Gaza Humanitarian Fondation (GHF): la fondazione di cui faremmo volentieri a meno


Almeno 27 palestinesi sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti dal fuoco israeliano nei pressi di un sito di distribuzione alimentare nella Striscia di Gaza meridionale martedì, hanno affermato le autorità sanitarie locali, nell’ultima ondata di caos e spargimento di sangue che ha afflitto le operazioni di soccorso.

Questa è la notizia pubblicata in data 3 giugno da Reuters. Poiché di solito leggo su più fonti, leggendo anche altrove trovo una notizia che mi lascia perplessa. Stessa fatto, ma la notizia stride in due comunicati diversi:
1) Gaza Humanitarian Fondation smentisce la sparatoria nel centro distribuzione aiuti.
2) L’esercito israeliano (Idf) ha ammesso che i suoi soldati hanno aperto il fuoco oggi contro dei palestinesi nei pressi di un sito di distribuzione degli aiuti umanitari gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation.

La notizia è vera (purtroppo), ma non sono qui per parlare  della notizia, né del fatto che la GHF ha in previsione di aprire pochissimi (e intendo pochissimi) centri di distribuzione cibo, tutti collocati a sud di Gaza (lontanissimo da dove vivono la maggior parte dei palestinesi di Gaza). Non parlo nemmeno del fatto che questi centri, non tutti ancora funzionanti, dovrebbero nutrire circa due milioni di palestinesi.
No, parlo della Gaza Humanitarian Fondation.

Mi ha incuriosito il fatto che una fondazione smentisse una cosa veramente accaduta.
Tra l’altro è l’unica fondazione a cui lo stato israeliano permette di distribuire aiuti nel territorio palestinese. Tutte le altre non possono entrare a Gaza. Attendono ai confini con derrate alimentari, medicine e aiuti da mesi.

La Gaza Humanitarian Fondation è stata fondata nel febbraio 2025. E’ stata registrata sia negli USA sia in Svizzera, a Ginevra. E’ una fondazione fortemente voluta dal governo israeliano ed è operativa dal 26.05.2025 (tenete a mente questa data).

Quale dio perverso fa aprire una fondazione per aiuti umanitari ai palestinesi, sostenuta fortemente dal governo israeliano, e poi lo stesso governo israeliano pochi giorni dopo inizia bombardare quelli per cui ha aperto la fondazione?

Quindi prima fai la fondazione umanitaria per i palestinesi e poi li bombardi?
Il vero scopo è aiutarli, lucrarci o… sterminarli?

Il primo direttore della Gaza Humanitarian Fondation (GHF) è Jake Wood, ex marine statunitense, nominato alla costituzione della fondazione nel febbraio 2025.
Ma… ops… il 25.05.2025 (vi avevo detto di tenere a mente una data) si dimette, dichiarando:
E’ impossibile raggiungere gli obiettivi della fondazione rispettando i principi umanitari fondamentali di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza”.
Ha anche esortato israele a consentire l’ingresso degli aiuti a Gaza attraverso tutti i canali disponibili (le altre fondazioni e ong).

BREVE RIEPILOGO:
12.02.2025 Nasce la Gaza Humanitarian Fondation su impulso del governo israeliano
18.03.2025 Il governo israeliano rompe la tregua durata soli 42 giorni e ricomincia a bombare Gaza, ancora.
25.05.2025 Jake Wood nominato a febbraio direttore esecutivo a febbraio, si dimette “per impossibilità di rispettare i principi umanitari fondamentali”.
26.05.2025 apre il centro distribuzione a Rafah. I centri sono sorvegliati da appaltatori statunitensi e militari israeliani.
27.05.2025 I morti, da questa data a oggi, nei centri di aiuto sono già 49, oltre a 300 feriti.

Anche a voi è nata la curiosità su questa Gaza Humanitarian Fondation (GHF)?
A me sì, tanta, e quindi ho cercato e ho spulciato.

PRIMO SPULCIO – LA GESTIONE OPERATIVA
Pensate che la Gaza Humanitarian Fondation sia gestita da ong o altre forme di enti umanitari? No! E’ gestita da appaltatori privati con legami alla sicurezza e all’intelligence.

Safe Reach Solutions: società statunitense. E’ responsabile della sicurezza dei centri di distribuzione degli aiuti a Gaza. Fondata da Philip F. Reilly, ex ufficiale CIA (oh guarda, la CIA). Il suo compito è gestire l’accesso ai centri controllando l’identità delle persone. Tutte le sue strutture sono protette da contractor statunitensi e pattugliate dall’esercito israeliano.

UG Solutions: società statunitense. Coinvolta nella “strategia di distribuzione degli aiuti”, quindi di preciso non ho capito cosa fa’. E’ una società privata nel settore della sicurezza, ma su tutto il resto tace un silenzio assordante.

Boston Consulting Group: società statunitense. Ha fornito consulenza nella progettazione e implementazione del programma aiuti della Gaza Humanitarian Fondation. Quindi di preciso non ho capito che ha fatto.
Parlo al passato perché la società, il 30.05.2025 ha ritirato il proprio team e la propria collaborazione dopo aver scoperto che per alcune attività (non specificate) mancavano delle approvazioni e i consensi.

Solace Global: sede legale in Gran Bretagna, ma uffici negli Stati uniti. Il suo compito è di fornire servizi di sicurezza per operazioni umanitarie in zone di conflitto.

Organi Group / Misr Sinai: sono due società separate. Entrambe hanno sede in Egitto. Il compito preciso non sono riuscita a individuarlo, in compenso ho trovato notizie che la Organi Group è accusata di vendere permessi “fast-track” per i palestinesi che vogliono lasciare Gaza, alla modica cifra che varia da 4500$ a 10000$. Tradotti nella nostra moneta, tra i quattromila e gli ottomila euro. Inoltre, ha imposto tariffe fino a 20.000$ (pari a circa 18.000€) per ogni camion che entrava per portare aiuti umanitari e merci in Gaza. L’Ufficio dei diritti umani delle nazioni unite ha condannato l’accaduto dichiarando che l’ostruzione deliberata di aiuti alimentari e di soccorso è un crimine di guerra.

SECONDO SPULCIO – COLLEGAMENTI CON GOVERNI E AFFINI
Governo degli USA e amministrazione Trump: GHF ha il sostegno di entrambi.
Governo israeliano: GHF ha il sostegno diretto di questo governo, e la fondazione è stata sviluppata con i funzionari israeliani.
Coordinatore delle attività governative nei territori (COGAT): è l’organismo militare israeliano incaricato agli aiuti a Gaza.
Unione Europea: La GHF afferma di aver ricevuto l’impegno di 100 milioni di dollari da un governo dell’EU… ma non dice quale.
 
A questo punto, andrebbe fatta un’interrogazione al parlamento europeo per sapere se è vero o no. Se sì, voglio il nome di quel paese europeo. Se no, stanno mentendo spudoratamente.

TERZO SPULCIO – COLLEGAMENTI CON ORGANIZZAZIONI E PARTNER CHIAVE
Vi metto i nomi senza specifiche:
Team Rubicon, World Central Kitchen, Mastercard, Usaid, Fondazione Howard G. Buffett, Pam, Safe Reach Solutions, UG Solutions.
(Vi invito a cercare voi eventuali approfondimenti, altrimenti questo post supera, in lunghezza, la Divina Commedia)

QUARTO SPULCIO – OPPOSIZIONI

L’ONU e moltissimi gruppi umanitari hanno criticato e si sono opposti al GHF, preoccupati dalla politicizzazione degli aiuti, la mancanza di indipendenza e la mancata adesione ai principi umanitari fondamentali (neutralità, imparzialità, indipendenza, umanità). Ha denunciato anche la militarizzazione dell’assistenza umanitaria, affermando che la sopravvivenza dei civili non può dipendere dai soldati (se poi sono gli stessi che li bombardano…).
E’ stata richiesta un’indagine indipendente (ma dubito che israele la permetterà) sugli incidenti avvenuti nei centri di distribuzione gestiti dalla GHF.

Alcune organizzazioni umanitarie si oppongono e denunciano GHF, ne cito solo alcune:
Save the Children denuncia che la distribuzione degli aiuti esclude le persone più deboli, come anziani, disabili e malati.
ActionAid afferma che l’assistenza fornita dalla GHF è solo “una maschera umanitaria per una strategia militare di controllo e di spossessamento” e che gli aiuti così dati sono solo uno strumento di pressione politica.
Medici senza Frontiera ha descritto il sistema di distribuzione degli aiuti come “disumanizzante, pericoloso e severamente inefficace, con rischi altissimi per i civili che cercano di accedere agli aiuti”.

Chiaramente, visti i tempi, tutto ciò che scrivo ora sulla GHF è in continuo movimento, anche a causa delle critiche da ogni parte. Potrebbe cambiare ancora.

Con le mie limitate possibilità e capacità questo è tutto ciò che sono riuscita a trovare. Non ho amici giornalisti, politici e neppure agganci nel mossad o nella Cia. Ho usato solo il mio tempo, la mia curiosità e, lo ammetto, il fatto che ho le persone di Gaza nel cuore.

Ho scritto un centesimo di quello che avrei voluto, cercando di condensare il più possibile. So che letture troppo lunghe su temi serie, per molti, risultano “pesanti”.

Scrivo ancora poche righe per dare una visione d’insieme. Vi lascio qualche percentuale per capire chi c’è dentro, dietro, sopra, sotto… insomma per comprendere meglio questa cosa chiamata “Gaza Humanitarian Fondation “.

CIRCA IL 60% – USA: per il forte appoggio e coordinamento con il governo americano e l’amministrazione Trump, oltre al coinvolgimento di ex funzionari statunitensi.
CIRCA IL 40% – Israele: per il supporto diretto del governo israeliano, il ruolo del COGAT e di quello degli ex militari israeliani nell’organizzazione.

Una specifica un più:
CIRCA IL 45% della struttura è composto da soggetti legati al campo militare. Questo 45% è formato da militari, ex militari, società di sicurezza e organizzazioni con forti radici nel mondo militare.

Se siete giunti fin qui a leggere, o mi volete molto bene, o anche voi volete capire di più su ciò che accade a Gaza, ma soprattutto, come me, vorreste che per i Palestinesi ci fosse pace, che smettessero di morire sotto le bombe, per una mitragliata, per fame e sete o perché un drone del cazzo è un cecchino che mira alla testa di bambini.

LEONI DA PORTAFOGLIO


Il mio solito mensile appuntamento con i miei microcontributi e il mio supporto, non solo da leone da tastiera, ma mettendo mano al portafoglio. Anche se non ho la certezza dell’esistenza del leone da portafoglio, mentre ahimè da tastiera è pieno l’etere.

Ad aprile verso una goccia a:


e

Andrea Cisternino
RIFUGIO ITALIA UKRAINE
Iban IT02O0103001661000001396774

(Per altre info e contatti cliccate sulle icone relative)

Rammento che:
No, non scrivo un post tutti i mesi quando verso perché son alla ricerca di bene, brava, bis.
No, non sono alla riceca di gratificazioni al mio ego.
Ni, forse cerco di contenere i miei sensi di colpa perchè io sto bene e altri no (molto catto-comunista lo so).
Si, lo faccio perché aver un appuntamento fisso scritto mi “spinge” a non saltare l’impegno che mi son presa con me stessa.
Si, lo propongo perché chissà mai che a qualcuno non venga voglia di far lo stesso, magari con altri associazioni.

FRASSI, PROMETEO E LA LUCE


Di lui non parlo mai quando scrivo “del mio personale progetto”. Eppure lui è sempre presente in quel progetto. Lo è in maniera tangibile poiché devolvo da anni il mio 5/1000 all’Associazione Prometeo.
Poi, oltre, alla parte economica cerco di far da cassa risonanza ad alcune delle sue iniziative, alle sue conferenze, ai suoi scritti, perché ricordate: “Parlare porta conoscenza e la conoscenza porta luce nel buio, meno buio vuol dire meno posto dove gli orchi si possono nascondere“.

Tutti gli aiuti che loro danno a bambini e non, sono gratuiti. Non chiedono soldi, danno aiuto, cuore e sorrisi. Non hanno contributi pubblici continui, quindi se voi voleste dargli una mano, potete destinare il vostro 5/1000 a loro.
Farlo è semplice, dopo aver barrato nella dichiarazione dei redditi, l’apposita casella nel riquadro dedicato alle “Organizzazioni non lucrative (onlus)” dovete solamente riportare il loro codice fiscale: 95126190164

Se avete già destinato il vostro 5/1000 ad altra onlus, ma voleste comunque dare una mano, ci sono altri modi, sappiatelo, potreste anche essere solo una piccola luce che porta riparo dal buio e dagli orchi.

Mentre il mio piccolo contributo mensile questo mese va a:
MEDICI SENZA FRONTIERE per quello che accade a Mousul e in altre parti del mondo. E’ la gente comune che paga il prezzo di guerre che non hanno mai voluto.
GREENPEACE perché solo gli stolti non comprendono che il mondo intero è la nostra casa.

PS: Se vi chiedete chi è Lui, lui è Massimiliano Frassi.
Un Uomo, grazie al quale, credo che valga ancora la pena combattere in questo mondo perché diventi migliore.

PIUTTOSTO CHE NIENTE, MEGLIO PIUTTOSTO


Mai come in questo momento il mio progetto personale fare ha un senso.
Mai come ora, so che c’è bisogno di ogni goccia di aiuto in questo mare di sangue e dolore. Non c’è solo Aleppo ne sono consapevole, ma in questo momento l’urlo che arriva più forte a me, è questo.

aleppo1

Ho letto un articolo in cui spiegavano “cinque cose che puoi fare” da qui, anche se non sei un potente, anche se non sei nessuno, anche se sei solo una goccia in un mare immeso. Persone normali, come noi insomma. Un paio le ho messe in pratica subito.

Una è firmare una petizione e fare pressione sulle forze politiche. Ho iniziato a farlo tramite AMNESTY INTERNATIONAL.

L’altrà è fare una donazione a un’organizzazione umanitaria, ed allora, il mio piccolo contributo mensile per le Anime Umane ancora una volta è per MEDICI SENZA FRONTIERE .

Me ne rendo conto, è poco, pochissimo, ma piuttosto che niente….

Infine ricordo che con me porto sempre il pensiero delle Anime di Animali e un micro aiuto lo mando anche chi in prima persona dà molto:
Andrea Cisternino, il codice IBAN IT02O010300166100000139677 per aiutarlo.

PROGETTO “EMUOVITI”


Dal mio personalissimo progetto “Emuoviti”, emuozioni in movimento.

emuoviti

Son partita a marzo di quest’anno con questa mia idea. Ogni mese un piccolo contributo effettivo, non solo parole e/o “condividi” sui social. Fino a oggi ho dato i miei piccolissimi contributi a un pò di gente mista e variegata.
Decido di “pancia” e negli due mesi il mio istinto mi ha portato sempre qua:

(Per altre info e contatti clicca sull’icona)

Andrea Cisternino
RIFUGIO ITALIA UKRAINE
Iban IT02O0103001661000001396774

(Per altre info e contatti clicca sull’icona)

No, non scrivo un post tutti i mesi quando verso perché son alla ricerca di bene, brava, bis.

No, non sono alla riceca di gratificazioni al mio ego.

Ni, forse cerco di contenere i miei sensi di colpa perchè io sto bene e altri no (molto catto-comunista lo so).

Si, lo faccio perché aver un appuntamento fisso scritto mi “spinge” a non saltare l’impegno che mi son presa con me stessa.

Si, lo propongo perché chissà mai che a qualcuno non venga voglia di far lo stesso, magari con altri associazioni.

FARE. CHE A PARLARE SON BUONI TUTTI


Il mio progetto personale FARE prosegue, goccia dopo goccia, cerco di esser parte di un’onda che porta qualcosa che illumina e non oscura.
goccia
A settembre faccio una tripletta su tre settori diversi, anime di uomini, anime di animali e cultura (per andare sui loro siti cliccate sulle immagini)

Anime di Uomini:
Ancora una volta il mio aiuto va a Medici Senza Frontiera, ho bisogno di spiegare perchè? Non credo.

Anime di Animali:
Andrea Cisternino, perchè non sa cosa è la diplomizia, perchè non sa far “marketing per raccogliere fondi” poichè il suo cuore è rivolto solo a chi ha bisogno (bambini o animali che siano), perchè a volte è irruento nel parlare, ma in ogni caso è ancora lì a combattare

Cultura:
Si lo so, qualche purista dirà che non è cultura, forse non lo è, ma è una forma di conoscenza gratuita, a disposizione di chiunque abbia un pc, un smartphone e una connessione. Io devo molto a Wikipedia, in questi anni mi ha spiegato molte cose che non sapevo, mi ha dato spunti di curiosità per approfondire (anche altrove), non sto dicendo che sia la verità assoluta, ma sto dicendo che lo scopo loro è quello.

TRA IL DIRE E IL FARE C’E’ DI MEZZO IL FARE


Mi son rotta le ovaie, anzi no, son belle integre, ma espanse a tal punto che mi hanno compresso la gola e non riesco più a parlare.

Mi son rotta le tube di fallopio a leggere parole e parole e poi a far niente. Si si che son brava a rimbalzare i vari post di supporto di questa o di quella cosa, ma quello non è fare, è virtuale, e pensiamoci di concreto cosa è? Niente.

Mi si son rotti i dotti lacrimali, tanto che sento dolore, di lacrime non ne scendono più a vedere la sofferenza di uomini e animali, ma tanto le lacrime a poco servono, ci vogliono i fatti.

MSF

E il problema di noi qua (nel virtuale) è tutto qui, dire dire e dire e fare mai. E quindi? E quindi io oggi ho preso una decisione, piccola, stupida, insignificante ma è la mia goccia nell’oceano.

Ogni mese, farò una piccola donazione. Piccola, così a me cambia poco, ma quel poco sommato a tanti pochi è tanto per ogni singola associazione. E parlo di quelle associazioni che supporto con il cuore e la mente, quelle che per amore e voglia di cambiare, rimbalzo nei social. Quello, lo share, è il mio dire, da oggi la donazione mensile sarà il mio fare.

Ogni volta che sceglierò un’associazione diversa ci farò un post, ne parlerò con voi, non perchè la mia sia carità pelosa e cerchi consensi e i pat pat sulla spalla, ma perchè magari così conoscerete (se non le conoscete già) delle associazioni per cui anche voi oltre al dire avete voglia di fare.

Ho cominciato oggi. Ho cominciato con Medici Senza Frontiere. Ho cominciato con loro perchè il cuore mi si ferma sempre pensando alle persone ai confini con la grecia, si dimentica di battere per qualche microsecondo per quelle popolazioni in fuga in cerca di pace, a prescindere da quale stato fuggano. Loro per me son vittime come quelle di Bruxelles, io vorrei che questi stupidi dieci euro, possano far si che nei campi di raccolta si semini aiuto e non odio (cosa che accadrà grazie a quell’accordo abominevole che la UE ha fatto con la Turchia).

10,00 piccoli euro è il mio versamento, niente di ché, poco più del costo di un cocktail a un “apecena” milanese. Posso rinunciarci e stare ancora molto comoda nella mia vita. Se magari qualcuno di voi, con MSF vuol passare dal dire al fare, basta che pigi sull’immagine qua sotto

Tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare… ma il fare