GUARDAMI


C’è chi ti vede e chi non ti vede.

Chi sa che c’è dell’altro, ma non vede e va a tentoni.
Chi pensa di vederti ma vede se stesso.
Chi scruta e vede solo buio.
Chi non ti guarda ma vede luce.

Tu sai chi ti vede davvero, chi fa finta e chi ti vede e volge lo sguardo, perchè vederti vuol dire affrontare parti di se coperte da secoli di polvere.

E quella speranza, quella preghiera insita, sempre presente e ogni volta disattesa.

Amami per quello che sono, non per come ti faccio sentire

Mirror

ATTRAZIONE FATALE


A me questa cosa che in qualche modo attraggo uomini impegnati (o in alternativa che non vogliono impegnarsi) comincia a stancarmi.

Oh dico, mica parlo degli ultimi anni, è iniziata che di anni ne avevo sedici e perdura a tuttoggi che di anni ne ho diciotto, ok non mento, ad oggi che né ho venti. Non mi credete? Vabbè, la verità, ho venticinque anni.

A parte il motivo per cui è scaturito questo scritto (che fa parte di altre mie eiaculazioni mentali nel frattempo), negli anni mi son domandata: ma per come, ma che cazzo, ma si può, maddai! Sono io che non capisco? Mando messaggi sbagliati?

Non che non abbia attirato uomini liberi, ma quelli facevano parte della categoria citata sopra alla prima parentesi.
Anche in quel caso ripartiva: ma per come, ma che cazzo, ma si può, maddai! Sono io che non capisco? Mando messaggi sbagliati?

Poi un giorno, grazie al tentativo “amorosogodereccio” di un giovane amico, ho finalmente compreso. Una grossa fetta di uomini è confusa.
Molti uomini confondono “libera” con “sessualmente disponibile”.

Se volete sapere come andò con il mio amico ai tempi, gli dissi: “Sono talmente libera da poter dire di no”. Tra l’altro, da quando io ho imparato a dir di no, non ho quasi più smesso. Per ogni si detto, ci son almeno 100 no in agguato.

Comunque, averlo scoperto, non ha risposto del tutto alla domanda, ma perchè attiro uomini impegnati?

PS: In altro momento vi parlerò, invece, di quelli che per rafforzare la tua amicizia con loro, vogliono venire a letto con te, perchè così (si sa) poi si diventa amici veri, profondi e vicini.

PPS: Sappiate che a questi ho sempre risposto “Quando andrai a letto con i tuoi amici maschi per rafforzare il legame con loro, io comincerò a pensarci (solo a pensarci) di rafforzare il mio con te”.

PPPS: che fatica esser donna a volte.
Bolshoi ballet - junior class warm up

MA CHI TE SE INCULA


La verità? Non ho voglia.

Non ho voglia di parlare a lungo di questi due giorni. Belli così. Gustati. Mangiati. Divorati. Scriverne è faticoso e mi assale la pigrizia. Ecco, da questa pigrizia che lambisce, l’ho capito. Sono stata contaminata da un pò di romanità.

Questo è un gabbiano romano “geneticamente modificato” e siamo simili. A parte che la vita ha geneticamente modificato pure me, ma questo gabbiano che parla senza aprir becco, immobile, anche se ti avvicini, con lo sguardo te lo dice:

Ma chi te se incula
Ciccio

Eccola lì la verità, l’ho scoperta con lui, Ma chi te se incula, posso volare via quando voglio e librarmi nell’aria, mentre te rimani qua nel guano.

Si, Ma chi te se incula, la vita è questo. Gustatela, non rompere i coglioni a chi hai intorno, e se qualcuno li rompe a te, vola via con altri gabbiani come te.

Ma chi te se incula, è l’evoluzione del fanculizzare, la versione 8.1 migliorata, il salto darwiniano della specie spirituale, il gradino che ti permette di vedere più in là.

Persone di guano, vigliacchi, indecisi, egocentrici, incattiviti, opportunisti (aggiungete aggettivi e situazioni a vostro piacimento), insomma quelli che la vita te la rendono etichettabile sotto la voce “Vita de merda”, bè sai che c’è?
Ma chi te se incula, io son capace di librarmi in alto.

POST IT


Ora io non vorrei esser pesante, sto anche dimagrendo di brutto sappiatelo, ancora pochi mesi ed avrò un fisico abbestia, ma questa cosa devo dirla, e lì che mi solletica i polpastrelli.

Mai obbligato nessuno a frequentarmi, mai costretto nessuno a esser diverso da quello che è e mai obbligato nessuno a far niente che non volesse fare.

Ok da questo discorso escludiamo Progenie, bè a lei qualche cosa l’ho obbligata a fare, tipo andare a scuola quando era piccola o a non lasciare (anche ora) i piatti sporchi nel lavello la sera. Altrimenti appena sveglia, me li ritrovo sotto gli occhi e divento un bufalo in spm.

Sto divagando, dicevo mai obbligato nessuno a frequentarmi, mai costretto nessuno a esser diverso da quello che è. Ogni cosa per quanto mi riguarda deve essere frutto di una scelta e come tale gestita e assunta a propria responsabilità.

Chiaramente se mi frequenti per scelta, ci son delle regole. Io viaggio con il foglietto delle regole appuntato sul seno, cosicché non puoi sbagliare (baby in senso metaforico smettila di fissarmi le tette).

post itSe non ti piacciono, se le reputi stupide, se non ci riesci o semplicemente non hai voglia di leggerle, davvero non ci son problemi. Siamo diversi. Diversi non significa che esiste una parte giusta e una sbagliata. Diversi significa che siamo distinti, ma ci son “distintività” che non son assimilabili tra loro. Guarda l’olio e l’acqua per esempio. Se rimani le regole le conosci. Ti stanno strette le mie regole… ebbè capita, sai a me quante regole son state strette e me ne son andata?

Questo solo per sottolineare, con un sorriso ma con fermezza bada bene, che non sono nell’elenco dei farmaci salvavita mutuabili e non sono prescritta da nessun dottore, mica sei obbligato a prendermi.

PENSIERI DISORDINATI DI VITA CON DEDICA


Ho un problema (più di uno qualcuno dirà). Alcune emozioni mi attraversano e i pensieri che le accompagnano, sebbene voglia fermarli, sfuggono dalla mia mente. Se in quel momento non ho un pezzo di carta e una penna, quelle parole se ne vanno. Mi abbandonano lasciandomi la sensazione, ma non le parole con cui esprimerla.

hand

La verità è che a me quando i pensieri son profondi, sfuggono come fossero sabbia tra le dita che ricade sulla spiaggia.

Vai a ritrovarla quella sabbia dopo. Certo è lì tutta intorno a te, ma quella che avevi in mano il quel preciso istante, non la ritrovi più.

Alcuni pensieri però son così grossi da essere conchiglie, quelli li intravedo sempre e qualche volta riesco a riprenderli.

Queste conchiglie le ho trovate in questo fine settimana, camminando nella sabbia di un venerdì sera e di un sabato mattina.

E’ l’allenamento che ti rende forte, per questo alcune persone son più forti di altre, son quelle con cui la vita ha giocato di ruolo con loro, il gioco si chiama “survivors”.”

Loro mi regalano la cosa più preziosa che hanno, il loro tempo. Il tempo di una persona è vita. Loro mi regalano pezzi della loro vita. Esiste regalo più prezioso?

time

Altri ti regalano i “ti voglio bene”, i loro “sei una bella persona”, ma sono solo parole che cadono a terra ancora prima che giungano a te. Sono come vapore acqueo d’inverno, fiato, non sopravvive fuori dalle loro bocche più di pochi secondi.
Poi ci son persone che non ti dicono i ti voglio bene, ma il loro bene e tangibile e denso ogni singolo giorno.”

A quelle pazze persone che si son fatte centinaia di chilometri per mangiare “solo” una pizza con me dedico questo post e non un pezzo del mio cuore. Quello lo avete già. Fate parte di me, quella me migliore, quella che grazie a voi esiste ancora.

LUOGHI


Ho sedotto uno psicologo, poi ho scoperto che era sposato e gli ho detto non posso farlo con te.

Ridacchio prendendomi da sola per la parte mediana posteriore del corpo. Neppure nei sogni mi concedo. Mi dico “Eppure ieri sera ho mangiato leggero”.

Ma dopo sei arrivato tu, con i capelli arruffati e lunghi, diverso, consumato e stanco, mi cercavi in qualche modo.
Ti ho sfiorato lieve le labbra con le mie: “Ti amo ancora, non ho mai smesso”.
Ti ho abbracciato, per proteggerti da una vita che ti consuma ancora oggi.

Consapevole che in questa vita posso solo questo.
Questo sogno si sciogliera andando verso sera, neve di marzo sotto i raggi di primavera.

Io e te lo sappiamo, più che un sogno è un luogo, in cui cadiamo richiamati. Come Alice nel suo mondo.

photo by anka zhuravleva

BLUE HOPE


deviantart by pascalcampion

Ci son momenti in cui ti siedi, osservi il mondo.
Stai lì in disparte, con i tuoi gatti, sorseggi tazze di kukicha e aspetti.
C’è nell’attesa qualcosa di dolce, la speranza non ancora disillusa che tiene accesso il focolare del fare.

Non hai voglia di palcoscenici eppure non sei capace di non salirci sopra.
Ti ritrai come lumaca sfiorata, ma rispunti fuori alla prima risata.
Un istinto confuso di porta a volere per poi non volere.

I tuoi sogni alle spalle ti mancano.
Scruti l’orizzonte sperando ricompaiano o che ne sorgano di nuovi.
Cerchi ispirazione in ogni lieve movimento intorno a te.
Sospiri lieve nell’attesa.

In fondo, in questo preciso momento, in questo esatto stato d’animo, in questo silenzio colorato di blu, la speranza si tinge dello stesso colore, e l’attesa diventa oasi di pace in cui adagiare l’anima.

THE RED


La vedo e mi blocco. Vedo qualcosa di me in lei.

TheRed

Ora prima che vi facciate dei film (porno) che non esistono, specifico subito, mi rivedo in lei solo in senso metaforico (ahimè). Culo ed età sono notevolmente diversi.

Vedo… il colore dei capelli (che avrò), lo sguardo un po’ perso in un sogno (che avevo), la posizione alternativa (che metaforicamente spesso ho).
Vedo… quelle mani a sostegno di una testa che vola via (che avevo) o a sostegno di pensieri che pesano (che a volte ho).
Vedo… quelle calze con la riga a sottolineare un lato femminile perduto ma presente (che avevo, che ho, che avrò), il culo in prima vista che distrae e non fa vedere il fiore (metaforico pensiero).
Vedo… i tatuaggi (che ho, che avrò), il pendaglio in mezzo al cuore a ricordare qualcosa e sotto i gomiti fogli con sopra disegni e ritagli di vita (altro metaforico volo).

Mi risulta difficile dire altro, anche se è tutto ben dispiegato nella mente. Mi fermo e penso. Chi mi “vede” tra le righe di questo blog o nella vita reale, non ha bisogno che gli spieghi come sono, e a chi non mi “vede”, non servirebbero milioni di parole.

IMPERFEZIONI


Ho sempre vissuto negli estremi, o il bianco o il nero.
Pur sapendo che tra i due intercorre un’infinita varietà di grigi, io non li vedo. Ho imparato che ci sono, ma come una cieca, nell’individuarli vado a tentoni, con tutto quello che ne consegue.
La vita per me non può essere grigia. Il grigio è il preludio alla “morte”.
Photo by Renata Ramsini

Credo che da questo sia dipeso e dipenda tutta la mia vita.
Ti amo o non ti amo.
Fai parte di me o non lo fai.
Ti do o non ti do.

Che tu sia un amore, un’amicizia, un’anima antica che torna o nuova che incrocio, se ti vivo, ti vivo così. Se lo faccio in maniera diversa, se con te parlo il linguaggio del grigio (che ho appreso come s’impara una lingua straniera) e perché di te non mi interessa nulla. Che tu ci sia nella mia vita o non ci sia non fa la differenza, anzi spesso proprio non ti vedo, perché nel grigio io non vedo.

Se tu pretendi di viver grigio accanto a me mentre io vivo colorato (a prescindere dal colore che vivo in  quel momento) io smetterò di vederti.
Se credi che questo mio viver intenso si confonda con il possesso, cambia strada perché alla libertà do lo stesso valore della verità, irrinunciabili nella mia vita.
Se presumi che leggerezza e colori non siano sinonimo di serietà, scansati, mi ostruisci la strada.

Non sono una persona semplice a volte, capita che oscilli tra il caldo rosso e il freddo blu. Incapace di chiedere, ma pretendo quello che mi spetta. So perdonare, ma con difficoltà, del resto a me stessa non perdono quasi mai. Però lascio andare e non porto rancore.

No, non sono una persona semplice, anche se io penso di me “di una semplicità assoluta, tanto da apparire complicata ai molti”.
Proprio per questo se faccio parte della tua vita, e tu della mia, vuol dire che tanto a posto non sei neppure tu, ma questo credimi è la bellezza della nostra imperfezione.

PUZZLE


Non ci manca quello che non abbiamo mai avuto o che non vive in noi.

Sono molte le cose che non mi mancano e altrettanto quelle in cui mi sono lentamente consumata nella mancanza. Struggendomi, fino a dimenticarmene, o meglio deponendole in punto preciso dell’anima. Accanto allo stesso luogo dove poggio quei tesori che ho accumulato nelle molteplici vite.

Son tesori differenti da altri, più li esponi e li regali, più si incrementano, ma è così difficile comprenderlo e una volta compreso è così complicato metterlo in pratica.

La speranza è trovare anime affini, come tasselli di un puzzle si incastrano con noi in questa vita, e ci danno un accenno alla visione del disegno.

Io qualcuna l’ho trovata.
Di vita in vita a un certo punto ci incrociamo e indichiamo, uno all’altro, il luogo dove abbiamo deposto il nostro tesoro.

Picture by Piet Flour

A loro devo le mie molteplici vite anche in questa esistenza. Grazie.