GEOGRAFICA


La mappa interattiva delle “patata c’est plus facile” mi mancava.

Questa mappa mondiale della troiaggine a portata di mano (mano!?) mi ha davvero sorpreso. Ora preciso che l’attendibilità di questa mappa non la so, non so neppure se sia tutta esperienza sua o abbia raccolto l’esperienza di molti, ma tantè che un viaggiatore della patataus si preso la briga di farne una.

(cliccate sulla mappa qua sopra per andare direttamente alla mappa)

Un mio amico si è già proposto quale volontario per redigerne una solo italiana. La vuole fare regione per regione, città per città, via per via, mi ha detto che è disposto al sacrificio in modo che altri uomini possano muoversi senza pericolo nella nostra terra pericolosa e infidamente hard to bang.

A questo punto però per par condicio cliccate pure sulla mappa qua sotto:

eh lo so… ora siete tutti con in mano il righello!

I BORG SONO TRA NOI


Ve lo giuro, oggi non avrei voluto parlare di voi, altra metà del cielo, con cui ho rapporti di amore e odio.

Ma poi leggo l’ansa e mi domando quale mistero è racchiuso nel fatto che a un certo punto le arterie del cervello vi si chiudono a serranda e diventano una diga in modo che nessun afflusso di sangue pervenga e vi ossigeni il cervello.
Per favore ditemi MA PERCHE’!?

Avrei potuto non parlare di voi oggi, dopo aver letto una notizia ansa che riportava “Forchetta nel pene”?

Insomma per far un sunto un settantenne australiano si è presentato al pronto soccorso di Canberra “dopo essersi introdotto una forchetta nell’uretra per stimolare il piacere sessuale”.

Prima il tostapane, poi l’automobile e ora una forchetta, ma che i borg siano già tra noi e non ce ne siamo accorte!?

DIAMANTA RABBIT


Obiettivamente se io non fossi io e mi leggessi, direi che sono una piattola.
Sempre lì a rimuginare, sempre li in profondità a scavare (per arrivare di preciso non so dove). Vi sconsiglierei vivamente di frequentarmi. Sentenzierei che sono una palla, triste, segaiola mentale (bè dai questo un pochino si, lo sono) e troppo seria. Ma giuro non sono così, tendenzialmente son proprio una deficiente.

Diamanta Rabbit

E allora perché quando scrivo faccio uscire solo questo aspetto?
La verità è che tendenzialmente scrivo quando divento introspettiva, scruto, “rafagno”, smuovo e risalgo portando con me qualcosa che ho trovato.
Ma non ho solo piattole e palle dentro me, devo cambiare come mi “disegno”. Comincio a non sopportarmi più.

50 SFUMATURE DI GRIGIO TOPA


Scrivo questo post perchè sono grata.

Sa sempre sorprendermi, sa sempre trovarmi impreparata su e con me stessa e per questo strapparmi un sorriso dal profondo dell’anima.
Di chi parlo? Ma di Willy.

L’antefatto nasce poco tempo fa quando con le mie amiche “sex and the city de noartre” ci siamo ritrovate per un aperitivo reunion.

Chiacchera di qua, chiacchera di là dopo un pò viene fuori che una di noi durante l’estate si è letta la “trilogia delle sfumature” e l’ormone che parla al posto suo mentre racconta pezzi di libro, ci fa venire voglia a tutte di leggerlo. Decidiamo così di far come nel film il Il club di Jane Austen.

Il giorno dopo però mi rendo conto che essendo il romanzo hot dell’estate 2012, il prezzo totale della trilogia non è esattamente quello che voglio spendere, almeno per quel tipo di romanzo. Stabilisco di attendere la versione economica, il club di Jane Austen dovrà aspettare qualche giorno di più.

Qualche giorno dopo racconto a Willy della piacevole reunion e del fatto che insomma no quei soldi al momento per la Leonard io non li spendo.

Ieri mi arriva un pacco da Amazon, quando io da Amazon non ho ordinato niente. Penso che forse Progenie o Costina hanno fatto loro un ordine da Bath e per sbaglio hanno lasciato l’indirizzo di casa.
Apro il pacco ed ecco…. si…. un’altra volta…. ci è riuscito… la trilogia delle sfumature è li davanti a me…

Lo adoro, o meglio lo detesto adorandolo, ma sono grata per come all’improvviso mi fa sentire a volte.

Questo è un post di gratitudine all’universo e un grazie a Willy (che mi leggerà per conoscenza).

PS: Willy non ti montare la testa e no, non ci sperare… tanto i cachi te li rompo lo stesso.