L’ARTE È UGUALE PER TUTTI (ma non troppo)


Un paese invade. L’altro commette un genocidio. Indovinate chi resta fuori dalla Biennale.

23.04.2026: la giuria internazionale della Biennale aveva annunciato una decisione fuori dai soliti schemi: escludere sia la Russia sia Israele dalla corsa ai premi. Questa decisione era dovuta al fatto che entrambi i leader di questi paesi sono sotto inchiesta o accusati dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità.

A seguito di pressioni politiche (in primis da parte del Ministero della Cultura italiano) e di minacce di azioni legali per discriminazioni (indovinate da quale parte arriva quest’ultima? Un aiuto da casa, la nazione inizia con I) la Fondazione Biennale ha deciso di reintegrare i due paesi nella competizione.

30.04.2026: a seguito della decisione della Fondazione Biennale, l’intera giuria si è dimessa in blocco, rifiutandosi di avallare questa scelta. Non solo per una questione di protesta politica, ma per il timore di ripercussioni legali e patrimoniali personali (Francesca Albanese docet).

01.05.2026: La Commissione Europea invia una seconda lettera ufficiale di richiamo sull’apertura del padiglione Russia (la prima è del 11.04.2026) minacciando, ancora una volta, il taglio dei fondi (circa due milioni di euro).

04.05.2026/05.05.2026: Cercano di salvare capra e cavoli. Faranno un’apertura tecnica privata non pubblica per il padiglione Russia, ma è già stato stabilito che il giorno dell’inaugurazione ufficiale, il 09.05.2026, il padiglione Russia chiuderà le porte al pubblico (che non sono mai state aperte).

Riepilogando

PADIGLIONE RUSSIA
Non riapriranno.
I giorni 6,7 e 8 maggio aperto solo ai pochi (per esempio ai giornalisti) che possono entrare alla Biennale prima della sua apertura.
Dal 9 maggio chiude il padiglione Russia.
Il loro padiglione non sarà accessibile ai visitatori.
Le opere potranno essere visibili solo tramite schermi esterni (per il momento, salvo nuovo veto).

PADIGLIONE ISRAELE
Resta aperto.
Il loro padiglione sarà accessibile al pubblico.

Più di una voce ha posto l’accento sulla disparità di trattamento. Ci sono state fortissime critiche.

La Russia invade l’Ucraina: 20 pacchetti di sanzioni ed esclusione dalla Biennale.

Israele commette un genocidio in Palestina. Continua a uccidere ancora oggi. Occupa illegalmente la Cisgiordania. Invade una parte del Libano. Ha effettuato ed effettua raid aerei e bombardamenti in Siria, Iran e Yemen. Attacca convogli umanitari in acque internazionali. Risultato: 0 pacchetti di sanzioni e può partecipare alla Biennale.

Una Biennale senza giuria, dimessasi in toto, con regole cambiate in corso d’opera. Voteranno i visitatori.

Esito finale: il padiglione Russia resta chiuso, mentre quello d’Israele è aperto.

Io vorrei dire tante cose, molto più dei semplici fatti esposti, ma vi giuro che tutto mi sembra così assurdo che non riesco, al momento, a mettere in fila le parole nel giusto ordine.

Mi rimane la sensazione di nausea davanti alle politiche europee e italiane, alla loro testarda ipocrisia sui “due pesi e due misure”.

L’Italia, la Commissione Europea ancora una volta complici di uno stato aggressore già colpevole di un genocidio.

I confini sono labili, la politica “sporca” e l’arte mi sembra solo una tremula fiamma di candela nel buio del nostro periodo.


CHIEDO PER UN’AMICA (ma la risposta non arriva)


Chiedo per un’amica.

Il ministro Tajani, ieri in Lussemburgo, in riferimento alla discussione sulla sospensione e/o cancellazione degli accordi con israele (in particolare l’Accordo di Associazione UE-Israele), ha ribadito che lo strumento commerciale non è quello giusto.

A questo punto sorgono spontanee due domande:

1) Qual è lo strumento giusto per far smettere israele di compiere atti criminali contro il genere umano e attaccare, bombardare e invadere altri Stati?
2) Se lo “strumento commerciale non è quello giusto” perché lo applichiamo alla Russia?

Le parole esatte di Tajani, leggete bene:

“Siamo sulla stessa linea della Germania: la sospensione dell’accordo di associazione tra UE e israele non è lo strumento adatto. La via della diplomazia non deve essere interrotta. Se vogliamo esercitare pressione per una soluzione a due stati, dobbiamo continuare a dialogare con tutte le parti. Colpire gli scambi commerciali significherebbe punire indiscriminatamente la società civile, mentre noi siamo favorevoli a misure mirate, come le sanzioni contro i coloni violenti, che colpiscono i responsabili diretti delle violazioni senza isolare un intero stato.”

Ora le domande, sempre per la mia amica:

1) Quindi con le sanzioni commerciali alla Russia non colpiamo la loro società civile? Chi colpiamo?

2) “Una soluzione a due stati” come è possibile possa realmente esistere visto che il governo di israele ha già detto esplicitamente che non accadrà mai”?

3) L’ho già scritto nel post di ieri, lo richiedo, chi arresterà e punirà i coloni violenti visto che il governo israeliano e l’idf spingono alla conquista dei territori palestinesi “senza problemi”, e spesso voltano la testa quando accadono le violenze? Mandiamo i nostri carabinieri?

Tajani, nella stessa occasione, aggiunge:
“L’Italia non voterà mai la cancellazione di un accordo che è alla base del nostro rapporto economico e politico con l’unica democrazia della regione. Bisogna essere equilibrati. Si alle sanzioni individuali a chi viola la legge, no a leve economiche che danneggerebbero solo i civili e allontanerebbero la pace”:

Ora datemi il tempo di riprendermi dalle risate che ho fatto mentre leggevo questo pezzo, e poi, sempre per la mia amica, chiedo:

1) Quindi la leva economica verso la Russia non allontana la pace?

2) Perché dice che l’Italia non voterà mai contro, a prescindere da tutto? Quanti nel governo hanno gli stessi intrecci istituzionali e personali con israele?

3) “Unica democrazia della regione”? Quella che porta, come il suo friends Usa, la “democrazia” con le bombe? Quella che spara ai bambini al cuore e alla testa? Quella che stupra i prigionieri nelle carceri? Quella che pensa che un buon palestinese è un palestinese morto?

Se così fosse, fatemi adattare una frase non mia:
Dalla “democrazia” israeliana mi salvi Dio, che dalle dittature mi salvo io.

Fonti: Reuters Europe, Ansa, Open, The Jerusalme Post, Parlamento Italiano sezione “trasparenza”, Maeci, sito uffiaciale di Tajani, Moked, Keren Kayemeth Leisrael (KKL), American Jewish Committe (AJC)

DIRITTI UMANI? PER ORA NO, GRAZIE


Vi ricordate della mia diffidenza verso il Governo Meloni, sulla vicenda della sua “uscita” dall’accordo sul memorandum di difesa con Israele, perché non era una revoca ma una sospensione? A causa di ciò non mi fidavo di questa nuova, apparente posizione del mio governo sul il rispetto dei diritti.

Come volevasi dimostrare.
(Se volete rileggere “Le chiavi sotto lo zerbino” cliccate qui)

Ve lo ricordo perché oggi, in Lussemburgo, l’Italia dirà no alla sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele; non lo dico io, lo confermano fonti diplomatiche e Farnesina.

Non basta, l’Italia dirà no anche alla sospensione della parte commerciale. Questo accordo promuove la cooperazione economica, scientifica e culturale, PONENDO IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI E DEI PRINCIPI DEMOCRATICI come elemento essenziale, senza il quale l’accordo salta.

Orbene, ditemi cosa altro deve fare Israele perché l’Italia riconosca che questo punto, essenziale per la cooperazione, sia da molto tempo infranto più e più volte? Deve sganciare una bomba atomica?

Riprendo una parte delle parole dette da Pedro Sánchez: “Non abbiamo nulla contro il popolo israeliano, anzi il contrario. Ma un governo che viola il diritto internazionale e, di conseguenza, i principi e i valori dell’UE non può essere nostro partner”.

A onor di verità, l’Italia si è detta orientata a sanzionare i coloni violenti in Cisgiordania.

Secondo voi chi può mai mettere in pratica queste sanzioni? I coloni sono supportati dal governo netanyahu e l’IDF osserva e spesso non interviene con i coloni quando attaccano i contadini in Cisgiordania?

Non vi sentite presi un po’ per i fondelli da queste dichiarazioni, che non portano a nulla e non condannano chi invece spinge queste violenze?

Questo governo NON mi rappresenta.
Questo governo NON spesso cela la verità nella confusione.
Questo governo NON fa gli interessi degli italiani.

Ed io mi domando cosa altro deve succedere perché le persone, nella loro maggioranza, smettano di fare il tifo da stadio e guardino cosa succede?

Sospetto che accadrà solo quando le deficitarie politiche economiche di questo governo, legate alla nostra sudditanza agli Usa, arriveranno in maniera consistente al portafoglio di chi lo sostiene, a prescindere dalle porcherie che fa. Se continua così, manca poco.

Sto parlando di gente comune, non certo di quelli che problemi di denaro non ne hanno, e anzi da questo governo hanno avuto sempre aiuti. Cito solo due esempi. La mancata tassazione sugli Extra-Profitti, diventata praticamente “tassazione volontaria” per banche e società energetiche, e la cosidetta “Web Tax”: un 3% sui profitti dei giganti online come Amazon.

Il 3%.
Non è una battuta. E’ davvero così.

Basta guardare i dati per capire dove stiamo andando: l’1% delle persone possiede il 37% delle ricchezze mondiali. E se non basta il 10% possiede il 75% delle ricchezze mondiali.

Lo ammetto, stamattina scrivo un po’ da scoraggiata. Mi sento come un Don Chisciotte che combatte contro mulini a vento che macinano uomini mentre producono soldi.


Fonti: Reuters, Il sole 24 ore, Il Fatto Quotidiano, Businnes People, Il Post, Il Manifesto, World Inequality Report 2026, Oxfam, World Inequality Database

Le chiavi sotto lo zerbino


E’ vero che il governo Meloni è “uscito” dall’accordo del memorandum di difesa con israele?

PICCOLO DETTAGLIO: NON E’ ANDATA PROPRIO COSI’

13.04.2026 scadeva il rinnovo automatico del memorandum militare.
14.04.2026 al Vinitaly, Meloni comunica pubblicamente  che ha deciso di non rinnovarlo. Il ministro Crosetto invia una lettera ufficiale all’omologo israeliano Katz.

Fin qui tutto bene. Il problema non è quello che hanno fatto, ma quello che hanno scelto di NON fare.

Il governo Meloni ha bloccato il rinnovo automatico con una lettera ufficiale, ma non ha rescisso definitivamente l’accordo. Una differenza che sembra tecnica ma non lo è affatto, perché in concreto significa che: QUESTO ACCORDO PUO’ ESSERE RIATTIVATO DA QUESTO GOVERNO (O DA GOVERNI  FUTURI), IN QUALSIASI MOMENTO, SENZA GRANDI PROCEDURE.

Nessun iter parlamentare. Nessun negoziato lungo anni. Basta volerlo.

Quindi sì, personalmente, apprezzo che dopo un genocidio (che continua) contro il popolo palestinese, attacchi ed aggressioni con relativa invasione, solo per citarne un paio Cisgiordania e Libano, il governo Meloni INIZI a condannare nei fatti, ma, e sottolineo ma, questo accordo legalmente non è stato chiuso: l’escamotage sta tutto nella scelta di non rescindere formalmente.

L’accordo non è stato né rescisso né sospeso, semplicemente non è stato prorogato.

Quello che hanno fatto è lasciare le chiavi sotto lo zerbino: non è un addio è un arrivederci.

Fonti: Ansa, Il Post, SkyTG24, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, L’Espresso, Editoriale domani, Il Sole 24 ore

HIROSHIMA: Monumento alla pace dei bambini – Siamo ripetenti in storia.


Scrivere questo post su Hiroshima e sulle emozioni che ho vissuto non è semplice per me. Ho avuto emozioni intense, allentate nel corso della giornata da momenti leggeri. Per questo ho deciso di dividere quella giornata in più post. Quelli, chiamiamoli “intensi”, che mi sono penetrati e quelli, che quel giorno, mi hanno aiutato ad allentare il dolore, la rabbia, la frustrazione che ho provato.

MONUMENTO ALLA PACE DEI BAMBINI
Questo monumento è sorto in memoria di tutti i bambini morti a causa del bombardamento atomico di Hiroshima (senza dimenticare Nagasaki). Questo monumento è stato ispirato a Sadako Sasaki, esposta alle radiazioni quando aveva due anni e morta per leucemia circa dieci anni dopo.

In cima al monumento c’è una statua in bronzo che rappresenta una giovane ragazza che solleva una gru dorata a simboleggiare i sogni per un futuro di pace. Sotto il monumento vi è un’iscrizione che recita:
Questo è il nostro grido. Questa è la nostra preghiera. Per costruire la pace nel mondo.

Tutto intorno al monumento ci sono delle teche al cui interno ci sono centinaia di gru di carta. Dovete sapere che secondo un’antica tradizione giapponese, chiunque riesca a piegare 1000 gru di carta, vedrà esaudito un desiderio. Sadako Sasaki, la bambina di cui ho parlato qui sopra, iniziò a piegarle con la speranza di guarire.

Queste ghirlande di gru oggi, oltre al tributo a Sadako, portano con sé anche il significato di: preghiera per la pace, speranza e guarigione, impegno dei giovani per un futuro senza guerra.

Volendo si può partecipare anche dall’Italia. Hiroshima accoglie gru da ogni angolo del mondo per tenere vivo il messaggio di Sadako.

Per partecipare devi piegare quante gru desideri (anche se dovrebbero essere 1000, non sono obbligatorie), infilarle in corde per facilitarne l’esposizione, assicurandosi che non si sfilino durante il viaggio. Insieme alle gru è bene inserire un foglio (meglio se in inglese, a meno che non conosciate il giapponese) con questi dati: nome del mittente, indirizzo email o postale e un piccolo messaggio di pace. Il tutto va spedito a:
Peace Promotion Division The City of Hiroshima 1-5 Nakajima-co, Naka-Ku Hirosima 730-0811 JAPAN

Quel giorno, per la prima volta in vita mia, ho visto Willy commosso.
Io… io ho mischiato al “groppo” che avevo in gola, tanta rabbia, non avete idea di quanta, per come una parte dell’umanità abbia deciso di comportarsi allora, come abbia potuto fare una cosa del genere, consapevole di quello che sarebbe successo, e per come da quello non abbia imparato niente: Palestina, Gaza, Cisgiordania ne sono la prova.

Ad oggi, in quei territori, circa 22.000 bambini sono stati uccisi ed identificati. Nota bene, sto parlando di quelli identificati. Si arriva a 35.000 se si includono le stime di Save the Children e delle fonti locali che calcolano anche i dispersi sotto le macerie (o gli “evaporati”).

Come non fare l’abbinamento di bambini “evaporati”quando ora si sa che hanno usato armi e bombe termobariche e termiche acquistate dagli americani? Questo tipo di armi e bombe “evaporano le persone”.
Quando ne parlo e scrivo, come ora, mi viene in mente sempre una frase di Jean Paul Sartre: “Se Dio non esiste, tutto è permesso.”1

  1. A titolo informativo, solo se siete “curiosi” e volete incaxxarvi come me:
    A – Le bombe termobariche  operano in due passaggi. Prima rilasciano una nube di carburante in forma aerosol, poi la innescano. La deflagrazione genera una sfera di fuoco a 2.500 – 3.500 gradi di calore. Questo esaurisce  l’ossigeno circostante e produce un’onda d’urto di lunga durata che disintegra i tessuti corporei.
    B – MK-84 “Hammer” sono proiettile da 900 kg riempiti di una combinazione di TNT e polvere di alluminio. L’alluminio eleva la temperatura di esplosione fino a incenerire immediatamente la materia organica.
    C – GBU-39 (Small Diameter Bomb) sono impiegati in attacchi precisi, incluso quello alla scuola al Tabin nell’agosto 2024. Contiene un esplosivo formulato per amplificare l’onda d’urto termica all’interno degli edifici.
    D – Il fosforo bianco, documentato da Human Rights Watch e Amnesty International fin dall’inizio del conflitto, nell’ottobre 2023. La giustificazione ufficiale è la creazione di schermi fumogeni, ma l’effetto è un incendio chimico che arde fino all’osso. ↩︎

TAKAMATSU: ops… spunta ancora birra e sakè


Il primo giorno a Takamatsu è stato denso e pieno di cose che ho amato fin dalla mattina. Avevamo appuntamento con Maurizio davanti all’ingresso del Parco Ritsurin.

La scelta di partire per il Giappone nel mese di novembre era stata una scelta per poter vedere il foliage. Chiaramente, per la Legge di Murphy, quest’anno il foliage era in ritardo.

All’interno del parco ci sono 13 colline e 6 stagni che creano un paesaggio molto variegato. Questo parco è stato progettato in modo che, man mano che passeggi al suo interno, la vegetazione e l’ambiente intorno a te cambino.

Abbiamo chiacchierato passeggiando immersi nel verde. All’interno del parco c’erano anche degli anziani giapponesi che facevano le guide gratuite per chi voleva sapere qualcosa di più del parco.

La mattinata è stata dedicata completamente al Ritsurin. Dopo la pausa pranzo con Maurizio, lo abbiamo salutato e ci siamo diretti al Castello di Takamatsu e alla sua area verde adiacente.

Questo castello è a pochi metri dal mare, questo, ai tempi, contribuì a rendere particolari alcuni elementi, tipo che il fossato veniva alimentato direttamente dall’acqua del mare.

Momento cultura
Il castello fu costruito nel 1590. Fu demolito nel periodo Meiji e a oggi della fortezza originale restano le mura e il fossato. Questo castello era di proprietà del Clan Ikoma che lo possedeva e che controllò la regione per oltre 50 anni; poi lo Shogun Tokugawa affidò tutta l’area al Clan Matsudaira. Questi rimasero al governo del posto fino al periodo Edo.
Fine Momento cultura

Nel pomeriggio avevamo in programma vedere uno spettacolo musicale con degli antichi strumenti giapponesi. Elisabetta, la figlia di Brunella e Maurizio, ci ha accompagnato fuori Takamatsu con l’auto e ci ha lasciato nelle mani di Chiaki.

Alla fine dell’esibizione, abbiamo scoperto che da semplici spettatori, siamo diventati spettacolo. Avevano saputo in anticipo che sarebbero arrivati dei gaijin, nello specifico degli itariajin.
Ci hanno fatto suonare uno degli strumenti e i bambini presenti ci avevano preparato dei disegni e delle gru di carta da regalarci con i colori della bandiera italiana. Sono sincera un pochetto quei due bimbi mi hanno commossa.

Momento Cultura
Regalare una gru di carta, Orizuru, significa augurare salute, longevità, fortuna e felicità.
Non le vedete nella foto perché tornata dal Giappone ho pensato: “Le metto qua, così quando mi servono da fotografare, le trovo”. Secondo voi le ho trovate?
Fine momento cultura

Teoricamente la serata era finita, Chiaki avrebbe dovuto accompagnarci nuovamente in città, ma il trovarci così bene ha fatto sì che, alla sua domanda: “Avete tempo? Vi va di bere una birra?”, la nostra risposta sia stata affermativa.

Siamo andati nel locale di un suo amico che produce artigianalmente le birre. Era in chiusura, ma visto che eravamo con la sua amica, ha tenuto ancora un pò aperto per noi.

Aassaggia questa…. oishii, assaggia quella… oishii, assaggia questa nuova… oishii, di questa che ti pare…. oishii1!
Dopo meno di mezz’ora siamo usciti per tornare in albergo ed io ero “lievemente allegra”. A quel punto Chiaki, prima di entrare in auto ci domanda: ” Avete ancora tempo? Vi porto in un posto dove bere ancora qualcosa. Un posto dove io vado spesso a rilassarmi.”. Secondo voi cosa abbiamo risposto?

Ora, se non fossimo stati con Chiaki, noi quel locale non saremmo mai stati in grado di trovarlo. Se non sei del posto, col cavolo che lo trovi.
Era uno Speakeasy moderno.

Gli Speakeasy erano dei locali clandestini dove si vendeva e consumava alcol durante il periodo del proibizionismo negli Stati Uniti. Erano bar basati sulla segretezza, spesso nascosti in vicoli oscuri o comunque celati. Per entrare era necessario conoscere una parola d’ordine.

Gli speakeasy moderni si distinguono per un’atmosfera retrò, luci soffuse, jazz e swing e una “mixology” di alto livello. Non sono più illegali e non richiedono parole d’ordine, ma conservano un alone di segretezza; non sono facilmente visibili.
Vedi qua sotto, questo era l’ingresso. La foto è po’ mossa. Perdonate l’ho scattata all’uscita del locale, quando ormai tra birre precedenti e i sakè del posto, la mia capacità di avere la mano ferma era alquanto compromessa.

Il locale era stupendo. Un lungo bancone classico, alle spalle una parete di bottiglie illuminate. Separatamente, all’interno del locale, c’era anche un piccolo giardino giapponese e alcune stanze private che si affacciavano su esso.

Architettura d’interni curatissima, luci calde, atmosfera accogliente.Anche i bagni erano qualcosa di particolare.
E il sakè? Da lì in poi il cedimento alla tentazione al sakè, che mi sono porto ancora oggi, è stato definitivo.

Vi assicuro che è stato il più bel locale che ho visto in Giappone fino ad oggi.

Takamatsu mi ha ubriacato di gentilezze e sakè di alta qualità.

  1. おいしい = Oishii = delizioso – buono ↩︎

JAPAN 2.0


Sono tornata dal mio viaggio in Giappone, il secondo.

Questo ritorno mi ha trovato ancora innamorata, ma più consapevole. Questo è stato un viaggio tra terre e persone. Personalmente amo i viaggi delle terre attraverso le loro persone, e questo è accaduto anche questa volta.

E’ stato un ritorno con meno occhi a cuoricino ma con più presenza, complice anche una Tokyo che ancora oggi non so dirvi se mi piace o no. Un po’ come la persona che ami, ma di cui a volte non comprendi alcuni suoi aspetti. Sono sincera, in questo viaggio ho amato molto di più altre città.

Detto questo, ho lasciato quella terra con ancora voglia di tornarci.

A Tokyo, complessivamente, sono stata sette giorni, tre all’arrivo e quattro alla partenza. Con questa megalopoli ho un aspetto emotivamente ambivalente. Aspetto che ben è rappresentato dalle foto della vista della finestra dei miei due alberghi. Quello dell’arrivo e quello del ritorno. Entrambi erano ai piani alti, ma con viste differenti…

Mi ha incantato la prima, mi ha perplesso la seconda. Ecco con questa città ho questo strano rapporto. Incantesimo e perplessità che coabitano insieme.
Certo, non posso conoscere una città come Tokyo in solo sette giorni; il fatto di averla girata molto meno attraverso le persone (rispetto ad altri posti) e più come “turista” non me l’ha fatta davvero conoscere. Mi riservo di “visitarla” ancora e di farlo con le “sue persone”. L’etichetta su questa città di “Incantesimo e perplessità” la lascio al momento, pronta a cambiarla in un attimo.

Questo post è solo il prologo di quelli che seguiranno. Post che davvero parleranno del mio viaggio. Questa è solo un’introduzione a un viaggio organizzato da sola per quanto riguarda il percorso e con l’aiuto del Centro Culturale Italia Giappone “Sicomoro” 1 (Se cliccate sul nome andate direttamente al loro link) per quanto riguarda l’isola dello Shikoku.

Ringrazio di cuore Matteo, Maurizio e Brunella. Grazie a loro il mio viaggio di questa terra, attraverso le persone, si è rivelato ricco, profondo e intenso. Del loro centro parlerò anche in altri post successivi.

Insomma, questo è un post per dire: “A raga’, so’ tornata!”.

  1. Il Centro Culturale Italia Giappone “Sicomoro”, è l’associazione con cui ho iniziato a studiare giapponese l’anno scorso. L’associazione nasce nel 2006 a Takamatsu, una città di circa 420.000 abitanti, situata nell’isola di Shikoku, opera sia in Italia che in Giappone. ↩︎

Infine solo per ricordare che non dimentico, e anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

LA RIFORMA COSMETICA


La Meloni, parlando della legge di bilancio, la esalta come se fosse la panacea economica d’Italia. Ecco, fermiamoci un attimino: non lo è. Non che io voglia parlarne male, il problema è il tentativo (da parte loro) di una narrazione politica che si svela come un trucco di magia, a celare una realtà diversa. Ma in questo post non voglio parlare di tutta la Finanziaria, ci vorrebbero decine di post, ma vorrei concentrarmi su ciò che impatta maggiormente sulla maggior parte di noi: l’irpef.

La Meloni cita, testuali parole: “Una manovra seria ed equilibrata, che risponde ai bisogni e ai problemi concreti delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori“.

Va bene, vediamo se è vero.

Red.Lordo Annuo €Guad. stimato annuo €Guad. stimato mensile €% sul Redd. Lordo
25.000000,00%
28.000000,00%
30.000403,300,13%
32.000705,800,22%
35.0001078,900,31%
38.00018015,000,47%
40.00024020,000,60%
43.00034028,300,79%
45.00025721,400,57%
50.00034829,000,70%
55.00043936,600,80%
60.0001.400116,002,33%

Tradotto: chi avrebbe davvero bisogno di un aiuto concreto (sotto i 30.000€) non riceve nulla. Chi guadagna 35.000€ prende un contentino simbolico. Tra i 40.000 e i 50.000€ il beneficio è irrilevante. Sopra i 55.000€, (fascia che economicamente sta meglio) il taglio diventa più visibile, ma rimane sotto il 3%.

In parole crude? La cosiddetta riforma seria sull’irpef è più che altro “UN RITOCCO COSMETICO”. Le fasce più povere, sono quelle che hanno meno benefici, e questo non è un dettaglio.

Ricordo anche che la Legge Finanziaria ha già ricevuto l’approvazione del Consiglio dei Ministri ma non è ancora approvata dal Parlamento. Potrebbe cambiare ancora.

So che questo post può sembrare quasi (ho detto quasi) una mera esposizione di dati, ed è voluto. Vorrei che ognuno formulasse il suo pensiero.

Aggiungo un po’ di contesto: secondo l’Istat tra il 2019 e il 2024 i salari hanno perso il 10% del potere di acquisto a causa dell’inflazione, senza che gli stipendi aumentassero di conseguenza. Mediamente gli italiani guadagnano circa 400€ in meno al mese rispetto ai loro colleghi europei. Questo significa che il fantomatico “beneficio” dell’irpef è praticamente marginale rispetto a ciò che realmente serve.

La narrazione politica e la realtà economica sono due cose diverse. Non basta un discorso pieno di aggettivi positivi a trasformare la realtà dei fatti.

Fonti: Ansa Economia, Adnkronos, RaiNews, SkyTG24, Panorama, Idealista News, SulPanaro, Istat, Instagram e X/Twitter di Giorgia Meloni.

Infine solo per ricordare che non dimentico e che, anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

DAL MENU: GAZA, CISGIORDANIA… E COME DESSERT UN BEL PEZZO DEL GOLAN


Il governo israeliano ha approvato un piano per aumentare il numero dei coloni già esistenti nelle Alture del Golan.

Le Alture del Golan sono un territorio Siriano occupato abusivamente e sotto controllo da parte dei soldati d’israele (IDF). Il governo ha stanziato significativi fondi per aiutare e sviluppare in quell’area gli insediamenti dei coloni.

Israele ha occupato le Alture del Golan nel 1967 e le ha annesso nel 1981. Tutto ciò è avvenuto abusivamente, senza autorizzazione di nessun tipo, anzi con condanne da parte dell’ONU e del diritto internazionale. Le Alture del Golan sono riconosciute come territorio della Siria a livello internazionale. Tutte le azioni d’insediamento sono illegali.

Le alture del Golan si trovano nella Siria sud occidentale, al confine con israele, Libano e Cisgiordania. E’ un altopiano strategico.

Nel 1967 israele occupò le Alture. La Siria ha cercato senza successo di riconquistarle nel 1973. L’annessione, che io chiamerei invasione da parte di israele, non è riconosciuta a livello internazionale. L’ONU e la stessa UE considerano il Golan territorio occupato illegalmente da israele.

Indovinate chi, nel 2019, ha riconosciuto il Golan di sovranità israeliana? Bravi, avete indovinato! Gli Stati Uniti d’America, sotto il precedente governo Trump.

Quindi a noi dicono la Palestina non si può riconoscere, ma loro riconosco azioni illegali!

Ricordo che a tutt’oggi, per la comunità internazionale, UE compresa, le Alture del Golan sono occupate abusivamente da israele.

La Siria rivendica ancora le Alture del Golan e chiede il ritiro d’israele; il quale ha lo stesso atteggiamento che ha nei confronti della Cisgiordania: continua ad occupare e si tiene i territori.
Le persone autoctone, sia druze sia Siriane, rifiutano l’annessione e chiedono il ritorno alla Siria e alla legalità, poiché i coloni israeliani (come hanno fatto e stanno facendo ancora in Cisgiordania) espropriano le terre agli autoctoni e attuano discriminazioni verso i druzi e i siriani.

Quindi lo posso pensare, vero? L’istinto all’invasione delle terre altrui, fa parte del modo di pensare del governo israeliano? L’occupazione di altri stati è un vizietto che non riesce a togliersi?

Quindi lo posso pensare, vero? Che il mio governo è complice, oltre che in un genocidio, anche in un attacco mirato a terre che non appartengono a israele, ma che invade?

Fonti: Euronews e Rainews, Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,  israeli Ministry Of Foreign affairs, Bbc, Al Jazeera

DA PERTINI A MELONI: anni luce di distanza politica e umana


La Meloni ieri parlando della Global Sumud Flotilla, dice, testuali parole: “Tutto questo è gratuito, pericoloso, irresponsabile. Non c’è bisogno di rischiare la propria incolumità e infilarsi in un teatro di guerra per consegnare aiuti a Gaza…”.

Io dico: “Se lei, il suo governo, i suoi ministri e altri collusi nel consiglio UE, avessero fatto qualcosa di concreto in questi due anni, tipo gli stessi embarghi che hanno fatto alla Russia, le persone non avrebbero rischiato la propria incolumità per infilarsi in una situazione pericolosa”.

Ma forse, la Meloni non è preoccupata per le persone della Global Sumud Flotilla, forse è preoccupata per la sua posizione…. IRRESPONSABILE e INDIFENDIBILE nei confronti di un genocidio ancora in atto e per il quale non ha fatto e non fa assolutamente nulla.

Caro Presidente del Consiglio Meloni, se lei pensa, come ha asserito, che un’intera flotta di aiuti umanitari composta da 44 stati (non solo dall’Italia) e da associazioni umanitarie ce l’hanno con lei, sospetto un grosso problema di egocentrismo (oltre altro).

Oggi ricorrerebbe il compleanno di Sandro Pertini, se fosse ancora vivo. Ex Presidente della Repubblica Italiana, nel discorso di fine anno alla nazione, il 31.12.1983 disse:
“Israele ha occupato e occupa territori altrui.
Ora io questo vorrei dire al popolo di Israele.
Siamo sempre stati al suo fianco, al fianco degli ebrei quando erano perseguitati.
Ma gli ebrei non sono stati perseguitati prima di avere uno Stato nell’Oriente, dagli arabi.
Sono stati perseguitati in Europa, dagli europei.
Finalmente, poi, dopo la prima guerra mondiale, ebbero un territorio e una patria.
E quindi, anche un territorio e una patria, a mio avviso, devono avere i palestinesi.
Altrimenti non vi sarà mai pace nel Medio Oriente.”

Il livello umano e politico era un altro, lontano anni luce, da quello di chi ci governa ora.