TOKYO: Il giorno che mi ha fatto rimpiangere la notte


Tokyo in una mattinata grigia non ci ha tolto la voglia di visitarla ancora.

Volevamo vedere il Palazzo Imperiale, e per farlo, siamo passati dal Parco di Hibiya. Nato oltre cento anni fa, è’ stato il primo parco in stile occidentale.

Il Palazzo Imperiale è la residenza principale della famiglia imperiale; per questo motivo non sempre è possibile visitare i giardini interni.

Infatti, quella mattina, oltre a vedere poliziotti ovunque nei dintorni, a un certo punto ci hanno allontanato mentre un’auto scortata entrava. Non so dirvi chi ci fosse dentro. Se non ho avuto le traveggole, mi è sembrato di vedere una donna in abiti tradizionali. Ma è stato un attimo, potrei aver visto male.

Probabilmente alcuni residenti sapevano di questo passaggio, perché erano lì dietro le transenne, in attesa del suo arrivo.

Da lì siamo andati a Shinjuku. Questo quartiere ha la stazione più affollata al mondo: transitano oltre 3,5 milioni di passeggeri al giorno.

Kabukicho è un sotto-distretto di Shinjuku. Qui la vita notturna è estremamente vivace e i giovani giapponesi locali “si mischiano” con gli stranieri che vivono nel paese, di solito studenti internazionali.

Ho visitato il quartiere di giorno, e quindi mi sono persa le luci e i colori notturni del Golden Gai: un piccolo isolato non modernizzato, fatto di sei vicoli strettissimi, pieno di micro locali che ospitano al massimo cinque o sei persone.

Mi domando come mai, in entrambi i viaggi in Giappone, io non abbia mai vissuto la notte. Un vero peccato…

E’ uno dei pochi posti dove ho visto una sorta di ribellione giovanile.

Kabukicho è chiamato anche il quartiere che non dorme mai, ed è il quartiere a luci rosse più grande del Giappone. Qui, oltre ai ristoranti, puoi trovare: gli izakaya, i pachinko, i love hotel, gli hostess club e gli Host club.1

Dopo aver visto i cartelloni degli Host Club mi sono domandata, ancora una volta: “Ma perché non sono uscita, perché non sono venuta qua di sera, mannaggia”.
Mi toccherà tornare a Tokyo per vivere la “Tokyo by night”!

Per chi non lo sapesse, alcuni tipi di bellezza asiatica maschile, sono il mio tallone di Achille.

Lasciate a malincuore le immagini degli Host, ci siamo diretti a Ginza. Tra quelli che ho visto, questo è il quartiere che mi è piaciuto di meno. Se non fosse stato per le scritte in giapponese, avrebbe potuto essere una qualsiasi strada di lusso di una grande città europea, che tra di loro si assomigliano tutte.

Discorso notevolmente diverso per Yanaka Ginza, dove tutto è rimasto “tradizionale”, come se il passato avesse deciso di non andarsene da lì. Yanaka è ufficialmente la città dei neko, dei gatti, o almeno così dicono, ma io di gatti veri non ne ho visto neppure uno. Forse non c’erano, stavano al calduccio da qualche parte, visto che piovigginava.

In compenso c’erano molte statue che li rappresentavano.

Il mio ultimo giorno a Tokyo volgeva al termine. Nel prendere la metro per ritornare al nostro albergo ho compreso i giapponesi che dormono in viaggio. Quando sei stanco, il dondolio ti culla, dopo solo una fermata, ti fa venire voglia di chiudere gli occhi.

Tokyo è una megalopoli, difficile da definire. Ha così tante sfaccettature che descriverla non è semplice.

Tradizione e modernità convivono a pochi metri di distanza, e lo fanno senza disturbarsi tra di loro.

  1. Izakaya: sono una via di mezzo tra un bar, una taverna e un tapas bar.
    Sono posti informali e vivaci dove ci si ritrova dopo il lavoro.

    Pachinko: è un gioco che ormai in Giappone è diventato un’industria colossale. Occupa una zona grigia ma tollerata, tra intrattenimento e gioco d’azzardo.

    Love hotel: diciamo che sono hotel a ore, ma dire così è riduttivo.  Puoi trovare quelli moderni ed eleganti molto simili a hotel di lusso, e quelli tematici e/o kitsch. In questi ultimi puoi trovare camere che sembrano aule scolastiche, navicelle spaziali, vagoni dei treni.

    Hostess Club (per uomini) Host Club (per donne): è un intrattenimento notturno basato sulla conversazione e sul flirt simulato. Non sono bordelli, ma locali dove si paga (anche tanto) per l’attenzione e la compagnia di persone attraenti.
    Questo non toglie che, a volte, in alcuni locali il confine tra prostituzione e non sia molto labile. ↩︎