FARE. CHE A PARLARE SON BUONI TUTTI


Il mio progetto personale FARE prosegue, goccia dopo goccia, cerco di esser parte di un’onda che porta qualcosa che illumina e non oscura.
goccia
A settembre faccio una tripletta su tre settori diversi, anime di uomini, anime di animali e cultura (per andare sui loro siti cliccate sulle immagini)

Anime di Uomini:
Ancora una volta il mio aiuto va a Medici Senza Frontiera, ho bisogno di spiegare perchè? Non credo.

Anime di Animali:
Andrea Cisternino, perchè non sa cosa è la diplomizia, perchè non sa far “marketing per raccogliere fondi” poichè il suo cuore è rivolto solo a chi ha bisogno (bambini o animali che siano), perchè a volte è irruento nel parlare, ma in ogni caso è ancora lì a combattare

Cultura:
Si lo so, qualche purista dirà che non è cultura, forse non lo è, ma è una forma di conoscenza gratuita, a disposizione di chiunque abbia un pc, un smartphone e una connessione. Io devo molto a Wikipedia, in questi anni mi ha spiegato molte cose che non sapevo, mi ha dato spunti di curiosità per approfondire (anche altrove), non sto dicendo che sia la verità assoluta, ma sto dicendo che lo scopo loro è quello.

FORSE


Viviamo così male che cerchiamo di offuscarci.
Con il cibo, con il fumo, con l’alcool, con le partite, con la droga, con le chiacchiere, con la tv spazzatura, con i pettegolezzi che schizzano merda, con la rabbia e gli insulti agli altri, con la ricerca disperata di un amore di qualcuno perché noi non riusciamo amarci, ci riempiamo con il vuoto.

E questo vuoto è vorace.

Io credo che questo tipo di società imploderà su se stessa, ma i tempi della storia, della terra, non son i tempi umani, quindi noi se abbiamo culo riusciremo a passare abbastanza indenni… forse…
gabbie

GRAFITE


Ti incunei, comunque.

Mentre Morfeo, si volta a cercare la luna, tu arrivi a cercare me.
Nera Grafite, mi hai tatuato il cuore.
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DA GRANDE


Quando eri piccolo e ti domandavano “Tu da grande cosa vuoi fare?”, cosa rispondevi?

A dieci anni, quando mi ponevano questa domanda, tutta seria e convinta io rispondevo con “un mestiere” che lasciava perplessi gli adulti di fronte a me.

Io volevo far la suora.
suora

Mi vedevo così bene con quel vestito lungo, quel velo, l’esser assorta, il camminare piano nel chiostro, presa dal silenzio e dai miei pensieri. L’essere su un gradino che mi permetteva di esser più vicina a un mistero.

Oh, non ho mai detto di esser normale, né di esserla stata a dieci anni.

Oggi non ho 10 anni e la suora non la farei, perché è un abiurare la propria libertà, il proprio essere, mantenendo uno stato di sudditanza non verso “dio” (*) ma verso gli uomini che comandano la chiesa.
Però mantengo quelle caratteristiche interiori che a dieci anni mi facevano dire convinta “Io da grande faccio la suora”.

Non sono casta, non prego, spesso fanculizzo e la pazienza la riservo a pochi, ho una morale mia personalissima, ma mi rimane questa aspirazione interiore che non si sazia mai. Salire quel gradino che mi permette di esser un pò più vicina alla conoscenza.

PS: dopo suora, crescendo verso i 13 scelsi l’hostess perché viaggiava gratis e vedeva il mondo, non potendo verso i 14 dissi a mia madre che volevo far Perito Agrario, cosa che non mi permise e a quel punto smisi di scegliere. Non sapevo più cosa fare da grande.

(*) non sono religiosa, non ho una religione, non credo nelle religioni, ma ho un mio sentire e percepire.

L’AMORE CONSAPEVOLE


Dobbiamo abituarci a questo nuovo corpo.
Alle rughe. Al grasso che si affeziona alle nostre cellule.
Ai colori che cambiano. Alla pelle che si rilassa.
Al tempo che ci scartavetra.

Se la sera inneggiamo al dio Bacco, il giorno dopo abbiamo bisogno di maggior tempo di recupero, ci diciamo “Basta”. Almeno fino alla prossima volta.

I nostri neuroni cercano nuovi sentieri, molti di quelli vecchi sono stati bruciati e sono ormai impraticabili. Ricerchiamo il nuovo perchè indietro non possiamo tornare.

Ma dentro… dentro siamo andati oltre.
Noi crediamo ancora fortemente. Non come a sedici anni, quando credevano al gatto e alla volpe. Noi crediamo inconsciamente con l’ingenuità del vecchio. L’ingenuità consapevole.

A sedici ti lanci come Icaro nel vuoto, non sai che puoi cadere. Sei convinto che volerai per sempre e conquisterai il cielo.

Noi, invece, lo sappiamo. Possiamo cadere. Per questo ti sembra di vederci esitanti e distanti, ma stiamo solo inspirando profondamente.

Un respiro, un respiro ancora, respiriamo forte fino alla pancia, poi ci lanciamo per provare a volare. Ancora.

L’amore è consapevole.

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ABBRACCIO


Ho dovuto fidarmi delle persone errate per fidarmi di quelle giuste.
Ho dovuto capire il silenzio per apprendere a parlare.
Ho dovuto perdermi per ritrovarmi.
Ho dovuto amare la persona sbagliata per cercare quella giusta.
Ho dovuto dovere per comprendere che non devo niente.

Ho avuto una mente in lotta con il cuore per così tanto tempo.
Quando, si sono abbracciate in un atto d’amore e fusione definitivo, illuminate dal chiarore di una luna che sbirciava da un’alta finestra, io mi son sciolta in mezzo a loro felice.

Quella notte ho compreso la dualità che combacia e unisce.
La mente è fredda, e tale deve esser a equilibrare un cuore che brucia ogni cosa al suo passaggio. In quell’equilibrio viviamo noi umani, in quell’abbraccio impariamo ad amarci, e nel farlo apprendiamo anche l’amore per chi “noi” non è.

fire

Avvolta da quel tepore, ho scoperto che se non ci amiamo noi, neppure gli altri lo faranno.

SEGURA


Leggo una frase sulla felicità e mi viene in mente lei.
Lei che in questo momento della sua vita felice non è.
Lei guarda la foto e mi domanda “Segura?”
seguro

Lei vive questa vita strappandosi sorrisi, un po’ rassegnata, un po’ stanca.

Io e Lei, ci conosciamo da anni. Le parole ci hanno attratto una verso l’altra, le mie lunghe e le sue corte. Certo “conosco” riferita a noi due parrebbe una parola difficile, non ci siamo mai viste, eppure “conosco” è il verbo giusto.

Ah Amica mia, noi cerchiamo sempre fuori questa benedetta felicità, ma è insita in noi. Solo che abbiamo perso il sentiero da piccole.

Quando eravamo cuccioli, lo percorrevamo da soli, senza problemi, bastava un niente, ed eravamo già là saltellanti a camminarci sopra.
Poi, non so di preciso come e perché, ad un certo punto smettiamo di andarci, forse attirati da pifferai magici su altre strade.

A quel punto, il nostro sentiero della felicità viene invaso dai ragionamenti e dalle parole che ci dicono: “Non sognare, è impossibile, dai non si può, dai non devi, sii brava, sii giudiziosa, sii responsabile, sii logica, noi sei all’altezza, insomma, che credi”. E noi lo perdiamo quel sentiero, noi ci perdiamo e perdendo noi perdiamo la nostra felicità.

Passiamo la maggior parte della nostra vita da adulti a cercarlo per ritrovarci e ritrovare la felicità. Ma sbagliamo, cerchiamo fuori. Possiamo ritrovarlo quel sentiero, vive in noi e ci attende.

Facci caso, quando siamo felici a prescindere dagli altri, accade che attiriamo le persone come calamite. Ci fanno gesti gentili, ci sorridono per strada, cercano un contatto con noi, vogliono comunicar con noi.  La felicità è un’energia potente.

Quando siamo tristi e infelici, le persone non ci vedono, diventiamo dei fantasmi, invisibili agli occhi dei più, l’infelicità è un buco nero.

Costruisci la tua vita senza rimaner in balia di vite altrui, esiste una sola felicità è vive dentro te. Felicità e viver amando intensamente, ma senza esser schiavo di niente e nessuno. Si forse non hai tutto quello che speravi a vent’anni, ma hai molto di più di quello che pensavi.

Oh non ho detto che è facilissimo, ho detto che è possibile.

Amica mia, la felicità è una decisione di cammino, quindi: Sì, segura, segurissima.

ME E IL MONDO


Ad un certo punto l’ho capito.
Do un’immagine di me che non è quel che vedo di me.
Da qua il casino. Tra me e il mondo.
Enorme.

Se poi aggiungo che quello che vedo di me non è detto che sia quello che sono, capisco Nietzsche e il caos che cita.

Peccato io non sia una stella, però so danzare tutta la notte alla luna.
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BOTTONI


Sono stata una bambina timida e introversa.
Sono stata una adolescente introversa e timida.
Sono stata una ragazza introversa, timida e silenziosa.

Poi sono diventata una donna estroversa, determinata, forte e sicura, ma ho radici in quelle me. Questo mi complica, a volte, la vita. Non poco.

Ho una radice che ha la forma di una bimba di tre anni e mezzo con un sacchetto pieno di centinaia di bottoni.

Con i bottoni giocavo. I bottoncini rosa confetto diventavano i maiali della fattoria, quelli bianchi e piatti la recinzione, quello grosso e marrone la mucca, e così via. Ero capace di giocare per ore e ore con i bottoni. Costruivo mondi e fantastiche storie. Tutto da sola.

Non ho più un sacchetto pieno di bottoni, oggi ho un sacchetto pieno di pensieri improvvisi e di emozioni cui do forma digitando su una tastiera. Le parole son i miei nuovi bottoni, lo scrivere le mie fantastiche storie.

Se mi guardate voi vedete una donna.
Se io mi specchio vedo una bambina di tre anni e mezzo.

bottoni

COGITO VARIO ED EVENTUALE


Ci sono i pensieri corposi.
Li vedi passare fuggevoli dietro bulbi oculari.
Scorrono sulla fronte, scritte led in movimento.
maschere

Li scopri quando sbigottisci le persone. Quando le maschere son calate, quando dici una cosa che non si aspettavano e la sorpresa le spoglia per un breve attimo.

Li vedi nelle persone distratte, avvolte in se, in un mondo a parte, o quando cercano di mentirti. In quel breve istante di vana ricerca di farla passare per verità, s’incrina la facciata, e da lì fuoriescono densi.

E poi ci sono i tuoi, quelli che a volte ti fanno volare e altre ti imbullonano a terra.

Siamo tutti emuli Jesus. Venuti per cambiare il mondo, ci ritroviamo inchiodati a una realtà che non ci appartiene.