MIYAJIMA: Dove la sacralità incontra il caos dei turisti


Da Hiroshima dovevamo prendere il traghetto per Miyajima, il cui vero nome è Itsukushima. Questo doppio nome nasce dallo storico legame popolare e spirituale con l’isola, che ha fatto sì fosse chiamata Miyajima: “Isola del Santuario”.

Prima di partire ci siamo fermati a uno Starbucks: il matcha latte con il latte di soia, in Giappone, per me era una coccola. Cercavo di sorseggiarlo lentamente a causa degli 8000 gradi di calore, quando si avvicina una nonnina alta come un soldo di cacio. Ci spiega che andava a scuola d’inglese, e se potevamo far un po’ di conversazione con lei.

Spesso capita che i giapponesi che studiano inglese vadano alle stazioni o altri luoghi frequentati dai turisti per fare pratica di conversazione. Di solito sono studenti. Vedere quella donna minuta con un’età approssimativa di 80 anni e ancora la voglia di imparare… l’avrei mangiata di baci.

Qualche parola con lei e poi ci siamo avviati al porto per prendere il traghetto.

Appena scesi sull’isola ci hanno accolto degli studenti ai gazebo, anche lì un po’ di conversazione d’inglese, un po’ d’interviste tipo “di dove siete, cosa conoscete, come mai siete qui” e ci siamo allontanati.

Miyajima è sicuramente un luogo turistico, ma per me imperdibile: il famoso Torii nell’acqua, l’isola che in pratica è tutto un santuario, volevo vederla. Trovarsi lì, davanti al luogo che per anni avevo visto solo in foto, è sembrato qualcosa di magico. In rete troverete migliaia di foto migliori delle mie, ne sono consapevole, ma queste sono le mie foto, i miei ricordi.




Mentre ci dirigevamo al Santuario Itsukushima, mi sono persa in scorci di luoghi, persone e cervi. Sull’isola ci sono circa 500 cervi che vivono tranquillamente in mezzo agli abitanti e ai turisti.

Il Santuario di Itsukushima è costruito su palafitte a causa del movimento della bassa e dell’alta marea. Fa parte del patrimonio Unesco dell’umanità. Nelle foto, qua sotto, volevo farvi notare come io sia stata subito attirata dalle offerte votive in botti di sakè.

Momento cultura
Vi cito solo alcune curiosità sull’isola di Miyajima: le donne in stato di gravidanza avanzata, gli anziani in fin di vita e i malati terminali sono allontanati dall’isola per questioni di purezza legate ai rituali dello shintoismo.

Esiste il concetto Kegare, impurità, secondo cui la morte e il sangue sono considerati fonti d’impurità o inquinamento spirituale, quindi per mantenere l’isola sacra, questi avvenimenti non possono accadere sull’isola.

La morte viene considerata impura e quindi non ci sono né sepolture né cimiteri sull’isola. Le donne in fase avanzata di gravidanza, potrebbero partorire e quindi “perdere” sangue, contaminando anche loro la purezza dell’isola.

Non so a questo punto come considerino le donne nel periodo mestruale, sarei curiosa di saperlo. E’una curiosità senza preconcetto, anche dalle nostre parti, mi ricordo, consideravano impure le donne mestruate con frasi del tipo: “Non toccare le piante, poi muoiono”, “Farai impazzire la maionese”.

Invece in altri luoghi accade il contrario. In alcune culture sciamaniche le donne mestruate erano considerate molto “potenti”, e il sangue mestruale, un concentrato di energia.
Fine momento cultura

A Miyajima si trova anche il tempio Daisho-in e il Santuario Hokuku (Senjokaku), nel pomeriggio mentre ritornavamo verso il traghetto, li abbiamo visitati, non vi racconto le singole storie, vi lascio solo qualche foto fatta.

Potevano infine mancare gli Ema?

La giornata volgeva al termine, abbiamo preso il penultimo traghetto per evitare la ressa e siamo tornati a Hiroshima. La mattina dopo saremmo partiti per una zona totalmente fuori dai circuiti turistici.

NARA (come farsi pizzicare il sedere da un cervo)


Goshuin dentro lo zaino, quest’ultimo in spalla, ci siamo dirette ai trasporti pubblici per andare in direzione Nara.

A proposito di trasporti pubblici (efficientissimi in qualsiasi posto siamo andate), in questa sede faccio un sentito ringraziamento a Paola, che ha fatto da “public transport navigator”. Senza lei, sarei riuscita a spostarmi lo stesso (forse), ma avrei impiegato almeno il triplo del tempo, prendendo bus sbagliati e/o direzioni della metro errate.

Nara è grande, molti sono i suoi templi, e noi ne abbiamo visitati alcuni, tra cui il Kohfuku-ji, Todai-Ji, Nigatsu-do (il momento cultura lo rimando alla fine del post) e il Santuario Tamukeyama Hachimangu. Di quest’ultimo vi parlo subito, perché per me rimarrà il santuario shintoista delle colombe.
Sappiate che se fossi vissuta ai quei tempi sarei stata shintoista (ma anche parzialmente buddista).

Il Tamukeyama Hachimangu Shrine è il santuario dedicato all’adorazione del kami Hachiman, dio della guerra, dei samurai e protettore del popolo giapponese.
Gli ema* in questo santuario non sono di legno, ma sono dei cerchi di carta con stampato due colombe che tubano e formano un cuore. Ora come un dio della guerra abbia come simbolo un cuore e due colombe che tubano, è una cosa che solo in Giappone e il suo sincretismo può accadere (ve lo già detto quanto li amo?).

Gli ema del Tamukeyama Hachimangu Shrine

Chiaramente qui ho espresso il desiderio e appeso l’ema, e no, non lo trovate nella foto, l’ho opportunamente ritagliata. I desideri per realizzarsi devono rimanere segreti fino alla loro realizzazione.

Nara ha un’estensione territoriale importante, e al suo interno vi è un parco dove i cervi girano liberi. Sono cervi ormai addomesticati dalla continua presenza dei turisti e abituati al contatto umano…. a volte fin troppo.

All’interno troverete dei venditori di “biscotti per cervi”, in modo da potergli dare da mangiare senza dargli del cibo nocivo per loro. Se voi farete l’inchino di saluto e rispetto, loro lo faranno a voi, poi, però dovrete dargli un pezzo di biscotto!

Come ho scritto sopra a volte son troppo abituati al contatto umano, tanto che un cervo avendo capito che ero “un’umana detentrice di biscotti nella borsa”, mi ha seguito e pizzicato con la bocca, almeno un paio di volte, il sedere.

Momento del reciproco rispettoso inchino e quello dove il cervo mi ha pizzicato il sedere

Momento cultura. Inizio
Sapete perchè Nara è pieno di cervi? I cervi, nello shintoismo, sono considerati messaggeri di Dio, e quindi intoccabili.
Momento cultura. Fine

All’interno del parco e dei templi abbiamo girovagato a lungo prima di andarcene e nel farlo, ho letto che il complesso dei templi e santuari di Nara è gemellato con il cammino di Santiago. Come amo queste fusioni oriente/occidente.

Spesso all’interno dei templi buddisti potete trovare delle stoffe colorate appese, esse rappresentano i cinque tipi di Buddha Dhyani, e ogni colore ha un significato:
BLU – la compassione verso tutti gli esseri senzienti e lo spirito di pace;
GIALLO – la Via di mezzo dell’insegnamento del Buddha Shakyamuni, lontana da qualsiasi estremo;
ROSSO – i doni della pratica spirituale e meditativa;
BIANCO – la purezza e la liberazione;
ARANCIONE – la saggezza dell’insegnamento del Buddha.

Non sono una grande “fotografatrice” di templi e monumenti, a parte qualcuno. Come avrete notato sono altre le cose che mi colpiscono e attirano la mia attenzione, ma ci sono scorci che mi piacciono, questa foto sotto, è uno di questi.

Al ritorno, verso la nostra ultima sera/notte a Osaka, abbiamo incontrato un mercatino in una piazza, una specie di piccolo bio mercatino, ed io da vegana mi sono “commossa” (perché oggi non è così semplice essere vegani in Giappone) davanti a una bancarella di dolci vegan.

Momento veganesimo che è in me. Inizio.
Il Giappone è stato per secoli un paese vegetariano (dopo l’arrivo dei buddisti), o quasi, il pesce era consentito. Successivamente nel 675 l’imperatore Tenmu emise una legge imperiale in cui si proibiva il consumo di carne animale. Nel decreto era illegale consumare carne di manzo, cavallo, cane, pollo e scimmia, ed era punita severamente la sua inosservanza. Secoli e secoli dopo, con l’arrivo dei gesuiti portoghesi, e successivamente con gli inglesi, e la loro cocciutaggine (gli occidentali e i loro tentativi di colonizzazione esportano sempre il peggio), si ruppe questo tabù e da allora il consumo di carne è stato un continuo incremento, specialmente dopo la seconda guerra mondiale, e con esso l’aumento delle malattie legate all’eccessivo consumo di carni e grassi animali.
Momento veganesimo che è in me. Fine

Nella metro di ritorno a Osaka ho scoperto l’esistenza in Giappone dei vagoni rosa della metro, in cui in determinate ore possono salire solo donne (di solito orari di punta e dopo una certa ora). La foto non è mia, ma recuperata dalla rete.

Questa iniziativa è partita nel 2005 quando vengono istituite. Questo a causa del triplicarsi, dal 1996 al 2004, dei casi molestie sessuali sui mezzi, con la scusa del sovrappopolamento.

Ora dovrei parlarvi dell’ultima mia sera a Osaka prima di partire per Kyoto, ma sono stanca io di scrivere, figuratevi voi di leggere. Farò un breve post domani per quello.

Ora invece come scritto all’inizio…

Momento cultura. Inizio
Kohfuku-ji Temple: era il principale tempio buddista del clan Fujiwara, rimase un centro importante per tutto il tempo in cui il clan prosperò. Il tempio non solo era un importante centro per la religione buddista, ma manteneva anche l’influenza e controllo sul governo imperiale, spesso anche con “mezzi aggressivi”.
Sappiate che a quei tempi i monaci buddhisti erano molto meno pacifici di quelli attuali.

Todai-Ji Temple: era un centro per rituali per la pace della nazione e la prosperità del popolo, al suo interno formavano monaci eruditi che studiavano la dottrina buddista.

Nigatsu-do Temple: è una delle strutture importanti all’interno del complesso del Tōdai-ji, comprende, il Nigatsu-do a sua volta comprende diversi edifici.
Momento cultura. Fine

Ema Giapponesi = Piccole tavolette di legno nelle quali i fedeli scrivono desideri e/o preghiere. Vengono poi appese all’interno della zona del santuario, così che i Kami, le divinità Shintoiste, possano leggerli ed aiutare le persone.