Complici per altri 5 anni


Oggi il governo Meloni aveva la possibilità di uscire dalla complicità in un genocidio e dalle aggressioni ai civili, effettuate in più stati, dal duo “Trumpnyahu Alliance” (chiamata anche “Epstein coalition”).
INVECE NO.

Oggi, 13.04.2026, scadeva il termine per la disdetta del Memorandum di collaborazione nel settore difesa tra Israele e Italia. Bastava presentare una revoca formale di recesso.
INVECE NO.

Il governo Meloni NON HA ESERCITATO IL DIRITTO DI RECESSO, di conseguenza il trattato si è rinnovato per il quinquennio 2026-2031.

Non solo continuiamo a vendere e acquistare armi con uno stato colpevole di genocidio e aggressioni ad altri stati, ma l’accordo prevede anche:

Ricerca e sviluppo tecnologico in ambito militare. Avete presente quei droni che sparavano al cuore o alla testa dei bambini a Gaza? Ecco, quella è tecnologia militare;

Scambio di informazioni e addestramento tra le forze armate. Avete presente l’IDF, quelli che vengono in Italia in vacanza a scaricare lo stress dopo aver ucciso bambini, uomini e donne disarmati? Quelli che il nostro governo, quando erano qui in Italia, hanno anche mandato in alcune scuole a parlare?

Cooperazione industriale nel settore della difesa, ovvero affari con loro e per loro nel settore “guerra”.

Ricordo che sul primo ministro israeliano, pende già una condanna a livello internazionale e ha processi che continua a rimandare in patria.1

A nulla sono servite le proteste delle opposizioni in parlamento o del parere contrario della gente alla partecipazione a questo abominio, con manifestazioni di piazza. Contrarietà riconfermata anche nel 2026 dai sondaggi effettuati, in cui la maggior parte delle persone vuole staccarsi da questi criminali.

Un gruppo di dieci giuristi italiani ha presentato anche una diffida formale al governo, sostenendo che l’accordo rischia di violare numerosi articoli della Costituzione Italiana. Vale la pena ricordare che da tempo molti giuristi chiedono di fare un passo indietro da un rapporto con uno stato (israele) che commette crimini internazionali.

Il Governo Meloni ha risposto “picche” anzi ha esplicitamente dichiarato che non intende revocare l’accordo. Nonostante che in questi giorni le forze israeliane dell’IDF abbiano colpito più volte militari italiani dell’Unifil (leggasi ONU).

Il patto è stato confermato per altri cinque anni, fino al 2031: hanno lasciato che l’accordo si rinnovasse automaticamente, forse sperando che la cosa passasse in sordina.

Come mi sento io dopo aver letto e verificato la notizia? Come dovrebbero sentirsi loro: come lo scarico organico che produce il nostro corpo dai cibi, quello che fuoriesce dalla parte mediana posteriore del nostro corpo. Chiaramente loro non si sentono così.

Sono anche infuriata, imbestialita, incazzata, rabbiosa, irritata, furibonda.
Lo so, sono sinonimi che dicono la stessa cosa e quindi superflui, ma non lo sono. Una sola parola non può contenere il mio pensiero e il mio stato d’animo di fronte a questa notizia.

Mai mi era successo di essere imbarazzata nel dire di essere italiana. Ok… lo ammetto, forse un pochetto ai tempi del bunga bunga, ma allora era imbarazzo ora è vergogna.

Non in mio nome, questo è certo.
Chi appoggia questo governo e questi personaggi (per cui il diritto internazionale è carta igienica da usare a seconda di chi lo infrange), chi appoggia queste amebe che urlano “Via gli stupratori e i delinquenti dal nostro paese”, e poi ne mettono uno su un aereo di stato, un delinquente stupratore anche di bambini, con un mandato internazionale di cattura pendente (Caso Almastri) per riportarlo a casa sua e salvarlo dalla giustizia: ricordate che quando li appoggiate anche le vostre mani si macchiano di rosso, si chiama complicità.

Fonti: Camera dei Deputati (dossier NV5592 e ES0376), Senato della Repubblica, Euronews, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale d’Italia, Notizie Geopolitiche, L’indipendente, Borsa Italiana, Il Manifesto, SkyTG24, YouTrend, SWG

Aggiornamento del 14.03.2026 ore 13.00 – Il governo Meloni dice che viste le attuali condizioni e a seguito delle proteste globali contro la guerra israelio-americana, annuncia la sospensione dell’accordo. Devo verificare.
Credo che la raccolta firme europea per sospendere l’accordo con israele, che ha superato il milione di firme, ne sia in parte complice.

Aggiornamento del 15.03.2026 ore 09.00 – Ho verificato e non è proprio come sembra. Ne ho scritto qua:

  1. Netanyahu ha un mandato di arresto internazionale dal 2024. La Corte Penale Internazionale dell’Aia ha emesso un mandato di arresto. E’ accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Le accuse includono l’uso della fame come metodo di guerra, la privazione di beni essenziali (cibo, acqua, medicinali) e attacchi diretti contro i civili.
    Inoltre, in patria, è sotto processo dal 2020 con accuse di frode e corruzione in tre casi. Processi che continua a rimandare con la scusa della guerra in corso (o al volte con certificati di malattia)
    . ↩︎

LAWLESS LAWYER


LAWLESS LAWYER
Drama di 16 episodi del 2018 da circa 1h
Corea del Sud 
Azione, Thriller, Law, Romantico
Su Viki Rakuten

Attori:
Lee Joon Gi è Bong Sang Pil
Seo Sì Ji è Ha Jae Yi
Lee Hye Young è Cha Moon Sook
Choi Min Soo è Ahn Oh Joo

Nonostante sia un drama datato 2018, rimane un ottimo drama che “acchiappa” l’attenzione. Certo essendo un classico “law” i temi sono quelli, ma la regia e la sceneggiatura sono riusciti lo stesso a renderlo coinvolgente.
La recitazione di Lee Joon Gi mi è piaciuta molto, riesce a rendere questo personaggio amato, nonostante non sia un eroe senza macchia. Seo Sì Ji, che ho visto recitare solo in un altro drama (It’s Okay to Not Be Okay) è stata credibile nel suo personaggio.

Personalmente i drama più “vecchietti” a me piacciono di più di quelli attuali (a parte qualche rara eccezione). Le ultime produzioni, ormai, sono spesso cloni uno dell’altro, o di drama del passato. L’eccessiva produzione sta penalizzando la qualità.

Se lo consiglio? Si, è gradevole, piacevole, un buon kdrama per passare qualche ora.

TRAMA

Bong Sang Pil è cresciuto in un mondo che è stato crudele, duro e difficile con lui; questo l’ha reso un uomo con le stesse caratteristiche e con una predisposizione ai limiti della legalità. Quando sua madre muore, per vendicarsi, diventa avvocato e cerca le persone che, grazie al loro potere, pensano di essere aldilà della legge. Per farlo non si fa scrupolo di usare sia le scappatoie legali sia la forza fisica.

Bong  Sang Pil assume  Ha Jae Yi, una giovane avvocatessa, sospesa per aver picchiato un giudice, a causa di una sentenza ingiusta. Jae Yi crede fermamente nella legge e nella giustizia.

Nonostante la diversità di carattere e visione della legge, Jae Yi finisce per lavorare per Sang Pil, non potendo più esercitare in proprio, questo per continuare a pagare i debiti di suo padre.

Accade che i due avvocati siano coinvolti in un caso che coinvolge un giudice che detiene molto potere e un ex gangster, ora amministratore delegato di una società di dubbia legalità.