Scrivere questo post su Hiroshima e sulle emozioni che ho vissuto non è semplice per me. Ho avuto emozioni intense, allentate nel corso della giornata da momenti leggeri. Per questo ho deciso di dividere quella giornata in più post. Quelli, chiamiamoli “intensi”, che mi sono penetrati e quelli, che quel giorno, mi hanno aiutato ad allentare il dolore, la rabbia, la frustrazione che ho provato.
MONUMENTO ALLA PACE DEI BAMBINI
Questo monumento è sorto in memoria di tutti i bambini morti a causa del bombardamento atomico di Hiroshima (senza dimenticare Nagasaki). Questo monumento è stato ispirato a Sadako Sasaki, esposta alle radiazioni quando aveva due anni e morta per leucemia circa dieci anni dopo.
In cima al monumento c’è una statua in bronzo che rappresenta una giovane ragazza che solleva una gru dorata a simboleggiare i sogni per un futuro di pace. Sotto il monumento vi è un’iscrizione che recita:
“Questo è il nostro grido. Questa è la nostra preghiera. Per costruire la pace nel mondo.“
Tutto intorno al monumento ci sono delle teche al cui interno ci sono centinaia di gru di carta. Dovete sapere che secondo un’antica tradizione giapponese, chiunque riesca a piegare 1000 gru di carta, vedrà esaudito un desiderio. Sadako Sasaki, la bambina di cui ho parlato qui sopra, iniziò a piegarle con la speranza di guarire.
Queste ghirlande di gru oggi, oltre al tributo a Sadako, portano con sé anche il significato di: preghiera per la pace, speranza e guarigione, impegno dei giovani per un futuro senza guerra.
Volendo si può partecipare anche dall’Italia. Hiroshima accoglie gru da ogni angolo del mondo per tenere vivo il messaggio di Sadako.
Per partecipare devi piegare quante gru desideri (anche se dovrebbero essere 1000, non sono obbligatorie), infilarle in corde per facilitarne l’esposizione, assicurandosi che non si sfilino durante il viaggio. Insieme alle gru è bene inserire un foglio (meglio se in inglese, a meno che non conosciate il giapponese) con questi dati: nome del mittente, indirizzo email o postale e un piccolo messaggio di pace. Il tutto va spedito a:
Peace Promotion Division The City of Hiroshima 1-5 Nakajima-co, Naka-Ku Hirosima 730-0811 JAPAN
Quel giorno, per la prima volta in vita mia, ho visto Willy commosso.
Io… io ho mischiato al “groppo” che avevo in gola, tanta rabbia, non avete idea di quanta, per come una parte dell’umanità abbia deciso di comportarsi allora, come abbia potuto fare una cosa del genere, consapevole di quello che sarebbe successo, e per come da quello non abbia imparato niente: Palestina, Gaza, Cisgiordania ne sono la prova.
Ad oggi, in quei territori, circa 22.000 bambini sono stati uccisi ed identificati. Nota bene, sto parlando di quelli identificati. Si arriva a 35.000 se si includono le stime di Save the Children e delle fonti locali che calcolano anche i dispersi sotto le macerie (o gli “evaporati”).
Come non fare l’abbinamento di bambini “evaporati”quando ora si sa che hanno usato armi e bombe termobariche e termiche acquistate dagli americani? Questo tipo di armi e bombe “evaporano le persone”.
Quando ne parlo e scrivo, come ora, mi viene in mente sempre una frase di Jean Paul Sartre: “Se Dio non esiste, tutto è permesso.”1
- A titolo informativo, solo se siete “curiosi” e volete incaxxarvi come me:
A – Le bombe termobariche operano in due passaggi. Prima rilasciano una nube di carburante in forma aerosol, poi la innescano. La deflagrazione genera una sfera di fuoco a 2.500 – 3.500 gradi di calore. Questo esaurisce l’ossigeno circostante e produce un’onda d’urto di lunga durata che disintegra i tessuti corporei.
B – MK-84 “Hammer” sono proiettile da 900 kg riempiti di una combinazione di TNT e polvere di alluminio. L’alluminio eleva la temperatura di esplosione fino a incenerire immediatamente la materia organica.
C – GBU-39 (Small Diameter Bomb) sono impiegati in attacchi precisi, incluso quello alla scuola al Tabin nell’agosto 2024. Contiene un esplosivo formulato per amplificare l’onda d’urto termica all’interno degli edifici.
D – Il fosforo bianco, documentato da Human Rights Watch e Amnesty International fin dall’inizio del conflitto, nell’ottobre 2023. La giustificazione ufficiale è la creazione di schermi fumogeni, ma l’effetto è un incendio chimico che arde fino all’osso. ↩︎
