PROGENIE


Quando è nata è uscita dal mio ventre con gli occhi aperti e la manina stretta sul cordone ombelicale, come se fosse sul tram attaccata al palo e pensasse: “E’ qui la fermata?”.

Non so che tipo di madre sono stata, so che mi ero ripromessa fin da bambina che non avrei fatto gli “errori” che mia madre aveva fatto con me. Ci sono riuscita, ma ahimè,  ho fatto “errori nuovi” non previsti.

Ho cercato di lasciarla libera di essere quello che era, di darle la possibilità di scegliere. Poche volte ho detto “no” e basta. Più spesso ho cercato di convincerla motivando il perchè non era possibile e questo sia che lei avesse 2 anni o 20. Le dicevo “Vedi tu, sei responsabile della tua scelta”. Tantè che da adulta mi confessò che questo mio comportamento in qualche modo le era pesato e l’aveva obbligata a essere più adulta della sua età, perchè aveva compreso il concetto “io scelgo, io sono responsabile” e questo l’obbligava a ponderare le scelte.

Ho comunque cercato di comunicarle quelli che per me erano valori di vita: verità, sincerità, pulizia d’animo. Credo di averle passato dal dna il piacere dei libri e l’amore per gli animali.

Non sono mai stata una madre che ti alita sul collo (ad esclusione della scuola….), quella che quando parti devi chiamarla continuamente e dirle quanto stai bene e che combini. Non sono stata il tipo di madre che aspetta la notte sveglia il rientro della figlia, io dormivo tranquillamente e suppongo ronfassi anche.

Quando è stata in germania per un anno a studiare, tutti (quasi) si stupivano perchè non ero triste e non mi scendeva la lacrimuccia dall’occhio umido e dicevo mi manca. Io pensavo “veramente sono felice, sta facendo quello che vuole e sta bene”. In qualche modo per questi ed altri aspetti mi son sempre sentita una mamma anomala con una predisposizione alla non maternità.

Eppure…
… dopo una settimana dalla sua nascita mentre la guardavo  non riuscivo a scinderla ma me.
… dopo sei mesi la sua nascita, la prima “libera uscita” senza di lei è stato come non avere il braccio sinistro attaccato al corpo.  Quando dico non avevo il braccio sinistro attaccato al corpo intendo proprio la sensazione fisica. Tanto che dopo un’ora ero già rientrata a casa.
… a dieci anni quando ritardò per la prima volta da scuola, la vedevo già rapita e in mano ad uno stupratore sadico torturatore.
… ho stampato nella mente, come una foto indelebile, la sua partenza per Kiel. Vederla andare, di spalle, verso la stazione, carica sotto il peso di zaini e valigie. Sentire il mio cuore che si stringeva fino a diventare un puntino. Mi sembrava così piccola e indifesa mentre si avventurava nel mondo.

Eppure… eppure anche oggi dico eppure. Oggi è lontana ancora una volta per studio, questa volta a Bath, e per molto più tempo. Questa volta non ho la sensazione che mi manchi il braccio sinistro, ma che una parte di me sia là.
Posso non sentire il vuoto di una parte di me?

Eppure… eppure anche oggi mi si stringe il cuore nell’averla vista in queste settimane, stanca, esausta, alle prese con difficoltà oggettive e pratiche. Difficoltà date dall’essere in terra straniera, un modo di vivere, pensare e rapportarsi. Ora il peggio è passato, ero sicura che avrebbe superato le difficoltà, ma quella stretta al cuore è tornata e mi ha fatto pensare, “Non è che sono più mamma di quanto non sapessi?”

Questo scritto in fondo non è altro che una carezza, il mio modo impacciato di dirle “Ti voglio bene e sono orgogliosa di te” e di dirle ancora “Spero di averti insegnato quanto tu hai insegnato a me“.

SATURNO CONTRO… BYE BYE


Non che non abbia apprezzato la sua permanenza da me.
Diciamo che avrei preferito seguisse la regola degli ospiti che son come i pesci, dopo tre giorni puzzano e se ne devono andare, ma lui ha frainteso e con me è stato quasi tre anni, non tre giorni.
Vero, grazie a lui ho tagliato molteplici rami secchi, interni ed esterni. Ho risolto cose irrisolte da anni, interne ed esterne. Ho dato il giusto valore  al binomio “dare e ricevere” tra “Io e Mondo”. Ho costruito e posato fondamenta sperando di poter costruire nel futuro. E stato colui che mi ha fatto aprire gli occhi e vedere cose che non volevo vedere.

Ma mi ha fatto anche sudare, lacrimare e stramazzare al suolo.

Quale novello sergente Hartman mi ha alitato sul collo, non mi ha lasciato respiro e mi ha costantemente urlato nella psiche:
Se tu donzella finirai questo corso, se sopravviverai all’addestramento… Sarai un’arma! Sarai dispensatrice di morte, pregherai per combattere! Ma fino a quel giorno sei uno sputo, la più bassa forma di vita che ci sia nel globo! Non sei neanche una fottuta donna, sei solo un pezzo informe di materia organica anfibia comunemente detta “merda”!

Di chi parlo? Ma di Saturno, quello contro però! Quello che il 29 ottobre del 2009 entrò nel mio segno e che finalmente il 6 di questo mese saluterò sulla soglia della mia porta, orgogliosa di essere sopravvissuta, più forte e in piedi, ma credetemi quando sventolerò il fazzolettino bianco non gli chiederò di fermarsi ancora un pò da me.

Ora è il momento dell’aria frizzante, della brezza leggera, delle emozioni che risalgono e non trovano più la via sbarrata. E’ giunto il tempo dei sorrisi stupidamente inutili ma pieni di tepore, è giunto il momento che quella che sono, benchè trasformata, ritorni.

Mi sono mancata.

SATURNO CONTRO…. BYE BYE

PARLAMI DI ME


Parlami di me.

Parti dall’inizio, scorri la mia vita.  Descrivimi chi ero, raccontami me stessa attraverso te, i tuoi occhi, i tuoi pensieri, dimmi chi sono oggi.
Raccontami. Non blandirmi, non dirmi cose piacevoli e amorevoli, parlami delle crepe, dei ristagni e delle infiltrazioni. Svelami senza ipocrisia, come se chiacchierassi con  te stesso e io non fossi qui ad ascoltare.
Oggi io non parlerò. Ho parlato così tanto con me stessa giungendo a confondermi.  Oggi ascolterò silenziosa e attenta.

Parlami di me.

LA TRANSUMANZA DELLE PAROLE SCRITTE.


Da un blog antico me ne andai anni fa emigrando su Splinder. Ora questa piattaforme chiude obbligandomi a una nuova transumanza. Ma del resto sono una nomade stanziale.

Orbene ora eccomi qua, nuova avventura e nuovi comandi da imparare (con l’aggravante della mia totale incapacità in inglese) e il tentativo di portare qui,  sotto la categoria Yesterday,  almeno una parte dei miei scritti prima che splinder “erasi” tutto.

UNA FOGLIA DI NOME ALESSANDRO


Spesso penso a me, al mondo, agli amici come ad un albero pieno di foglie.
 
Il mondo intero è l'albero che affonda le radici nel terreno ed io sono una foglia su un ramo. Accanto a me, sullo stesso ramo, altre foglie. Gli amici più cari, gli affetti più profondi, le persone che percepisco, anche senza un perchè, molto affini.
 
Intorno al mio ramo, ci sono altri rami, alcuni vicini altri lontani, con altre foglie. Abbiamo una cosa in comune, siamo tutti "figli" dello stesso albero.
 

Questo post oggi è dedicato ad una foglia del mio ramo. Una foglia che viveva proprio accanto a me e otto anni fà si è staccata ed è tornata sul terreno accanto alle radici.
 
Questa foglia si chiamava Alessandro è quando è volata via ho innaffiato per giorni con le lacrime il terreno.
 
Le foglie possono volare via ma nel cuore rimangono per sempre.

SORRIDI… SEI SU SCHERZI A PARTE


"Buongiorno è la direzione generale della 3, signora Diamanta?"
 
Si… (Ussignur che avrò mai combinato)
 
"La contatto perchè stavamo verificando la sua posizione e ci risulta che lei ha un piano tariffario XJZ con telefono incluso e paga 30€ al mese"
 
Si… o meglio non mi ricordo il nome del mio piano tariffario
 
"Sarebbe opportuno che lei prendesse una nuova scheda sim da abbinare alla sua. Con un costo fisso di 10€ al mese"
 
Scusi perchè dovrei prendere una scheda sim da abbinare alla mia se poi non la uso, mi basta e avanza quella che ho
 
"No guardi, la scheda aggiuntiva serve solo per appoggio in modo che lei paghi 10€ in più al mese"
 
……scusi?
 
"Si lei prende questa scheda sim aggiuntiva, paga 10€ ma il credito lo utilizza sulla sua vecchia scheda sim"
 
……scusi perchè mai dovrei farlo?
 
"Perchè così lei ha 10€ di credito aggiuntivo" 
 
Si ma io a volte neppure arrivo al consumo di 30€ al mese, perchè mai dovrei spendere 40€ per una cosa che non mi serve?
 
"Perchè in questo modo avrà la possibilità di avere 100 minuti e 25 sms gratuiti al mese" 
 
Guardi non mi interessa avere 100 minuti e 25 sms gratuiti, il mio uso del telefono è limitato
 
"Si ma avrà una sim aggiuntiva anche oltre a 10€ di credito extra oltre a 100 minuti gratis e gli sms"
 
A volte non spendo neppure 30€ perchè mai dovrei spendere 40€ per avere un credito che non userò e una scheda sim che non utilizzerò?
 
"Aspetti che verifico la sua posizione, sa per la questione della privacy non ho potuto visionarla"
 
Come le ho già detto due volte, non supero quella cifra mediamente, e non sono interessata ad una scheda aggiuntiva che non userò e neppure a spendere 10 € in più che non utilizzerò (e nel frattempo penso ma se per la privacy non potevi vederla prima, comè che puoi vederla ora!?)
 
"Ma allora lei non supera 30€ di utilizzo!"
 
No… mi spiace per lei, ma non supero quella cifra e non son interessata a nessuna scheda aggiuntiva
 
"Si figuri, tanto io devo lavorare tutto il giorno".
 
 
Sono su scherzi a parte vero!?!??
Ma a voi non viene il sospetto che la gente si buca? E si buca con i pali della luce o meglio del telefono!

SQUILIBRI MENTALI


 E' stato un mese un pò strano questo, diciamo intenso…
 
… ho svuotato una casa dei mobili in tre round diversi con il triplo delle volte è stata lasciata proprio totalmente spoglia ho parlato con muratori elettricisti idraulici architetti artigiani commercianti banca un periodo in cui ho avuto a che fare con la burocrazia italiana un pezzo di carta non riesce a fare neppure 20 gradini all'interno della stessa rampa di scale in tre giorni son andata ad abitare con Progenie in un'altra casa temporaneamente condividere uno spazio ristretto seppure per breve tempo credetemi per entrambe è una grande prova svuotato e traslocato a pezzi e smozzichi mentre comunque durante il giorno lavoravo ringrazio Progenie di una miriade di cose fisiche che ha fatto al posto mio. 
 
In questo mese ho fatto cose assurde…
… chiamavo il cane con i nomi delle amiche oltre al nome della figlia ma questo già lo facevo prima chiamavo le amiche con il nome del cane volevo dire tapparella dicevo calorifero ho perso le chiavi della macchina le ho ritrovate dove le avevo cercate disperatamente e mai trovate  ho perso e poi ritrovato le chiavi di tutte le case ritrovate dove le avevo disperatamente cercate e mai trovate ho dormito poco e non riuscivo ad avere cinque minuti per me mi son ritrovata in strada di prima mattina a fare la passeggiatina bisognini del cane vestita di tutto punto a parte che guardandomi i piedi mi son chiesta che ci faccio con i calzini e le ciabatte da casa al posto delle scarpe?
 
Come se non bastasse in questo mese….
… Micio è stato male una domenica mattina durante questo caos lo abbiamo portato d'urgenza al pronto soccorso veterinario mentre eravamo dal veterinario abbiamo adottato due nuovi gatti Loki con il femore spezzato e Iena una persiana con problemi di rachitismo adozione fatta con la preghiera di poterli portar via dopo una ventina giorni perchè eravamo in pieno trasloco chiaramente dopo poco più di una settimana nel pieno caos Loki e Iena abitavano con noi dopo una settimana di vita insieme a Iena siamo corse ancora al pronto soccorso veterinario Iena è morta andando prima in coma e poi morendo vicino a me e Progenie il dolore e il pianto è stato lo stesso come se avesse vissuto con me da sempre.
 
Ed infine questo mese compio gli anni mezzo secolo dunque questo è tempo di bilanci ed è da un pò che sto tirando le somme.
 
Se vi state chiedendo come cazzo scrivo semplicemente come ho vissuto nell'ultimo periodo senza pause riflessioni punti respiro tutto di un fiato ora basta basta solo che fermarsi con una rincorsa così non è così semplice spostatevi che chi ho davanti lo stendo ma senza cattiveria.

PHOTOS


–  "Cosa vuoi di regalo?"
"Niente"
–  "Come niente, qualcosa che ti serve, che ti piace…"
"Niente, non mi serve niente, non mi viene in mente niente che mi piacerebbe avere"
–  "Se non dici tu, tanto te lo facciamo lo stesso e poi magari ti regaliamo qualcosa che non ti piace o non ti serve"
"Non mi viene in mente niente, non desidero niente e non voglio niente, mi basta che facciamo una pizza insieme"
–  "Tanto qualcosa te la facciamo lo stesso, perciò pensaci e poi me lo dici"
"Va bene… va bene..  ci penso"

Questo dialogo negli ultimi giorni è avvenuto almeno un paio di volte. Ci ho pensato davvero, più di una volta, mi son anche sforzata, mi son fatta domande. Cosa mi piacerebbe avere, cosa desidero, cosa voglio. La risposta è sempre stata la stessa "Niente".

 
Da queste chiaccherate appena descritte ho avuto una doppia fotografia di me e non so quale scegliere (ah benedetta indecisione bilancina).
Una grigia in bianco e nero di chi invecchia e si spegne e una color seppia di chi invecchia e apprende da ciò che è stato e sa che le cose essenziali son davvero poche.
 
Non desidero niente, non voglio niente e non mi aspetto niente, non trovo nulla che mi faccia dire: mi piace, lo desidero, lo vorrei o che mi entusiasmi. E non solo per la ricerca di un regalo di compleanno.
 
Quale fotografia sono?
Son la fotografia grigia di me e mi sto sbiadendo e spegnendo? Vivo si, ma sfiancata da questa vita?
Son la fotografia seppia di me e mi sto sbiadendo ma ho appreso ad avere un certo distacco da alcune cose e a godere di quello che la vita dona senza pretendere null'altro?

 
In ogni caso il sapore che rimane in bocca, sia che osservo la foto grigia o quella seppia, è strano. Dove sono quelle mie splendide fotografie a colori?

Forse ho solo gli occhiali sporchi dalla polvere di questo ultimo anno, devo solo trovare il modo di pulirli.

IL BARBATRUCCO


 
Accoccolata sul divano, mi abbracci forti, mi avvolgi proprio e mi lascio andare a quell'abbraccio che pare quasi lo spot pubblicitario per infondere l'idea di calore e sicurezza.
So perfettamente che nella mia mente è scattato il barbatrucco ma non mi importa. Per una manciata di tempo mi va bene così, di illudermi di essere in un porto sicuro sapendo di non esserlo, chissà forse in quella manciata di tempo forse lo sono davvero in un porto sicuro. Non importa.
 
Non so perchè te lo permetto, non so perchè da anni,  solo a te lascio questa parte di me. Non permetto a nessuno di tenermi abbracciata per più di venti secondi o forse anche meno. Non permetto a nessuno di accarezzarmi il volto o di tenermi stretta. Non permetto a nessuno di baciarmi. Non so perchè, ma con te cè questo abbandono nel silenzio, questo stare abbracciati e non dire nulla. Una bolla, si è una bolla per entrambi, dove cadono armature e si depongono le armi.
Riesci sempre a farmi sentire cosa manca nella mia vita.
 
Me ne vado, ma mi porto dietro questa sensazione di carenza, durerà come sempre, per meno di un giorno. Abbandono il desiderio di abbandonarmi, il barbatrucco termina, domani mattina tornerò ad essere la forte, indipendente, sicura, distaccata persona che sono e tu tornerai ad indossare quella maschera che non sei mai riuscito a portare con me.
 
L'amore ha molte forme e sfumature, anche questa che non so definire.

ESSERE LA DONNA GIUSTA PER L’UOMO SBAGLIATO


Certe cose son predestinate, son dentro di te ancora prima che tu lo sappia e lo scopra. Cose tipo scegliere sempre l'uomo sbagliato per te, mentre tu sei la donna giusta per lui.

 
Se vi domandate come mi frullano per la mente certe cose sappiate che è colpa della mia passione per la fantascienza e del fatto che rai4 nell'ora di cena sta ritrasmettendo gli espisodi della prima serie di Star Trek. Questo mi ha riportato indietro nel tempo quando nella allora Telemontecarlo la sera trasmettevano appunto questa serie.
Sinceramente non ricordo se ero adolescente o poco più che adolescente,  quello che ricordo perfettamente e che mentre la maggior parte delle puelle lasciavano strisce di bava per il Capitano Kirk e qualcuna (rare per la verità) per il medico belloccio McCoy, io ero perdutamente innamorata di lui, il mentale, razionale e lucido Signor Spock.
Il Signor Spock era nato sul pianeta Vulcano da padre vulcaniano e madre terrestre, per questo condannato a una vita in cui il raziocinio e il cuore erano in continua lotta. 
Un meticcio  in cui la mente vulcaniana negava l'esistenza delle proprie emozioni e guardava a quelle altrui con la sufficienza con cui si guarda a una cosa non solo inutile ma anche dannosa, peccato (o fortunatamente)  l'interferenza genetica data dalla madre terrestre e tutto il suo bagaglio emotivo vivevano in lui nel suo più profondo se.
Quel contrasto tra quei due aspetti, entrambi forti e portanti, me ne fecero "innamorare" perdutamente.
 
Non avete idea di quanto mi affascinavano tutte queste complicazioni caratteriali emotive razionali.
Sapere di quel tesoro emotivo nascosto nel suo profondo mi attirava.
Percepire il potenziale viscerale così immenso,  intenso, assoluto è così fuori della norma.
 
Avete visto la predestinazione alla sofferenza in amore?
 
Si? Allora non ho bisogno di dire altro, andate alla fine del post.
 
No? E' difficile spiegarvi il percepire del potenziale di una persona. Un potenziale è solo un potenziale e potrebbe rimanere tale a vita e non trovare mai modo di schiudersi. Ma tu lo "vedi". Più è intenso più lo percepisci e te ne puoi innamorare perdutamente, solo che ti stai innamorando di un potenziale non dell'uomo che hai davanti, ti innamori di quello che ha dentro se e che spesso neppure lui sa di avere. In quel momento fai un'altro sbaglio, aspetti, speri che quello che hai visto uscirà dal guscio.
 
A distanza di oltre trentanni so che son predestinata a uomini "Signor Spock", la differenza tra oggi e ieri e che ho compreso che son anche io un pò "Signor Spock" per quello son attirata da loro, riconosco la mia razza.
 
A distanza di oltre trentanni so che posso innamorarmi solo di un'intensità emotiva pari alla mia, ma ho capito che non basta, deve avere come me, nel contempo una mente e un'anima in grado di reggere il confronto con quella intensità, altrimenti non è Signor Spock è un'altra cosa, pericolosa tra l'altro. Aver focalizzato ciò mi ha fatto comprendere perchè mi innamoro prima della mente e dell'anima (per il mio percepire son un'unica cosa) di un uomo, poi del suo cuore e infine del corpo.
 
A distanza di oltre trentanni so che non ci si deve innamorare del potenziale di un uomo ma dell'uomo e che se vedi un potenziale che ti attira come una calamità, da lontano, molto lontano (sai comè con la legge del magnetismo…) devi dirgli torna quando sarai pronto a essere quello che sei predestinato a essere, perchè non si può essere "la donna giusta per l'uomo sbagliato", l'unico modo di vivere è "essere la donna giusta per l'uomo giusto", diversamente è assistenzialismo.
 
E dopo tutto questo logorroico, sconclusionato post, parte la sigla della nuova puntata di vita….  spazio, ultima frontiera, eccovi i viaggi della diamanterprise durante la sua missione diretta all'esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre  forme di vita e civiltà fino ad arrivare dove nessuna donna è mai giunta prima…..

Il potenziale son semi dentro noi, le scelte di vita  permettono a un seme piuttosto che a un'altro di crescere e affondare le radici. Son le nostre scelte che permettono la crescita di un acero rosso piuttosto della gramigna, la scelta spetta solo a chi ha i semi e nessun'altro può far niente e nulla per modificare la crescita di uno di quei semi o decretarne la morte