“MAI PIU'” – Finché non fa comodo


Ieri il governo italiano ha chiesto sanzioni contro un ministro israeliano. Non contro lo stato che lo tiene in carica, lo protegge e lo imita, solo contro lui. Un chirurgo che cura il dito mentre il corpo va in cancrena.

Il governo Meloni, attraverso il ministro Tajani, ha chiesto formalmente sanzioni europee contro il ministro israeliano per la sicurezza nazionale, itamar ben gvir.
Le parole esatte: “A nome del governo italiano ho appena formalmente chiesto all’Alto Rappresentante Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l’adozione di sanzioni contro il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano ben gvir per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani“.

Ora io non so voi, ma io davvero ne ho piene le ovaie della mollezza di questo mio governo e dell’Unione Europea. Ragioniamo insieme, perché ogni giorno mi domando: “Ma a favore di chi difendono i valori e gli interessi? Degli europei non mi sembra proprio. Perché le sanzioni non vengono comminate, come per la Russia, allo stato di Israele? Non dico di più, solo le stesse identiche sanzioni ”.

Dopo questo mio estemporaneo piccolo sfogo,  anche ammesso e non concesso che l’Unione Europea adotti delle sanzioni contro ben gvir, chi le mette in atto in israele? Il governo israeliano sionista, di cui ben gvir stesso fa parte? Uhm, dubito che accada. Anche perché se non lo approvasse, quel ministro, non nuovo a queste esternazioni e a questi gesti, se non lo approvasse lo avrebbe già revocato.

A quel punto che facciamo? ben gvir rimane lì e per l’ennesima volta il governo italiano e l’unione europea esprimeranno parole di sdegno e poi continueranno a far affari e vendergli anche armi?

Abbiamo già visto cosa hanno portato le sanzioni contro i coloni violenti israeliani: nulla, un benemerito nulla.  Questo perché dovrebbe essere lo stato israeliano a metterle in pratica e non lo fa di certo verso chi, da anni, spinge a comportarsi in quel modo. Oltre ad avere illegalmente attaccato in acque internazionali la Flotilla con armi, le forze israeliane dell’IDF (su ordine del loro governo), sapete cosa hanno fatto a persone disarmate, pacifisti, che portavano cibo e medicinali (oltre a richiamare l’attenzione mediatica sul continuo genocidio,  sugli attacchi nel Libano del sud e in Cisgiordania)?

Piccolo riassunto, che non comprende tutto chiaramente:

Sono stati denudati, lasciati in biancheria intima o completamente nudi per ore davanti ai soldati, incatenati e ammanettati.
A molti di loro hanno distrutto gli occhiali da vista, lasciandoli in condizioni parziale cecità (ed io che sono miope so che cosa vuol dire) durante la detenzione.
Uomini, donne e anziani sono stati sistematicamente picchiati e presi a calci dalle guardie.
Molti attivisti hanno riportato traumi compatibili con torture fisiche, fratture alle braccia, alle costole e traumi cranici.
Gli attivisti, dopo ore di percosse, sono stati costretti a rimanere in ginocchio a terra con le mani legate dietro alla schiena e la testa chinata.
Perquisizioni anali e vaginali dolorose sugli attivisti.
Abusi di violenza sessuale.

Questo è quello che sappiamo al momento, con molti ostaggi ancora in mano agli israeliani.

Questi abusi, nella normativa internazionale sono definiti crimini contro l’umanità e costituiscono forme di tortura a tutti gli effetti. E il nostro governo cosa fa? Attraverso Tajani, chiede sanzioni solo contro un ministro, mentre è l’intero sistema governativo israeliano a permettere tutto questo, e lo approvarlo.

Sempre più convinta, questi fanno interessi altrui, non degli europei, non delle persone, non dell’umanità né dei valori umani e cristiani che tanto sbandierano. Ci condiscono di parole (e molti ancora gli credono) e fanno quello che vogliono.

Dario Carotenuto, deputato italiano, presente nella Flotilla ha rilasciato delle dichiarazioni tra cui:
C’erano 20 o 30 persone con probabili fratture, 5 traumi cranici, alcuni abusi di violenza sessuale, anche anziani di 70 anni sono stati torturati”.

Dichiarazioni confermate dal giornalista Alessandro Mantovani anche lui presente sulla Flotilla.

Ora pensate: queste violenze sono state fatte su europei, nella consapevolezza che la notizia, una volta liberati gli attivisti, sarebbe diventata pubblica, e quindi vi sarà stata anche una parziale moderazione delle violenze.

Questo era il trattamento riservato a chi aveva una nazionalità, telecamere, avvocati e un governo (chi più chi meno) che li reclamava.

Riuscite a immaginare cosa accade nell’assoluto silenzio e nell’omertà che circonda i prigionieri palestinesi?

Faccio mie anche le parole dette dal Prof. Alessandro Orsini oggi: “A conferma che le mie parole sono vere cito un fatto: ieri Fratelli d’Italia, cioè Giorgia Meloni, e Forza Italia, cioè Tajani, hanno votato contro un emendamento che chiedeva lo stop dell’invio delle armi a Israele (Parlamento europeo). Tajani e Meloni sono sempre stati tra i più grandi sostenitori di Ben Gvir. Tajani e Meloni si battono affinché Ben Gvir riceva le armi di cui ha bisogno per sparare sui soldati italiani e per sterminare i palestinesi“.

Non è passato nemmeno un secolo dalla fine della seconda guerra mondiale, quando il mondo “scopriva” quello che era stato fatto agli ebrei, e delle parole pronunciate nel 1948 all’ONU. I leader mondiali sancirono che la comunità internazionale aveva il dovere legale (oltre che morale) di intervenire per far sì che quanto accaduto non si ripetesse: “Mai più”.

A meno di 100 anni di distanza, scopriamo che “Mai più” aveva un asterisco, in fondo, in caratteri piccoli: “Salvo interessi geopolitici”.

A

DIRITTI UMANI? PER ORA NO, GRAZIE


Vi ricordate della mia diffidenza verso il Governo Meloni, sulla vicenda della sua “uscita” dall’accordo sul memorandum di difesa con Israele, perché non era una revoca ma una sospensione? A causa di ciò non mi fidavo di questa nuova, apparente posizione del mio governo sul il rispetto dei diritti.

Come volevasi dimostrare.
(Se volete rileggere “Le chiavi sotto lo zerbino” cliccate qui)

Ve lo ricordo perché oggi, in Lussemburgo, l’Italia dirà no alla sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele; non lo dico io, lo confermano fonti diplomatiche e Farnesina.

Non basta, l’Italia dirà no anche alla sospensione della parte commerciale. Questo accordo promuove la cooperazione economica, scientifica e culturale, PONENDO IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI E DEI PRINCIPI DEMOCRATICI come elemento essenziale, senza il quale l’accordo salta.

Orbene, ditemi cosa altro deve fare Israele perché l’Italia riconosca che questo punto, essenziale per la cooperazione, sia da molto tempo infranto più e più volte? Deve sganciare una bomba atomica?

Riprendo una parte delle parole dette da Pedro Sánchez: “Non abbiamo nulla contro il popolo israeliano, anzi il contrario. Ma un governo che viola il diritto internazionale e, di conseguenza, i principi e i valori dell’UE non può essere nostro partner”.

A onor di verità, l’Italia si è detta orientata a sanzionare i coloni violenti in Cisgiordania.

Secondo voi chi può mai mettere in pratica queste sanzioni? I coloni sono supportati dal governo netanyahu e l’IDF osserva e spesso non interviene con i coloni quando attaccano i contadini in Cisgiordania?

Non vi sentite presi un po’ per i fondelli da queste dichiarazioni, che non portano a nulla e non condannano chi invece spinge queste violenze?

Questo governo NON mi rappresenta.
Questo governo NON spesso cela la verità nella confusione.
Questo governo NON fa gli interessi degli italiani.

Ed io mi domando cosa altro deve succedere perché le persone, nella loro maggioranza, smettano di fare il tifo da stadio e guardino cosa succede?

Sospetto che accadrà solo quando le deficitarie politiche economiche di questo governo, legate alla nostra sudditanza agli Usa, arriveranno in maniera consistente al portafoglio di chi lo sostiene, a prescindere dalle porcherie che fa. Se continua così, manca poco.

Sto parlando di gente comune, non certo di quelli che problemi di denaro non ne hanno, e anzi da questo governo hanno avuto sempre aiuti. Cito solo due esempi. La mancata tassazione sugli Extra-Profitti, diventata praticamente “tassazione volontaria” per banche e società energetiche, e la cosidetta “Web Tax”: un 3% sui profitti dei giganti online come Amazon.

Il 3%.
Non è una battuta. E’ davvero così.

Basta guardare i dati per capire dove stiamo andando: l’1% delle persone possiede il 37% delle ricchezze mondiali. E se non basta il 10% possiede il 75% delle ricchezze mondiali.

Lo ammetto, stamattina scrivo un po’ da scoraggiata. Mi sento come un Don Chisciotte che combatte contro mulini a vento che macinano uomini mentre producono soldi.


Fonti: Reuters, Il sole 24 ore, Il Fatto Quotidiano, Businnes People, Il Post, Il Manifesto, World Inequality Report 2026, Oxfam, World Inequality Database

Le chiavi sotto lo zerbino


E’ vero che il governo Meloni è “uscito” dall’accordo del memorandum di difesa con israele?

PICCOLO DETTAGLIO: NON E’ ANDATA PROPRIO COSI’

13.04.2026 scadeva il rinnovo automatico del memorandum militare.
14.04.2026 al Vinitaly, Meloni comunica pubblicamente  che ha deciso di non rinnovarlo. Il ministro Crosetto invia una lettera ufficiale all’omologo israeliano Katz.

Fin qui tutto bene. Il problema non è quello che hanno fatto, ma quello che hanno scelto di NON fare.

Il governo Meloni ha bloccato il rinnovo automatico con una lettera ufficiale, ma non ha rescisso definitivamente l’accordo. Una differenza che sembra tecnica ma non lo è affatto, perché in concreto significa che: QUESTO ACCORDO PUO’ ESSERE RIATTIVATO DA QUESTO GOVERNO (O DA GOVERNI  FUTURI), IN QUALSIASI MOMENTO, SENZA GRANDI PROCEDURE.

Nessun iter parlamentare. Nessun negoziato lungo anni. Basta volerlo.

Quindi sì, personalmente, apprezzo che dopo un genocidio (che continua) contro il popolo palestinese, attacchi ed aggressioni con relativa invasione, solo per citarne un paio Cisgiordania e Libano, il governo Meloni INIZI a condannare nei fatti, ma, e sottolineo ma, questo accordo legalmente non è stato chiuso: l’escamotage sta tutto nella scelta di non rescindere formalmente.

L’accordo non è stato né rescisso né sospeso, semplicemente non è stato prorogato.

Quello che hanno fatto è lasciare le chiavi sotto lo zerbino: non è un addio è un arrivederci.

Fonti: Ansa, Il Post, SkyTG24, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, L’Espresso, Editoriale domani, Il Sole 24 ore

Complici per altri 5 anni


Oggi il governo Meloni aveva la possibilità di uscire dalla complicità in un genocidio e dalle aggressioni ai civili, effettuate in più stati, dal duo “Trumpnyahu Alliance” (chiamata anche “Epstein coalition”).
INVECE NO.

Oggi, 13.04.2026, scadeva il termine per la disdetta del Memorandum di collaborazione nel settore difesa tra Israele e Italia. Bastava presentare una revoca formale di recesso.
INVECE NO.

Il governo Meloni NON HA ESERCITATO IL DIRITTO DI RECESSO, di conseguenza il trattato si è rinnovato per il quinquennio 2026-2031.

Non solo continuiamo a vendere e acquistare armi con uno stato colpevole di genocidio e aggressioni ad altri stati, ma l’accordo prevede anche:

Ricerca e sviluppo tecnologico in ambito militare. Avete presente quei droni che sparavano al cuore o alla testa dei bambini a Gaza? Ecco, quella è tecnologia militare;

Scambio di informazioni e addestramento tra le forze armate. Avete presente l’IDF, quelli che vengono in Italia in vacanza a scaricare lo stress dopo aver ucciso bambini, uomini e donne disarmati? Quelli che il nostro governo, quando erano qui in Italia, hanno anche mandato in alcune scuole a parlare?

Cooperazione industriale nel settore della difesa, ovvero affari con loro e per loro nel settore “guerra”.

Ricordo che sul primo ministro israeliano, pende già una condanna a livello internazionale e ha processi che continua a rimandare in patria.1

A nulla sono servite le proteste delle opposizioni in parlamento o del parere contrario della gente alla partecipazione a questo abominio, con manifestazioni di piazza. Contrarietà riconfermata anche nel 2026 dai sondaggi effettuati, in cui la maggior parte delle persone vuole staccarsi da questi criminali.

Un gruppo di dieci giuristi italiani ha presentato anche una diffida formale al governo, sostenendo che l’accordo rischia di violare numerosi articoli della Costituzione Italiana. Vale la pena ricordare che da tempo molti giuristi chiedono di fare un passo indietro da un rapporto con uno stato (israele) che commette crimini internazionali.

Il Governo Meloni ha risposto “picche” anzi ha esplicitamente dichiarato che non intende revocare l’accordo. Nonostante che in questi giorni le forze israeliane dell’IDF abbiano colpito più volte militari italiani dell’Unifil (leggasi ONU).

Il patto è stato confermato per altri cinque anni, fino al 2031: hanno lasciato che l’accordo si rinnovasse automaticamente, forse sperando che la cosa passasse in sordina.

Come mi sento io dopo aver letto e verificato la notizia? Come dovrebbero sentirsi loro: come lo scarico organico che produce il nostro corpo dai cibi, quello che fuoriesce dalla parte mediana posteriore del nostro corpo. Chiaramente loro non si sentono così.

Sono anche infuriata, imbestialita, incazzata, rabbiosa, irritata, furibonda.
Lo so, sono sinonimi che dicono la stessa cosa e quindi superflui, ma non lo sono. Una sola parola non può contenere il mio pensiero e il mio stato d’animo di fronte a questa notizia.

Mai mi era successo di essere imbarazzata nel dire di essere italiana. Ok… lo ammetto, forse un pochetto ai tempi del bunga bunga, ma allora era imbarazzo ora è vergogna.

Non in mio nome, questo è certo.
Chi appoggia questo governo e questi personaggi (per cui il diritto internazionale è carta igienica da usare a seconda di chi lo infrange), chi appoggia queste amebe che urlano “Via gli stupratori e i delinquenti dal nostro paese”, e poi ne mettono uno su un aereo di stato, un delinquente stupratore anche di bambini, con un mandato internazionale di cattura pendente (Caso Almastri) per riportarlo a casa sua e salvarlo dalla giustizia: ricordate che quando li appoggiate anche le vostre mani si macchiano di rosso, si chiama complicità.

Fonti: Camera dei Deputati (dossier NV5592 e ES0376), Senato della Repubblica, Euronews, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale d’Italia, Notizie Geopolitiche, L’indipendente, Borsa Italiana, Il Manifesto, SkyTG24, YouTrend, SWG

Aggiornamento del 14.03.2026 ore 13.00 – Il governo Meloni dice che viste le attuali condizioni e a seguito delle proteste globali contro la guerra israelio-americana, annuncia la sospensione dell’accordo. Devo verificare.
Credo che la raccolta firme europea per sospendere l’accordo con israele, che ha superato il milione di firme, ne sia in parte complice.

Aggiornamento del 15.03.2026 ore 09.00 – Ho verificato e non è proprio come sembra. Ne ho scritto qua:

  1. Netanyahu ha un mandato di arresto internazionale dal 2024. La Corte Penale Internazionale dell’Aia ha emesso un mandato di arresto. E’ accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Le accuse includono l’uso della fame come metodo di guerra, la privazione di beni essenziali (cibo, acqua, medicinali) e attacchi diretti contro i civili.
    Inoltre, in patria, è sotto processo dal 2020 con accuse di frode e corruzione in tre casi. Processi che continua a rimandare con la scusa della guerra in corso (o al volte con certificati di malattia)
    . ↩︎