SPECCHIO RIFLESSO


Mi hanno dato in ordine sparso e non cronologico della comunista, fascista, irrazionale, logica, romantica, cinica, dura, tenera, puritana, lassista, integralista e così via.

Ed ogni volta mi dicevo: “Ommidio, e se hanno ragione!?” e partiva un esame di conoscenza, una scansione delle mie azioni e pensieri che neppure un programma di high tech! Che sono una cattocomunista? Sono una irrazionalbigotta? O una romanticinica?
A fine scansione facevo il defrag e il risultato era sempre lo stesso, non ero nulla di quello che di cui mi accusavano.
Ma andava avanti così e i comunisti mi accusavano di essere fascista e i fascisti di essere comunista. Non ripetevo il tuo pensiero e venivo additata quale irrazionale, non consideravo le tue emozioni e diventavo cinica.

Potevo forse essere tutte quelle cose? Poi ho capito. Io ero la costante, la variabile erano i miei interlocutori e i loro modi di vedere. Se la pensavo come “loro” diventavo intelligente, se la pensavo in maniera diversa ero stupida. Se sentivo le loro emozioni ero sensibile, se non le percepivo ero vuota.

Era lì sotto gli occhi, mannaggia, anni e anni a scansionarmi, delle seghe mentali pazzesche, una vita a domandarmi son giusta, son sbagliata?
Ma non ero io, l’aggettivo che mi veniva rivolto non ero io, erano loro.
Vedevano in me come in uno specchio riflesso le loro parti che tenevano celate. Sia che fossero belle o brutte, in me vedevano loro.
Specchio riflesso photo 1_zps9e57e7fd.jpg

Ragazzi che fatica crescere a volte.

RUGGITI D’AMORE


Mi sveglio perché sento un leggerissimo peso sulla gamba, mi alzo solo con il busto, so già che si tratta di Loki il gattone beige. La luce della luna che attraversa la finestra me lo fa vedere, lo accarezzo.
Noto accanto a lui la piccola e leggera Atena, la mano passa su di lei che incomincia a far le fusa. A pochi centimetri ancor più piccola e leggera Smilla, mi allungo a lei, si stiracchia e comincia a fuseggiare insieme ad Atena.
Tutto quel “rumore” nella notte silenziosa attira Moka il fratellino nero. La sagoma silenziosa salta leggera sul letto, arriva si piazza in mezzo a quella coccola rumorosa e inizia a far parte del coro.
Diana la cagnolina, alla mia destra, sospira attirando la mia attenzione quale preghiera di una carezza anche per lei.
Mi domando dove sia Micio, forse con Progenie e VB che dormono nell’altra stanza.

Seduta al centro del lettone, accarezzo a semicerchio, partendo da Diana. Affondo nel mani nel pelo morbido intorno a me.

Potessi far le fusa le farei anche io. Ma in fondo le sto facendo.
L’energia ed i pensieri che mi attraversano la mente si effondono intorno a me nell’aria. I gatti percepiscono e le fusa diventano ruggiti d’amore della notte.

Li guardo attraverso la luce della luna, siamo una famiglia interrazziale la cui lingua ufficiale è l’amore.

STORTA MA IN PIEDI


Guardo Progenie provare i vestiti che fino a pochissimo tempo fa indossavo io. Lo sguardo la accarezza tra orgoglio di mater e invidia benevola di donna. Sorrido.

Il tempo passa e con me è sempre stato benevolo, solo nell’ultimo periodo pare lo sia stato un pò meno. Lo dico mentendo perché so che non è colpa sua ma mia, perché per un periodo negli ultimi mesi mi ero arresa.
Io sono un esempio vivente di “ciò che è dentro è fuori“.

Oggi il tempo mi rammenta attraverso gli auguri che mi arrivano, che ci sono ancora, che si è vero son caduta più volte prima di arrivare qui, mi ricorda che potevo amarmi di più, che son stata la peggiore nemica di me stessa molte volte, ma che oggi sono ancora qui, storta ma in piedi!

E allora me lo dico: “Buon compleanno Diamanta a te e le tue millanta personalità, prima o poi quei vestiti li rimetterai ancora”.
eggs

NUGTELLA AL GUSTO MARIJUANA


Che fosse una droga io lo sapevo. Ne sono stata vittima. A cucchiaiate affondavo nella cremosità e portavo alle labbra. E ora quando pensavo di essere forte e di non cadere più nelle tentazioni cremose, scopro che il tunnel si spalanca davanti a me con un nuovo gusto.
Nugtella photo 1_zps9dc423a3.png
Gia mi prefiguro nugtella party con le amiche a base di tartine di cremosità e tè, tutte carine e compite all’inizio e ci troviamo alla fine spettinate mentre filosofeggiamo della naturalità con cui i calabroni volano anche se non potrebbero farlo. O cene tra amici con visione di film, mentre sul divano degustiamo fine pasticceria alla nugtella e alla fine ci rendiamo conto che ognuno di voi ha visto (o si è fatto) un film diverso.

PS: Io ci scherzo sopra, ma l’argomento è serio. In California la possono usare come medicinale già dal 1996 mentre in Italia solo da pochi mesi è possibile e non è così semplice. Per chi vuole saperne di più:
Curarsi con la canapa medica in Italia
Nugtella, in California la crema alle nocciole e marijuana.

INCASTRI AMOROSI


Rimane incastrato con il suo pene nel tostapane.

Io lo so che siete strani.
So che l’ormone può prendere possesso di voi come un demone che neppure nell’esorcista si è visto. So che vi piacciono calde e bollenti, e che ogni anfratto ha un attrazione irresistibile per voi. Ho anche sentito di leggende di caloriferi e bistecche.

Ma questa volta davvero non so.
Per favore ditemi, se tra voi cé qualche rappresentante e portatore sano di ammennicolo, cosa vi può spingere ad infilare il vostro pene in un tostapane?

Pig photo 1_zps232f36e0.jpg

la notizia qui – link del Mirror News

NUMERO 289


Un numero è solo un numero, ma a volte è un pò meno numero.

Vittima numero 289:   “Madre e figlio erano lì, pressati tra decine di corpi, ancora uniti dal cordone ombelicale“.
 photo 1_zps42b1e423.jpg

Ho un dolore e una rabbia dentro e mi dico: “Se questo è il mio dolore è la mia rabbia, pensa la loro”.

Se pensate che erigere “muri” sia la soluzione, non avete capito niente. Noi siamo un oasi e siamo circondati da donne, uomini, bambini, adolescenti, PERSONE, che vogliono condividere l’oasi, lo star bene. Un muro (reale o metaforico) non li fermerà. Va ampliata l’oasi, erigere muri più alti non servirà a nulla.

Il Frontex non è la soluzione perché il suo scopo è respingerli, accoglierli tutti non è la soluzione, odiarli non è la soluzione, compatirli non è la soluzione.
Io non ho risposte, non ho soluzioni, non sono nessuno e non ho nessun potere, ma questo non mi impedisce di pensare e dire che è sbagliato quello che sta accadendo e come sta accadendo.

Link fonte Ansa

VAJONT


La prima volta che ne ho sentito parlare fu per caso, era il 1997 zappando con il telecomando arrivai su rai2 e lì Paolini riusci a tenermi inchiodata.
Paolini, grande attore ieri come oggi, mi porto dalla comodità di casa mia a quella notte fredda e spaventosa; ho vissuto attraverso le sue parole minuto per minuto, alla fine dello spettacolo ero esausta e piena di rabbia.

Qualche anno dopo nel 2003, conobbi Willy. All’epoca mi regalò due libri che aveva scritto. Uno di questi parlava del suo essere un sopravvissuto alla stessa tragedia quando aveva poco meno di due anni.
Lessi e rimasi inchiodata sul divano, mentre gli occhi scorrevano su un fatto che avevo visto attraverso gli occhi e le parole di un attore e ora leggevo attraverso le parole di chi in qualche modo era là quando questo era accaduto.

Vajont photo vajoint1_zps8a4acadc.jpg

Ho con quella terra un legame di sangue, confine di nascita, di antenati. Quella terra, nonostante me ne abbiano portato via quando ero piccola, è tornata a me, negli anni, sotto forma di attori, di anime antiche e amici.

Per questo lo scritto di oggi, per ricordare i morti di allora e attraverso loro i morti di oggi molti chilometri più in giù. Morti di montagna ieri nel Vajont e morti di mare oggi a Lampedusa. Morti entrambi per la cecità umana.
Dio abbia pietà di noi.
Noi non ne abbiamo per la nostra specie né per le altre.

FATTI E STRAFATTI D’AMORE


Non so spiegarvelo, ma arriva un momento in cui non ne puoi di tutte queste parole d’amore, sull’amore, intrise d’amore, grondanti amore, arriva un momento che le parole d’amore non bastano più. Io voglio i fatti d’amore!

E’ così difficile riuscire a farmi comprendere dagli altri a volte, anche questa volta ho difficoltà a farlo. Non sono cinica, non sono dura e non sono bastarda ma non riesco (più) a considerare amore gli ormoni travestiti e i bisogni nascosti. Voglio fatti d’amore, non grandi parole e intenti.

E’ un fatto d’amore il mio gatto che si struscia sulle gambe e mi fa le fusa, è un fatto d’amore il sorridermi per strada (chiunque tu sia), è un fatto d’amore regalarmi il tuo tempo, è un fatto d’amore lasciarmi spazio, è un fatto d’amore stendere la biancheria, è un fatto d’amore un buonanotte poggiato sulla rete, è un fatto d’amore leggermi cercando di capirmi.

Questo è l’amore, quello che tira fuori il meglio di noi, non il peggio. Quello che ti donano facendo si che a tua volta lo ridoni triplicato a chi sta intorno a te. Lo stesso che fa dire in una giornata grigia e fredda “che bellissime nuvole grigie” poichè ti va vedere la bellezza in ogni cosa.
 photo 1_zps8af6e1ab.jpg

Io voglio essere fatta, anzi strafatta d’amore quotidiano. Il resto è noia.

LA TOPA DEL DENTINO


Come uno zombie anziano ho perso un pezzo di me.
Il decadimento fisico è iniziato.
Ho perso l’ultimo mio dente da latte, un simpatico e tenero canino.

Questo vuol dire che ormai son grande e devo far cose da grandi? Se così fosse, ho un grosso problema, questa cosa non mi riesce ancora bene.

La gloriosa fine del mio dentino si è consumata tra una fetta di pane e una di salame ungherese.

Quel vuoto appena dopo l’incisivo mi mette abbastanza insicurezza, appena il mio dentista deciderà quando e come riempire quel vuoto con l’impianto, ritornerò a sorridere. Peccato che subito dopo me lo toglierà perchè riempirà quel vuoto svuotando il mio portafoglio.

Dite che se stanotte metto il dentino sotto il cuscino, la topa del dentino mi lascia la busta per la parcella del dentista?
topa del dentino

Ansia dell’ultima ora: il mio amico Willy mi ha appena consigliato di provare a dare direttamente la topa al dentista e vedere se mi sconta il dentino.