Sei una donna impegnativa.
Hai adagiato su di me queste parole, con lentezza, come lo slacciare con svogliatezza la cravatta al collo.
Mi domando se questo mio abbinare collo-cravatta-frase non dipenda dal fatto che, mentre ti osservo, vedo un uomo che annaspa, strozzato, incatenato al muro delle sue paure.
Sono una donna impegnativa.
Me lo chiedo mentalmente con la stessa lentezza, per poi affermarlo, a darti ragione.
E così mentre tu cerchi un buco dove nasconderti tranquillo, io apro la porta e vado a cercar quello che tu chiami “impegnativo”, la vita.

