L’ACQUA NEGATA


Il fatto che non ne parli qui non vuol dire che non sia un pensiero quotidiano della mia vita. Significa solo che, per la mia sanità mentale, mi sposto a ragionare e puntare lo sguardo anche su altro.

Oggi, però, ci ritorno, e lo faccio con il nuovo rapporto di Medici Senza Frontiere, pubblicato il 28.04.2026. Rapporto che porta il titolo di “Water as a weapon”: L’acqua come arma.

MSF accusa nuovamente il governo israeliano di utilizzare i beni di sopravvivenza come arma per l’eliminazione fisica del popolo palestinese.

Vi cito alcuni argomenti del rapporto, partendo dal più impattante sulla vita delle persone.

1 L’ACQUA USATA COME “ARMA DI PUNIZIONE COLLETTIVA”
Il punto centrale del rapporto è l’accusa al governo israeliano, di usare l’accesso all’acqua potabile come strumento di guerra. Per MSF la privazione sistematica dell’acqua non è una mera coincidenza, un effetto collaterale non previsto, ma una strategia deliberata che fa parte di un “modello ricorrente e sistematico”.

2 DISTRUZIONE SISTEMATICA DELLE INFRASTRUTTURE
Il rapporto evidenzia la distruzione intenzionale di pozzi, impianti di desalinizzazione, condutture fognarie e il blocco sistematico dei pezzi di ricambio e dei materiali necessari per riparare queste infrastrutture per impedirne il ripristino.

3 EMERGENZA SANITARIA E MALATTIE INFETTIVE
A causa della mancanza di acqua pulita e della distruzione del sistema fognario si è creato un terreno fertile per le malattie. Sono aumentati, in maniera esponenziale, i casi di diarrea acuta, epatite e infezioni cutanee, per non parlare delle infezioni post operatorie in questa situazione.

4 MALNUTRIZIONE E CARESTIA
La carestia, già precedentemente dichiarata in alcune zone dal 2025, ora colpisce ovunque e le persone muoiono per questo. I bambini e le donne incinte sono i più colpiti. Ormai a Gaza la malnutrizione la fa da padrona.

5 PERICOLO NEL REPERIMENTO DELLE RISORSE
Cercare di procurarsi acqua e cibo è diventato un rischio di vita. Ci sono tantissime testimonianze e documentazioni in cui civili, inclusi i bambini, vengono uccisi o feriti mentre sono in fila per il cibo o per riempire le taniche d’acqua, presso i pochi punti di distribuzione rimasti.

6 OSTACOLI ALL’ASSISTENZA UMANITARIA
Il rapporto evidenzia come dall’inizio del 2026 israele abbia impedito l’ingresso di forniture mediche e di personale medico internazionale di Medici Senza Frontiere1, fino ad obbligarli a fine febbraio a lasciare il territorio. Tutto ciò ha comportato che il peso dell’aiuto medico ricada solo sulle spalle dello staff locale, che opera senza risorse.

Il rapporto si conclude con la richiesta immediata del ripristino idrico, la fine delle restrizioni sugli aiuti alimentari e sui medicinali, ed esorta gli alleati di israele a esercitare pressioni politiche per quello che sta accadendo.

Ecco, quello che ho scritto sopra è solo il riportare alcuni punti salienti del rapporto, che ho cercato di esporre nel modo più neutrale possibile, così che ognuno possa pensare con la propria testa senza ricevere una visione parziale.

Sopra non ho citato la distruzione sistematica di ogni tipo di ospedale o struttura atta a curare, né il colpire sistematicamente il personale ospedaliero, i volontari e i medici, e farlo con il sistema “Double Tap” (doppio colpo).

La tecnica consiste in un primo attacco; si attende un breve periodo (dai 5 ai 20 minuti) in modo che arrivino i soccorritori: persone e medici per aiutare i feriti ed estrarre i corpi dalle macerie. A quel punto parte il secondo attacco: viene colpita la stessa identica zona, investendo deliberatamente chi è accorso in aiuto.

Come la penso su questo argomento lo sapete da molto. Tutto ciò che lede fisicamente, moralmente e psicologicamente le persone, per me è un crimine (vorrei dire altre parole, ma mi limito). Se poi colpisce in maniera sistematica e continua un’intera popolazione, la parola crimine diventa limitativa. Se poi nelle persone ci sono bambini, ed esistono persone che citano testualmente “definisci bambino” il crimine raggiunge per me un livello per cui non ho parole per descrivere.

Il rapporto di Medici Senza Frontiere chiede aiuto agli alleati di israele per fare pressione politica.

Ed è proprio qui che nasce il problema.

Temo che questi alleati continueranno a fare quello che stanno facendo ora: gireranno la testa da un’altra parte e riempiranno l’aria di parole di circostanza, mai seguite dai fatti.

Tra questi alleati, purtroppo, c’è anche l’italia che persevera nella collaborazione con questo stato genocida, vietando in patria e in sede dell’Unione Europea sanzioni o l’interruzione di rapporti commerciali con questo abominio.

Ve lo giuro, mai mi sono sentita così piena di vergogna di essere italiana.

  1. Questo provvedimento non riguarda solo MSF ma anche altre 37 ONG. Ne cito solo qualcuna, le più importanti, solo per farvi vedere la portata di questa inumanità: UNRWA (agenzia ONU), Oxfam, Save The Children, Care International, Action Against Hunger, International Rescue Committee. ↩︎

CHIEDO PER UN’AMICA (ma la risposta non arriva)


Chiedo per un’amica.

Il ministro Tajani, ieri in Lussemburgo, in riferimento alla discussione sulla sospensione e/o cancellazione degli accordi con israele (in particolare l’Accordo di Associazione UE-Israele), ha ribadito che lo strumento commerciale non è quello giusto.

A questo punto sorgono spontanee due domande:

1) Qual è lo strumento giusto per far smettere israele di compiere atti criminali contro il genere umano e attaccare, bombardare e invadere altri Stati?
2) Se lo “strumento commerciale non è quello giusto” perché lo applichiamo alla Russia?

Le parole esatte di Tajani, leggete bene:

“Siamo sulla stessa linea della Germania: la sospensione dell’accordo di associazione tra UE e israele non è lo strumento adatto. La via della diplomazia non deve essere interrotta. Se vogliamo esercitare pressione per una soluzione a due stati, dobbiamo continuare a dialogare con tutte le parti. Colpire gli scambi commerciali significherebbe punire indiscriminatamente la società civile, mentre noi siamo favorevoli a misure mirate, come le sanzioni contro i coloni violenti, che colpiscono i responsabili diretti delle violazioni senza isolare un intero stato.”

Ora le domande, sempre per la mia amica:

1) Quindi con le sanzioni commerciali alla Russia non colpiamo la loro società civile? Chi colpiamo?

2) “Una soluzione a due stati” come è possibile possa realmente esistere visto che il governo di israele ha già detto esplicitamente che non accadrà mai”?

3) L’ho già scritto nel post di ieri, lo richiedo, chi arresterà e punirà i coloni violenti visto che il governo israeliano e l’idf spingono alla conquista dei territori palestinesi “senza problemi”, e spesso voltano la testa quando accadono le violenze? Mandiamo i nostri carabinieri?

Tajani, nella stessa occasione, aggiunge:
“L’Italia non voterà mai la cancellazione di un accordo che è alla base del nostro rapporto economico e politico con l’unica democrazia della regione. Bisogna essere equilibrati. Si alle sanzioni individuali a chi viola la legge, no a leve economiche che danneggerebbero solo i civili e allontanerebbero la pace”:

Ora datemi il tempo di riprendermi dalle risate che ho fatto mentre leggevo questo pezzo, e poi, sempre per la mia amica, chiedo:

1) Quindi la leva economica verso la Russia non allontana la pace?

2) Perché dice che l’Italia non voterà mai contro, a prescindere da tutto? Quanti nel governo hanno gli stessi intrecci istituzionali e personali con israele?

3) “Unica democrazia della regione”? Quella che porta, come il suo friends Usa, la “democrazia” con le bombe? Quella che spara ai bambini al cuore e alla testa? Quella che stupra i prigionieri nelle carceri? Quella che pensa che un buon palestinese è un palestinese morto?

Se così fosse, fatemi adattare una frase non mia:
Dalla “democrazia” israeliana mi salvi Dio, che dalle dittature mi salvo io.

Fonti: Reuters Europe, Ansa, Open, The Jerusalme Post, Parlamento Italiano sezione “trasparenza”, Maeci, sito uffiaciale di Tajani, Moked, Keren Kayemeth Leisrael (KKL), American Jewish Committe (AJC)

DIRITTI UMANI? PER ORA NO, GRAZIE


Vi ricordate della mia diffidenza verso il Governo Meloni, sulla vicenda della sua “uscita” dall’accordo sul memorandum di difesa con Israele, perché non era una revoca ma una sospensione? A causa di ciò non mi fidavo di questa nuova, apparente posizione del mio governo sul il rispetto dei diritti.

Come volevasi dimostrare.
(Se volete rileggere “Le chiavi sotto lo zerbino” cliccate qui)

Ve lo ricordo perché oggi, in Lussemburgo, l’Italia dirà no alla sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele; non lo dico io, lo confermano fonti diplomatiche e Farnesina.

Non basta, l’Italia dirà no anche alla sospensione della parte commerciale. Questo accordo promuove la cooperazione economica, scientifica e culturale, PONENDO IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI E DEI PRINCIPI DEMOCRATICI come elemento essenziale, senza il quale l’accordo salta.

Orbene, ditemi cosa altro deve fare Israele perché l’Italia riconosca che questo punto, essenziale per la cooperazione, sia da molto tempo infranto più e più volte? Deve sganciare una bomba atomica?

Riprendo una parte delle parole dette da Pedro Sánchez: “Non abbiamo nulla contro il popolo israeliano, anzi il contrario. Ma un governo che viola il diritto internazionale e, di conseguenza, i principi e i valori dell’UE non può essere nostro partner”.

A onor di verità, l’Italia si è detta orientata a sanzionare i coloni violenti in Cisgiordania.

Secondo voi chi può mai mettere in pratica queste sanzioni? I coloni sono supportati dal governo netanyahu e l’IDF osserva e spesso non interviene con i coloni quando attaccano i contadini in Cisgiordania?

Non vi sentite presi un po’ per i fondelli da queste dichiarazioni, che non portano a nulla e non condannano chi invece spinge queste violenze?

Questo governo NON mi rappresenta.
Questo governo NON spesso cela la verità nella confusione.
Questo governo NON fa gli interessi degli italiani.

Ed io mi domando cosa altro deve succedere perché le persone, nella loro maggioranza, smettano di fare il tifo da stadio e guardino cosa succede?

Sospetto che accadrà solo quando le deficitarie politiche economiche di questo governo, legate alla nostra sudditanza agli Usa, arriveranno in maniera consistente al portafoglio di chi lo sostiene, a prescindere dalle porcherie che fa. Se continua così, manca poco.

Sto parlando di gente comune, non certo di quelli che problemi di denaro non ne hanno, e anzi da questo governo hanno avuto sempre aiuti. Cito solo due esempi. La mancata tassazione sugli Extra-Profitti, diventata praticamente “tassazione volontaria” per banche e società energetiche, e la cosidetta “Web Tax”: un 3% sui profitti dei giganti online come Amazon.

Il 3%.
Non è una battuta. E’ davvero così.

Basta guardare i dati per capire dove stiamo andando: l’1% delle persone possiede il 37% delle ricchezze mondiali. E se non basta il 10% possiede il 75% delle ricchezze mondiali.

Lo ammetto, stamattina scrivo un po’ da scoraggiata. Mi sento come un Don Chisciotte che combatte contro mulini a vento che macinano uomini mentre producono soldi.


Fonti: Reuters, Il sole 24 ore, Il Fatto Quotidiano, Businnes People, Il Post, Il Manifesto, World Inequality Report 2026, Oxfam, World Inequality Database

ZELENSKY VUOLE LO 0,25% DEL PIL. IO LE MIE OVAIE INDIETRO


Leggo questo titolo: “Zelensky: ci serve lo 0,25% del vostro Pil nel 2026”.
Mentre le mie ovaie rotolano a terra, penso: “Ci vogliono per forza portare in una guerra non nostra”.

PREMETTO, SUBITO, A SCANSO DI EQUIVOCI che condanno con tutte le mie forze l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Appartengo alla categoria delle persone che odiano le guerre e le armi, a loro preferisco una mediazione e un accordo pacifico. Detto ciò, proseguo nel mio dire.

Dicevo, leggo questo titolo, e non contenta proseguo la lettura dell’intero articolo. Nel farlo mi soffermo su questo pezzo:
In parallelo, la Germania prevede di investire 10 miliardi nei prossimi anni in droni di ogni tipo, offensivi e difensivi. “Il comportamento aggressivo di Putin dimostra che non possiamo allentare la nostra prontezza alla difesa”, ha dichiarato Pistorius.”

Al concetto “tipo offensivo” e alla parola Germania mi ricordo che dalla seconda guerra mondiale in poi, ci sono alcuni stati che possono avere solo eserciti e armi a scopo difensivo e non offensivo. Inizio la mia ricerca, scoprendo così che mi ricordo bene e che dopo la seconda guerra mondiale ci sono quattro stati in questa condizione:
1 Giappone
2 Germania
3 Italia
4 Costa Rica.

Di questi, solo uno è frutto di una sua libera scelta. Parlo della Costa Rica. Nel 1949 abolì completamente l’esercito inserendo questa scelta nella costituzione. La Costa Rica ha solo forze di polizia e sicurezza interna. Se c’è un’invasione, deve sperare nel diritto internazionale (e che non ci sia di mezzo israele che il diritto internazionale lo ha dimenticato, forse mai pervenuto).

Per gli altri tre il discorso è diverso. Sono stati obbligati. Il perché è palese, l’ultima volta che si sono associati, chi prima chi dopo, hanno scatenato, insieme, la seconda guerra mondiale.

Nella nostra costituzione, l’art. 11, cita testualmente “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli”. Cosa che molto spesso, ultimamente, i nostri governanti dimenticano o di cui danno un’interpretazione personale.

Ribadisco, pur condannando con tutte le mie forze l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, non posso esimermi di fare questo pensiero e pormi domande.
Il pensiero:

L’UCRAINA NON FA PARTE DELL’UE.
L’UCRAINA NON FA PARTE DELLA NATO.

Quindi per tutti gli accordi stipulati negli anni tra i paesi membri della NATO, per il principio di aiuto reciproco e per il patto stipulato con la Russia di Gorbacev di non espandersi a est, mi chiedo:
° perché dobbiamo pagare una guerra non nostra?
° perché rischiare di entrare in una guerra con un paese che non ci ha aggredito né ai confini né altrove? perché l’Italia ha fornito armi ed equipaggiamenti miliari all’Ucraina che non è un membro né UE né della NATO?
° perché ha inviato un sistema di difesa aerea SAMP/T,  e ne prevediamo un secondo, a uno stato che non fa parte delle nostre alleanze?
° perché inviamo armi leggere, munizioni e mezzi ausiliari a un paese che non appartiene alla nostra Unione, né alla nostra Alleanza?
° perché tante informazioni sulle forniture all’Ucraina non sono pubbliche?
° perché ci stiamo armando così tanto?
° perché continuiamo a descrivere la Russia come una minaccia diretta ai nostri confini?
° davvero qualcuno pensa che la Russia voglia invadere l’Italia?

Per quanto concerne la Germania, che ogni giorno diventa sempre più aggressiva nei toni, nei modi e nel modo in cui usa la parola “difesa”, non posso che preoccuparmi e chiedermi:
° perché ha inviato carri armati Leopard 1 e 2 a un paese che non fa parte né dell’UE né della NATO?
° perché continua a fornire munizioni, sistemi di difesa aera, droni, veicoli blindati e radar a uno stato che non fa parte della nostra Alleanza?
° perché ha firmato un accordo con Kiev per finanziare la produzione di armi a lungo raggio direttamente in Ucraina, che non appartiene all’UE né all’Alleanza Atlantica?

E soprattutto:
perché due Paesi, come l’Italia e la Germania, che hanno limitazioni costituzionali sull’uso dell’esercito e degli armamenti, e possono impiegarli sono a fini difensivi, stanno inviando mezzi e tecnologie a scopo offensivo a un Paese che non è parte dell’Unione Europea né della NATO?

Con quale lucidità stiamo accettando il rischio di essere trascinati, passo dopo passo, dentro una probabile terza guerra mondiale?

E poi c’è Zelensky.
Perché chiede all’Europa di stanziare lo 0,25% del nostro Pil per aiutare Kiev (oltre agli aiuti già concessi) per aumentare la produzione di armi?
Perché avanzare una simile richiesta quando abbiamo già portato, ahimè, al 5% del PIL le spese militari destinate alla NATO, comprando armi quasi esclusivamente dagli americani?

Sono domande cui mi sono data già alcune risposte, altre sono lì in attesa di una comprensione maggiore, altre ancora so già che probabilmente noi contemporanei difficilmente avremo accesso, saranno i posteri a sapere la verità, forse.

Vi dico già che risposte tipo: La Russia è un pericolo per noi; La Russia ci invaderà; Sono stati loro a iniziare (non è vero, è stata la Nato avvicinandosi ai confini della Russia, infrangendo i patti di un contratto stipulato negli anni 80), sono già state scartate dal mio encefalo.

Perché ne scrivo? Perché magari qualcuno di voi ha fonti certe e vere, che posso verificare, per capire meglio cosa si muove nel mare profondo della propaganda cui siamo destinati.

Gaza: l’urlo ignorato dall’umanità


I palestinesi non esistono, lo dicevano già prima dell’ottobre 2023.
Internazionale- articolo del 21.03.2023

E’ del 21 marzo 2023, mesi prima del 7 ottobre 2023, data da cui israele si sente in diritto di STERMINARE un popolo.

Tra le tante parole dette da questo ministro del governo israeliano, tale Bezalel Smotrich: “Il popolo palestinese è un’invenzione che ha meno di cent’anni di vita. Hanno una storia o una cultura? No, non le hanno. I palestinesi non esistono, esistono solo gli Arabi1”.

E lo dicono loro, quelli nati da una risoluzione ONU del 1948 che ha “inventato” a forza lo stato di israele, risoluzione mai accettata dagli stati arabi?

La frase giusta sarebbe: “Lo stato di israele è un’invenzione che ha meno di cent’anni di vita, creata nel 1948 dall’Onu”.

Non ho iniziato questo scritto per dire questo, mi sono persa nella rabbia che ogni giorno mi sale sempre di più nel vedere e leggere, quello che succede a Gaza e nell’immobilismo dei governi europei (a parte la Spagna che si muove in direzione contraria).

Avevo iniziato per far risaltare l’immensa ipocrisia degli stati europei, Italia in prima linea, e per sottolineare:
Era il 2023 è condannavano a parole, permettendo quello che accade oggi.
E’ il 2025 e pochi giorni fa hanno condannato (una parte della UE, neppure tutti) a parole ma ANCORA NEI FATTI NIENTE.

Sono tutti complici, siamo tutti complici, sono tutti collusi, siamo tutti collusi. Anche noi quelli che gridano in questo immenso mare di dati, noi che non siamo rappresentati dai nostri governi, e nel petto ogni giorno ci grava una sensazione di oppressione. Noi quelli che il nostro cuore è diventato osmio da quanto pesa. Saremo giudicati dalla storia come se fossimo complici anche noi, solo perché apparteniamo a uno stato che è stato complice di questo genocidio, di questo sterminio.

Stamattina ho il cuore gonfio di dolore, rabbia, incredulità anche per un altro motivo: la ministra israeliana (dell’innovazione!?) Gila Gamilie, ha pubblicato su X un video (lo trovate anche su altre piattaforme), in cui mostra la striscia di Gaza dalle cui macerie nasce una lussuosa riviera con yacht, spiagge da sogno, resort, locali, uno skyline in cui spicca una Trump Tower. Mentre sul lungomare si vedono passeggiare sorridenti netanyahu e Taco alias trump con la moglie Melania, prima del finale con i fuochi d’artificio.
Sapete che scrive la tipa, come ciliegina sulla torta? Scrive: “La migrazione volontaria dei Gazawi può avvenire solo con netanyahu e trump”.

Sapete quella sensazione da groppo in gola e rabbia nascente che sale? Questa è quella che ho stamattina. Non hanno più neppure il timore di far vedere apertamente quello che vogliono, tanto sanno che rimarranno impuniti, che nessuno muove un dito contro di loro, grazie al supporto di Taco alias trump che ci guadagna sopra vendendo loro armi.

Questo non è un post, come cerco di fare di solito, che valuta i fatti, cita le fonti e cerca di essere obiettivo, questo è un post che nasce dal profondo di me, non solo dal cuore, ma dalla mia anima.
Scrivo come “salgono” le cose, saltello da un fatto a un altro, perché non riesco più a contenerli.

Non penso ventiquattro ore al giorno a Gaza (per la mia salute mentale), anche se basta poco a riportarmi lì. Cerco di “distrarmi” anche io, ma rimango comunque ferita dal fatto che se mi guardo attorno, vedo che nella vita di tutti i giorni, la maggior parte dei miei connazionali, non ci pensa praticamente mai. Pensa solo alle ferie, alla serata, al divertimento, al fine settimana. Come il nostro governo, condanna a parole, ma poi non fa nulla, neppure una riga in rete in modo da far arrivare la voce a “quelli sopra di noi” che magari si muovono, non per empatia, ma per timore di perdere la posizione e il consenso.

L’ho premesso: è un post di emozioni questo, perché mai avrei creduto di vedere ancora in vita situazioni come lo sterminio degli ebrei, come i campi di concentramento di Cambogia e Serbia, i campi di “rieducazione” vietnamiti o le stragi come Chatila e Sabra.

Mentre ne scrivo, mi rendo conto che cito solo nomi e fatti che sono la punta di un iceberg di un’umanità portata all’autodistruzione e che questo mondo, non è il mio mondo.

  1. Arabi è un parola che raggruppa molti popoli. Non esiste un unico paese arabo, ma molti stati tra cui l’Egitto, la Giordania, l’Iraq, il Kuwait, la Libia. Il Marocco, il Qatar, la Siria (che israele ha appena bombardato) e molti altri. ↩︎

IL NEMICO DEL MESE


Sono donna “affinata” come il buon vino rosso, per questo ho vissuto in prima persona molte cose. A volte con consapevolezza, altre meno o per niente.
Vi spiego il perché di questo mio incipit

Ho vissuto la coda della guerra fredda tra Stati Uniti e Russia, il nemico erano loro. Cattivi, crudeli, con le bombe pronte a esser sganciate su di noi e pare mangiassero i bambini.
In quel periodo lavoravo da un commercialista, e mi ricordo di una partita iva che come oggetto aveva “costruzione di bunker antiatomico”, questo per farvi capire “lo stato d’animo” con cui ci dipingevano i “cattivi”, per farceli odiare e compattare. Questo fino al 1991, poi la Russia è diventata amica.

In compenso, contemporaneamente, e a ondate con nuovi pericoli, i nemici erano i cinesi. Non tanto per timore di guerra con loro, ma per la loro “politica comunista”. Loro non mangiavano i bambini, ma erano una dittatura, non come noi che eravamo una democrazia, così ci dicevano.
Se le loro idee fossero arrivate da noi, chissà che sarebbe successo, tutti schiavi e senza diritti. Invece dalla Cina negli anni arrivavano solo merci, a quel punto ci dicevano “E’ tutto copiato da noi, la qualità è bassa, sfruttano la gente (dimenticando che noi abbiamo copiato nei secoli tantissimo da loro, solo per dire alcune cose: carta, spaghetti, fuochi d’artificio). Però alla fine non imponevano la loro ideologia, anzi commerciavano senza indottrinare, quindi smisero di essere nemici, anche se ogni tanto il “pericolo giallo” salta fuori a livello commerciale.

Nel frattempo a cavallo, tra un nemico e l’altro, s’infilava un nuovo nemico (nei buchi vuoti): il mondo arabo, mediorientale. I loro terroristi, a seconda degli anni, di uno stato o dell’altro, ma anche gli stati non terroristi, comunque, ci dicevano, in qualche modo li aiutano, e poi hanno il petrolio e ci ricattano, questi cattivi!
Chi ha vissuto in un certo periodo si ricorderà le “domeniche a piedi” in cui le auto non potevano circolare, e poi potevano a targhe alterne, per limitare l’acquisto di petrolio.
Non dovevamo fidarci, erano retrogradi, ignoranti, sfruttatori, furbi e pronti a mettercela in quel posto. Questo fino a qualche guerra americana in loco in più paesi, e a quel punto, dopo son diventati amici.

Ora da qualche anno, come nemico, è tornato di moda, la Russia.

Solo che io sono stanca di questa propaganda.

Negli anni, mentre mi “affinavo” come il vino rosso, guardavo gli avvenimenti con occhi diversi, perdevo la beata ingenuità politica giovanile, mentre mi si rivelavano servizi deviati, manipolazioni politiche e interferenze non italiane agevolate e supportate dai politici locali.

Ho imparato a non fidarmi della prima chiave di lettura che mi si propone, ho imparato a leggere su più fronti, ho imparato a guardare i fatti e non le parole, ho imparato che i media, tendenzialmente, sono in mano a chi ha il potere economico e si colludono con la politica.

Non sto asserendo che i luoghi, stati, paesi, che ho nominato siano bravi e senza difetti, culle di democrazia, l’ho già detto in un altro post: “Il più pulito ha la rogna”. Dico solo che mi sono stancata di credere a bugie e nemici a seconda degli interessi di qualcuno. A questa propaganda che cambia a seconda degli anni e che mi ricorda molto il “Ministero della Verità”, dove lavorava il protagonista del romanzo di Orwell, “1984”.

Nonostante io aborrisca quello che sta facendo la Russia in Ucraina, la Russia non è il mio nemico. Nonostante io aborrisca che il Tibet sia sotto controllo cinese, la Cina non è mia nemica. Nonostante aborrisce la politica di diseguaglianza verso le donne e le minoranze di molti stati mediorientali (ma non dimentico che abbiamo anche qui in Europa stati con lo stesso problema), non per questo sono miei nemici.
Una cosa è avere idee e “combattere”, cercando di cambiare la società, parlando per la giustizia, l’uguaglianza, i diritti, la pace, e una cosa è avere dei nemici.
L’Italia non ha nemici.

Ho, però, personalmente un’eccezione che conferma la regola: il governo israeliano, i sionisti e quello che stanno facendo. Certo non “sono nemici” dell’Italia, ma per quanto mi riguarda sono nemici del mondo intero e dell’umanità con quello che stanno facendo.
Anzi, in questo caso, vorrei che questo governo israeliano non fosse amico del mio governo, cosa che invece il mio governo (che qua non mi rappresenta) dice sia.

Tutto questo discorso amareggiato, sconsolato, e un po’ stanco, scritto velocemente e quindi senza mettere fonti e/o riferimenti storici (ma basta cercare in rete) sui “nemici” che man mano, negli anni ci hanno propinato, è solo, un momento in cui rimango basita nel vedere come tante persone ci cadano tutt’oggi.

Non mi faccio maestra, da giovane ci sono caduta anche io, e a volte non solo da giovane. Vorrei solo che voi foste più intelligenti di me, e capiste prima, come ci usino per i loro giochi di potere.

A chi giova compattarci, di volta in volta, verso un nemico?

FEUDALESIMO MODERNO: Italia 30% – israele 10%


I dazi imposti da Taco alias Trump, ad oggi possono essere riassunti a grandi linee come nella tabella qua sotto:

PAESE/AREAAttuale dal 1-12 agosto 2025
Brasile10%50%
Europa10%30% dal 1 agosto
Messico25%30% dal 1 agosto
Canada25%35% dal 1 agosto
Cina10%30% dal 12 agosto
Giappone10%25% dal 1 agosto
Australia10% attivonessuna modifica
UK30% attivonessuna modifica
Sud Corea10%25% dal 1 agosto
India10%nessuna modifica
Indonesia10%nessuna modifica
israele10%nessuna modifica
Pakistan10%nessuna modifica
Taiwan 10%nessuna modifica
Thailandia10%36% dal 1 agosto
Svizzera10%nessuna modifica
Vietnam10%nessuna modifica

Fonti: New York Post, Reuters, Awalara, Pwc

Vedo che Taco alias Trump mette ai suoi “alleati” il 30% come alla sua “nemica” Cina.
Io fossi nella Meloni e nella Von Der Leyen, qualche domandina me la farei.

Detto questo, sappiamo anche che a seconda di come si sveglia la mattina, Taco, potrebbe rivoluzionare tutto.
Non è la prima, la seconda e neppure centomillesima volta da quando è diventato presidente degli Usa, che cambia rotta apparentemente senza motivo.

Comunque, ragazzi, sottolineiamo: israele il 10% Italia il 30%.
Vogliamo farci due domandine?
Giorgia (Meloni) non ti senti un po’ serva della gleba? Io un pochetto si.

IL RUMORE DELLE USCITE


Ho messo come titolo “Il rumore delle uscite”. Ho rubato parzialmente il concetto di una frase di George Berkeley: “Se un albero cade nella foresta e nessuno lo sente fa rumore?”.

Questa è un’espressione filosofica sulla percezione e l’esistenza. Nel porre questa domanda Berkeley, sotto intendeva che se nessuno percepisce il suono, allora non c’è suono, perché per lui il suono è una percezione sensoriale, e se nessuno sente, la percezione non esiste, quindi non esiste il fatto.

Per questo con queste poche parole io vorrei far un po’ di “rumore”, chissà forse nel futuro, tanti piccoli “rumori”, potranno diventare un rumore assordante.

Ho scritto ieri del “Gruppo dell’Aia”,dei BRICS e della conferenza internazionale sulla Palestina tenutasi a Botoga’ e appena conclusa.

Durante la conferenza Gustavo Petro, Presidente della Colombia, ha annunciato che la Colombia cesserà di far parte della Nato. La Colombia era l’unico partner globale latino-americano della Nato, era entrata a farne parte nel 2018.

La motivazione?
Dalla Nato dobbiamo uscire, non c’è altra strada. La relazione con l’Europa non può più passare attraverso governi che tradiscono il loro popolo e stanno aiutando a lanciare bombe sui bambini“.

Li vedete ancora meglio i movimenti geopolitici che cominciano a cambiare il mondo?
L’Europa disumanizzata e mummificata (e prigioniera degli Stati Uniti?), in special modo l’Italia e la Germania, con l’esclusione della Spagna, procede velocemente verso un ruolo terziario nel mondo, senza più credibilità etico-politica.

Scrivo solo queste poche righe perché, in questi giorni, non riesco a contenere l’incredulità di quello che “combina” il mio paese attraverso il suo governo, in netto contrasto con i principali valori umanitari.

Concludo con le parole di Francesca Albanese, presente, alla conferenza. Parole che sarebbero dovute essere messe in atto da anni, dopo le risoluzioni dell’Onu e le decisioni della Corte internazionale di giustizia, e che invece sono disperse in una nube di ipocrisia occidentale.

Francesca Albanese, quale relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi occupati, ha chiesto l’isolamento globale di israele lanciando un appello a tagliare i legami con Tel Aviv.
Cosa di cui siamo capaci, lo stiamo già facendo con la Russia.

Fonti: Ansa, Semana, EuroNews

“AIA” CI SONO I “BRICS”: Prove tecniche di un nuovo mondo


Contro l’occupazione israeliana in Palestina, e per coordinare iniziative contro questa occupazione, dal 15.07.2025 su iniziativa del “Gruppo dell’Aia”1 è iniziata a Bogotà una conferenza alla quale partecipano anche la Cina, la Spagna e il Qatar.

L’incontro è ospitato dal presidente colombiano Gustavo Petro. Lo scopo è di mettere in atto le decisioni assunte dall’Onu per tutti i 193 paesi membri, visto che l’occidente non lo sta facendo, o meglio, lo fa con due pesi e due misure, a seconda che si tratti di Russia o di Israele.

L’incontro ha stabilito una mozione in cui si dice che: “Nessun paese può più fornire aiuto di qualsiasi tipo per mantenere l’occupazione israeliana dei territori palestinesi”.

Spagna e Belgio hanno già iniziato a sospendere le nuove licenze per l’esportazione di armi verso israele e l’Olanda ha sospeso la vendita di componenti per i caccia F-35.
Si potranno mettere in atto altre misure tra le quali vietare l’atterraggio di aerei o l’attracco di navi che portano armi ad israele.

Il blocco degli scambi commerciali con israele è in fase di valutazione; si vorrebbe vietare l’importazione dei beni dagli insediamenti israeliani. Vedremo cosa salterà fuori da questo incontro. Nel frattempo, l’Irlanda ha già annunciato che introdurrà una legislazione per bandire i prodotti importati dagli insediamenti, mentre la Francia dice che “Sta valutando” (già sappiamo che vuol dire, “al momento non mi sbilancio”).

Il Brasile ha già richiamato il suo ambasciatore da israele in segno di protesta, mentre la Germania sostiene ancora israele. Sospetto che quest’ultima paghi ancora il senso di colpa per quello che ha fatto agli ebrei dal 1920 alla fine della seconda guerra mondiale.
Praticamente quello che gli israeliani stanno facendo ora ai palestinesi.

Non posso far a meno di notare che mentre il vecchio e sempre più decadente occidente protegge chi non dovrebbe, molti paesi del BRICS,2 il nuovo mondo -anche commerciale – spinge verso altre direzioni, questo senza assolvere nessuno stato dai propri crimini (sia ad est che a ovest). In Italia si dice “Il più pulito ha la rogna”, la mia è solo una constatazione di ciò che sta avvenendo.

Da noi invece permettiamo che personaggi come Taco alias Trump, facciano il giochetto del “dividi et impera” con l’Europa. Cosa che gli riesce bene grazie al nostro governo. Eppure questa è una locuzione italiana, i nostri governanti dovrebbero conoscerla… invece…

Temo che noi “occidentali” siamo ormai una società morente. Una nuova società, che sta germogliando da anni, sta creando un nuovo mondo.
Nella postilla 2, in fondo al post, se la leggete, e riflettete, capirete il perché del mio pensiero.

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  1. Il GRUPPO DELL’AIA è stato istituito nel primi mese del 2025. Nato per garantire che nessuno Stato possa considerarsi al di sopra della legge e proteggere i più vulnerabili.
    Ne fanno parte originariamente: Sudafrica, Malesia, Namibia, Colombia, Bolivia, Cile, Senegal, Honduras e Belize.
    Il primo messaggio, a voce del ministro sudafricano Ronald Lamola, è stato che nessuno Stato, per quanto potente, è al di sopra della legge e nessun crimine deve rimanere impunito.
    Il Gruppo dell’Aia ha dichiarato e sottoscritto: “israele sta violando il diritto internazionale, citando le sentenze della Corte Internazionale di giustizia, le risoluzioni dell’ONU e i mandati di arresto emessi contro i leader israeliani; la coalizione dei nove paesi sottolinea al contempo la responsabilità e il dovere di tutti gli Stati di agire per prevenire questi crimini.” ↩︎
  2. BRICS è un acronimo utilizzato in economia internazionale che individua cinque paesi (fondatori) accomunati da alcune caratteristiche simili, tra le quali: condizioni di economie in via di sviluppo, una popolazione numerosa, un vasto territorio e abbondanti risorse naturali. ↩︎
BRICS STATI ATTUALISTATI CHE HANNO FATTO DOMANDASTATI PARTNER
BrasileArabia SauditaBielorussia
CinaAzerbaigianBolivia
RussiaBirmaniaCuba
IndiaBangladeshKazakistan
SudafricaPakistanMalaysia
EgittoSenegalNigeria
Emirati ArabiSri LankaThailandia
EtiopiaTurchiaUganda
IranVenezuelaUzbekistan
IndonesiaVietnam

Paesi che hanno manifestato interesse di aderire al brics nel 2025. Ve li suddivido per continenti, solo per farvi capire la portata.

AFRICAAMERICAASIAEUROPA
AngolaColombiaAfghanistanSerbia
Burkina FasoEl SalvadorBahrein
CamerunNicaraguaIraq
Repubblica CentrafricanaPerùKuwait
Repubblica del CongoVenezuelaLaos
Guinea EquatorialePalestina
GhanaSiria
LibiaYemen
Mali
Sudan del sud
Sudan
Tunisia
Zinbabwe

Lo vedete il nuovo mondo in arrivo?
Mentre l’occidente si autodistrugge in ipocrisie e doppie morali, altri paesi si prendono la scena.

C’è CROCE E CROCE


Ho ancora domande aperte con risposte confuse.
Credo perché le risposte datemi son state poco chiare.

Ho imparato negli anni che quando una cosa è poco chiara, nasconde in se, insita, la fregatura.

Solo per far un esempio (come direbbe un mio amico a titolo esemplificativo, ma non esaustivo):
PRIMA
“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.”
DOPO
“I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato.”

Quindi, esattamente, dopo chi, cosa rappresentano? Rappresenta se stesso? La Bolivia? Le banche? Il gatto dei miei vicini? Perché è stato necessario eliminare “la Nazione”? Se rappresenta comunque la Nazione e quindi il popolo italiano, perché modificarlo?

Sappiate che questo è uno dei tanti motivi per cui voterò NO.

Se volete prendervi la briga “qua tutte le modifiche della costituzione”. Leggetele, cercate di capire (lo so lo so, alcune io non le avrei capite se non avessi parlato con qualcuno che di legge ne sa qualcosa, tipo l’art. 70). Dopo di che cercate di capire gli effetti a breve, medio e lungo termine. Fatelo considerando (provateci) le variabili già in essere tipo la nostra oscena legge elettorale e le variabili date dalle modifiche della costituzione.

Ragionate su quali poteri, quali soldi vengon portati via alle regioni, ai comuni soprattutto, per riportarli allo stato centrale. Soffermatevi sulla modifica per cui per dichiarare guerra non servirà più l’approvazione delle camere, ma solo la maggioranza assoluta (che con le modifiche apportate alla costituzione, con la nostra attuale legge elettorale, in pratica è chi governa). Verificate, ve ne sono altre, e magari vi son cose che io non ho visto.

Forse la nostra costituzione va leggermente modificata, ma non ora e non così, e chiaramente spero pensiate altrettanto.

In ogni caso posto il link neutro, “quello pubblicato dal sito della camera”, con le modifiche da valutare, in modo che chi ancora non sa, non capisce, ma vorrebbe farlo, chi ha confusione, si faccia una sua opinione, magari diversa dalla mia, ma sua. E che voti consapevolmente (nei nostri limiti umani) sapendo quello che sta facendo. E non a cazzum de canis perché qualcuno gli ha suggerito cosa votare o gli offre una frittura di pesce. Usiamole le sinapsi, altrimenti muoiono d’inedia.

L’unico modo è informarsi e parlarne con gli altri, più esperti, meno esperti, sia con i “si” che con i “no”. Senza uccidersi, senza odiarsi, detestarsi, insultarsi, ma palesando le proprie opinioni e idee, mettendosi in discussione e alla fine verificarsi. La vera politica, quella sana e pulita, è questa: un confronto che alla fine, a prescindere da chi “vince”, governa e tutela tutti. Si sembra un po’ utopico, ma in fondo io alle utopie ci credo spesso.

La costituzione è una cosa importante è la base delle leggi di ogni cittadino italiano, sia che voti si, sia che voti no.

Quindi pensiamo prima di apporre la croce, in modo che sia solo sulla scheda e non su di noi.
illustration-by-brock-davis