L’AMORE CONSAPEVOLE


Dobbiamo abituarci a questo nuovo corpo.
Alle rughe. Al grasso che si affeziona alle nostre cellule.
Ai colori che cambiano. Alla pelle che si rilassa.
Al tempo che ci scartavetra.

Se la sera inneggiamo al dio Bacco, il giorno dopo abbiamo bisogno di maggior tempo di recupero, ci diciamo “Basta”. Almeno fino alla prossima volta.

I nostri neuroni cercano nuovi sentieri, molti di quelli vecchi sono stati bruciati e sono ormai impraticabili. Ricerchiamo il nuovo perchè indietro non possiamo tornare.

Ma dentro… dentro siamo andati oltre.
Noi crediamo ancora fortemente. Non come a sedici anni, quando credevano al gatto e alla volpe. Noi crediamo inconsciamente con l’ingenuità del vecchio. L’ingenuità consapevole.

A sedici ti lanci come Icaro nel vuoto, non sai che puoi cadere. Sei convinto che volerai per sempre e conquisterai il cielo.

Noi, invece, lo sappiamo. Possiamo cadere. Per questo ti sembra di vederci esitanti e distanti, ma stiamo solo inspirando profondamente.

Un respiro, un respiro ancora, respiriamo forte fino alla pancia, poi ci lanciamo per provare a volare. Ancora.

L’amore è consapevole.

fly

ABBRACCIO


Ho dovuto fidarmi delle persone errate per fidarmi di quelle giuste.
Ho dovuto capire il silenzio per apprendere a parlare.
Ho dovuto perdermi per ritrovarmi.
Ho dovuto amare la persona sbagliata per cercare quella giusta.
Ho dovuto dovere per comprendere che non devo niente.

Ho avuto una mente in lotta con il cuore per così tanto tempo.
Quando, si sono abbracciate in un atto d’amore e fusione definitivo, illuminate dal chiarore di una luna che sbirciava da un’alta finestra, io mi son sciolta in mezzo a loro felice.

Quella notte ho compreso la dualità che combacia e unisce.
La mente è fredda, e tale deve esser a equilibrare un cuore che brucia ogni cosa al suo passaggio. In quell’equilibrio viviamo noi umani, in quell’abbraccio impariamo ad amarci, e nel farlo apprendiamo anche l’amore per chi “noi” non è.

fire

Avvolta da quel tepore, ho scoperto che se non ci amiamo noi, neppure gli altri lo faranno.

SEGURA


Leggo una frase sulla felicità e mi viene in mente lei.
Lei che in questo momento della sua vita felice non è.
Lei guarda la foto e mi domanda “Segura?”
seguro

Lei vive questa vita strappandosi sorrisi, un po’ rassegnata, un po’ stanca.

Io e Lei, ci conosciamo da anni. Le parole ci hanno attratto una verso l’altra, le mie lunghe e le sue corte. Certo “conosco” riferita a noi due parrebbe una parola difficile, non ci siamo mai viste, eppure “conosco” è il verbo giusto.

Ah Amica mia, noi cerchiamo sempre fuori questa benedetta felicità, ma è insita in noi. Solo che abbiamo perso il sentiero da piccole.

Quando eravamo cuccioli, lo percorrevamo da soli, senza problemi, bastava un niente, ed eravamo già là saltellanti a camminarci sopra.
Poi, non so di preciso come e perché, ad un certo punto smettiamo di andarci, forse attirati da pifferai magici su altre strade.

A quel punto, il nostro sentiero della felicità viene invaso dai ragionamenti e dalle parole che ci dicono: “Non sognare, è impossibile, dai non si può, dai non devi, sii brava, sii giudiziosa, sii responsabile, sii logica, noi sei all’altezza, insomma, che credi”. E noi lo perdiamo quel sentiero, noi ci perdiamo e perdendo noi perdiamo la nostra felicità.

Passiamo la maggior parte della nostra vita da adulti a cercarlo per ritrovarci e ritrovare la felicità. Ma sbagliamo, cerchiamo fuori. Possiamo ritrovarlo quel sentiero, vive in noi e ci attende.

Facci caso, quando siamo felici a prescindere dagli altri, accade che attiriamo le persone come calamite. Ci fanno gesti gentili, ci sorridono per strada, cercano un contatto con noi, vogliono comunicar con noi.  La felicità è un’energia potente.

Quando siamo tristi e infelici, le persone non ci vedono, diventiamo dei fantasmi, invisibili agli occhi dei più, l’infelicità è un buco nero.

Costruisci la tua vita senza rimaner in balia di vite altrui, esiste una sola felicità è vive dentro te. Felicità e viver amando intensamente, ma senza esser schiavo di niente e nessuno. Si forse non hai tutto quello che speravi a vent’anni, ma hai molto di più di quello che pensavi.

Oh non ho detto che è facilissimo, ho detto che è possibile.

Amica mia, la felicità è una decisione di cammino, quindi: Sì, segura, segurissima.

MEGLIO TARDI CHE MAI


Flash, no, non Gordon, ma del capire.
La consapevolezza della mia stupidità.
Lo chiamavo amore e non era manco un calesse.
Solo un enorme, immenso, inutile, giro a vuoto.

Anni triturati da occhi ciechi e pensieri affilati.
Tempo ed energia evaporati in una spirale contorta.
A saperlo prima mi dico, ma meglio tardi che mai, mi rispondo.

Sospira lieve il cuore mentre si acciambella come un gatto.
Questo vuoto improvviso sa di Mistral, spazza e rinfresca.
Mi siedo stanca al ciglio di una strada di campagna.
L’orizzonte è libero. Il futuro è là.
cat

KOKONO


E quel nodo in gola racchiude.
Ciò che poteva e non è stato.
Serri le labbra a contenere un dolore.

La malinconia è un bozzolo di seta, nascono parole come farfalle, alla schiusa prendono il volo. L’apertura delle labbra da loro libertà, si espandono nel mondo. Le dita le appoggiano sulla tastiera, le vedi librarsi, andarsene e avere vita propria.

A te rimane quel buco, quel vuoto, che richiama a se prepotente amore.
Spirit Butterfly by Athena Erocith

STIRPI


E’ cambiato e non poco.
Mi manca molto il prima.
Gli ho detto “Mi manchi”.

Lui non vede il problema.
Lui mi ha detto le cose cambiano.
Ha ragione.

I cambiamenti hanno nomi e una stirpe.
Due le stirpi: “Meglio” e “Peggio”.
Con chi imparentarsi spetta a noi.

Non capisce la mia non accettazione.
Sospetto dissimuli e giochi le sue solite carte.
Ignorare sperando la cosa si risolva da se.

Si può cambiare per paura o per crescita.
Questo cambiamento ha il nome di paura.
La stirpe è legata al nome.

Chiudi gli occhi e pensa alla parola paura, sentila addosso, adagiarsi. Ascoltala.
Chiudi gli occhi e pensa alla parola crescita, sentila scendere sulla pelle. Sentila.

La senti la differenza di energie di questi cambiamenti?

Altalene

DUBBIO


Sono afflitto da dubbi.
E se tutto fosse un’illusione, se nulla esistesse?
Ma allora avrei pagato uno sproposito per quel tappeto!
(Woody Allen)

Dubbi. Spesso. Più credo in una cosa più le domande che me la fanno mettere in discussione sono presenti e pressanti. Accade per le cose che studio, per l’amore, per la vita che ho scelto, per le scelte che ho fatto e per le cose in cui credo.

Non sto dicendo che vivo nel dubbio costante, ma che questo vive simbionte con me, latita per un pò e quando meno me lo aspetto, salta fuori e mette in discussione le mie certezze.

E in questi giorni ho questo dubbio sull’amore.
Io che la parola “amo” me la son fatta tatuare sulla pelle. Io che da quando ho memoria credo che l’algoritmo della vita sia basato sull’amore e dalle sue mutevoli forme. Io che nell’odio vedo solo amore rabbioso, ecco io in questi giorni faccio la ronda in tondo a questa parola. Cerco di scoprire, di vedere, d’intuire. E’ mera illusione? E’ un barbatrucco? Oppure esiste ma in questo mondo sopravvive a fatica?
Cheshire
« Non credere di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro »

Ah mia amata mente, come ti diverti a mettermi sempre alla prova, a verificare se camminando in bilico tra cuore e te, rimango ritta in equilibrio o cado da una parte. Amo di te le parole che usi per confondermi perché, in fondo, sarà in quel tumulto che troverò, ormai perso, quello che cercavo.

INTENSO, PIACEVOLE E IMPEGNATIVO


Intenso
Piacevole
Impegnativo

Tre aggettivi per riassumere il mio fine settimana.
Ho ancora difficoltà per il recupero delle mie capacità fisiche e intellettive, per questo scrivo in modalità “Sindrone Twitter” la quale prevede la “circoncisione” della lunghezza dei discorsi.

Intenso ha i nomi Sister, Ciccio, Baldo, Elo e le parole chiave pmpn e ttt.

Piacevole ai nomi che ho appena detto, devo aggiungere Miss Mag, l’architetto, D.E. e la new entry “la donna dalle gambe lunghe” che è diventata la terza Sister.

Impegnativo ha un sole nome, Morgana.
Quattro etti di pelo e baffi che è rimasta imprigionata 12 ore in un motore, miagolando e cercando aiuto.
Impegnativo è stato il recupero.
Impegnativa la gestione delle prime ore e la decisione di tenerla.
Impegnato, anche da lei, ora è il mio cuore.

Morgana

MALEDIZIONI


Il “toc toc” al finestrino mentre sto per accendere l’auto stamattina.
Il voltarmi, vedere il suo sorriso e sentirsi dire: “Ti ho vista arrivare, volevo solo salutarti, sei sempre bellissima”.
Sorridere a mia volta, salutarlo, dire grazie, salutare, accendere la macchina e partire.
Ricevere un messaggio pochi minuti dopo “Quando ti vedo non capisco più niente”.
Arrivare in ufficio, sedermi, ricevere un secondo messaggio “Sarò l’uomo più felice quando farò un giorno e una notte romantica con te”.

Sospiare, perchè non so più come dirgli che non ha speranza con me. Eppure son stata chiara, da subito, “Amici si, altro no”. Lo percepisco da subito quando c’è una scintilla sottopelle in me. Se non c’è, non esiste neppure dopo vent’anni.
Non mi accontento mai di un uomo a copertura di periodi vuoti. O sei quello che voglio o sto da sola.

Scrivo questo post, non per la far pheega (anche se avvenimenti così danno un bonus di 1000 punti all’autostima e al narcisismo), ma perchè scaturiscono domande: “Ma perchè, cazzo, quelli che interessano a me, non mi dicono mai queste cose?”.

Pare quasi una maledizione antica “Amerei chi non ti ama, sarai amata da chi non ami”.

Come si spezzano le maledizioni?
fiammifero

LUI SI CHIAMA MAX


Profonda.
Incondizionata.
Infinita.

Son poche le persone a cui abbino questi tre aggettivi insieme alla parola stima. Lui è uno di queste. Lui è uno di quegli uomini per cui credo che come umanità abbiamo ancora qualche speranza.

Massimiliano Frassi:
“Apro la giornata con una lunga telefonata… una mamma che si scontra contro la (mala)giustizia italiana. Il pedofilo (ex marito, nel pc una robetta di 12mila files pedopornografici ed in cantina sacchi di giocattoli per “adescare i bambini”) ha abusato dei suoi due figli, per anni. Il maschio non ha retto al dolore inflittogli dal padre e si è tolto la vita. Il Giudice (donna!!!) ha più volte rinviato le udienze (una volta aveva “troppo caldo”) ed alcuni reati sono poi caduti in prescrizione (che per questi reati andrebbe revocata)… per altri c’è stata invece l’assoluzione per “mancanza di prove”, malgrado i files ed una perizia sulla bimba (disposta dal tribunale) dove per ben 30 pagine la si riteneva “assolutamente credibile” e “vittima di abusi”.
La signora oggi vive all’estero: un consiglio, cara amica, noi lotteremo con lei per il secondo grado, ma lei resti lì, non torni indietro, questo NON è un paese che difende i bambini. E’ un paese sempre più a misura di delinquenti.”

Questo è uno dei suo “status” di oggi sulla sua pagina di facebook. Uno status dove la rabbia, la volontà, il dolore, e la determinazione di andar avanti convinono nello stesso istante.

Ogni giorno lotta contro gli “orchi”, contro leggi inique, contro burocrazie assurde, contro assurdi “difensori” di pedofili,  ma nel contempo trova lo stesso il tempo di regalare sorrisi, dar carezze sulle cicatrici del cuore e donare luce alla speranza.

Frassi

Il mio cinque per mille da anni va all’associazione dove lui mette la sua vita e il suo cuore.

Se avete deciso già di destinare il vostro 5 per mille ad un’altra onlus (ogni onlus ha il suo perchè) e se magari voleste comunque dare una mano, ecco cliccate qui sotto e troverete molti modi. Qualsiasi cosa facciate, anche solo spargere la voce… grazie.

prometeo

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