L’ACQUA NEGATA


Il fatto che non ne parli qui non vuol dire che non sia un pensiero quotidiano della mia vita. Significa solo che, per la mia sanità mentale, mi sposto a ragionare e puntare lo sguardo anche su altro.

Oggi, però, ci ritorno, e lo faccio con il nuovo rapporto di Medici Senza Frontiere, pubblicato il 28.04.2026. Rapporto che porta il titolo di “Water as a weapon”: L’acqua come arma.

MSF accusa nuovamente il governo israeliano di utilizzare i beni di sopravvivenza come arma per l’eliminazione fisica del popolo palestinese.

Vi cito alcuni argomenti del rapporto, partendo dal più impattante sulla vita delle persone.

1 L’ACQUA USATA COME “ARMA DI PUNIZIONE COLLETTIVA”
Il punto centrale del rapporto è l’accusa al governo israeliano, di usare l’accesso all’acqua potabile come strumento di guerra. Per MSF la privazione sistematica dell’acqua non è una mera coincidenza, un effetto collaterale non previsto, ma una strategia deliberata che fa parte di un “modello ricorrente e sistematico”.

2 DISTRUZIONE SISTEMATICA DELLE INFRASTRUTTURE
Il rapporto evidenzia la distruzione intenzionale di pozzi, impianti di desalinizzazione, condutture fognarie e il blocco sistematico dei pezzi di ricambio e dei materiali necessari per riparare queste infrastrutture per impedirne il ripristino.

3 EMERGENZA SANITARIA E MALATTIE INFETTIVE
A causa della mancanza di acqua pulita e della distruzione del sistema fognario si è creato un terreno fertile per le malattie. Sono aumentati, in maniera esponenziale, i casi di diarrea acuta, epatite e infezioni cutanee, per non parlare delle infezioni post operatorie in questa situazione.

4 MALNUTRIZIONE E CARESTIA
La carestia, già precedentemente dichiarata in alcune zone dal 2025, ora colpisce ovunque e le persone muoiono per questo. I bambini e le donne incinte sono i più colpiti. Ormai a Gaza la malnutrizione la fa da padrona.

5 PERICOLO NEL REPERIMENTO DELLE RISORSE
Cercare di procurarsi acqua e cibo è diventato un rischio di vita. Ci sono tantissime testimonianze e documentazioni in cui civili, inclusi i bambini, vengono uccisi o feriti mentre sono in fila per il cibo o per riempire le taniche d’acqua, presso i pochi punti di distribuzione rimasti.

6 OSTACOLI ALL’ASSISTENZA UMANITARIA
Il rapporto evidenzia come dall’inizio del 2026 israele abbia impedito l’ingresso di forniture mediche e di personale medico internazionale di Medici Senza Frontiere1, fino ad obbligarli a fine febbraio a lasciare il territorio. Tutto ciò ha comportato che il peso dell’aiuto medico ricada solo sulle spalle dello staff locale, che opera senza risorse.

Il rapporto si conclude con la richiesta immediata del ripristino idrico, la fine delle restrizioni sugli aiuti alimentari e sui medicinali, ed esorta gli alleati di israele a esercitare pressioni politiche per quello che sta accadendo.

Ecco, quello che ho scritto sopra è solo il riportare alcuni punti salienti del rapporto, che ho cercato di esporre nel modo più neutrale possibile, così che ognuno possa pensare con la propria testa senza ricevere una visione parziale.

Sopra non ho citato la distruzione sistematica di ogni tipo di ospedale o struttura atta a curare, né il colpire sistematicamente il personale ospedaliero, i volontari e i medici, e farlo con il sistema “Double Tap” (doppio colpo).

La tecnica consiste in un primo attacco; si attende un breve periodo (dai 5 ai 20 minuti) in modo che arrivino i soccorritori: persone e medici per aiutare i feriti ed estrarre i corpi dalle macerie. A quel punto parte il secondo attacco: viene colpita la stessa identica zona, investendo deliberatamente chi è accorso in aiuto.

Come la penso su questo argomento lo sapete da molto. Tutto ciò che lede fisicamente, moralmente e psicologicamente le persone, per me è un crimine (vorrei dire altre parole, ma mi limito). Se poi colpisce in maniera sistematica e continua un’intera popolazione, la parola crimine diventa limitativa. Se poi nelle persone ci sono bambini, ed esistono persone che citano testualmente “definisci bambino” il crimine raggiunge per me un livello per cui non ho parole per descrivere.

Il rapporto di Medici Senza Frontiere chiede aiuto agli alleati di israele per fare pressione politica.

Ed è proprio qui che nasce il problema.

Temo che questi alleati continueranno a fare quello che stanno facendo ora: gireranno la testa da un’altra parte e riempiranno l’aria di parole di circostanza, mai seguite dai fatti.

Tra questi alleati, purtroppo, c’è anche l’italia che persevera nella collaborazione con questo stato genocida, vietando in patria e in sede dell’Unione Europea sanzioni o l’interruzione di rapporti commerciali con questo abominio.

Ve lo giuro, mai mi sono sentita così piena di vergogna di essere italiana.

  1. Questo provvedimento non riguarda solo MSF ma anche altre 37 ONG. Ne cito solo qualcuna, le più importanti, solo per farvi vedere la portata di questa inumanità: UNRWA (agenzia ONU), Oxfam, Save The Children, Care International, Action Against Hunger, International Rescue Committee. ↩︎

PIUTTOSTO CHE NIENTE, MEGLIO PIUTTOSTO


Mai come in questo momento il mio progetto personale fare ha un senso.
Mai come ora, so che c’è bisogno di ogni goccia di aiuto in questo mare di sangue e dolore. Non c’è solo Aleppo ne sono consapevole, ma in questo momento l’urlo che arriva più forte a me, è questo.

aleppo1

Ho letto un articolo in cui spiegavano “cinque cose che puoi fare” da qui, anche se non sei un potente, anche se non sei nessuno, anche se sei solo una goccia in un mare immeso. Persone normali, come noi insomma. Un paio le ho messe in pratica subito.

Una è firmare una petizione e fare pressione sulle forze politiche. Ho iniziato a farlo tramite AMNESTY INTERNATIONAL.

L’altrà è fare una donazione a un’organizzazione umanitaria, ed allora, il mio piccolo contributo mensile per le Anime Umane ancora una volta è per MEDICI SENZA FRONTIERE .

Me ne rendo conto, è poco, pochissimo, ma piuttosto che niente….

Infine ricordo che con me porto sempre il pensiero delle Anime di Animali e un micro aiuto lo mando anche chi in prima persona dà molto:
Andrea Cisternino, il codice IBAN IT02O010300166100000139677 per aiutarlo.

TRA IL DIRE E IL FARE C’E’ DI MEZZO IL FARE


Mi son rotta le ovaie, anzi no, son belle integre, ma espanse a tal punto che mi hanno compresso la gola e non riesco più a parlare.

Mi son rotta le tube di fallopio a leggere parole e parole e poi a far niente. Si si che son brava a rimbalzare i vari post di supporto di questa o di quella cosa, ma quello non è fare, è virtuale, e pensiamoci di concreto cosa è? Niente.

Mi si son rotti i dotti lacrimali, tanto che sento dolore, di lacrime non ne scendono più a vedere la sofferenza di uomini e animali, ma tanto le lacrime a poco servono, ci vogliono i fatti.

MSF

E il problema di noi qua (nel virtuale) è tutto qui, dire dire e dire e fare mai. E quindi? E quindi io oggi ho preso una decisione, piccola, stupida, insignificante ma è la mia goccia nell’oceano.

Ogni mese, farò una piccola donazione. Piccola, così a me cambia poco, ma quel poco sommato a tanti pochi è tanto per ogni singola associazione. E parlo di quelle associazioni che supporto con il cuore e la mente, quelle che per amore e voglia di cambiare, rimbalzo nei social. Quello, lo share, è il mio dire, da oggi la donazione mensile sarà il mio fare.

Ogni volta che sceglierò un’associazione diversa ci farò un post, ne parlerò con voi, non perchè la mia sia carità pelosa e cerchi consensi e i pat pat sulla spalla, ma perchè magari così conoscerete (se non le conoscete già) delle associazioni per cui anche voi oltre al dire avete voglia di fare.

Ho cominciato oggi. Ho cominciato con Medici Senza Frontiere. Ho cominciato con loro perchè il cuore mi si ferma sempre pensando alle persone ai confini con la grecia, si dimentica di battere per qualche microsecondo per quelle popolazioni in fuga in cerca di pace, a prescindere da quale stato fuggano. Loro per me son vittime come quelle di Bruxelles, io vorrei che questi stupidi dieci euro, possano far si che nei campi di raccolta si semini aiuto e non odio (cosa che accadrà grazie a quell’accordo abominevole che la UE ha fatto con la Turchia).

10,00 piccoli euro è il mio versamento, niente di ché, poco più del costo di un cocktail a un “apecena” milanese. Posso rinunciarci e stare ancora molto comoda nella mia vita. Se magari qualcuno di voi, con MSF vuol passare dal dire al fare, basta che pigi sull’immagine qua sotto

Tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare… ma il fare