PRIMA GLI ISRAELIANI


Vorrei tanto una mattina, alzarmi, leggere le notizie, non avere un travaso di bile e non vergognarmi di essere italiana.

Stamattina il primo premio lo vince quello che non è riuscito a laurearsi dopo dodici anni di fuori corso. Sto parlando di Matteo Salvini che in un’intervista alla televisione israeliana difende il massacro a Gaza e sminuisce una parte degli italiani.

In sintesi: rivendica di essere il miglior amico di israele, giustifica i massacri a Gaza e Cisgiordania, sminuisce gli italiani che protestano contro i massacri, dicendo che non sanno neppure per cosa protestano. Dice di parlare a nome suo, a nome di capo del suo partito e come parte del governo, anche se non può parlare a nome di tutti. Difende il diritto alla vita di israele (che nessuno ha mai messo in dubbio) ma non difende il diritto alla vita della Palestina.

Matteo Salvini, quello che cambia più idee che mutande.
Quello che:

  • da secessionista convinto è diventato patriota nazionale;
  • da “usciamo dall’Europa” a cambiamo “l’Europa dall’interno”;
  • quello che proteggiamo l’economia italiana e poi appoggia le industrie che delocalizzano all’estero;
  • quello che critica la NATO ma nel governo la sostiene;
  • quello che dice “Prima gli italiani” ma poi sostiene leggi economiche che penalizzano le fasce più deboli;
  • quello che del Leoncavallo diceva: “Chi non ha mai frequentato un centro sociale? Io sì, dai 16 ai 19 anni, mentre frequentavo il liceo, il mio ritrovo era il Leoncavallo. Là stavo bene, mi ritrovavo in quelle idee, in quei bisogni» e poi lo ha demonizzato;
  • quello che considerava Putin, per anni, il miglior statista, miglior capo del governo, miglior tutto indossando magliette con il viso di Putin stampato sopra e ora è un nemico. (Oggi il suo miglior amico è Israele e non più la Russia… chissà quando cambierà idea anche su questo);
  • quello che definiva inutile il ponte dello stretto e ora lo considera un’opera indispensabile;
  • quello che cantava: “Senti che puzza arrivano i napoletani” (e solo da questo non capisco come persone del sud possano votarlo, sindrome di Stoccolma?).

E queste sono solo alcune delle sue voltagabbana.

Lowell diceva: “Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”, ma esiste un limite. Non puoi cambiare idea ad ogni vento di potere che cambia, perché così non è che cambi idea, ti stai semplicemente adattando al potente di turno. E visto che fai parte del governo italiano (che mi rappresenta), mi fai vergognare di essere italiana.

Matteo Salvini, quello che, alla giornalista israeliana, che gli domanda se porta con orgoglio il titolo di “Amico di israele” risponde: “Sì, non è il momento di aver paura, è il momento di dimostrare da che parte si sta”.
Lo abbiamo capito Matteo che non stai dalla parte degli italiani, ma degli israeliani.

NEL CUORE DI YAMATO


Nel cuore di Yamato
di Aki Smimazaki
romanzo giapponese contemporaneo

Sono sincera, ho scelto questo libro perché ai primi di luglio, mentre ero in aeroporto in attesa di partire per Berlino, ho visto un’offerta: “Prendi due e paghi solo 11.90€”. La mia scelta è caduta su questo libro, mi ha attirato il titolo, perché Yamato è il nome antico del Giappone. Chi mi conosce, sa che ho un “leggero” profondo innamoramento, per questo paese dai mille ossimori.

Non conoscevo l’autrice e non mi aspettavo nulla da questo romanzo, e invece… invece mi sono appassionata come non succedeva da molto.

Questo libro è una pentalogia, una raccolta di cinque storie, godibili singolarmente ma che si intrecciano tra loro. Si sviluppa nel Giappone del dopoguerra, dove coabitano le antiche tradizioni e il nuovo che arriva dall’occidente.
In questa atmosfera, si tangono nel tempo, le vicende di Mitsuba, Zakuro, Tonbo, Tsukushi e Yamabuki. La raccolta ci offre uno spaccato della storia politica, sociale ed economica del Giappone, attraverso i personaggi di ogni racconto.

Con il loro vivere quotidiano, ci danno una visione di una società che cambia, ma rimane ancorata al passato, con la loro logica del lavoro, il peso della società, della posizione sociale e il rigido rispetto delle regole. Tutti fattori che condizionano la vita privata e sentimentale dei personaggi perché, nonostante la modernità che avanza, le loro radici affondano profondamente in una cultura e nelle tradizioni. Ognuno di loro risponderà in maniera diversa a queste sollecitazioni e pressioni.

L’amore pervade ogni racconto, con diverse sfumature e complessità: quello di coppia, tra genitori e figli, quello sacrificale, quello verso il proprio paese.

Si percepisce la confusione di uomini e donne che vivono in un periodo di cambiamento. L’aver lasciato molte parole nella pronuncia giapponese (non preoccupatevi sono poche e hanno la spiegazione in fondo al libro) fa immergere ancora di più nell’atmosfera del libro.

L’autrice ci regala scorci di storia, a noi occidentali sconosciuti, specialmente sul periodo delle deportazioni in Siberia. A scuola noi studiamo principalmente la storia occidentale moderna, quella di altri popoli solo quando tocca l’occidente. Avere visto un pezzettino della loro storia attraverso le parole dell’autrice, mi fa sentire ancora più vicina alle persone comuni.

Era da molto che un libro non mi prendeva così tanto, da farmi rinunciare al sonno per leggere ancora una pagina, ancora una pagina, ancora una pagina…

Terminata la lettura, ho ordinato anche le altre pentalogie dell’autrice. Ho scoperto un nuovo autore che amo. Aspettatevi quindi delle recensioni successive a questa.

Non amo dare voti, perché ognuno ha i suoi gusti e quello che non piace a me piace a un’altra persona, e viceversa, ma in questo caso io voto con un bel 9 pieno, tendente al 10.

PS: in foto una delle mie micie, Sophie, che approva la mia scelta di lettura.

AUTRICE E EDITORE
Aki Shimazaki è nata a Gifu in Giappone nel 1954. Nel 1981 si è trasferita in Canada, dove tuttora vive e lavora.

L’edizione da me letta è dell’editore Feltrinelli – Collana Universale economica Feltrinelli, 409 pagine, pubblicata in Italia nel 2021. La potete trovare, oltre che nelle librerie, online su siti di Lafeltrinelli, Amazon e Ibs: Prezzo cartaceo 11,40€ – Ebook 7.99€. Volendo sul sito del Libraccio.it potete trovare copie di seconda mano.

Infine solo per ricordare che non dimentico e che, anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

OPS, CI E’ PARTITO UN GENOCIDIO E UN’INVASIONE


Il ministro israeliano itamar ben gvir nei giorni scorsi ha detto:
“I Paesi europei che si abbandonano all’ingenuità e si arrendono alle manipolazioni di Hamas, finiranno per sperimentare il terrore in prima persona“.

Poiché molti paesi Europei (ahimè l’Italia no) riconoscono come stato la Palestina, di sicuro non sono i Palestinesi che faranno terrorismo in Europa, quindi l’esternazione di questo individuo, VOI NON LA PERCEPITE COME UNA MINACCIA ISRAELIANA?!

Nel frattempo l’altro ministro israeliano bezalel smotrich parla della CISGIORDANIA e dopo aver già “annesso” (io direi invaso) 45 ettari di territorio, asserisce che: “Prenderanno l’82% della Cisgiordania”, quindi praticamente la invadono. Dopo Gaza, occuperanno anche la Cisgiordania.

E nel frattempo, sempre loro, in LIBANO, con i droni dell’IDF hanno sganciato quattro granate verso i caschi blu. I Caschi Blu erano impegnati a rimuovere dei blocchi stradali che impedivano l’accesso a una postazione dell’ONU.
Chiaramente l’IDF ha detto che è un errore e non è intenzionale, del resto, a sentire loro, tutto quello che stanno facendo, genocidio a Gaza compreso, sono dei semplici errori… dai suvvia…nessuno di voi commette errori?

Osservate con me questo prospetto, solo gli ultimi anni, dove metto a confronto su quali paesi ogni tanto random, israele lancia bombe, attacchi aerei, granate e cosette di questo tipo:

PAESEANNI in cui ci sono stati attacchi
EGITTO2023 – 2024 – 2025
IRAN2024 -2025
LIBANO2023 – 2024 -2025
SIRIA2023 – 2024 – 2025
YEMEN2023 -2024 -2025

Specifico che:
° Yemen e Iran non sono neppure confinanti
° Egitto: non ci sono stati attacchi su larga scala, ma continui incidenti al confine.

Ora voi tutta questa mira espansionista non la vedete? Un po’ di timore questo aspetto guerrafondaio non ve lo dà israele? L’Italia dista da israele 2270 km siamo lontanucci, ma poi mi ricordo che ha attaccato altri paesi non confinanti: Iran 1600 km e Yemen 2170 km.

Lo so è un’iperbole, ma nella storia a volte le iperboli si verificano. So anche che alcuni di voi pensano: “Siamo alleati degli americani che sono alleati degli israeliani e c’è la Nato”. Proprio per questo non sono tranquilla. Noi italiani, noi europei, e gli ultimi avvenimenti geopolitici lo confermano, non contiamo un cazzo, e la Nato ormai è l’esercito internazionale degli USA. Quindi se non eseguiamo ciò che ci dice “Emperor Taco”, le parole del ministro con cui inizio questo pezzo, un pochetto m’inquietano.

Fatemi continuare con l’iperbole e con i confronti della storia, perché a me lo stato di israele ricorda sempre di più il terzo reich (sembra quasi che gli antichi gerarchi nazisti si siano incarnati in questo governo per vendetta).

Nel terzo reich l’espansione è iniziata nel 1938 con l’annessione dei Sudeti1 in Cecoslovacchia. Poi nonostante gli accordi presi nel 1939, occupano l’intera Cecoslovacchia. Sempre nel 1939 tocca alla Polonia. Nel 1940 è la volta di Danimarca, Norvegia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Francia; infine nel 1941 continua con Jugoslavia, Grecia e Unione Sovietica.

Non trovate l’Italia perché, ahimè noi eravamo alleati dei tedeschi (sempre dalla parte sbagliata della storia con i nostri governi) e di quell’abominio. Un pò come oggi che siamo alleati di Taco alias Trump e appoggiamo israele con lui. Continuiamo a vendergli armi, e proprio in questi giorni abbiamo permesso l’atterraggio a Sigonella di tre aerei militari israeliani (a noi comuni mortali non è dato sapere perché).

Questo post è nato solo dalle considerazioni fatte stamattina dopo la lettura di alcuni quotidiani e il controllo su siti attendibili. Ho focalizzato avvenimenti e pensieri che mi hanno fatto scaturire raffronti, domande, risposte e dubbi, e il rendermi conto che siamo ancora, come Italia e il nostro governo, dalla parte sbagliata della storia. Molto meno una grossa parte degli italiani che non appoggiano quello che sta succedendo (vedi i camalli di Genova, i cortei di protesta e le associazioni italiane e alcuni parlamentari delle opposizioni che fanno parte della global summit flotilla).

Questo post è uno spunto per riflettere. Tutto qui.

  1. Sudeti: erano la popolazione di lingua tedesca che viveva nei Monti Sudeti in Cecoslovacchia. ↩︎

PS: Nel frattempo i BRICS parlano di commercio e collaborazioni, mentre da noi si parla di guerra e armi. Fate voi…

PPS: se mi te o pensate, si ma gli attacchi ad altri stati partono dal 2023, dopo Hamas, nel tuo prospetto, vi ricordo che ho scritto “ultimi anni”. Se volete vi scrivo anche quelli precedenti a partire dal 1968. Solo come anticipazione vi posso dire nel 1985 ha bombardato anche la Tunisia.

PPPS BRICS: “Se i cinesi, i russi e gli indiani si uniscono in qualsiasi forma di alleanza, che sia economica o altro, non c’è modo in cui gli americani possano competere”.
Detto da Edward Price è un analista ed economista politico britannico-americano. Professore della Nyu, l’Università di New York, che ha lavorato come consigliere capo nel consolato britannico nella metropoli statunitense, è il vollto di Bloomberg Tv, ed è stato firma del Financial Times e di altre prestigiose testate.

BON APPÉTIT MAESTÀ


Bon appétit, Maestà
Genere: Commedia, Romantico,Fantasy, Storico
Paese: Corea del Sud
Anno 2025 – 12 episodi

È un adattamento dalla web novel “Surviving as Yeonsan-gun’s Chef” di Park Kook Jae.

La trama:
Yeon Ji Yeong è una giovane cuoca, all’apice della sua carriera. A Parigi vince una gara di cucina televisiva. Vinta la gara, s’imbarca per tornare in Corea del Sud, quando improvvisamente viene trasportata indietro nel tempo e si ritrova nel periodo Joseon.

Per una serie di avvenimenti è costretta a cucinare per un tiranno, il re Yi Heon, un sovrano con un carattere letale ma con un palato sopraffino.

Ji Yeong si ritrova intrappolata nel mondo spietato della corte, con i suoi intrighi e la sua politica. Cerca, a suo modo, di sopravvivere in quell’ambiente. La sua bravura in cucina la porta a diretto contatto con il temibile sovrano, e i suoi scoppi d’ira, che ama particolarmente la sua cucina.

I due principali attori sono:
Lee Chae Min che interpreta King Yi Heon
Giovane attore che trovate anche in “Hierarchy” (Netflix)
Lim Yoon A che interpreta Yeon Ji Yeong
È stata protagonista del drama “King The Land” (Netflix)

Lo avevo iniziato quasi per noia un sabato sera, quando era appena uscito su Netflix (è ancora in onda al momento), senza grandi aspettative. Invece mi sono ritrovata a ridere e a non vedere l’ora delle uscite delle prossime puntate. Ad ogni episodio un nuovo piatto, una nuova sfida di sopravvivenza alla corte del re, mentre intorno a lei antichi segreti, desideri di potere e intrighi la circondano e la mettono in pericolo.

Se vi piacciono le storie così, dove le risate si mescolano anche al mistero e al romanticismo, ve lo consiglio.

Poi, un appunto personalissimo hot: ad ogni fotogramma dove il re Yi Heon, alias Lee Chae Min, avvicina il cibo alle sue labbra e la telecamera le inquadra mentre assaggia, sappiate che mi prende un’irrefrenabile voglia di baciare!

Infine solo per ricordare che non dimentico e che, anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

BEYOND THE BAR


Beyond the Bar
Genere: Legge, Romantico, Vita
Paese Corea del Sud
Anno 2025 – 12 episodi

La trama:
Yun Seok Hun è un avvocato socio che lavora nel grande e famoso studio legale Yullim, dove è a capo del team contenzioso. È un uomo schivo, dalle grandi capacità legali, con un carattere freddo, per cui è molto difficile riuscire ad avvicinarlo.
Kang Hyo Min è una giovane avvocatessa alle prime armi, ma è un piccolo genio della giurisprudenza. È generosa di cuore, onesta e sicura di sé, anche se è socialmente impacciata. Inizia il suo percorso lavorativo presso il team contenzioso della Yullim.

Tra i due dopo i primi scontri, s’instaura un rapporto di fiducia lavorativa, e dopo quello iniziano ad avvicinarsi anche nella vita personale, tutto questo mentre all’interno dello studio legale Yullim, alcune fazioni cercano di sabotare sia lui sia lei.

Gli attori protagonisti sono:
Lee Jin Wook che interpreta Yun Seok Hun.
Indimenticabile protagonista di “Bulgasal: Immortal Souls”, serie, uscita su Netflix, che ho amato molto (Se volete leggere la recensione che feci cliccate QUI).
Lo potete vedere recitare, sempre su Netflix, anche in “Squid Game 2 e 3” e in “Sweet Home” 2 e 3.
Jung Chae Yeon che interpreta Kang Hyo Min.
Ha lavorato anche in “Family by Choice” (Viki Raluten) e “The Golden Spoon” (Disney+)
Lee Hak Joo che interpreta Lee Jin U.
Lo trovate anche in “The Potato Lab” (Netflix) e “Newtopia” (Prime)
Jeon Hye Bin che interpreta Heo Min Jeong.
È tornata alle serie dopo una pausa di qualche anno; ha avuto un ruolo ospite in “Kiss Sixth Sense” del 2022 e l’ultimo suo ruolo principale risale al 2021 in “Revolutionary Sister”.

Io amo le serie Legal, questa è partita benissimo e mi ha catturato subito. Ogni episodio porta a un nuovo caso e una nuova prospettiva.

Se devo trovare un difetto a questa serie, è che a volte cade un po’ in quello che io chiamo “il patetico coreano”, di cui molti kdrama sono infarciti. Troppe lacrime per commuovere forzatamente lo spettatore, ma, invece a me irrita. Devo dire che per ora, in questa serie, è successo poco, quindi rimane un drama godibile.
Al momento che ne scrivo, è ancora in onda su Netflix, spero mantenga lo stesso livello di qualità.

Una piccola curiosità sul titolo (quello inglese): Bar è scritto in senso legale e non di locale. Nell’ambiente legale “The bar” si riferisce all’insieme degli avvocati. Entrare “alla bar” o “superare il bar” significa diventare un avvocato abilitato, quindi “Beyond the bar” suggerisce “oltre la professione”.

Infine solo per ricordare che non dimentico, e anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

VORREI DIRTI CHE TI AMO


Vorrei dirti che ti amo
Titolo in inglese: Love Untangled
Genere: Romantico, Gioventù, commedia
Anno 2025 – film di circa due ore.

Gli attori protagonisti sono:
Shin Eun Soo è Park Se Ri.
Lei ha lavorato anche in Twinkling Watermelon e Light Shop
Gong Myung è Han Yun Seok.
Lui ha lavorato anche in Mercy For None e Way Back Love

La trama:
Siamo alla fine degli anni ’90 a Busan, in Corea del Sud. La diciannovenne Park Se Ri odia i suoi capelli ricci e crespi.

Per un caso fortuito, e all’inizio per egoismo, fa amicizia con uno studente trasferito da poco da Seul a Busan, Han Yun Seok e lo porta all’interno del suo gruppo di amici.

Se Ri è innamorata di Kim Hyeon, il ragazzo più popolare della scuola. Ha intenzione di dichiararsi a lui, ma non prima di essere riuscita a lisciarsi i capelli.

Per fare questo, Se Ri, coinvolge tutto il suo gruppo di amici nell’operazione “Amore”, in modo da poter confessare i suoi sentimenti a Kim Hyeon.

Nonostante Yun Seok non sia entusiasta di aiutarla in questa operazione, fa di tutto per farla felice e per questo l’aiuta.

È un classico film romantico giovanile, gradevole, fatto per far rilassare la mente, farci sorridere e ricordarci come ci innamoravamo a quell’età. Perfetto se si vogliono passare un paio d’ore senza pensieri e se siete dei romantici.

PS: all’interno vi aspetta un cameo di un attore famoso (per le amanti dei kdrama)

Infine solo per ricordare che non dimentico e che anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

GENOCIDIO IN DIRETTA STREAMING


“E’ un genocidio in diretta streaming”, così lo ha definito Amnesty International, e la cosa più assurda è che il nostro civile e cristiano mondo occidentale non fa, ANCORA, assolutamente nulla.

Leggo poi, stamattina, che due tra le più importanti organizzazioni israeliane per i diritti umani, B’Tselem e Physicians for Human Rights-Israel, hanno pubblicato due rapporti distinti, e che entrambi giungono alle stesse conclusioni: ISRAELE STA COMMETTENDO UN GENOCIDIO NELLA STRISCIA DI GAZA.

I rapporti delle due organizzazioni israeliane per i diritti umani scrivono che è una: “Conclusione inequivocabile: Israele sta intraprendendo un’azione coordinata per distruggere intenzionalmente la società palestinese nella Striscia di Gaza”.
Proseguono dicendo: “Ma come israeliani e palestinesi che viviamo qui e siamo testimoni di questa realtà ogni giorno, abbiamo il dovere di dire la verità il più chiaramente possibile: Israele sta commettendo un genocidio contro i palestinesi”.

Vorrei anche ricordare che israele inizia, tramite i coloni israeliani con il beneplacido dell’IDF presente nella zona, ad attaccare i Palestinesi in Cisgiordania.

L’Europa condanna a parole, mentre abbassa i pantaloni commerciali con Taco1 alias Trump e gli porge il deretano, ma nella pratica rimane immobile, non fa nulla. Neppure una sanzione, neppure il blocco delle armi. Continua, tramite i suoi paesi membri (a parte un’eccezione) a fornire anche armamenti e componenti relativi. Ma ormai sappiamo già che ha due pesi e due misure a seconda che si tratti di Russia o israele.

Poi, essendo io italiana, parlo di chi mi governa, governo che ogni giorno di più mi fa vergognare di esserlo. L’Italia tramite il governo della Meloni e i suoi ministri, davanti al genocidio si trincerano dietro alle parole “Ha il diritto di difendersi” e altre scuse politiche simili, oppure prendono “premi” di amicizia con israele. Tutto questo per dar manforte a Taco e ai suoi finanziatori americani.
Volendo ben vedere questa non è solo ipocrisia, è complicità attiva.

Detto questo, queste mie parole non cambiano il mio modo di vedere, non basta denunciare i complici, bisogna disinnescare il problema alla radice: netanyahu,  un’estrema destra sionista religiosa integralista israeliana e la collusione degli interessi commerciali delle aziende occidentali, già denunciata da Francesca Albanese all’ONU.

Tutto ciò mentre in israele, netanyahu afferma: “Non c’è fame a Gaza”.

Se esiste un dio, perché comincio davvero a dubitare di ciò, già in questa vita, spero insegni loro, sulla loro pelle, quello che hanno inferto agli altri.

A parte i criminali diretti, ricordate che anche i complici lo sono, e che l’assuefazione a queste atrocità ci rende tutti complici. Si chiama banalizzazione del male.

Nell’immagine la città di Jabalia a Gaza, prima e dopo l’attacco di israele.
E’ un pò sgranata ma sono immagini di google maps prima e dopo, non hanno l’alta definizione.

  1. Taco è un acronimo di  “Trump Always Chickens Out” che lui detesta a dir poco, ma che a me piace molto e quindi lo uso. ↩︎

NON DI SOLA GAZA, MA ANCHE DI CISGIORDANIA. NON DI SOLI MUSULMANI, MA ANCHE DI CRISTIANI.


Prima sono arrivati un centinaio di coloni (israeliani), poi i soldati israeliani hanno aperto il fuoco sulla popolazione (non israeliana) di Kafr Malik. Molti feriti e qualcuno è rimasto a “terra definitivamente”, tutti palestinesi.

I coloni israeliani attaccano impuniti e protetti dalla copertura del governo e dei militari, e ormai gli attacchi e gli scontri sono quotidiani. Talmente tanto che la follia ormai ha preso completamente possesso di coloni e militari, arrivando a colpire, oltre ai “loro nemici storici” i palestinesi musulmani i palestinesi cristiani (o forse questo evidenzia che il loro scopo è l’occupazione e basta). Hanno attaccato anche il villaggio di Taybeh, un villaggio (credo l’ultimo) abitato interamente dai cristiani (3 chiese per 1500 persone: cattolici, cattolici ortodossi e cattolici melchiti).

Il parroco di Taybeh, in Cisgiordania, racconta: “Viviamo sotto il fuoco costante dei coloni e sotto il tiro incrociato delle armi dell’esercito d’occupazione israeliano. Ieri sera i coloni hanno attaccato le case nella zona della rotonda di Karamelo. Un assalto che è coinciso con l’attacco dei coloni al villaggio di Kafr Malik, che si trova vicino a noi”.

Il gruppo pro diritti Yesh Din ha affermato che le violenze si sarebbero svolte alla presenza dei soldati israeliani di occupazione (non sarebbe la prima volta…), senza che questi fermassero i coloni, se non per poi aprire il fuoco verso i palestinesi disarmati. A supporto di quanto dichiarato, il gruppo pro diritti, ha rilasciato i filmati di quanto accaduto.

Chiaramente l’IDF ha smentito dicendo che erano rivoltosi armati (i palestinesi) “che sono intervenuti per separare i coloni dai palestinesi”. Però lIDF mi deve spiegare due cose:
1) Com’è possibile che i palestinesi riescono a far entrare armi nei territori occupati, quando non riescono a far entrare acqua, cibo e medicine per sopravvivere?
2) Com’è possibile che, nei tumulti, i feriti e i morti siano solo palestinesi e nessun colono israeliano?

A ragione Moni Ovada: “Israele non è uno stato democratico. È uno Stato democratico quello che pratica sistematicamente l’occupazione? Quello che è ormai arrivato a oltre 800mila arresti amministrativi, senza alcun processo?

Fonti: Ansa, AsiaNews, Euronews, TGCom, Centro Studi Giuseppe Federici, Il fatto quotidiano, Wikipedia

RIEPILOGHI CHE NON VORREI MAI FARE


Giusto un riepilogo perché sto perdendo il conto…

IRAN
13.06.2025
Israele lancia un attacco aereo contro infrastrutture nucleari e militari. Colpisce anche zone di Tehran ed edifici civili, perché ha mirato anche ai vertici militari e scienziati. L’attacco è stato confermato anche dagli Stati Uniti e da altri paesi, che hanno dichiarato si sia trattato di una condotta unilaterale da parte di Israele.

SIRIA
12.06.2025 e giorni antecedenti.
Raid aerei israeliani nella zona di Beit Jin, attacchi a Damasco e nella valle di Beeka.
Il 12 giugno attacco a un villaggio.

LIBANO
06.06.2025
Raid aerei israeliani presso Beirut sud, successivamente si sono estesi nella valle della Beeka.

GAZA
Qui è lunga. Faccio un riepilogo nel riepilogo, molto succinto.
1917
Il governo britannico dichiara (dichiarazione Balfour) il suo supporto alla creazione di un “focolare per il popolo ebraico in Palestina”.
(Mi domando perché non l’abbiano creato nel Regno Unito e invece spinge verso “case” altrui).

1947
L’Onu approva il “piano di ripartizione della Palestina” che prevede la creazione di due due stati: uno ebraico e uno arano. Gli ebrei accettano il piano, gli arabi LO RIFIUTANO. (Mi domando a che titolo dei paesi occidentali vanno a dettare legge in “casa” altrui).

09.04.1948
Massacro di Deir Yassin. Degli israeliani sionisti attaccano e massacrano dei civili palestinesi, prima ancora della nascita dello stato di Israele.
(Ricordo che gli arabi non hanno approvato la spartizione delle terre, ufficiale o non).

14.05.1948
Israele dichiara la sua indipendenza e lo stato di Israele, consapevole che gli arabi non hanno accettato la spartizione della loro terra.
(Ma noi occidentali a che titolo ci siamo arrogati di farlo, con il loro voto contrario?)

15.05.1948 Egitto, Giordania, Siria, Libano e Iraq attaccano israele.
Israele vince e amplia i territori oltre i confini stabiliti dall’ONU.
(Sta’ cosa di invadere l’hanno avuta da sempre)

1956 L’Egitto nazionalizza il canale di Suez e quindi Israele, Regno UNito e Francia decidono di attaccarlo. Visto che c’era, Israele, decide di occupare la striscia di Gaza e il Sinai, ma deve ritirasi a causa delle pressioni internazionali.
(Oh guarda i paesi occidentali che fanno guerra agli arabi per qualcosa che appartiene agli arabi e oh guarda Israele che punta alla Striscia di Gaza)

1967 Israele lancia un attacco PREVENTIVO contro Egitto, Siria e Giordania. Visto che c’è, decide di prendersi anche la Cisgiordania, Gaza (oh ci prova sempre!) Gerusalemme est, il Golan e il Sinai. Un’occupazione (ripeto o c c u p a z i o n e) che perdura a tutt’oggi per la maggior parte dei territori, questo nonostante l’ONU abbia chiesto il ritiro
(Ma si sa: a Israele piace solo la prima risoluzione del 1947 tutte le altre le snobba).

1982 Israele invade uno stato stato: il Libano, esce quindi dai suoi confini per colpire l’OLP. In seguito dell’invasione, il Libano cade in una guerra “interna”
(Sarebbe stato come se l’Italia avesse invaso e bombardato la Francia quando dava asilo politico ai brigatisti rossi).

1987-1993
La prima Intifada, i palestinesi si rivoltano contro l’occupazione israeliana. Centinaia di morti. Inizia la repressione militare israeliana. In questo contesto emerge Hamas.

2000-2005
Seconda Intifada. Intenso uso di della forza militare israeliana: 3000 palestinesi e 1000 israeliani vengono uccisi.

2008-2009
La cosidetta “operazione piombo fuso”. Gli Israeliani lanciano un’offensiva nella striscia di Gaza per fermare i razzi di Hamas. 1400 palestinesi uccisi.

2014
E’ l’anno de “operazione margine protettivo”. Conflitto tra Israele e Hamas (nota bene: Hamas non Palestina). Vendono uccisi oltre 2200 palestinesi (di cui 500 bambini) e 73 israeliani uccisi.

2021 Proteste per gli sfratti palestinesi da Sheikh Jarrah. Hamas lancia dei razzi, Israele bombarda Gaza. 260 palestinesi e 13 israeliani uccisi.

2023 ad oggi
Il 07.10.2023 ,Hamas attacca Israele: 1100 civili israeliani uccisi, altri presi in ostaggio. Segue una devastante offensiva israeliana su Gaza: sfollamento di massa, Gaza praticamente rasa al suolo.

Ad oggi oltre 50000 civili uccisi di cui quasi la metà bambini.
Lo stato di Israele impedisce ogni aiuto umanitario, creando così a Gaza un enorme campo di concentramento, dove, oltre a bombe, droni e soldati israeliani che la occupano, si muore di fame, di sete, di malattia, di inedia.
Un campo dove sono stati sistematicamente bombardati TUTTI gli ospedali e dove sistematicamente vengono uccisi medici, operatori sanitari, giornalisti, civili e bambini.

Questo è un riepilogo promemoria per me. Ma dopo averlo scritto, lo notate anche voi che il problema nasce tra il 1917 e il 1948? Quando noi occidentali, senza averne diritto, abbiamo spartito terre non nostre? (Ah la mentalità colonialista…)
Avete notato anche come, Israele, con l’appoggio molti paesi occidentali (con armi, supporto e silenzio), da allora ad oggi abbia occupato territori abusivamente?

E oggi attacca anche l‘Iran (dopo la Siria, il Libano e lo Yemen che non ho citato sopra).
Io non amo particolarmente i regimi di Iran e Siria (di Libano e Yemen so poco e non mi pronuncio), ma non amo neppure che Israele dia la colpa a quei paesi terzi, senza guardare alle proprie responsabilità.

Se siete arrivati a leggere fin qua, spero davvero abbiate voglia di approfondire per farvi una vostra opinione.
Io ho cercato di essere imparziale citando anche quando Israele è stata attaccata, perché so che non ci sono i buoni solo da una parte.
Però, personalmente, ho notato che il primo attacco risale all’aprile del 1948, quando ancora lo stato israeliano non esisteva, e a farlo furono gli israeliani contro i palestinesi.

Fonti: The guardian, vatican news, apnews, il sole 24 ore, BBC. Al Jazeera, Human Rights Watch, Amnesty International, B’TSelem, ONU, The lancet, Un Ocha, Jewish Virtual Library