A volte l’universo non parla: lascia appunti in giro.
Da giugno la mia vita cambia (ancora). Arriva il nuovo, se ne va il vecchio, e io nel mezzo con quel pizzico d’ansia che conosco bene, quella che provi quando ancora non sai bene come sarà il futuro.
Potrei crogiolarmi nell’ansietta, oppure fare una cosa sola: muovermi.
E mi sono mossa.
Prima mossa: appuntamento, in settimana, dal parrucchiere. Taglio capelli, corti e cambio colore che valuterò al momento.
Seconda Mossa: programmare con Willy un viaggio in moto ad Amsterdam a giugno.
Il percorso e la tappa intermedia saranno tutto un lavoro di Willy, del resto è il proprietario della moto. Io dal mio canto volevo vedere cosa fare una volta arrivati lassù. Per questo, sabato scorso, ho preso una mini guida della città.
Cercando tra gli scaffali vedo un libricino usato con ancora i post-it gialli che escono dalle pagine. A me le cose vissute piacciono, se poi metti che costa meno di sette euro, l’attrazione scatta. Apro il libro, vedo parti già evidenziate in giallo. Penso: “Perfetto, qualcuno ha già fatto il lavoro per me”, ma titubo: davvero mi serve?
Chi mi segue da un po’ sa che l’universo mi parla in modi strani. Questa volta lo ha fatto attraverso un foglio A4 piegato in quattro, nascosto nella doppia copertina della guida, e dopo aver letto il foglio… l’ho comprata.
Adesso devo solo capire se, in quella frase in italiano, l’universo stava parlando a me… o se mi sta usando come corriere per consegnarla a qualcun altro.
