LA PROVA DI FORZA


Come voi non sapete, da poco prima di natale vado in palestra, cosicché nella settimana in cui voi siete ingrassati come tacchini, io son dimagrita (questa premessa è per farvi sbavare, lo ammetto, in questo 2015 ho un non so che di bastard inside costante).

Questo preambolo perché ho capito la vera funzione della palestra.
Immagine trovata nella rete

L’attività aerobica, la tonificazione muscolare se non proprio lo sviluppo della massa serve solo a una cosa. Riuscire a metter i pantacollant, leggings, fuseaux invernali (chiamateli come diavolo volete) dopo essersi spalmate la crema post doccia palestra.

Se siete uomini e non avete superato questa prova (che le sette fatiche di Ercole al confronto son robetta per infanti), non potete chiamarvi così, anche se riuscite a sollevare 100 chili con i manubri. Sapessilo!

Mettersi i leggings invernali dopo essersi copiosamente cosparse di crema profumata, è la vera prova di forza (e di intelligenza), tutto il resto è solo allenamento per riuscire in questa impresa.

BABY DOLL


Fino a quattordici anni ci ho giocato. Susanna ed io, tra i 12 e i 14, abbiamo passato interi pomeriggi insieme a lei.

Forse per questo a quindici anni, nonostante avessi il mio primo ragazzo, per me l’amore era passeggiare mano nella mano al chiaro di luna e null’altro. Questo con grande disappunto di lui chiaramente, che di anni ne aveva 19, e avrebbe preferito giocare alla Barbie con me.

Nel 2008 Clem la portò al Modular Dimension e con lei fotografammo scorci di danze e sorrisi.

Pochi anni fa, invece, mi imbattei in “Barbie Crime”. Fu amore un’altra volta per l’ironia delle foto, per la cura dei particolari e dei dettagli. Se avessi avuto soldi “in avanzo,” mi sarei cimentata anche io (peccato che non ho mai avuto il brivido della sensazione “mi avanzano soldi”).

ops
ops
Aveva chiesto. “Mai sei ingrassata?”
Fai il bravo bambino, metti bene lo smalto o sarò costretta a punirti

Infine in questi giorni, lei torna, “modella” di un progetto artistico di due argentini “Pool&Marianela”.  Lo sapete già vero? Io passo dal profano al sacro e viceversa, lo faccio spesso perché per me tutto è profano e tutto è sacro.

Oh
Oh
mio
mio
dio
dio

Si mi è tornata la voglia di giocare, ora voglio comprami Barbie e Ken e poi vi inondo con un fotoromanzoblog.
In fondo rimaniamo sempre un pò cucciolotti dentro. Dategli un appiglio e appena possibile, il patuffolo dentro noi, risalirà attraverso la serietà per sbucare fuori con un sorriso.

DURIN DURELLO FAR PIPI’ E’ BELLO


E pensare che qualcuno crede che io non vi ami, che vi maltratti, che abbia di voi un’opinione negativa e grezza, ma miei piccoli adorati uomini, non è vero! Anzi con gli anni vi ho compreso di più, ho imparato che non è colpa vostra se bisogna spiegarvi tutto, o che vi si debba ripetere le stesse cose e comunque non avere risultati. L’allocazione dei neuroni in cantina, vicino alle gonadi, vi penalizza.
L’istinto spesso prende sopravvento sulla logica, fino ai 90 anni siete inaffidabili e l’ormone vi comanda, insomma appartenete alla categoria animale più difficile da ammaestrare. Sappiatelo, vi amo lo stesso (meno dei gatti chiaramente).
Per questo quando ho scoperto un sito con un piccolo aiuto per voi, non potevo non portare alla vostra attenzione questo aiutino per riuscire, finalmente, a centrare.

Il momento della concentrazione

La partenza a rana (o a 90°) e l’affondo (o anche “mio sire”)

Il tubo per chi ha meno mira e l’asciugacapelli per gli arditi

Il portale per gli amanti di stargate e il ginnasta per gli sportivi

La verticale per avere un punto di vista diverso e
superman (superman e sempre superman)

Fate le prove e poi ditemi qual è il vostro preferito.
Conoscendo molti di voi sospetto che l’ultimo sia quello con cui vi divertirete di più.

 

PS: per quelli che so già, l’ironia non ha sesso, solo gli stupidi non l’hanno.

PERSONE


Che non ho soldi che avanzano (anche) in questo periodo di vita non è un segreto. Che per questo ho dovuto, e sto “dovendo” rinunciare a tantissime cose neppure. Eppure… eppure sto scoprendo un periodo così ricco, che per certi versi penso che la vita faccia apposta a farmi stì scherzetti con il denaro, in modo che possa riequilibrare il tutto e far si che l’universo mi mandi un altro tipo di ricchezza, le persone.

Persone. Persone che son entrate nella mia vita, nonostante io fossi chiusa e restia.

Persone con cui ho diviso tempo, una pizza, la mia casa, telefonate, messaggi, pensieri, anche solo ogni tanto.

Persone con cui condivido quotidianamente parole scritte e parlate, con cui “uozzappo” i buongiorno, le buonanotti, le immagini di vita, un fotogramma di un qualsiasi momento della nostra giornata.

Persone che mi hanno aperto casa, che mi riapriranno casa, che mi chiedono quando vieni e sbuffano perché devo centellinare gli euro per i chilometri che mi dividono da loro.

Persone con cui condividerò, un brunch una domenica mattina o più avanti una città che mi manca.
Persone che non mi chiedono cosa mi dai, mi danno loro, il loro tempo.

E’ un post così, nato dal niente, da un pensiero partito da un’idea e terminato in modo che non pensavo, ma spesso i miei post son così, mi parlo attraverso le mie stesse parole. Oggi me lo son proprio detto, sono una persona ricca.

OH PERBACCOLINA!


Io amo il Giappone. Quello onirico che mi porta in parti di me che tendo a celare.
Amo gli artisti del sol levante, il loro surrealismo. Solo chi nasce e cresce in uno sputo di terra sconquassato da terremoti e maremoti può averlo.
Infine amo quello che riescono a farmi sempre. Sorprendermi.

E lo hanno fatto dopo che avevo già scoperto:

* L’amplificazione del punto G

* La riverginizzazione

* Lo sbiancamento anale

* Lo sbiancamento vaginale

* il make up della patonza

Loro son riusciti ancora a sorprendermi con lo sbiancamento del capezzolo!
Pare che da loro l’ultima moda sia quella, sbiancarseli, che scuri pare brutto…

Ditemi come non “amarli”?! 🙂

MI UBRIACO DI PATATA


Ecco mai una malattia giusta io!
Mi prendo i soliti raffreddori, qualche influenza, mi son fatta un paio di coliche renali. Di nascita mi porto la miopia, l’astigmatismo e con l’età son diventata pure presbite (della serie non mi faccio mancar nulla).
Nel frattempo, in tutti questi anni, ho speso millanta euro in alcolici. Se invece avessi avuto il malanno giusto, lo stesso che ha colpito Matthew Hogg avrei risparmiato un sacco di soldi.

Matthew soffre di una rara malattia. Nel suo intestino vivono dei micro organismi per cui ogni qual volta lui ingerisce alimenti quale pane, riso, patate (amido insomma) questi piccoli folletti dell’alcool si mettono al lavoro e lui si ubriaca.

Io già mi immagino mentre mi faccio una calda patata (oh i doppi sensi) al cartoccio e poi vado fuori come solo con 8 negroni potrei (e qui siamo arrivati al triplo senso carpiato). Il tutto con un solo euro. Uno sballo!

A pensarci bene però… già son una tossica delle peggiori di dolci, tipo profitterol, gelati, tiramisù se poi mi ubriacavo con una patata bollente… meno male che nel mio intestino ci son solo i folletti della scorreggia.

PS: Si sfrutto ancora, in maniera turpe e bieca, le parole chiave per aumentare le visite al mio blog
PPS: le parole chiave sono scorreggia e euro

VISUALIZZAZIONI E YOU PORN


Capita, ogni tanto, che mi diletti a creare delle piccole slide per accompagnare i miei post. Li carico su youtube e aggiungo il link al blog.
Chiaramente, fuori dal post, non se li caga nessuno, ma lo scopo non è quello di esser visti su youtube, ma solo di utilizzare questa piattaforma come appoggio.

Su youtube mi ritrovo nove video caricati nell’arco di un anno e uno caricato anni fa. Un breve filmato fatto al Life Festival di Galway nel 2007. Noto che ha 2256 visualizzazioni effettuate in sette anni. Scorro gli altri (utilizzati nei post) hanno una media di una quarantina di visite. Tranne uno. L’occhio cade: “11265 visualizzioni in due mesi”.
Undicimiladuecentosessantacinque visualizzazioni in due mesi?!
Comè possibile!? Poi vedo quale è,  niente da fare, l’unica cosa che tira è quella.

Capita mai anche a voi di sentirvi un pò isolati. A me vedere 11265 visualizzazioni in due mesi su questa slide solo perché c’è la parola sex in mezzo, un pò isolata mi ha fatto sentire.

Ho sospirato, ma proprio un sospiro lungo e profondo e poi mi son detta: “Cazzo cazzo, figa figa, vuoi sedere.. ops vedere, che se scrivo la parola sex o sexy in mezzo al post schizza in alto?(il post non altro)“.

PS: Quasi quasi ora apro un account anche su youporn.
PPS: Ricordarsi di non prendermi mai troppo sul serio, neppure io lo faccio.
PPPS: Volutamente il titolo è stato fatto per prendervi in inganno.
PPPPS: Anche l’immagine è stata inserita all’uopo a tal scopo (ho detto scopo, non scopo, scopo in senso di motivo e non pensate sempre male)
PPPPPS: il post in questione era questo qua

UNA RISATA CI RISVEGLIERA’


Mi sono sentita ridere.
Oh lo so, sembra una cosa scontata e normale, ma non lo è. Parlo di quella risata che nasce da una parte profonda di se stessi, sale e mentre scoppia ci isola da tutte le brutture del mondo, facendole scomparire per un po’.
Avete presente quella risata che facevamo da bambini? Quella che poi, lentamente, è morta man mano che ci hanno portato via pezzi di noi. Ecco quella.

Ieri sera ho riso così, da sola sul divano, guardando la prima serie di “New Girl”. Nulla di che, una commedia, niente cose complicate o concetti filosofici, vita comune  (non italiana). Non so perché io rida così tanto,  così di gusto, forse perché in qualche modo quello che accade nella serie è capitato qualche volta nella mia vita, forse perché in alcune situazioni assurde, ma possibili, io avrei fatto la stessa identica faccia, o forse perché la protagonista femminile a volte è così testardamente ingenua, come me in alcuni momenti.  Non importa il perché, importa che mi son sentita ridere come una volta, come anni fa.
Niente sorrisi, niente labbra tirate in un forse lontano ridere, ma proprio quello scoppio che scuote l’anima e la apre.
Io sospetto che il vero amore sia lì, tra un paio di occhi che brillano allegri e una risata.

Mi son sentita ridere. Ed è stato bello.

TERRE, OSSITOCINA E TERZI POSTI


Torno da un fine settimana fatto di gente vera, persone fatte di carne e sangue, impastate di vita ed errori che li hanno forgiati e trasformate nelle splendide persone che sono. Diversi da me eppure simili.
Torno da un fine settimana fatto di risate, di racconti, pezzi di vita messi lì sul tavolo vicino alle sigarette e agli asparagi bianchi, accanto al mezzo e mezzo, lì a far vedere: “Ti faccio entrare nella mia vita”.  Io non ho parole, so che non servono, il capirsi a volte è molto di più delle parole. Ma due le scrivo: “Si sto parlando di voi, ‘nculo ma con l’ossitocina e tanta“.

Rientro da una terra che è mia, o forse è meglio dire che io son sua. Ha impastato il mio dna con la sua polvere, i suoi frutti e la sua acqua. Ho visto per le strade, sui ponti gente, che in qualche modo è la mia gente e mi son chiesta se i miei non fossero andati via quando io ero piccola, io ora parlerei con quella cantilena, e mi sentirei ancora più a mio agio di quanto mi sia sentita? C’è qualcosa in quel vivere la vita che è mia, e che nonostante io stia bene dove viva, mi manca profondamente.

La sera, tornata in questa terra che non è la mia, ma che mi ha nutrita per gli anni successivi, che mi ha fatto, in fondo diventare la persona che sono, trovo un messaggio di un amico, un link di una foto fatta a me, Progenie e Costina. Un concorso fatto, un terzo premio vinto da una sua foto con noi come soggetti, senza un primo e un secondo vincitore solo un terzo (si solo noi possiamo arrivare terzi seppur non ci sia un primo e un secondo vincitore).
Il mio orgoglio non è in questo terzo/primo premio, ma in quello che il mio amico ha scritto nell’accompagnare le foto:
Le donne ritratte in queste fotografie non fanno parte della mia casa, ma della “casa che frequento di più”. Le conosco da molto tempo, ma nell’ultimo anno per me hanno rappresentato un porto sicuro, in cui rifugiarmi sia per una serata divertente che per stemperare paturnie. Il modo di ritrarle, come una versione casalinga delle Parche, è stato scelto principalmente per divertirci, e per suggerire (molto vagamente) l’influenza che hanno avuto sulla mia vita“.

A volte io mi sento sempre fuori posto, non so di preciso quale sia la mia terra e mi sento un pò straniera ovunque, ma poi capisco che in fondo la mia terra è dove ci sono i miei amici. Qui dove abito e dove ero ieri. In queste terre, con i miei amici, mi nutro del rosso della vita, cogliendo direttamente dalla pianta i suoi frutti.

Amici miei grazie
terre

SORRIDO


Sorrido di niente e di tutto, di queste labbra che dicono sciocchezze per ridere e far ridere, di questa luce che mi avvolge, del domani che sento, lo so sarà migliore, ma non per questo mi dimentico di viver bene il presente.

Sorrido con lo sguardo e la pelle, con la punta delle dita. Lo faccio con dio che si era un po’ distratto. Insieme guardiamo questo cielo, “Sei stato bravo” gli dico “a farlo”. Lui mi guarda di sottecchi, dice “Grazie”, e sorride.

Sorrido a questa vita che spesso taglia e sfregia. Mi accarezzo le cicatrici, le trovo belle, bellissime, han fatto di me una persona che sorride.