Sei su scherzi a parte… forse


Ragazzi, ditemi che sono su “Scherzi a parte”, quella trasmissione televisiva famosa per architettare scherzi elaborati.

Altrimenti non mi spiego quello che è accaduto tra il ministro degli esteri Tajani e il ministero degli esteri israeliano. Tajani dice:

Post su X dal LibanoHo avuto una lunga telefonata con il ministro degli Esteri Saar per incoraggiare il dialogo tra Israele e Libano. La mia presenza oggi a Beirut punta a favorire un esito positivo dei negoziati per la pace che iniziano domani.
In loco a BeirutA Israele chiediamo che non ci siano più attacchi contro la popolazione civile libanese, che sia garantita la loro sicurezza e incolumità, così come chiediamo che sia garantita la sicurezza e l’incolumità dei militari italiani che fanno parte del contingente Unifil.
Post su X dall’ ItaliaE’ un paese fratello che abbiamo nel cuore.
(riferito al Libano)

Sapete cosa succede?

Il ministero degli esteri israeliano convoca l’ambasciatore italiano a Tel Aviv “Per protestare contro le affermazioni di Tajani che hanno definito inaccettabili gli attacchi contro la popolazione civile libanese”.
(Osare parlare di Pace? Di diritto internazionale? Sia mai! Criticare i morti civili libanesi, pare sia diventato una cosa orrenda! Del resto, non avendo fatto nulla per le morti dei civili Palestinesi, che continuano, cosa vuoi che sia solo poche migliaia…)

Una tirata d’orecchi non indifferente. Un richiamo formale diplomatico.

Il dubbio di essere su scherzi a parte s’inspessisce quando, dopo le parole di Tajani, leggo le parole del Papa Leone XIV. E qui mi fermo un attimo. Perché le parole sono queste:

Urbi et Orbi“Chi ha in mano armi, le deponga”
“Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace”
Veglia per la pace“Sedere ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte”
Castel Gandolfo“Tutti gli attacchi alle infrastrutture civili sono contro il diritto internazionale, ma sono anche un segno dell’odio, della divisione, della distruzione di cui l’essere umano è capace”
“Questo è il nostro Dio, un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: “Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano di sangue” “

Sapete cosa succede?

Trump ha una delle sue crisi e lo attacca con queste frasi (ne cito solo alcune):
“Non mi scuso. Ha detto cose sbagliate”
(ma… non ti ha citato… coda di paglia?)

“Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è MAGA”
(Maga Magò?)

“Non voglio un Papa che pensi che vada bene se l’Iran ha un’arma nucleare”
(Invece va bene se israele ne ha a bizzeffe?)

“Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”
(Stai dicendo che gli USA hanno fatto interferenze sulle nomine ANCHE in Vaticano?)

Ho quasi la certezza di essere su scherzi a parte quando, poi, leggo le parole di netanyahu contro il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez. Sánchez è da sempre contro la guerra, il genocidio dei Palestinesi, l’attacco al Libano, l’uccisione di civili e una politica basata sull’aggressione militare.

Netanyahu ha detto:
“La Spagna ha ripetutamente scelto di schierarsi contro israele. Chi attacca lo stato di israele invece di contrastare i regimi terroristici non sarà nostro partner nel plasmare il futuro della regione”
(Ah quindi niente critiche? O sei con me o contro di me? A neta… per inciso è stata la Spagna mesi fa che ha detto che con voi non vuole plasmare un bel niente” )

“La Spagna ha infangato i nostri soldati, i soldati dell’idf, i soldati dell’esercito più morale del mondo”
(L’esercito più morale del mondo? Quello dei cecchini che sparano alla testa bambini? Quello dei cecchini che sparano ai Palestinesi in fila per una razione di cibo? Quello che violenta e stupra i prigionieri palestinesi? Stiamo parlando di quello?)

“La Spagna ha diffamato i nostri eroi, i soldati dell’idf, i soldati dell’esercito più morale del mondo… La Spagna pagherà un prezzo”
(percepisco una velata minaccia…)

Per favore, ditemelo… sono su Scherzi a parte, vero?

Fonti principali: L’Espresso, TG Sky, Il Giornale, Euronews Italia, Adrokonos, Journal of Diplomatic History, Il Fatto Quotidiano, Avvenire, Vaticano News, Il Messaggero, Opus Dei, Ansa

Complici per altri 5 anni


Oggi il governo Meloni aveva la possibilità di uscire dalla complicità in un genocidio e dalle aggressioni ai civili, effettuate in più stati, dal duo “Trumpnyahu Alliance” (chiamata anche “Epstein coalition”).
INVECE NO.

Oggi, 13.04.2026, scadeva il termine per la disdetta del Memorandum di collaborazione nel settore difesa tra Israele e Italia. Bastava presentare una revoca formale di recesso.
INVECE NO.

Il governo Meloni NON HA ESERCITATO IL DIRITTO DI RECESSO, di conseguenza il trattato si è rinnovato per il quinquennio 2026-2031.

Non solo continuiamo a vendere e acquistare armi con uno stato colpevole di genocidio e aggressioni ad altri stati, ma l’accordo prevede anche:

Ricerca e sviluppo tecnologico in ambito militare. Avete presente quei droni che sparavano al cuore o alla testa dei bambini a Gaza? Ecco, quella è tecnologia militare;

Scambio di informazioni e addestramento tra le forze armate. Avete presente l’IDF, quelli che vengono in Italia in vacanza a scaricare lo stress dopo aver ucciso bambini, uomini e donne disarmati? Quelli che il nostro governo, quando erano qui in Italia, hanno anche mandato in alcune scuole a parlare?

Cooperazione industriale nel settore della difesa, ovvero affari con loro e per loro nel settore “guerra”.

Ricordo che sul primo ministro israeliano, pende già una condanna a livello internazionale e ha processi che continua a rimandare in patria.1

A nulla sono servite le proteste delle opposizioni in parlamento o del parere contrario della gente alla partecipazione a questo abominio, con manifestazioni di piazza. Contrarietà riconfermata anche nel 2026 dai sondaggi effettuati, in cui la maggior parte delle persone vuole staccarsi da questi criminali.

Un gruppo di dieci giuristi italiani ha presentato anche una diffida formale al governo, sostenendo che l’accordo rischia di violare numerosi articoli della Costituzione Italiana. Vale la pena ricordare che da tempo molti giuristi chiedono di fare un passo indietro da un rapporto con uno stato (israele) che commette crimini internazionali.

Il Governo Meloni ha risposto “picche” anzi ha esplicitamente dichiarato che non intende revocare l’accordo. Nonostante che in questi giorni le forze israeliane dell’IDF abbiano colpito più volte militari italiani dell’Unifil (leggasi ONU).

Il patto è stato confermato per altri cinque anni, fino al 2031: hanno lasciato che l’accordo si rinnovasse automaticamente, forse sperando che la cosa passasse in sordina.

Come mi sento io dopo aver letto e verificato la notizia? Come dovrebbero sentirsi loro: come lo scarico organico che produce il nostro corpo dai cibi, quello che fuoriesce dalla parte mediana posteriore del nostro corpo. Chiaramente loro non si sentono così.

Sono anche infuriata, imbestialita, incazzata, rabbiosa, irritata, furibonda.
Lo so, sono sinonimi che dicono la stessa cosa e quindi superflui, ma non lo sono. Una sola parola non può contenere il mio pensiero e il mio stato d’animo di fronte a questa notizia.

Mai mi era successo di essere imbarazzata nel dire di essere italiana. Ok… lo ammetto, forse un pochetto ai tempi del bunga bunga, ma allora era imbarazzo ora è vergogna.

Non in mio nome, questo è certo.
Chi appoggia questo governo e questi personaggi (per cui il diritto internazionale è carta igienica da usare a seconda di chi lo infrange), chi appoggia queste amebe che urlano “Via gli stupratori e i delinquenti dal nostro paese”, e poi ne mettono uno su un aereo di stato, un delinquente stupratore anche di bambini, con un mandato internazionale di cattura pendente (Caso Almastri) per riportarlo a casa sua e salvarlo dalla giustizia: ricordate che quando li appoggiate anche le vostre mani si macchiano di rosso, si chiama complicità.

Fonti: Camera dei Deputati (dossier NV5592 e ES0376), Senato della Repubblica, Euronews, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale d’Italia, Notizie Geopolitiche, L’indipendente, Borsa Italiana, Il Manifesto, SkyTG24, YouTrend, SWG

Aggiornamento del 14.03.2026 ore 13.00 – Il governo Meloni dice che viste le attuali condizioni e a seguito delle proteste globali contro la guerra israelio-americana, annuncia la sospensione dell’accordo. Devo verificare.
Credo che la raccolta firme europea per sospendere l’accordo con israele, che ha superato il milione di firme, ne sia in parte complice.

Aggiornamento del 15.03.2026 ore 09.00 – Ho verificato e non è proprio come sembra. Ne ho scritto qua:

  1. Netanyahu ha un mandato di arresto internazionale dal 2024. La Corte Penale Internazionale dell’Aia ha emesso un mandato di arresto. E’ accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Le accuse includono l’uso della fame come metodo di guerra, la privazione di beni essenziali (cibo, acqua, medicinali) e attacchi diretti contro i civili.
    Inoltre, in patria, è sotto processo dal 2020 con accuse di frode e corruzione in tre casi. Processi che continua a rimandare con la scusa della guerra in corso (o al volte con certificati di malattia)
    . ↩︎

POPCORN A HORMUZ


Mentre mezzo mondo guardava lo Stretto di Hormuz con il fiato sospeso, l’altra metà lo guardava con i popcorn in mano, e alcune Ambasciate Iraniane avevano già aperto il sacchetto.

Tra diplomazia e meme1, in questa guerra, la linea è diventata sottile. Alcune risposte arrivano direttamente dalle Ambasciate Iraniane, altre invece nascono dalla rete e vengono amplificate.

Partiamo dallo Stretto. O meglio, da chi pensa sia chiuso e chi no.

STRETTO DI HORMUZ
Trump su Truth Social
“Aprite lo Stretto di Hormuz!”

Ambasciata Iraniana in Sudafrica su X
India: “E’ chiuso?”
Pakistan: “Chiuso?”
Russia: “Strano…”
Sudafrica: “Ma è aperto, ovviamente”
Francia: “Non sembra…”
Cina: “Aperto… siamo appena passati!”
Trump: (emoticon con faccina di confusione)


Non contento, Trump ha alzato il livello. Decisamente.

ULTIMATUM APOCALITTICO
Trump su Truth Social
“Un’intera civiltà morirà stanotte”

Ambasciata Iraniana in Zimbabwe su X
“Sarebbe possibile spostarlo tra l’1 e le 2 di notte? Grazie”

Le Ambasciate, imperturbabili, hanno continuato a rispondere da professioniste.

LE CHIAVI
Trump su Truth Social
“Se lo stretto non viene aperto, ci saranno conseguenze”

Ambasciate e diplomatici Iraniani su X
“Abbiamo perso le chiavi”

A quel punto, la noia era diventata una strategia diplomatica ufficiale

NOIA DIPLOMATICA
Trump su Truth Social
Esternazioni multiple ma tutte riguardanti frasi che contenevano ultimatum per la riapertura dello stretto, minacce di bombardamenti e minacce di sterminare totalmente la civiltà iraniana.

Ambasciata Iraniana in Zimbabwe su X
“Trump, parla pure. Ci stiamo annoiando”

E poi è arrivato il momento dei nomi.

EPIC FURY
All’inizio di aprile ufficialmente l’operazione in Iran è stata chiamata “Epic Fury”.

La risposta è stata data dal portavoce militare iraniano ufficialmente
“Sarebbe meglio chiamarla “Epic Fear”.

Nel frattempo, Trump continuava a contare a modo suo.

CONTEGGIO ASSURDO
Trump su Truth Social continua ripetere a ore e giorni alterni
“La guerra è finita”
“Continueremo la guerra”
“Abbiamo vinto la guerra”

Commentatori internazionali e account iraniani su X
“La guerra è finita 12 volte… L’Iran distrutto 17 volte…”

E arriviamo a oggi.

Ne ho riportate solo alcune, le più virali, in una giornata come quella di oggi in cui Trump è passato da “Un’intera civiltà morirà stasera… non voglio che accada, ma probabilmente succederà” (fortunatamente non è successo) a “Gli Stati Uniti hanno ottenuto una vittoria totale e completa con l’accordo con l’Iran” perché gli obiettivi americani sono stati raggiunti.

Rimango in attesa di altri meme. D’altronde, finché Trump ha un account social e l’Iran ha un’ambasciata, il lavoro non finisce.

  1. Tutte le esternazioni di Trump, le dichiarazioni ufficiali USA e le relative risposte meme fatte dalle Ambasciate Iraniane e da altri utenti sono dei primi giorni di aprile a ieri. ↩︎

Houston, abbiamo demoni


JD Vance è il Vice Presidente degli Stati Uniti d’America, in altre parole colui che, se Trump muore, di vecchiaia, lo sostituisce al comando.

Questo signore di 41 anni, il 27 marzo 2026, in un’intervista rilasciata al podcast “The Benny Show” ha dichiarato di essere “ossessionato” dai file governativi sugli UFO, e ha dato la sua interpretazione su questo argomento, affermando, testuali parole: “Non penso siano alieni. Penso siano demoni. Esseri celesti che volano in giro, che fanno cose strane alle persone. Penso che il desiderio di descrivere tutto ciò che è ultraterreno come alieni.. quando sento parlare di fenomeni extra naturali, la mia mente va alla comprensione cristiana”.1

A queste parole mi sono cadute le ovaie (scusate il francesismo): quindi il problema non è solo Trump, e i problemi legati al degrado neuronale dovuto all’età. La radice del problema è anche chi lo sostiene, a partire dal suo entourage.

Vance lo afferma basandosi sulla sua fede cristiana e ha promesso di “Arrivare in fondo ai file sugli UFO” entro i tre anni rimanenti del suo mandato. E’ stato un attimo, a me è venuto in mente un libro: “Il racconto dell’Ancella” di Margaret Atwood. Non perché questo libro parla di demoni, ma perché parla di un futuro distopico in cui la religione ha forgiato un mondo in cui la religione è diventata uno strumento di potere totale e assoluto.

Ora, ammesso e non concesso che quello che pensa Vance sia vero, i demoni che fanno cose “strane” alle persone sono Trump e Netanyahu con i relativi entourage. Questi demoni uccidono persone, bambini, civili. Torturano. Affamano e assetano le popolazioni. Spingono il mondo intero verso una terza guerra mondiale, con quasi tutta l’Europa che guarda, o peggio, partecipa.

Sono anche andata a vedere se “The Benny Show” non fosse il “Benny Hill Show”, una famosa serie televisiva comica inglese condotta da Benny Hill, perché quando ho letto la dichiarazione di Vance ho pensato: “Sta facendo una battuta”. Invece no: “The Benny Show” è condotto da Benny Johnson, un commentatore politico di destra, noto per essere un convinto conservatore e promotore di “america first”.

A queste notizie rimango davvero basita e le rileggo per timore di aver letto male.

Alla fine mi viene in mente solo il titolo di un libro italiano di qualche anno fa: “Io speriamo che me la cavo”.

Fonti: The Guardian, The Washington Examiner, The Times of India, Agenzia Internazionale France-Presse, White House sito ufficiale, Reuters.

  1. Per chi volesse le sue testuali parole in inglese: “I don’t think they’re aliens. I think they’re demons. Celestial beings who fly around, who do weird things to people. I think that the desire to describe everything as otherworldly, to describe it as aliens… when I hear about extra natural phenomenon, that’s where I go to is the Christian understanding.” ↩︎

GENOCIDIO IN DIRETTA STREAMING


“E’ un genocidio in diretta streaming”, così lo ha definito Amnesty International, e la cosa più assurda è che il nostro civile e cristiano mondo occidentale non fa, ANCORA, assolutamente nulla.

Leggo poi, stamattina, che due tra le più importanti organizzazioni israeliane per i diritti umani, B’Tselem e Physicians for Human Rights-Israel, hanno pubblicato due rapporti distinti, e che entrambi giungono alle stesse conclusioni: ISRAELE STA COMMETTENDO UN GENOCIDIO NELLA STRISCIA DI GAZA.

I rapporti delle due organizzazioni israeliane per i diritti umani scrivono che è una: “Conclusione inequivocabile: Israele sta intraprendendo un’azione coordinata per distruggere intenzionalmente la società palestinese nella Striscia di Gaza”.
Proseguono dicendo: “Ma come israeliani e palestinesi che viviamo qui e siamo testimoni di questa realtà ogni giorno, abbiamo il dovere di dire la verità il più chiaramente possibile: Israele sta commettendo un genocidio contro i palestinesi”.

Vorrei anche ricordare che israele inizia, tramite i coloni israeliani con il beneplacido dell’IDF presente nella zona, ad attaccare i Palestinesi in Cisgiordania.

L’Europa condanna a parole, mentre abbassa i pantaloni commerciali con Taco1 alias Trump e gli porge il deretano, ma nella pratica rimane immobile, non fa nulla. Neppure una sanzione, neppure il blocco delle armi. Continua, tramite i suoi paesi membri (a parte un’eccezione) a fornire anche armamenti e componenti relativi. Ma ormai sappiamo già che ha due pesi e due misure a seconda che si tratti di Russia o israele.

Poi, essendo io italiana, parlo di chi mi governa, governo che ogni giorno di più mi fa vergognare di esserlo. L’Italia tramite il governo della Meloni e i suoi ministri, davanti al genocidio si trincerano dietro alle parole “Ha il diritto di difendersi” e altre scuse politiche simili, oppure prendono “premi” di amicizia con israele. Tutto questo per dar manforte a Taco e ai suoi finanziatori americani.
Volendo ben vedere questa non è solo ipocrisia, è complicità attiva.

Detto questo, queste mie parole non cambiano il mio modo di vedere, non basta denunciare i complici, bisogna disinnescare il problema alla radice: netanyahu,  un’estrema destra sionista religiosa integralista israeliana e la collusione degli interessi commerciali delle aziende occidentali, già denunciata da Francesca Albanese all’ONU.

Tutto ciò mentre in israele, netanyahu afferma: “Non c’è fame a Gaza”.

Se esiste un dio, perché comincio davvero a dubitare di ciò, già in questa vita, spero insegni loro, sulla loro pelle, quello che hanno inferto agli altri.

A parte i criminali diretti, ricordate che anche i complici lo sono, e che l’assuefazione a queste atrocità ci rende tutti complici. Si chiama banalizzazione del male.

Nell’immagine la città di Jabalia a Gaza, prima e dopo l’attacco di israele.
E’ un pò sgranata ma sono immagini di google maps prima e dopo, non hanno l’alta definizione.

  1. Taco è un acronimo di  “Trump Always Chickens Out” che lui detesta a dir poco, ma che a me piace molto e quindi lo uso. ↩︎

FUJII KAZE, BERLINO E I MIEI PENSIERI


Sono di ritorno da poco più di “due giorni due notti” a Berlino.
Un salto da Progenie, un salto a un concerto di Fujii Kaze e un salto al Das Café in der Gartenakademie.

Tutto è nato a marzo di quest’anno, quando ho letto che un cantautore giapponese che seguo, Fujii Kaze, ha deciso di fare il suo primo tour europeo. Vedo che tra le città europee c’è Berlino (l’Italia non so per quale motivo, è snobbata quasi sempre da quelli che piacciono a me). Penso: “Perché non unire il dilettevole al dilettevole? Vado a trovare Progenie e vado al concerto”.
Avviso un’amica che ama Kaze più di me, e, detto fatto: biglietti per il concerto presi; biglietti aerei presi e “bed & breakfast gratuito” per due da Progenie, fissato!

Il concerto è stato bello, ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata la fila, l’attesa, il conoscere le persone, il mio riuscire a dire “due parole due” in giapponese e la comunicazione con il mio stentato, stentatissimo, inglese (approfitto dell’occasione per ringraziare di cuore google traslate).

Progenie è stata con me in fila, fino al mio ingresso, per “vedere l’esperienza dei concerti”. Credo che per lei sia stato tutto molto esotico.

Questa volta il pubblico era al 90% asiatico, tantissimi giapponesi, molti residenti in Germania. Qualche cinese, e anche una ragazza arrivata appositamente da Hong Kong per lui.

In fila ho conosciuto Aya, una donna giapponese che vive in Germania con suo marito. Scambio di contatti, scambio di foto, scambio di facebook, scambio di sorrisi e a ottobre loro vengono in Italia, speriamo di riuscire a incontrarci.
Questa è la parte che amo di più dei concerti: conoscere il mondo attraverso le sue persone.

Berlino sta diventando, non una seconda casa, ma un luogo che ormai considero “normale”, come quando da casa mia faccio un salto alla vicina Milano. Ne ho avuto la riprova dal fatto che non fotografo più nulla di Berlino.

Ad essere precisi, una foto l’ho fatta, ma non di Berlino ma del brunch fatto mercoledì. Progenie aveva prenotato per quattro: me medesima, Progenie, Pecetta e Lorraine al Das Café. Un posto particolare nel giardino botanico di Berlino. Mangiare il brunch sotto l’ombra degli alberi, nel verde con cibo buonissimo e “senza fatica” per me vegana (Berlino è molto vegan), è qualcosa che non ha prezzo.

Il pomeriggio, io e Lorraine, siamo ripartite alla volta dell’Italia. Due giorni volati in due secondi. Una bolla di respiro per me, in questi giorni in cui “la questione palestinese” mi accompagna sempre nei pensieri.

Però… però all’aeroporto di Berlino, quando ero in fila per il body scanner, davanti a me c’erano due bambini tra i 3 e 5 anni, insieme ai loro genitori (che erano già passati dal body scanner), spaventatissimi alla vista dei controllori e dal controllo stesso, hanno cominciato a piangere disperati e a non voler passare dal body scanner.

E’ stato un attimo: ho pensato ai bambini di Gaza, ai bambini palestinesi, ai video che ho visto, ai soldati di occupazione dell’IDF, a queste ………………. (mettete un aggettivo dispregiativo a vostro piacere) atomiche (IDF precisiamo) che picchiavano bambini e li terrorizzavano con i mitragliatori. Ho pensato a loro, alla loro paura, al loro terrore.

Se un semplice controllore con pantaloni scuri e camicia bianca, senza armi, ha terrorizzato così tanto quei due bambini tedeschi, cosa provano i bambini palestinesi?

La bolla si era spezzata, ed io ho avuto un groppo in gola. Sono riuscita solo a dire a Lorraine: “Pensa ai bambini palestinesi”, ma non sono andata oltre. Lo sento quando il momento è “inutile”.

Ognuno di noi ha qualcosa, esterno a noi, che però vive sempre dentro noi. Per me è Gaza, ma ci sono altre cose, una di queste è Luminita Dan (che trovate qui), arrivata anni fa e mai andata via.

Può sembrare che parlando di Luminita salti di palo in frasca, ma è solo per dire che io non dimentico. Non dimenticherò questo governo italiano e quello che non ha fatto, non dimenticherò quello che non ha fatto neppure l’europa. Invece, ricorderò quello che ha fatto Trump, e ricorderò, l’unico spiraglio di luce in questa europa, quello che ha fatto Pedro Sánchez.

DA PIL A PIRLA E’ UN ATTIMO


Oggi faccio un post nato dalle parole di Barbara Lezzi, che riporto qua sotto:

Quest’uomo, Bezalel Smotrich(*), è uno dei ministri del governo israeliano. Ha minacciato le dimissioni perché sono entrati a Gaza alcuni generi alimentari e qualche sacca di sangue. Netanyahu lo ha accontentato e ha chiuso tutto di nuovo. Devono morire tutti i palestinesi, grandi e piccoli, uomini e donne, anziani e ragazzi.
Intanto, il mondo supporta solo Israele e dimentica Gaza.
Il mondo asseconda Trump che è nelle mani di Netanyahu.
In Italia, invece, abbiamo problemi più importanti, ad esempio il terzo mandato per i presidenti di regione e l’aumento dei consiglieri regionali anche nelle regioni in cui la popolazione diminuisce
.”

Potrei fermarmi qui, perché già queste parole scatenano una marea di emozioni, e nessuna positiva, ma poiché mi voglio del male, aggiungo qualcosa sull’Italia, anzi meglio: sul governo attualmente in carica (che non mi rappresenta) sulla sua decisione meloniana di concedere a Trump un aumento considerevole della percentuale sul PIL da destinare agli armamenti della Nato.

Diciamo prima un po’ di percentuali:
1,5% percentuale che destiniamo attualmente alla Nato.
2% percentuale cui dobbiamo arrivare man mano (decisioni prese da governi precedenti).
5% percentuale promessa da questo governo meloniano alla Nato. (Rammento che la percentuale degli USA invece è il 3,5%, così giusto per fare un’ulteriore raffronto)

Trasformiamo le percentuali in numeri, premesso che il nostro PIL ora si aggira intorno ai 2 trilioni di euro (ve li metto anche in “forma estesa” per farvi capire meglio quanti sono due milioni di milioni: 2.000.000.000.000), quindi, più o meno:

30 miliardi di euroè quello che diamo ora agli armamenti/Nato ogni anno
40 miliardi di euro è l’accordo secondo gli accordi fatti dai precedenti governi
100 miliardi di euroè quello promesso alla Nato dal nostro attuale governo

Se la matematica non è un’opinione, dobbiamo trovare altri 70 miliardi di euro da qualche parte.

Approfondiamo ancora un paio di numeri? Giusto per far capire le proporzioni, che con “numeri” di questo genere, fuori dalla portata di gente comune come noi, ci si perde.
Attualmente in percentuale sul nostro PIL destiniamo:

130 miliardi di eurocosto della sanità pubblica
50 miliardi di eurocosto della scuola pubblica

Destinando il 5% del nostro PIL alla Nato noi daremmo

100 miliardi di eurocosto spese militari

Ora, visti i tagli che questo governo ha fatto e continua a fare, sulla scuola e sanità in primis, perché “non ci stiamo dentro” con i costi, mi dite dove trova, 70 miliardi di euro in più da destinare ad armamenti?

Le possibilità che mi vengono in mente sono tre (magari a voi vengono in mente altre, in tal caso ditemelo nei commenti):

AUMENTO DELLE TASSESiete pronti? Attualmente tra tasse dirette e indirette abbiamo una pressione fiscale intorno al 42/43%
(ISTAT)
TAGLI SANITA’ E SCUOLA% PIL Sanità ante 6,6 attuale 6,2
% PIL Scuola ante 4,1 attuale 3,5
(ISTAT)
SCOSTAMENTO DI BILANCIOvuol dire semplicemente indebitare le generazioni future a un debito sempre maggiore, di anno in anno

Focalizzato? Avete visto che alla scuola, quella che forma i nostri cittadini, i nostri figli e la nostra “patria” diamo meno del 4% e agli armamenti diamo il 5%.

Anche a voi non sembra strano che il governo attualmente in carica, quello sovranista i cui slogan erano “Prima gli italiani”, “La sovranità nazionale è sacra”, “L’Europa ci toglie libertà”, metta gli italiani in coda a Trump e alla Nato? Cosa è cambiato?
Non ci sono più certezze
(ah… per chi non capisse, quest’ultima, è una battuta ironica).

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(*) Leader del Partito Nazionale Religioso-Sionismo Religioso. Un partito di estrema destra nato dalla fusione tra il Partito Sionista Religioso e La Casa Ebraica.
° Membro della Knesset dal 2015.
° Ministro dei trasporti e della sicurezza stradale nel quarto governo Netanyahu tra il 2019 e il 2020.
° Ministro delle finanze nel sesto governo Netanyahu dal 29 dicembre 2022, attualmente in carica.

TUTTI VINCITORI, NESSUN SCONFITTO


Tutti vincitori, nessun sconfitto.
Questo almeno è quanto riportano i giornali citando le parole dei tre “giocatori” nella guerra dei 12 giorni: Trump, Netanyahu e Ali Khamenei.

Trump: “Fordow come Hiroshima e Nagasaki, abbiamo fatto finire la guerra”.
Ora, a parte il personale vomito davanti a una frase come questa, tu ti vanti di esser l’unico stato al mondo che ha sganciato delle bombe nucleari su città piene di civili?
Dicevo a parte ciò, nei fatti racconti di aver fatto finire la guerra, ma dimentichi di ricordare che hai bombardato tu per primo l’Iran?

Netanyahu: “Vittoria storica, durerà per generazioni”.
Io, invece, sospetto che con quello che sta facendo a Gaza TUTTORA, la guerra in modi diversi, durerà per generazioni. Altro non dico, perché solo il pronunciare o scrivere il suo nome, mi procura conati di vomito superiori a quelli che mi procura Trump.

Ali Khamenei: Sue testuali parole sui giornali e siti (a mia disposizione) non ne ho trovate. Trovo solo la frase che “reclama la vittoria”, ma una frase detta dai giornalisti, non testuali parole sue. In compenso dopo l’attacco degli USA, mentre prima l’Iran collaborava con la IAEA (International Atomic Energy Agency), a differenza di Israele che non lo fa, ora, in data 25 giugno 2025 il parlamento iraniano ha approvato una legge, con 222 voti a favore e nessuno contrario, per sospendere la cooperazione con la IAEA.
Ottimo risultato per “noi occidentali” che avevamo paura delle “sue bombe” e lo “tenevamo sotto controllo”.

L’Iran si è adeguato a Israele, che insieme a India, Pakistan e Corea del Nord, sono gli unici stati con ordigni nucleari che non permettono all’IAEA il controllo.

Direi che siamo stati bravissimi a ottenere risultati positivi per noi…..
(Ah se non si è capito, la frase è fortemente ironica)

fonti: english.news.cn, iranwire.com/en/news, iaea.org,

E chiudo con quello che tutti questi avvenimenti mettono in seconda e terza posizione, ma che per me dovrebbe stare in pole position, Gaza.


GOVERNARE E’ FAR CREDERE


Trump: La parte più folle è che per tutta la sua campagna elettorale aveva promesso niente più guerre straniere. Le sue testuali parole in campagna elettorale (non anni fa, pochi mesi addietro): “Se Kamale vince, ci saranno solo morte e distruzione davanti a noi. Perché lei è la candidata del partito delle guerre infinite, e io sono il candidato del partito della pace. Molti non ci credono, ma è così.”
Ora smettete di ridere (o piangere) a queste parole e sospettate come me che se bombarda un paese straniero, forse in guerra ci è andato?!

Meloni: per quanto mi riguarda, è ancora più folle il discorso di ieri che il nostro governo, attraverso la Meloni, ha fatto. Non solo non condanna una persona che cambia più idee giornalmente (oggi vuole la “pace”), di quanto cambi calzini e mutande, ossia Trump, ma ha invitato Teheran, cito testuali parole: “… ad evitare ritorsioni contro gli Stati Uniti”(*1), invitando altresi l’Iran a cogliere l’occasione per un accordo con gli stessi, invece di invitare gli Stati Uniti a smettere di bombardare un paese straniero perché  in contrapposizione a quanto stabilito l’art. 2(4) della Carta delle Nazioni Unite.
Ha parlato, anche, del conflitto Ucraina-Russia, e qui ha detto che “ La Russia deve impegnarsi per sedere al tavolo del negoziato” appoggiando nuovamente il sostegno all’Ucraina.

Prima che io vada oltre, prima che mi arrivino “i soliti”,  io non appoggio Putin come non appoggio Trump, ne scrivo solo per evidenziare la differenza ideologica e altamente manipolativa del discorso della Meloni (e di una parte dell’occidente).
Putin attacca l’Ucraina, noi appoggiamo l’Ucraina.
Trump attacca l’Iran, noi appoggiamo gli Stati Uniti.
Due pesi, due misure.

Personalmente io sono contraria a ogni attacco sia verso l’Ucraina, sia verso l’Iran (a prescindere dal fatto che io condivida la politica di quel paese).
Putin e Trump entrambi hanno violato l’art. 2(4) della Carta delle Nazioni Unite che vieta l’uso della forza e l’aggressione tra gli stati e che proibisce ESPRESSAMENTE la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di qualsiasi stato.

Io sono donna “stagionata” ho visto molti governi italiani succedersi. Sono passata attraverso Andreotti, Craxi e Berlusconi. Governi che possono avermi fatto più o meno “innervosire”(*2),  con cui posso essere stata più o meno in accordo o in disaccordo, ma di cui non mi sono quasi mai vergognata.

Dico quasi mai perché con Berlusconi, le olgettine, i bunga bunga e affini, un pochetto a volte e mi è capitato, ma vi assicuro che, a livello politico, una vergogna così profonda, per la totale disconnessione con i principi umanitari e di equità, come con questo governo, non mi era mai successo.

(*1) Ora per la Meloni, difendersi da uno che ti attacca non si chiama più legittima difesa,  ma ritorsione.
(*2) Dire incazzare non era bello da scrivere.

“Governare è far credere”
(Machiavelli)

E chiudo, come sempre, in questo periodo, con un pensiero a Gaza e alla Palestina, perché a Gaza continuano a morire i civili, e senza i riflettori della rete, i crimini sulla popolazione si fanno sempre più pesanti.

PREZZEMOLO VELENOSO


Questo è un articolo molto breve, mi serve solo per aggiornare il post precedente, aggiungendo in fondo, purtroppo, un’altra riga alla tabella.

Se interessati il post precedente lo trovate cliccando QUI

Non aggiungo altro (ma penso molto). Ognuno si farà la propria idea. Vi prego solo di ricordare che ciò che conta non sono le parole, ma i fatti. Le parole spesso (specialmente in politica e ancor di più in periodi come questo) sono usate per manipolare.

La prima vittima a morire in guerra è la verità
Eschilo

PAESEANNI (inizio-fine)Note
Cina1950-1953Guerra di Corea. La Cina non è stata bombardata a tappeto, ma ha subito incursioni e bombardamenti mirati
Corea del Nord 1950-1953Guerra di Corea
Guatemala1954Colpo di stato supportato dagli USA
Indonesia1958Supporto ai ribelli
Cuba1959-1961Invasione della Baia dei Porci, bombardamenti e operazioni segrete
Guatemala1960Interventi post 1954
Vietnam1961-1973Guerra del Vietnam
Congo1964Operazioni militari di supporto
Laos1964-1973Campagna massiccia
Repubblica Domenicana1965-1966Intervento militare con supporto aereo
Cambogia1965-1973Operazione 1969 (anno intensificazione)
Perù1965Aiuto per rafforzare il governo
Cipro1965Operazioni militari durante la crisi di Cipro
Cambogia1969-1970Bombardamenti durante la guerra del Vietnam
Guatemala1967-1969Supporto al governo controinsurrezione
Grenada1983Invasione
Libano1983-1984Colpiti obiettivi in Libano e Siria
Libia1986Operazione El Dorado Canyon
Iran (golfo)1987, 1998, 2020 (?)Prima guerra navale nel golfo
El SalvadorAnni 1980Supporto militare durante la guerra civile, con anche attacchi aerei e operazioni sul campo
NicaraguaAnni 1980Supporto ai Contras
Iran1987Operazione Praying Mantis- attacchi navali e bombardamenti aerei non estesi
Panama1989-1990Operazione Just Cause – Invasione
Iraq1991Guerra del Golfo
Kuwait1991Parte della Guerra del Golfo
Somalia1993,2007-08,2011Operazione Restore Hope, interventi multipli
Haiti1994-1995Intervento via ONU
Bosnia ed Erzegovina1994-1995Operazione NATO
Sudan1998Attacco missilistico a una fabbrica farmaceutica
Afghanistan1998, 2001-2015Attacchi missilistici e invasione
Serbia e Montenegro1999Operazioni NATO
Kosovo1998Operazioni NATO
Yemen2002,2009,2011,
IN CORSO
Attacchi principalmente con aerei e droni
Iraq1991-2003Operazione No-Fly Zone, attacchi mirati Congiuntamente con UK
Pakistan2004 IN CORSO
(con interruzioni)
Operazioni con droni contro gruppi terroristici, sebbene sempre meno frequenti
Iraq2003-2011Invasione e
Iraq2014 IN CORSOOperazione Inherent Resolve – operazioni in corso in supporto alle forze irachene contro ISIS
Afghanistan2001-2021Invasione e successiva Operazione Enduring Freedom – Freedom’s Sentinel
Somalia2007 IN CORSO
 (con interruzioni)
Operazioni antiterrorismo contro Al-Shabaab
Yemen2009,2011 IN CORSOOperazioni, principalmente con droni e supporto alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita
Libia2011,2015 IN CORSO
(con interruzioni)
Intervento NATO nel 2011 e operazioni contro ISIS
Siria2014 IN CORSOOperazione Inhherenet Resolve contro ISIS – Operazioni in corso contro l’ISIS
Iran22.06.2025bombardamento e dichiarazione di guerra unilaterale (USA)

Detto ciò, ricordo che, nel frattempo a Gaza, nel silenzio dovuto all’innesco di questa ultima guerra (che sembra quasi voluta per questo), continuano a morire civili: uomini, donne e bambini, sotto ciò che il governo israeliano chiama “aiuto ai palestinesi”.