Colpa degli occhi. L’orecchio segue.


A volte basta un attimo per svoltare la giornata.

Ieri scrivo nel gruppo “Le tre parche” (ho detto parche non porche!), ovvero la chat del “Club Transenna”. A un certo punto Ila scrive: “Mi è appena arrivato questo da un altro gruppo, ci stavamo pensando… sembra un figo tipo Miyavi. Ci verresti?”, e agevola la foto del cantante EL CAPITXN.

Ah… il fascino del bad boy!

Cantante mai sentito nominare. Neppure sapevo che tipo di musica suonasse, ma alla visione della foto la mia decisione è stata presa in un decimo di secondo: “Siiiiiiiiiiiii”.

La seconda domanda è stata l’invio di una foto con i tre tipi di biglietto: general, Vip Ticket, Exclusive Ticket. Anche questa decisione presa in un decimo di secondo. Secondo voi quale abbiamo preso? Chiaramente quello con l’hi touch e la foto selfie! Il tutto in cinque minuti, acquisto biglietti compreso.

Solo dopo l’acquisto dei biglietti mi sono posta la domanda: che tipo di musica fa?

Fortunatamente è uno sperimentatore alla Miyavi e quindi oltre l’occhio

anche l’orecchio avrà la sua parte.

Ora brevemente quello che so di lui, oltre alla lustratina d’occhi già fatta sopra e che ripropongo qui sotto:

Il suo vero nome è Jang Yi Jeong, nato a Jinju, Corea del Sud il 10.09.1993.

E’ cantautore e produttore con l’etichetta Vendors e collabora strettamente con l’Hybe. E’ il collaboratore più stretto di Suga (BTS) e di Agust D. Ha prodotto brani con i TXT e collaborato con PSY. E qui pensereste: fa kpop. Invece no.

E’ uno sperimentatore. I suoi brani passano attraverso: Emo Rock, Pop Punk moderno, Hip Hop alternativo e tradizionale, Synth Pop e Dance Pop. Definirlo è difficile, anche perché nello stesso brano mescola i generi.

Purtroppo, o fortunatamente, ho un’attrazione animica per i “non definibili”.

Il 13 aprile al Gate di Milano scoprirò se ho comprato quei biglietti con la testa o con gli occhi.

Spoiler: orecchie e occhi faranno festa.

Credits foto: Roxy Faith Alexandria

HELL DOGS – NELLA CASA DI BAMBU’


HELL DOGS – NELLA CASA DI BAMBU’
Azione, Thriller, Crime
Movie da 2h 18m
Anno 2022
Su: Netflix

TRAMA

Kanetaka Shogo (Okada Junichi) è un poliziotto, lavora da anni sotto copertura nella yazuka. La sua missione è molto pericolosa, ma riesce nel suo intento, e man mano scala la gerarchia all’interno della struttura mafiosa, fino ad arrivare a essere considerato uno degli uomini più fidati del boss.

Nel mirino della sua missione ci sono prima il suo boss diretto Tsutomi Toki (Kitamura Zakuzi) e infine il potente leader Toake (Miyavi). Completare l’incarico non sarà per nulla semplice.  Il suo vivere costantemente con i compagni della yazuka, in qualche modo lo lega a loro, questo fa si che cominci ad agire come un “cane pazzo”, sempre combattuto tra l’essere fedele alla propria missione e il rapporto con i suoi compagni della yazuka che credono ciecamente in lui.

Terminare l’incarico diverrà sempre più pericoloso e l’eventualità di essere scoperto sempre più concreta. Un trauma del passato lo tormenta ogni giorno della sua vita, e sta tornando a galla, mettendo a rischio la sua vita.

OPINIONE PERSONALE

Se avete voglia di qualcosa di diverso dal solito e se vi piacciono i crime, vi consiglio questo film, vi terrà incollati per capire come andrà a finire.

Okada Junichi bravissimo in questo ruolo dell’antieroe, sempre sul filo del rasoio tra lavorare per i buoni e per i cattivi. L’interpretazione del “boss dei boss” di Miyavi un piccolo bellissimo cameo.

CURIOSITA’

Il film è un adattamento del manga “Hell Dogs” di Fukamachi Akio.

INTERPRETI

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MIYAVI “The Samurai Guitarist”


Sono stata a vedere (e ascoltare) Miyavi, “The Samurai Guitarist”, a Milano ai Magazzini Generali.

Che posso dire di lui senza limitarlo? E’ davvero difficile perché “è molte” cose ed ha una poliedricità che negli anni ne hanno fatto un artista e un uomo completo, artista ancora oggi in continua evoluzione.

A Milano il pubblico, che la cui età variava dai quindici anni agli oltre sessanta, è stato parte dello spettacolo, perché lui ha avuto la capacità di coinvolgerlo immediatamente, dal suo primo passaggio per entrare sul palco.

Una volta sul palco ho visto l’artista (immenso) con i suoi brani che spaziano e volteggiano sulle note della sua la chitarra; ho visto l’uomo quando ha parlato del suo ruolo di ambasciatore dell’UNHCR, mostrando il  lato umano parlando e soffermandosi sulla condizione dei rifugiati di tutto il mondo.

Un articolo on line ha detto di lui “quando bravura ed eleganza viaggiano di pari passo” ed io non posso che essere d’accordo, ne ho la prova, perché un pezzo del mio cuore l’ha preso e portato via con sé.

Setlist della serata:
Selfish Love -Aishitekure, Aishiteru Kara-
What’s my name?
Survive
Ahead of the Light
So On It
In Crowd
Secret
Cry Like This
Tears on Fire
Long Nights
Senor Senora Senorita
Itoshii Hito
Under the Same Sky
Kimi ni Negai wo
Girls be ambitious
Hi no Hikari Sae Todokanai Kono Basho de
Sakihokoru Hana no You Ni -Neo Visyualism-
Fire Bird
New Gravity
No Sleep Till Tokyo
Horizon

Encore:
Subarashiki Kana, Kono Sekai -What A Wonderful World-
Under the Same Sky
The Others
Day 1

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