IL CLUB DELLE PIATTOLE GIOIOSE


Piccole, tenaci e fastidiose. Scriviamo di noi e siamo pallose. Ma sotto questo aspetto bruttino e depresso noi siamo gioiose.

Noi siamo le piattole gioiose e viviamo nei blog.

Amo il blog da sempre, molto più di tutti i social messi insieme. Son cose diverse sia ben chiaro, ma mentre (per me) il blog è ammmmmore con i social e una cosa tipo trombamici. Non sto dicendo che il blog sia migliore, dico solo che è diverso.

Il blog ti permette di avere i tuoi tempi e di esprimerti con più di 140 caratteri. Non devi avere tremila amici e non sei costretto a leggerti quintalate di minchiate uguali identiche tra loro. Sul blog vai tu a cercare e leggi quello che ti piace, ti interessa e ti colpisce. A volte ti attira una frase, a volte un titolo e a volte un’immagine; a quel punto entri in punta di piedi nel blog e ti avventuri. Conosci così le persone, attraverso le loro parole e i loro pensieri. Ecco quello che ho scritto fino a ora è da piattola pallosa, ora vi parlerò invece del club della piattole gioiose.

Ieri ho scritto un post (ovvero quello che precede questo, per me ieri è una frazione temporale che va da ieri fino a una settimana fa) in cui parlavo del fatto che, porca paletta, quando scrivo sembro più seria, pesante e pallosa di quanto non sia nella vita. 
Credevo di essere sola in questo stato, è invece no! Mi si legge e mi si dice: “Pure io pure io”. Da qui l’idea di questo post, per ufficializzare la nascita del club (aperto a chiunque ne voglia far parte, senza distinzione di sesso, gender, origine e religione).

PS: ringrazio di cuore chi, scrivendo nei commenti (membri del club ad honorem), mi ha fatto capire che non sono (la) sola nell’universo, ma che ci son come me tante piattole gioiose, ovvero che è vero si scrivono cose serie, tristi e pallose, ma dietro quelle parole si nasconde una piattola che non aspetta altro che ridere e scherzare.

FUGGO RIMANENDO IMMOBILE


Qualche sera fa a casa mia io, tre amici, cinque gatti e una cagnolina abbiamo rivisionato un film di Salvatores, ovvero “Marrakech Express”. Guardandolo mi son resa conto che dei suoi film, quelli che mi piacciono in particolare sono tre.  Gli esperti di cinema la chiamano “trilogia della fuga”.  Di questa trilogia fanno parte il film sopra citato oltre a “Turnè” e “Mediterraneo”. Quest’ultimo è quello che io amo di più.

Mi son domandata come mai li percepisco così tanto e perchè mi lascino quel sapore sotto pelle fatto di dolcezza e nel contempo amaro. La mia risposta è stata che in quei tre film Salvatores riesce, come fosse un pittore, a dare pennellate di umana verità ai personaggi senza togliere la poesia di cui siamo fatti.  In questi tempi di umana menzogneria,  per persone come me, queste pennellate, son brevi boccate di speranza.
Dipinti in cui forse si, forse chissà, forse è vero, siamo pieni di difetti, siamo egoisti e ottusi ma lo stesso aspiriamo all’opposto della nostra parte oscura, solo che non sempre riusciamo a raggiungerla.
Di questo son permeati questi tre film. Meditteraneo inoltre mi abbaglia, mi confonde, mi ammalia con i suoi colori e silenzi. Anche io come Lorusso vorrei ritirarmi sull’isola con i cinque gatti e la cagnolina, ricongiungermi con me stessa e con chi  “sente l’isola”.

Ma come un personaggio del film abbondo di difetti, son pigra, ho ideali infranti e son piena di vorrei ma non posso. Invece di attivarmi per avere quella vita che sogno, sia essa spirituale o fisica, ne scrivo qui davanti a un monitor lamentandomene e non facendo nulla.
Si sono proprio una figlia del mio tempo. Fuggo rimanendo immobile.

THE FANCULO DAYS


Di questo 2013 concluso ricorderò la botta, il crollo, lo sgomento, la perdita del “credere” e il “non percepirsi” più.
Della fine primavera 2013 ricorderò il ricoprirsi la carne di un esoscheletro adiposo in un arco temporale da record.
Dell’estate 2013 il non riuscire a leggere libri, l’onnubilarsi la mente tra i telefilm e documentari, la depressione strisciante vista, capita ma non per questo annullata, la sensazione di boa constrictor intorno ai polmoni nonostante abbia smesso di fumare.

Se leggete straniti pensando “Ma il 2013 non è terminato, che cazzo sta dicendo!”, sappiate che per quello che mi riguardo io ho chiuso con il 2013, anche se non son ancora entrata nel 2014.
Mentre voi continuate a vivere nel 2013, farò mie e spicciole le teorie di Einstein e Bergsone, fondendole in una mia nuova teoria de “Il tempo non esiste ovvero il tempo fanculo days”.

Ho deciso di vivere nella mia nuova teoria nell’attesa del 2014, e lo farò scavando alla ricerca di quel collante che ha intessuto sempre la mia vita, nel bene e nel male, quella cosa che ora mi manca e non trovo, vivere con passione e credere… credere ancora. Speriamo che da qualche parte qualche pezzetto di radice sia ancora vivo, nel frattempo fanculo sarà la parola d’ordine.
Fanculo ai dissimulatori
Fanculo ai codardi.
Fanculo ai pusillanimi.
Fanculo all’ipocrisia.
Fanculo a chi vuol sapere per curiosità e non per affetto.
Fanculo a chi cela.
Fanculo a chi depreda nella vita.
Fanculo a chi non comprende i miei fanculo.
Fanculo a chi li comprende e proprio per questo si sente offeso.

Vivere la teoria de “The fanculo days” è liberatorio, provare per credere.

LETTERA AD UN AMICO


Amico mio,

Non è che io devo o voglio mutare pelle…. ACCADE…

Nel nostro corpo, ogni giorno migliaia di cellule muoiono e al loro posto ne nascono delle altre simili. Simili non uguali.
E così nasciamo rosei e paffuti bimbi e moriamo da vecchi con le rughe, eppure siamo la stessa persona.

Giorno dopo giorno, nascono sempre nuove cellule simili a quelle precedenti, ma sempre più diverse da ciò che erano le cellule originali.

Ciò accade al nostro corpo.

A me accade anche “dentro”.

Purtroppo la maggior parte delle persone non riesce a vedere i mutamenti interiori come quelli esteriori, ti cristallizza in un’immagine, ti impacchetta in un contenitore e non ti guarda più, non ti ascolta più, non ti presta più quel minimo di attenzione, quel minino di interesse che per me è vitale se riferito alle persone che “decido” di tenermi accanto e a cui mi lego emotivamente.

Una volta che ti hanno cristallizzato non si preoccupano di osservare se sei cambiata, se il “taglio dei capelli” è diverso, se la tua “chioma” era nera ed ora è rossa.

Ti danno per scontata e per me è l’inizio della “morte”.

Tu parli, ma loro non ti ascoltano, pensano già a cosa risponderti ancora prima che tu finisca di parlare, perchè dentro loro pensano di conoscerti e di sapere chi sei, come pensi, come vivi, come ami, solo perchè è passato del tempo da quando ci si è incrociati la prima volta.

Eppure tu non sei più la stessa, ma loro ti vedono come lo fossi, e questo a volte ti fa male, a volte ti annoia e a volte ti insegna a rassegnarti all’umana stupidità.

Ecco la mutazione, il cambio della pelle, il cambio di vita, il cambio di persone accanto.
La mutazione non è altro che un grido di vita, come il primo vagito di un bimbo quando esce dall’utero di sua madre, contro la mummificazione della vita stessa.

In questa mia mutazione ho voluto portare anche te, non solo te, amico mio.
Non chiedermi perchè, non saprei darti una spiegazione logica, solo una sensazione, un leggero friccicore interno, che mi ha fatto pensare “Si, forse sarà capace di vedermi per quello che sono ora, senza lasciarmi incatenata a ciò che pensava di me”. O forse è solo perchè, a dispetto di tutto, accade che mi leghi emotivamente a delle persone in maniera particolare (No… non saprei neppure spiegarti perchè mi sono legata in maniera particolare a te) e faccio fatica a non portarle con me.

Amico mio, credimi molti sono convinti che io sia legata a loro, ma io mi lego molto difficilmente, è ciò accade solo per la paura di soffrire.

Con alcune persone rischio, con te ho rischiato, con te rischio.

Ammetto, per un pò ho anche giocato, solo un pò però, quel tanto che serve alla mia parte bambina di ridere e di vivere con il sorriso, non certo per ingannarti.

Chiudo questa lettera con la speranza che tu riuscirai a vedermi per quello che sono ora e per quello che diverrò domani.

(scritto molto tempo fa)

50 SFUMATURE DI GRIGIO TOPA


Scrivo questo post perchè sono grata.

Sa sempre sorprendermi, sa sempre trovarmi impreparata su e con me stessa e per questo strapparmi un sorriso dal profondo dell’anima.
Di chi parlo? Ma di Willy.

L’antefatto nasce poco tempo fa quando con le mie amiche “sex and the city de noartre” ci siamo ritrovate per un aperitivo reunion.

Chiacchera di qua, chiacchera di là dopo un pò viene fuori che una di noi durante l’estate si è letta la “trilogia delle sfumature” e l’ormone che parla al posto suo mentre racconta pezzi di libro, ci fa venire voglia a tutte di leggerlo. Decidiamo così di far come nel film il Il club di Jane Austen.

Il giorno dopo però mi rendo conto che essendo il romanzo hot dell’estate 2012, il prezzo totale della trilogia non è esattamente quello che voglio spendere, almeno per quel tipo di romanzo. Stabilisco di attendere la versione economica, il club di Jane Austen dovrà aspettare qualche giorno di più.

Qualche giorno dopo racconto a Willy della piacevole reunion e del fatto che insomma no quei soldi al momento per la Leonard io non li spendo.

Ieri mi arriva un pacco da Amazon, quando io da Amazon non ho ordinato niente. Penso che forse Progenie o Costina hanno fatto loro un ordine da Bath e per sbaglio hanno lasciato l’indirizzo di casa.
Apro il pacco ed ecco…. si…. un’altra volta…. ci è riuscito… la trilogia delle sfumature è li davanti a me…

Lo adoro, o meglio lo detesto adorandolo, ma sono grata per come all’improvviso mi fa sentire a volte.

Questo è un post di gratitudine all’universo e un grazie a Willy (che mi leggerà per conoscenza).

PS: Willy non ti montare la testa e no, non ci sperare… tanto i cachi te li rompo lo stesso.