un po’ tsundere, le suocere che entrano a gamba tesa nella vita dei figli e così via.

2) Non mi sono neppure piaciuti i voli pindarici di sceneggiatura che hanno fatto per far sì che il cattivo avesse sempre un’arma in mano all’ultimo momento o che, per lo stesso motivo, il buono si salvasse comunque.

3) Non mi è piaciuto come la figura dell’uomo, in genere, esce da questo drama, tutti stupidi mentre le donne li manovrano a loro piacimento (ad esclusione chiaramente diHyun Woo Young l’Ad).

4) Non mi è piaciuto come la figura della donna, in genere, esce da questo drama, tutte manipolatrici, amanti solo del potere e/o del denaro (ad esclusione chiaramente di Seo Hye-seung).

5) Ho percepito troppo l’intento manipolatorio dello sceneggiatore e del regista per coinvolgere emotivamente, fino all’osso, gli spettatori. Per l’amor del cielo esiste in ogni drama, ma deve esser fatto bene, con lo spettatore portano all’interno con mano leggera, non che si senta spinto ad andarci dentro per forza.

6) Ho visto altre serie di questo genere, ne cito due ad esempio “Mine” e “Law School”, fatte veramente bene e coinvolgenti, senza cadere nei voli pindarici e nell’eccesso di stereotipi.

7) Finale chiamiamolo “aperto”. Che si voglia lasciare aperta la possibilità di una seconda stagione? Mah… amavo le serie coreane perché erano 16 puntate, una stagione, stop, terminava. Ora, spesso, ne fanno 8 (è successo con altre serie) e poi forse faranno la seconda stagione, ma per farlo lasciano dei finali alquanto insoddisfacenti.

Borderline è quindi anche il mio voto che metto più sotto. Più basso per le mie valutazioni personali sulla serie, più alto il voto dato al prodotto che rimane comunque ben fatto e confezionato.

GLI ATTORI
Kim Hee Sun
interpreta Seo Hye-seung, la donna che si ritrova all’improvviso senza più nulla.
Brava, come suo solito, ma personalmente l’ho preferita in altri drama, tipo “Tomorrov”.

Lee Hyun Wook interpreta Hyun Woo Young l’AD bello, ricco, intelligente, affascinante e con una totale sfiducia nelle donne.
Prima volta che lo vedo recitare come protagonista, lo avevo visto in un ruolo di supporto in “Mine” (drama che ho amato).

Jung Yoo Jin interpreta Jin Yoo-hee, l’avvocatessa cattivissima, che distrugge la vita del marito di Seo Hye-seung.
Chi segue i drama l’avrà vista sicuramente in “Snowdrop” e in “Romance is a Bonus Book”

Park Hoon interpreta Cha Seok Jin il figliastro di Choi Yu-seon, ancora innamorato della sua ex Seo Hye-seung.
Conosco poco di questo attore, ha avuto molti ruoli di supporto in drama tipo: “Tomorrow”, “Soundtrack 1”, “The King: The Eternal Monarch “ e “Memories of the Alhambra “. Qui recita, finalmente, in un ruolo principale.

Cha Ji Yeon interpreta Choi Yu-seon la matrigna di Cha Seok Jin e proprietaria dell’agenzia matrimoniale Rex.
Non è il suo primo ruolo principale, anche lei però lavora molto nei ruoli di supporto.


VISTO
 su Netflix

VOTO  bordeline:
6,5      voto considerazioni personali
8         voto per il “prodotto” considerando  regia e attori e “confezionamento”
Nelle considerazioni personali ho spiegato meglio il perché di questa distinzione.

Rammento che quando scrivo di un drama sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama ha fatto nascere in me.

OLD FASHION CUPCAKE


Se vi piacciono le serie giapponesi, se vi attirano i drama con poche puntate e brevi, se per voi il pathos iniziale di una storia è importante, se per voi l’amore passa anche dai primi timidi passi, se oltre ai “belloni” volete anche una regia e una trama ben fatta,  se appartenete alla categoria “L’attesa del piacere è essa stessa piacere”, se da un bl volete qualcosa di più del semplice contatto fisico, se siete stanche dei bl “universitari”, se questi se li avete, allora “Old fashion cupcake” tratto da un manga dallo stesso nome, è un jdrama bl del 2022 che fa per voi.

TRAMA
Nozee
è un uomo quasi arrivato ai quarant’anni, che ha scelto di rimanere “congelato” nel suo quotidiano. Infatti, nonostante, a 39 anni gli offrano aumenti di livello e prestigio lavorativo, lui sistematicamente li rifiuta, preferendo rimanere nella sua zona confort.
Single non cerca nemmeno una donna con cui creare una famiglia e con cui sposarsi, perché la sua rassicurante routine gli piace e non vuole romperla. La sua vita è composta da un trio: dormire, svegliarsi, lavorare. Tutto questo fa sì che la sua vita sia piatta, monotona, grigia e forse inizia a scivolare nella depressione.

Un suo giovane sottoposto, il ventinovenne Togawa, un giorno dopo un incontro con un cliente dal quale si recano assieme, passa del tempo a parlare con Nozee. Quest’ultimo osservando delle giovani ragazze che ridono e chiacchierano pensa ad alta voce: “Dev’essere bello essere una coppia di ragazze. Vedi? Sembra divertente, vero? I ragazzi non sono mai così felici. Loro scattano foto, aspettano in fila per i pancake e parlano d’amore…Ridono degli stupidi discorsi tra ragazze e si divertono sinceramente. Voglio dire, anche da giovani, non siamo mai stati così allegri”.

Da quel discorso inizia un gioco tra i due uomini, in cui decidono di comportarsi come le ragazze e cercare quell’allegria, quella spensieratezza e quella felicità delle piccole cose, che le ragazze sembrano trovare nell’essere insieme.

GLI ATTORI
Takeda Kouhei
interpreta Nozee, il maturo capo di Togawa, è un uomo serio, competente, gentile, sempre disponibile agli altri e che dedica la sua vita al lavoro.
È un attore, intrattenitore e modello giapponese molto famoso in patria, ha iniziato la sua carriera molto presto ed è stato anche membro di una band, la PureBoys.

Kimura Tatsunari interpreta Togawa, il giovane sottoposto di Nozee.
È un giovane attore di Tokio, i primi lavori sono del 2016 e da allora ha proseguito la sua carriera senza sosta.

La filmografia giapponese, da noi, è molto meno importata e quindi conosciuta, rispetto a quella coreana. Per questo la stessa sorte accade agli attori, davvero molto bravi, ma sconosciuti a più.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Questa serie è formata da 5 episodi di circa 25 minuti l’uno. Dei Jdrama amo molto questa aspetto, serie che vanno dai cinque ai dieci episodi, non eccessivamente lunghi, ma che nella loro brevità riescono a condensare, in maniera perfetta tutto. Cosa che è successa anche con “Old fashion cupcake”.

Lo dico ogni volta che scrivo dei giapponesi, sanno essere (nei loro film e drama) di una crudezza spietata, oppure di un romanticismo che penetra e invade fino al midollo osseo, e lo fanno con delicatezza. Questo è l’effetto che mi ha fatto questo bl, un romanticismo delicato e profondo che mi ha letteralmente conquistata.

Mentre riusciva nel difficile intento di penetrate in me, come una lama incandescente in un panetto di burro, mi ha dato anche degli spunti di riflessione attraverso delle frasi dette dal protagonista.
Un paio ve le riporto qua sotto:

Quando ti fai una certa esperienza, bisogna trovare la strada per farne di nuova
Perché, diciamolo, è il cambiamento il carburante della vita. Non troppo perché si ingolfa il motore, non poco, altrimenti non ti muovi più.

Il motivo per cui gli anni passano tanto in fretta per noi adulti è perché tutti i giorni si assomigliano. I bambini sperimentano cose nuove ogni giorno, quindi è sempre nuovo e memorabile, e gli anni sembrano più lunghi
A questa frase ho bloccato il video, e sono rimasta lì a pensare, come sia lo specchio di questi ultimi miei anni. Così veloci da non vederli, e che è vero quando avevo millanta interessi, gli anni scorrevano più lenti.

I rimpianti consumano la vita
Credo di averlo già detto in un altro post, se i rimpianti occupano il presente, non lo vivi.

Non sarà che non ci provi per non rimanere deluso?
Ehi tu, regista, quando cavolo sei venuto a spiarmi!?

VISTO su Viki

VOTO 9

Rammento che quando io scrivo di un drama sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama ha fatto nascere in me.

KISS SIXTH SENSE


Se amate le storie ambientate ai nostri giorni, se adorate le storie d’amore che sono solo apparentemente “semplici”, se un pizzico di fantasia non vi dispiace, se un pizzico ancora più piccolo di thriller non vi disturba, se volete una serie che scorre veloce e vi prenda, se i finali classici dei kdrama li amate, se questi se li avete, allora “Kiss Sixth Sense” uscito quest’anno, è il drama che fa per voi.

TRAMA
Hong Ye Sul è una donna che lavora come AE in un’agenzia pubblicitaria.  
Ye Sul ha un segreto che cela agli altri, ogni volta che le sue labbra baciano o toccano, altre persone, lei vede pezzi del loro futuro. Detesta questo “potere” perché quando ama o vuole bene a qualcuno, baciandolo, vede pezzi del futuro di quella persona e quindi anche pezzi del suo, facendone parte.

Un giorno per sbaglio, a causa di un piccolo incidente sul lavoro, bacia le labbra del suo capo Cha Min Hoo, e vede che vanno a letto insieme. Questa cosa la sconvolge, perché lei reputa Min Hoo una persona competente sul lavoro, ma rigida, fredda, eccessivamente severa, non comprende come possa mai accadere una cosa del genere.

A complicare le cose arriva dal passato di Ye Sul, il ragazzo che lei aveva lasciato tre anni prima, Lee Pil Yo, diventato ormai un regista famoso, come tale stipula un contratto di lavoro per uno spot pubblicitario con l’agenzia pubblicitaria, dove lavorano sia Min Hoo che Ye Sul.

Come potrà Hong Ye Sul districarsi dalla confusione che questo futuro con il suo team leader le crea e tra il suo passato che ritorna, ma che lei non vuole avere nel suo oggi?

Potrà liberarsi da questo futuro?

GLI ATTORI
Yoon Kye Sang
interpreta Cha Min Hoo, capo del planning team uno dell’agenzia pubblicitaria in cui lavora Hong Ye Sul, è un uomo serio, competente, determinato e molto esigente sul lavoro.
In questa serie ho adorato questo attore, lo avevo visto recitare in “Chocolate”, qui mi ha letteralmente conquistata. Non appartiene alla categoria “belloni” ma qui, forse il personaggio, forse la sua bravura, me l’ha fatto diventare bellissimo e ho tifato per lui dall’inizio alla fine.

Seo Ji Hye interpreta Hong Ye Sul, lavora nel planning team uno di Cha Min Hoo, suo mentore. E’ una account executive stacanovista del lavoro. Ha rinunciato all’amore e si dedica totalmente al lavoro. Nella sua vita deve fare i conti con questo potere che ha dall’infanzia: può vedere il futuro delle persone che bacia.
Attrice di alto livello, vista lavorare in Crash Landing on You, qui riesce a dare al personaggio pensieri e forma molto reale. Potremo vederla a breve anche nella serie in uscita “Adamas”.

Kim Ji Suk interpreta Lee Pil Yo, ex amore di Hong Ye Sul, ormai registra di successo affermato, ritorna in Corea con l’intento di riconquistarla.
Attore in attività dal 2006, l’ho visto molte volte in ruoli secondari, è stato attore protagonista in molti altri che non sono arrivati alle nostre piattaforme, almeno per il momento.

Cito velocemente, come tributo, anche:
Hwang Bo Ra che interpreta l’amica e collega di Hong Ye Sul.
Tae In Ho interpreta l’amico medico di Cha Min Hoo.
Uhm Hyo Sub, il barista confidente.
Fanno parte di quella schiera di attori che vedi sempre nelle serie famose, bravissimi, ma a cui viene sempre dato un ruolo di supporto. Ogni volta che li vedo, mi sento un po’ a casa.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Questa serie, anche se ha una forte base sentimentale, nel suo complesso mi è piaciuta. Dico questo nonostante negli ultimi due episodi il regista sia scivolato in un cliché che per chi vede i drama coreani fa pensare: “Suvvia un po’ di fantasia!” e in un errore grossolano (che metto in fondo a questo scritto, non so se può essere considerato spoiler**).

Ho amato molte affermazioni della protagonista, tipo: “Ci sono stati momenti in cui ho pensato di potermi godere il romanticismo se mi fossi impegnata. Non scommetto più* la mia vita su una tale fantasia”. Le sue affermazioni me l’hanno fatta sentire vicina, perché frasi ciniche di questo genere, solo i romantici fino all’osso, poi delusi possono dirle, capirle e “sentirle”.

Ho amato molto anche le domande che lei ad un certo punto ha cominciato a porsi sul futuro che vedeva, in cui era coinvolta anche lei. Quelle domande me le sono posta anch’io negli anni, solo che al posto della parola “futuro” mettevo paura.

La paura di quello che pensi che possa accadere, può influire sul tuo futuro?
La paura del dolore che sentirai, ti fa fuggire dalle situazioni?
Esiste questo futuro, o siamo noi con le nostre ansie e le nostre paure a crearlo?
Quindi se esco dalla paura e dall’ansia il mio sentiero muterà?

A volte mi sono data delle risposte, anni dopo ça va sans dire, quando ormai avevo segnato il mio futuro con le mie paure.

Oggi, nel mio presente, nonostante le paure siano lì pronte a formare nuovi selciati profondi in cui farmi camminare, riesco (spesso) a parlarci e quindi forse, e dico forse, hanno perso potere sul mio futuro.

VISTO su Rama

VOTO 8
Voto che sarebbe stato più alto fino al decimo episodio, poi la scivolata finale del cliché “dramoso” e l’errore del regista.

** il più l’ho aggiunto io alla frase originale, che era senza, sospetto che nella traduzione non sia stato inserito (opinione personale)

* Non credo sia SPOILER, ma nel dubbio lo metto in fondo, al limite saltate questo pezzo:
L’errore grossolano è che se cadi di notte in un fiume/lago e rimani sottoacqua per un minuto e più, quando nella scena successiva sei riuscito a risalire, non puoi avere i vestiti asciutti e i capelli umidi.

Rammento che quando io scrivo di un drama sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama ha fatto nascere in me.



EXTRAORDINARY YOU


Se vi piacciono le storie ambientate nei licei, ma ne volete una che esca dai soliti cliché, se vi piacciono le protagoniste femminili “forti”, se vi piacciono i colpi di scena, se amate il fantasy, se vi piace la tenacia in amore, se vi piacciono i rapporti di amicizia, se state cercando qualcosa di leggero ma estremamente gradevole, se avete tutti questi se, allora “ExtraOrdinary You” è un kdrama, tratto da un webtown, datato 2019 che fa per voi.

TRAMA
Siamo in un prestigioso liceo coreano, frequentato dalla giovane Eun Dan-oh.
La studentessa vive la sua vita tranquillamente, tra studio, amici e famiglia, questo nonostante soffra di una grave malattia cardiaca.

Dopo una serie di piccoli avvenimenti e incongruenze, scopre per puro caso, che lei e tutti gli altri vivono in un manhwa (dicasi anche manga o fumetto), dove tutti loro sono dei semplici personaggi manovrati dall’artista che lo disegna. In questo mondo esistono i protagonisti e gli extra, personaggi di contorno ai protagonisti.

Scopre anche, che oltre a lei, un altro studente, Lee Do-hwa, lo ha scoperto. Entrambi sono diventati “consapevoli” di questo mondo fasullo, mentre tutti gli altri ne rimangono inconsapevoli. Inoltre, si rendono conto che il cuoco Jin Mi Chae, detto anche la “Fata del calamaro secco” è un consapevole prima di loro, ma non solo, lui sa delle cose che non dice.

Eun Dan-oh non è felice di essere manovrata dall’artista e cerca in tutti i modi di cambiare la propria trama. Scopre che vi sono scene dove lei è obbligata fare quello che vuole il disegnatore, scene dove è innamorata, non ricambiata da Baek Kyung, e ci sono i fuori scena dove lei e libera di fare quello che vuole.

Nel mentre cerca di diventare più forte, incontra lo studente senza nome 13, cerca in tutti i  modi di coinvolgerlo nel suo tentativo di cambiare la propria trama. Nel farlo darà anche un nome allo studente 13, Ha-ru.

Inizia così una storia dove Danoh, Haru e Dohwa cercano di cambiare la trama della propria vita.

GLI ATTORI
Kim Hye-yoon
interpreta Eun Dan-oh, la giovane liceale con gravi problemi al cuore.
Chi ha visto “Snowdrop” la conosce già. Io l’ho conosciuta in questo drama.

Rowoon interpreta Ha-ru, lo studente che all’inizio della storia non aveva neppure un nome, man mano nella storia, si scoprirà sempre più “legato e intrecciato” a Eun Dan-oh.
Modello, cantante, e membro del gruppo di kpop SF9, è anche un ottimo attore, al suo attivo molto titoli famosi, “Tomorrow” e “L’affetto reale”, solo per citare gli ultimi due in ordine di uscita.

Kim Young-dae interpreta Oh Nam-joo, il protagonista del manhwa “Secret”, personaggio inconsapevole che vive la vita a lui predestinata dal disegnatore.
Giovane attore che ha al suo attivo molte produzioni di successo, l’ultima in ordine di tempo è “Shotting Stars”.

Lee Jae-wook è Baek Kyung è l’amore “obbligato” a senso unico di Eun Dan-oh. Interpreta il ruolo dello tsundere del manhwa.
Giovanissimo ha avuto il ruolo principale in “Do Do Sol Sol La La Sol” del 2020 e lo si può vedere recitare come guest role In “True Beauty”, “Move To Heaven” e “Kiss Six Sense”. L’ultimo suo lavoro è in “Alchemy of Souls”.

Lee Tae-ri è Jin Mi Chae detto anche la “Fata del calamaro secco“, cuoco alla Seuli Hight School. Jin Mi Chae sembra sapere di più sul mondo del manhwa, molto più di quello che dice.
Ha lavorato tantissimo in ruoli guest e di supporto, tra i tanti cito: Search: WWW, Tale of the Nine-Tailed, True Beauty.

Jung Gun-joo nei panni di Lee Do-hwa l’amico gentile e carino, anche lui “consapevole”, innamorato della protagonista Yeo Joo-da, che però non è destinata a lui dal disegnatore.
Ha lavorato in molti web drama per poi arrivare alla televisione. Ha recitato in “Oh my baby” e ha avuto dei guest role in True Beauty e Kiss Six Sense.

Lee Na-eun nel ruolo di Yeo Joo-da protagonista di “Secret” è la fidanzata predestinata di Oh Nam-joo.
E’ membro del gruppo femminile “April” e ha iniziato l’attività di attrice nel web 2019. E’ spesso ospite nei programmi televisivi coreani.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Ho amato molto questo kdrama.

La protagonista femminile è tenace, ottimista, porta avanti i suoi obiettivi, cade e si rialza.
Gli sceneggiatori e i registi hanno sottolineato in maniera ironica, i cliché di alcuni classici drama legati ai licei. Hanno sottolineato un punto di vista che ha spezzato/evidenziato il messaggio arcaico (lui forte e protettivo, lei debole e da proteggere) che alcuni drama di questo genere hanno come “modello”.

Il fantasy mischiato al reale, è un genere che mi piace molto, mi lascia con un piede a terra e un sogno che vola verso l’alto.

Di questa serie, ho amato il suo portarmi pian piano nel raffrontare il destino dei personaggi (principali ed extra) facendomi fare un paragone con quello degli umani.

Non so voi, ma a me è capitato in alcuni momenti della vita, di sentirmi parte di un gioco di ruolo in cui, nonostante i miei sforzi non riuscissi a uscire da un ruolo destinato a soffrire, o in altri casi, mi sono sentita un extra, senza possibilità di futuro.
Ecco, questo drama mi ha fatto nuovamente riflettere su questo aspetto, come se anche noi fossimo personaggi di un manhwa dal quale ostinatamente cerchiamo di uscire per scrivere da noi, e quindi avere il libero arbitrio, la nostra vita.

Il messaggio che passa è quello (dal mio punto di vista) di non demordere mai, di cercare di portare avanti quello che noi vogliamo essere. Potremmo non stravolgere il nostro futuro, ma potremmo cambiarlo.

La bellezza del titolo di questo drama lo avete notato? Una piccola perla.
I personaggi EXTRA, ovvero extra alla trama, sono i personaggi secondari e quindi senza importanza, Sono ORDINARY senza nessuna caratteristica o dote di spicco, ma se li metti “insieme”  diventano EXTRAORDINARY.  Straordinari, unici, fuori la norma, speciali.
Se poi ci aggiungi YOU diventano gli occhi di chi ti ama e di come ti vede: ExtraOrdinary You.

VISTO su Viki Rakuten.

VOTO 9

Rammento che quando io scrivo di un drama sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama ha fatto nascere in me.

KIM JI-YOUNG, NATA NEL 1982


Ero curiosa di leggere uno scrittore contemporaneo, che parlasse della società coreana odierna. Così sul mio comodino è arrivato questo libro: “Kim Ji-Young, nata nel 1982”.

Di cosa parla questo libro?
Questo libro è uno sguardo, un’osservare la società e la condizione femminile coreana ai giorni nostri, descritto in un romanzo,  attraverso la vita di Kim Ji-Young.
Nel romanzo la protagonista non dirà quasi mai se quello che le accade è giusto o sbagliato, vivrà le situazioni come dato di fatto della società intorno a lei, cercando di vivere al meglio.

La scrittrice è riuscita con questo libro a farci attraversare la mente e le emozioni della protagonista, arricchendo il tutto con statistiche e riferimenti legislativi reali, dando così uno sguardo sulla condizione in cui vivono le donne coreane oggi.

Nel leggerlo ho scoperto così una forma d’ipocrisia perniciosa, un razzismo di genere che ha portato alcune madri, aiutate in questo, a far passare per motivi di salute l’aborto delle figlie femmine che attendevano. Questo perché il figlio maschio, all’interno della famiglia aveva valore, la figlia femmina no.

Racconta anche di un periodo precedente, in cui era prassi in famiglia far studiare i figli maschi, perché avrebbero dovuto pensare economicamente alla famiglia, avendo così diritto allo studio. Le figlie femmine dovevano prendersi solo cura dei fratelli e supportarli, quindi studiare per loro, oltre la scuola dell’obbligo, non era un’opzione.

Da loro, come da noi, se un “pervertito” ti avvicina, socialmente scatta il “Come eri vestita? Eri ubriaca? L’hai incoraggiato? Perché esci la sera tardi? Perché hai la gonna corta? Diciamolo un po se le cercata” e così via.
Ci accomuna il destino che la vittima diventa, socialmente, il carnefice.

Nel lavoro non va meglio. A parità di meriti, di studi e di posizione lo stipendio femminile è inferiore a quello di un collega maschio, in maniera peggiorativa anche rispetto rispetto a noi. Se da noi la differenza è di circa un 20% in meno da loro, arriva quasi al 40%.

Non voglio dirvi altro, perché sembra che questo romanzo parli di un trattato di economia o di diritti civili, facendolo sembrare un “mattone”. Cosa che assolutamente non è, scorre velocemente e fa riflettere. Io ci ho messo solo un paio di sere a leggerlo.

Il romanzo può essere suddiviso in quattro grossi periodi della protagonista: infanzia, adolescenza, maturità, matrimonio.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Nella lontana Corea viene ”insegnato” perniciosamente alle figlie orientali, (ma capita anche in occidente), che se un ragazzo ti tratta male, “in fondo è perché gli piaci”. A chi insegna questa chicca di vita alle donne, consiglio la visione di un film americano di qualche anno fa: “La verità è che non gli piaci abbastanza”, i primi tre minuti.
Quel “se ti tratta male è perché in fondo gli piaci” ha devastato un sacco di donne che ci hanno creduto.
(questo il link se volete vedere questi tre minuti)
https://youtu.be/Z7ZyIpGxBaA

Leggendo della Corea, ancora una volta, ho trovato molte analogie e similitudini con l’Italia, credo che molte donne della mia generazione e quella successiva, troveranno in questo libro ampie parti di vita vissuta, non dico tutte (o forse si), ma molte sì.

Non so dirvi se per la generazione femminile Z sia lo stesso, o se lo sarà per la generazione alpha (speriamo di no per queste donne ancora cucciole). So che noi “old generation” ci ritroveremo in molte cose leggendo questo libro, e scopriremo così, che il razzismo di genere non ha confini e latitudini.

Di questo libro amo molto anche la copertina, quel volto senza lineamenti avendo lo sfondo di grattacieli moderni alle sue spalle, dove la sua individualità viene a sparire. Un luogo dove le donne hanno solo due possibilità: o sacrificare la propria vita ai familiari o dedicare la propria esistenza a emergere.

Per le appassionate dei kdrama, sappiate che da questo libro è stato tratto un film nel 2019, con protagonista maschile Gong Yoo (sì l’attore di Goblin) e femminile Jeon Yu-mi.

Chiudo con una mia considerazione, “Come è facile dimenticare e reiterare gli errori quando non siamo noi direttamente a pagarne le conseguenze”, e con una domanda che si pone l’autrice nel libro: “ Sono le leggi e le istituzioni a cambiare i valori della società o sono i valori stessi che fanno da traino per le leggi e le istituzioni?

Per finire lascio a voi, in fondo a questo scritto, quanto scritto sulla quarta di copertina del libro:

Kim Ji-Young
è femmina in una famiglia
che voleva un figlio maschio.

Kim Ji-Young
è una sorella costretta a dividere la stanza
per lasciarne una intera al fratello.

Kim Ji-Young
è una figlia che viene colpevolizzata dal padre
se qualcuno la importuna.

Kim Ji-Young
è un’impiegata modello.
a cui non viene concessa una promozione.

Kim Ji-Young
è una moglie che ha dovuto lasciare il lavoro
per badare alla casa.

Kim Ji-Young
ha iniziato a comportarsi in modo strano.

Kim Ji-Young
soffre di depressione.

Kim Ji-Young
è pazza.

Kim Ji-Young
è solo se stessa.

Kim Ji-Young
è ognuna di noi.

TITOLO E DATI BIBLIOGRAFICI
Kim Ji-Young, nata nel 1982.
Io ho letto l’edizione La Tartaruga del 2021, ho preso la versione cartacea con la copertina flessibile, ma esiste anche una versione e-book.

Il traduttore è Filippo Bernardini.

Il libro è stato finalista al National Book Award.

AUTORE
Cho Nam-Joo è nata a Seul nel 1978. Ha vissuto alla periferia di Seul in una famiglia instabile sia economicamente sia emotivamente. Laureatasi in sociologia, ha poi lavorato per circa dieci anni come sceneggiatrice, “Kin Ji-Young, nata nel 1982”, è il suo terzo romanzo, quello che le ha portato la notorietà dentro e fuori i confini della Corea.

SHOOTING STARS


Se avete voglia di qualcosa di leggero, se vi piacciono i retroscena, se avete voglia di farvi qualche risata ma nel frattempo volete anche un po’ di sentimento, se amate tantissimo le commedie sentimentali classiche, se avete tutti questi se allora “Sh**ting Stars” (o Shooting Stars) è un kdrama del 2022 che fa per voi.

TRAMA
Un dietro le quinte del mondo dello spettacolo coreano, chiaramente essendo un drama sentimentale è una versione “rosa e fiori”.

Oh Han-Byeol è il capo di un team di pubbliche relazioni di una società di gestione di attori e attrici. Gong Tae-Sung è la stella della società. Famosissimo e amato in tutta la nazione come attore, per il suo aspetto e modi gentili, ma ha anche un lato del carattere che non mostra pubblicamente.

I due litigano praticamente per ogni cosa, La loro conoscenza ha radici dai tempi universitari, questo non impedisce ad entrambi di essere attratti uno dall’altro.

Prosegue così il loro rapporto tra fan, antifan, segreti nascosti, amici che li supportano, crisi d’immagine e di scandali, veri e falsi, che inseguono il team delle PR.

Intorno ai due protagonisti si sviluppano le storie degli altri attori e manager, da quelli esordienti a quelli più affermati.

GLI ATTORI

Lee Sung-Kyung interpreta Oh Han-Byeol, capo del team delle public relation della Star Force Entertainment.
E’ la prima volta che la vedo recitare, brava nel ruolo, anche se dal mio punto di vista ha dato un’interpretazione al personaggio troppo patinato. Ha iniziato la sua carriera come modella per poi debuttare come attrice in seguito.

Kim Young-Dae interpreta Gong Tae-Sung, l’attore, la punta di diamante, la stella indiscussa della Star Force Entertainment.
Anche lui è la prima volta che lo vedo recitare, nonostante abbia al suo attivo molte produzioni tra cui (solo per citarne alcune) “The Penthouse” 1 e 2, un paio di apparizioni in “True Beauty”, un ruolo principale in “Extra-Ordinary You” (che sto visionando ora, dove mi è piace di più, nonostante abbia meno spazio).

Yoon Jong-Hoon è Kang Yu-Sung un manager da molti anni, molto gentile e di bell’aspetto.
Di lui mi sono “innamorata”, credo grazie anche al personaggio che interpreta. Una bellezza che non acceca ma che avvolge. Bravissimo nella recitazione sia verbale che attraverso gli occhi e il corpo. Anche lui ha al suo attivo, solo per citarne alcuni, “The Penthouse” 1 e 2, un ruolo di supporto in “Extra-Ordinary You” e un guest role in “Rookie Historian Goo Hae Ryung”.

Lee Jung-Shin è di Do Soo-Hyuk è un avvocato di società e consulente legale della Società.
Lo ammetto, mi sono “innamorata” anche di lui, anche per lui grazie (suppongo) al suo personaggio. Lee è un membro del gruppo di Kpop CNBlue, ma negli ultimi anni ha intrapreso una carriera d’attore di tutto rispetto.

Park So-Jin nei panni di Jo Ki-Bum giornalista per un giornale di intrattenimento on line e amica intima di Oh Han-Byul.
La sua recitazione, e il suo personaggio, mi sono piaciuti molto, molto più di quello della protagonista, più vero. Purtroppo negli ultimi anni le hanno dato solo ruoli di supporto, di cui l’ultimo appena uscito in “Alchemy oh Souls”. Credo perché lei non è solo attrice, ma è anche una cantante e compositrice e fa parte di un gruppo di ragazze della K-pop, le  “Girl’s Day”, questo le lascia meno tempo per la recitazione.

Kim Yoon-Hye nel ruolo di Park Ho-Young anche lei amica di Oh e manager della società Star Force Entertainment.
Ha iniziato la sua carriera come modella, poi è passata ai video musicali e infine al cinema e ai drama. E’ da molti anni presente sulla scena, alternando ruoli principali a ruoli di supporto.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
La frase finale della serie è: “La storia di coloro che riparano ai disastri delle star”.
Il kdrama è stato piacevole, scorrevole, ma sicuramente non è una serie di cui farei rewatch. Troppo edulcorato. Tutti si amano e tutti vanno d’accordo, le star amano i loro sottoposti e i loro sottoposti amano le loro star.

Sarei curiosa di intervistare dal vero “coloro che riparano i disastri delle star”, ma tenuto conto di questo, sì, è una leggerissima sbirciatina dietro le quinte.

Del resto stiamo parlando di un drama sentimentale e non di un film candidato al premio oscar.

Trovate questo drama con un titolo in due versioni “Sh**ting Stars” e “Shooting Stars”, la cosa è voluta perché in coreano il suono della frase “stella cadente” e simile a “cacca”, quindi questa doppia valenza è una punta d’ironia sull’ambiente lavorativo che ho molto apprezzato.

VISTO su Viki Rakuten, ma lo trovate anche su Rama.

VOTO 7,5

Rammento che quando io scrivo di un drama sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama ha fatto nascere in me.

LA MOGLIE COREANA


Ho comprato questo libro oltre un anno fa, incuriosita dalla Corea, cercavo, attraverso i loro scrittori, una comprensione maggiore del loro pensare.

Nell’attesa che la pigna sul mio comodino scendesse per arrivare a lui, in Corea decidevano di farne un drama “Pachinko” (che non ho ancora visto), per questo oggi potere trovarlo negli scaffali delle librerie più facilmente con questo nome.

(Questa volta è la piccola Sophie che vi presenta il libro)

Il libro racconta attraverso quattro generazioni, la saga di una famiglia coreana, uno spaccato storico che inizia nel 1910 in Corea e termina nel 1989 in Giappone.

Non è un romanzo d’amore, anche se una storia d’amore fa iniziare il tutto rimanendo di sottofondo a tutto lo svolgimento della trama, ne diventa il canovaccio sul quale sono ricamati tutti i personaggi successivamente. Amore e storia si intrecciano per portarci con loro.

Parla di un popolo, quello Coreano, divenuto colonia forzatamente di un altro popolo, quello Giapponese.

Parla di donne e del loro adattarsi a un mondo costruito ad immagine degli uomini, ma in cui loro fanno da traino. Come le vacche con il carro. Senza di loro il carro sarebbe fermo, ma nessuno le considera e non hanno potere sulla loro stessa vita.

Parla di uomini, del loro sopravvivere, in un mondo che li rifiuta.

Parla di razzismo, in un Giappone dei primi anni venti, dove la persecuzione razziale da parte delle forze dell’ordine nei confronti dei coreani, causò la morte di migliaia di loro e la detenzione di altre migliaia.

Parla degli “zainichi”, dei ghetti a loro “assegnati”, della povertà, della rassegnazione e della privazione dei diritti, ma parla anche di speranza, determinazione, coraggio, orgoglio e forza di volontà.

In tutto questo si intrecciano amori, storie, situazioni, una guerra mondiale, e la bomba atomica.

Un libro che si legge facilmente, scorre veloce e appassiona nelle vicende dei protagonisti che si susseguono negli anni. Un romanzo che può piacere a chi ama la Corea, a chi è curioso del suo popolo, a chi vuole andare oltre alla conoscenza data dai drama e film, e a chi vuole conoscere, seppur romanzati, dei periodi storici.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Quando leggo, sento, parlo della Corea, spesso trovo analogie e similitudini con dinamiche italiane, sia in positivo sia in negativo, questo me la fa amare e comprendere ancora di più. Detto ciò, sono consapevole che è un discorso arrogante il mio, perché se il sapere totale relativo alla Corea fosse cento, io al momento conosco solo uno (scarso).

Non ho altre considerazioni da fare su questo libro, aggiungo solo alcune delle frasi che mi hanno colpito e mi hanno fatto riflettere.

“Vuoi vedere un uomo dare il peggio di sé? Trasformalo da uomo comune in uomo di successo oltre ogni sua immaginazione, e vediamo se continua a comportarsi bene quando può fare tutto ciò che vuole.”

“Sunja era una donna pragmatica, ma persino lei rimase stupita dalla crudeltà di Hansu. Più conosceva quell’uomo, più si rendeva conto che da ragazza aveva amato un’idea di lui… sentimenti che non avevano riscontro nella realtà.”

“Noa la fissò. Akiko lo avrebbe sempre considerato una persona diversa da quella che era: non lui, ma lo straniero idealizzato che aveva nella mente.”

“I coreani nati in Giappone dopo il 1952 dovevano presentarsi al distretto di zona al compimento del quattordicesimo anno d’età per richiedere il permesso di permanenza in Giappone. Questo ogni tre anni.”

In fondo tutto il mondo e paese e gli uomini non apprendono mai dalla storia.

TITOLO E DATI BIBLIOGRAFICI
La moglie Coreana.
Io ho preso un usato, è un’Edizione Piemme del 2018. Le pagine del racconto sono 583, oltre ad alcune pagine di glossario dei termini coreani usati.

La traduttrice è Federica Merani.

Il libro è stato finalista al National Book Award nel 2017 e secondo classificato nel 2018 al Dayton Literary Peace Price.

AUTORE
Min Jin Lee è nata a Seul nel 1968, ma all’età di sette anni emigra negli Stati Uniti con la famiglia, dove è cresciuta.
Questo fa sì che l’autrice unisca in questo romanzo, oriente e occidente. Lo definirei un libro scritto con radici coreane e con uno sguardo occidentale.

TOMORROW


Se le storie con i tristi mietitori vi solleticano sempre, se un pizzico di storico non vi dispiace, se i destini che si incrociano vi attirano, se appartenete alla categoria “E’ bellissimo! Ho pianto tanto” 😉 , ecco secondo me “Tomorrow” è un kdrama del 2022 che fa per voi.

Una piccola avvertenza che dicono all’inizio del primo episodio, e io ribadisco:
Tomorrow è una serie su tendenze al suicidio. Si sconsiglia la visione a chi lotta con il tema. Non guardate la serie, ma chiedete aiuto.

Questo perché chi è in quello stato mentale può essere influenzato dalle dinamiche dei tentativi di suicidio falsi dello schermo.

TRAMA
Una squadra speciale dei Tristi Mietitori, ovvero la squadra Gestione Rischi, è stata istituita dall’Imperatore di Giada per cercare di aiutare gli uomini che stanno per avvicinarsi sempre di più al suicidio. Questa squadra è anomala rispetto alle altre squadre di Tristi Mietitori, i quali devono solo certificare l’avvenuta morte e accompagnare l’anima nell’aldilà.
La squadra gestione rischi deve cercare di convincere i probabili suicidi a rinunciare al loro proposito, vivendo ancora tutto il loro tempo sulla terra al meglio delle loro possibilità.

Che accade se un umano cercando di salvar un suicida, incappa nella squadra gestione rischi e per questo ha un incidente che lo porta in coma, rimanendo quindi tra la vita e la morte? Come farà l’aldilà a risolvere questo incidente capitato a causa dei suoi impiegati?

Il drama si sviluppa al solito sui canonici 16 episodi, ed ogni episodio è a se stante, anche se un filo conduttore ci porta al finale, una trama che per l’idea merita un punteggio di nove.

GLI ATTORI
Un cast di tutto rispetto alcuni per me di nuova conoscenza, altri già visti e amati.

Kim Hee Sun che non ho mai visto recitare, interpreta Goo Ryeon, la Mietitrice dai capelli colorati. Bravissima in questo ruolo.
Lee Su Hyeok interpreta un Triste Mietitore serio e ligio alle regole, Park Joong Gil. Cosa posso dire di lui? Superbo, come sempre, del resto chi lo ha visto anche solo nella sua interpretazione del vampiro in “The Scholar Who Walks the Night “, sa di cosa parlo.
Rowoon è il giovane umano che nel cercare di salvare un possibile suicida si ritrova in coma. Credo che di Rowoon non debba dire nulla, conosciuto come membro della band kpop SF9 è venuto alla ribalta come attore con il drama “L’affetto reale”.
Yoon Ji On l’ho scoperto in questo drama, ma è stata una bellissima scoperta. Bravo, davvero bravo, mi ha fatto venire voglia di vedere altri film e/o drama con lui.

Infine voglio fare un piccolo cameo, solo una citazione per Kim Hae Sook, qui in un ruolo di supporto, ma lei lavora spesso in ruoli di supporto che sono quasi principali. Una grande attrice vista lavorare in tanti drama, (solo per citarne un paio: star-up, hospital play list). Dal mio punto di vista la sua sola presenza dà spessore al drama dove lei lavora.

A tutti loro come voto un bel 10 pieno.


CONSIDERAZIONI PERSONALI
Come già detto il drama si sviluppa su sedici episodi, ognuno con una storia diversa, e coglie aspetti sociali della vita coreana passata e presente di questo popolo, in cui la percentuale di suicidi (insieme al Giappone) è tra le più alte dell’Asia.

Personalmente ho amato molto quattro di queste storie, altre le ho trovate esagerate nell’espressione, in cui i cattivi erano troppo cattivi e in cui i personaggi sono diventati troppo patetici, tutto ciò fatto (per me palesemente) con la chiara intenzione di smuovere lacrime ed emozioni a tutti i costi. Durante la visione questo un po’ mi ha destabilizzato nel dare una mia opinione, perché a un episodio avrei dato dieci ed a un’altro avrei dato sei. Non capivo.

Ho capito guardando la scheda del drama.
Questo drama ha due registi e tre sceneggiatori e quindi ogni episodio ha un’impronta diversa a secondo di chi ha scritto la storia e di chi ha fatto la regia.

VISTO su Netflix, ma lo trovate anche su Rama.

VOTO impossibile (per me) dare un voto singolo a questo drama, come scritto nelle considerazioni personali due registri e tre sceneggiatori non mi permettono di dare un voto omogeneo, dovrei dare un voto a singolo episodio. Per questo ho dato un voto alla trama (9) e agli attori (10) separatamente.


Rammento che quando io scrivo di un drama sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama ha fatto nascere in me.

Boku mo Aitsu mo Shinrodesu


(altro titolo con cui trovarlo Both He and I Are Grooms)

Se amate i giapponesi, se vi piacciono i bl, soprattutto se vi piacciono i bl giapponesi (hanno una narrazione diversa da quelli thai), se amate le commedie romantiche, se ogni tanto preferite la visione di un film piuttosto di una serie, ecco, allora “Boku mo Aitsu mo Shinrodesu” questo film del 2022 di circa un’ora, fa per voi.

TRAMA
Seto Ryosuke è un maestro di una scuola elementare, un giorno mentre pulisce una spiaggia dai rifiuti, per portare successivamente i suoi scolari, incontra Aikawa Mizuki un giovane produttore di limoni. Il destino dei due giovani inizia in quel momento a incrociarsi, Mizuki già consapevole del suo innamorarsi degli uomini, e Ryosuke che ne diventa consapevole per la prima volta.
Dopo circa tre anni i due stanno per sposarsi, ma che accade quando Ryosuke confessa a Mizuki, che nessuno della sua famiglia e dei suoi invitati sa che sposerà un uomo?

Si sviluppa così questa commedia romantica, questo bl, che mantiene un tocco delicato e scorrevole, ma affronta i problemi di un coming out in una società che ancora oggi non accetta dell’amore i suoi milioni di sfaccettature.

Questo film, seppur garbatamente, separa due diverse espressioni sociali, dalla famiglia che accetta il figlio e lo supporta, alla famiglia più rigida che non comprende, e quindi rifiuta, questo amore.

GLI ATTORI
Iijima Hiroki interpreta Aikawa Mikuzi, mentre Hayama Shono interpreta Seto Ryosuke.
Parlare degli attori giapponesi non è semplice, cioè lo è, ma non è semplice conoscerli, poiché la filmografia giapponese arriva a noi con il contagocce rispetto a quella coreana, e spesso è legata a una tipologia di jdrama “adolescenziale”.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Io amo il Giappone, tanto quanto la Corea. Dico sempre che per me il “Giappone” è un amore atavico e la “Corea” è un amore istintivo. Due cose diverse e simili, ma non per questo in competizione. Dico questo, consapevole, che tra i due popoli ci sono fatti storici che li hanno visti come nemici, fatti che ancora oggi sono una cicatrice pulsante.

La filmografia giapponese può essere di una crudeltà ai limiti dell’accettabile emotivo e nel contempo avere un romanticismo, una delicatezza e una profondità che noto raramente in altri popoli. I popoli sono “costruiti” dall’ambiente in cui vivono, quindi pensate al Giappone, ai vulcani, ai terremoti e al loro vivere su un’isola e comprenderete molte cose.

La filmografia coreana non so ben definirla, per certi aspetti è molto più variegata, hanno un occhio nel vedere alcune dinamiche e nel portarle sotto gli occhi di tutti. Mi hanno insegnato che non esiste buono e cattivo, esistono persone che possono essere buone e cattive contemporaneamente. Ho appreso tramite loro a lasciare (non sempre lo ammetto) in sospeso il giudizio nei fatti della vita, perché “tu non sai mai da cosa è veramente formata una persona, e il perché del suo fare”.
Inoltre la Corea del Sud, come l’Italia, ha subito fortemente l’influenza americana e questo fa sì che alcune dinamiche di visione artistica ci accomunino.

Sospetto che da queste mie considerazioni personali abbiate compreso l’amore che, a modo mio, riverso su questi due popoli.

VISTO su Clam sub ita
ma potete trovarlo anche su Phoenix Reborn e su My Bl Love essendo un progetto nato dalla collaborazione di questi tre fansub.

VOTO 8

Rammento che quando io scrivo di un drama, o di un film, sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama ha fatto nascere in me.