Io amo il Giappone. Quello onirico che mi porta in parti di me che tendo a celare.
Amo gli artisti del sol levante, il loro surrealismo. Solo chi nasce e cresce in uno sputo di terra sconquassato da terremoti e maremoti può averlo.
Infine amo quello che riescono a farmi sempre. Sorprendermi.
Loro son riusciti ancora a sorprendermi con lo sbiancamento del capezzolo!
Pare che da loro l’ultima moda sia quella, sbiancarseli, che scuri pare brutto…
A me sì, osservo qualche pozzanghera, acquitrini in cui brulicano e sguazzano anime pusillanimi. Si dibattono nel fango e nel guano, sputando veleno, tirano fuori punteruoli aguzzi appena vedono le spalle di qualcuno, senza distinzione di sorta, anche tra loro stessi. Io vedo e sale la nausea.
Inferiscono sui deboli, che dei forti hanno paura, vomitano frasi ad effetto mentre merda gli fuoriesce dalla bocca. Non riuscendo a uscire dalla pozza, cercano di tirare in mezzo a loro chi capita a tiro.
Ci son mattine come queste, in cui il loro gracidare (mi scuso con le rane per averle paragonate a loro) attira la mia attenzione e lo sguardo si posa su una pozza specifica. Vedo e scatta il vomito.
Si lo so dovrei esser più comprensiva. So che alcune persone hanno una vita interiore talmente vuota e deludente che per riempirla si tuffano in quella altrui, invece di crearsene una propria. Ma ci son giornate in cui la mia comprensione scema in proporzione al loro veleno.
Sia ben chiaro, non penso di vivere in un posto diverso, so anche io di vivere in una pozza, credo che la differenza sia una frase di Oscar Wilde: “Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle”.
Vivo nel fango e son sporca, ma cerco di guardare le stelle e gli occhi di chi come me le cerca, perché in quegli occhi io vedo ancora le stelle. Tutto il resto mi nausea.
Son umana e rimango in una pozza, so di non essere candida come le nuvole nel cielo, ma so anche che la differenza sta nel sentiero che NOI scegliamo. Tu cosa hai scelto?
Ecco mai una malattia giusta io!
Mi prendo i soliti raffreddori, qualche influenza, mi son fatta un paio di coliche renali. Di nascita mi porto la miopia, l’astigmatismo e con l’età son diventata pure presbite (della serie non mi faccio mancar nulla).
Nel frattempo, in tutti questi anni, ho speso millanta euro in alcolici. Se invece avessi avuto il malanno giusto, lo stesso che ha colpito Matthew Hogg avrei risparmiato un sacco di soldi.
Matthew soffre di una rara malattia. Nel suo intestino vivono dei micro organismi per cui ogni qual volta lui ingerisce alimenti quale pane, riso, patate (amido insomma) questi piccoli folletti dell’alcool si mettono al lavoro e lui si ubriaca.
Io già mi immagino mentre mi faccio una calda patata (oh i doppi sensi) al cartoccio e poi vado fuori come solo con 8 negroni potrei (e qui siamo arrivati al triplo senso carpiato). Il tutto con un solo euro. Uno sballo!
A pensarci bene però… già son una tossica delle peggiori di dolci, tipo profitterol, gelati, tiramisù se poi mi ubriacavo con una patata bollente… meno male che nel mio intestino ci son solo i folletti della scorreggia.
PS: Si sfrutto ancora, in maniera turpe e bieca, le parole chiave per aumentare le visite al mio blog
PPS: le parole chiave sono scorreggia e euro
Intorno a me un sacco di persone ne soffrono. Sia ben chiaro ne parlo con la consapevolezza che anche io ho sofferto di disordini emosentimentali, ma i miei non son cronici, io li cambio. Me li costruisco, li trascino un pò (chi di più chi meno), me li gusto, affondo i canini nei miei disordini, cambio genere, ma poi mi annoiano e per passarne a uno nuovo sono obbligata a risolverli.
Invece i portatori cronici di disordini emosentimentali si fossilizzano in uno solo, si concedono al massimo qualche leggera variazione. Non si accorgono che lentamente, come una cancrena, si fanno divorare da ciò.
Comunque questo post è solo per dire: “Miei cari cronici di D.ES. che mi gravitate intorno, mi avere rotto la guallera, è l’ottocentesina volta che mi fate lo stesso indentico discorso e mi spiegate nel più minuzioso aspetto la stessa identica dinamica. Nun ve regghe più.”
Se in mesi e mesi (in alcuni casi in anni e anni) non funziona, vuol dire che non funziona, è rotto. Punto. Non è che continuando a batter la testa su quel muro funzionarà prima o poi. Nei migliori dei casi vi spaccherete il naso e nella peggiore ipotesi la capa vi si apre in due.
Nel frattempo, per favore basta, perchè appena aprite la bocca io so già cosa mi direte, come evolverà e come si concluderà. Non farete nulla, assolutamente nulla nei fatti, anche se avrete l’occasione per farlo.
Ho la bocca arsa e le sinapsi secche a furia di dire le stesse identiche cose quando parlo con un malato cronico di disordini emoentimentali.
Non per cattiveria, ma io sentire per l’ottocentesima volta frasi del tipo “Vivo una situazione con lui frustrante, non mi ama, mi ama, non mi ama, mi ama, non mi ama” mi fa venir voglia di ricordarvi che non son una margherita da sfogliare per avere il responso.
Ascoltare per la millesima volta “Son incazzato con lei, non la reggo più, così non si può andare avanti” e me lo dici con cadenza bimestrale da anni, fanno si che le mie ovaie già in disuso, proprio si polverizzino del tutto.
Basta con milioni di parole che assemblate insieme formando una litania, lamentela continua, la colonna sonora della vostra vita, o quantomeno basta con me perchè come Pino Daniele je so pazza, un mi scassate u cazzo
Capita, ogni tanto, che mi diletti a creare delle piccole slide per accompagnare i miei post. Li carico su youtube e aggiungo il link al blog.
Chiaramente, fuori dal post, non se li caga nessuno, ma lo scopo non è quello di esser visti su youtube, ma solo di utilizzare questa piattaforma come appoggio.
Su youtube mi ritrovo nove video caricati nell’arco di un anno e uno caricato anni fa. Un breve filmato fatto al Life Festival di Galway nel 2007. Noto che ha 2256 visualizzazioni effettuate in sette anni. Scorro gli altri (utilizzati nei post) hanno una media di una quarantina di visite. Tranne uno. L’occhio cade: “11265 visualizzioni in due mesi”. Undicimiladuecentosessantacinque visualizzazioni in due mesi?!
Comè possibile!? Poi vedo quale è, niente da fare, l’unica cosa che tira è quella.
Capita mai anche a voi di sentirvi un pò isolati. A me vedere 11265 visualizzazioni in due mesi su questa slide solo perché c’è la parola sex in mezzo, un pò isolata mi ha fatto sentire.
Ho sospirato, ma proprio un sospiro lungo e profondo e poi mi son detta: “Cazzo cazzo, figa figa, vuoi sedere.. ops vedere, che se scrivo la parola sex o sexy in mezzo al post schizza in alto?(il post non altro)“.
PS: Quasi quasi ora apro un account anche su youporn.
PPS: Ricordarsi di non prendermi mai troppo sul serio, neppure io lo faccio.
PPPS: Volutamente il titolo è stato fatto per prendervi in inganno.
PPPPS: Anche l’immagine è stata inserita all’uopo a tal scopo (ho detto scopo, non scopo, scopo in senso di motivo e non pensate sempre male)
PPPPPS: il post in questione era questo qua
Ci son notizie che quando le senti pensi di aver capito male. Ieri e me è accaduto. In macchina mentre guido con il lobo dell’orecchio percepisco alla radio le nuove statistiche istat “pil-traffico di droga-prostituzione“. Concentro la mia attenzione ma è troppo tardi, la notizia è già fuggita. Penso di aver capito male e quando posso vado in rete a cercare informazioni.
Credete che vi stia prendendo in giro vero? Siete come me rimasti basiti nel pensare che delle attività ritenute illegali vengano parificate economicamente alle legali? Dando così loro un parvenza di legalità? Continuate a non credermi vero? Leggete qui che dice l’ansa.
Insomma, traffico di droga, prostituzione, contrabbando di alcool e sigarette verranno inseriti nei conteggi pil italiani.
Pare che a noi italiano convenga far questa cosa, avremo meno problemi di pil nel futuro. Non solo, ci avvertono (gli uffici studi) che: “i servizi illegali avrebbero impatto significativo sul Pil solo se liberalizzati”.
Pensare che ci son dei miei amici che da anni si battono per la liberalizzazione della marijuana. Si son presi solo da fattoni drogati ed invece erano fini economisti.
Mi rendo conto che i “Cetto La Qualunque” esistono davvero e seriamente, con la prostituzione nel calmiere, a questo punto, tira più un pil che un carro di buoi.
Ora, scusate, vado a dar una mano all’economia italiana, vado a cercar Maria… dopo questa notizia ne ho bisogno, perché il fatto che mi sconvolge non è l’eventuale liberalizzazione di quelle attività, ma l‘ipocrisia di mantenere una cosa illegale considerandola legale ai fini economici.
E’ tempo di scelte. E’ tempo di decidere, se non lo avete già fatto, cosa fare di una parte dei vostri soldi.
Sembra un post serio, della categoria “pipponi mentali” eh!? E invece no. Serio certo che lo è, ma è un serio sorridente, quello del decidere cosa fare del nostro 5/1000 quest’anno. Anche quest’anno la firma l’ho fatta a favore della Associazione Prometeo.
Ho conosciuto Massimiliano Frassi anni fa, sono stata da loro all’Associazione, ho conosciuto persone che aiutavano, persone che cercavano di richiudere ferite aperte, e persone che avendole chiuse aiutavano altri a chiuderle. Una grande famiglia, di cui vi giuro, mi onoro di aver fatto parte dal “vero” un paio di volte. Loro son sempre con me, sempre, nel cuore. Per questo, poiché il mio cuore sa scrivere, sa postare e sa chiedere aiuto, sto scrivendo questo post.
Per questo chiedo, se non avete deciso, se non sapete a chi dare il vostro 5/1000 datelo all’Associazione Prometeo, non avete idea di quanto possano fare con cinque piccole frazioni di mille .
Codice Fiscale: 9 5 1 2 6 1 9 0 1 6 4
Se per caso, aveste già deciso di dar il vostro contributo a un altra associazione, ma voleste aiutare anche questa, cliccando sull’immagine qua sopra potete trovare tanti altri modi per farlo, non solo in denaro.
Anche con il passa parola. Sul blog, in rete, tra le persone che conoscete. Perché a parte il vile denaro (ma che serve), più persone sono a conoscenza che gli orchi esistono, più illumineremo e li staneremo dal buio dove si nascondono.
Un amico mi fa vedere questo. (che ci posso fare se gli amici quando vedono alcune cose pensano a me, si questo fa sorgere in me delle domamde, alle quali però non voglio rispondere)
io guardo e sorrido, ma nel mentre lo faccio, vengo presa da insana sindrome premestruale, mi sale un fastidio di quelli che friccicano sulla pelle. Si va bene l’ironia, vi va bene sto cazzo mi dico. Questi non lo fanno per ironia lo fanno per vendere un prodotto facendoci passare per delle isteriche psicopatiche, e passa il messaggio che lo siamo davvero se abbiamo bisogno di integratori per star meglio. E poveri quelli che ci vivono accanto. E non c’è la faccio, proprio no, a star zitta.
Prima di tutto, chiariamo, gli unici che possono darmi della psicopatica sono i miei amici, ma tu azienda con annessa agenzia pubblicitaria proprio no, e mi spiace io non lo compro il tuo prodotto, son una psicopatica senza speranza.
Ve lo giuro, volevo far un post solo per sorridere, ma non posso non mi riesce, perchè mentre scrivo mi viene in mente che…
…nell’ottocento, davano delle isteriche a una miriade di donne, e i medici spinserò talmente tanto questa teoria che una grossa fetta delle donne di buona società dei tempi si autoconvinse di esserlo (quelle povere in genere si “salvarono” per ignoranza).
Il fenomeno “isteria” poi praticamente scomparve nella seconda metà del novecento, quando ormai i medici, resesi conto delle stronzate sparate, smisero di suggerire alle loro pazienti donne di essere delle isteriche e l’isteria scomparve come “malattia” e dalla società.
Di quel periodo, l’unica cosa positiva è la nascita del vibratore. Per curare l’isteria naque il vibratore. Se avete pazienza e costanza e andrete fino alla fine del post, riderete come me (a volte forse un pò a denti stretti) di cosa non si sono inventati per curare “l’isteria”, che chiaramente colpiva le donne, non gli uomini. Gli unici modi per curarla sono quasi tutti praticamente legato al sesso.
Ma va?! Uomini che dicono a delle donne che devono esser “disponibili” per star meglio? Non avrei mai detto.
Isteriche ieri, in SPM oggi. Insomma pare che in ogni epoca dobbiamo pensarci schizzate in qualche modo. Ora io non nego che gli sbalzi ormonali ci affliggano, ma credetemi son gestibilissimi. Ho vissuto anni e anni benissimo senza sapere che esisteva questa sindrome, poi mi hanno spiegato che se mi incazzo con te perchè sei stronzo, è colpa della SPM non del fatto che sei stronzo.
Vabbè… lo so questa cosa è talmente diffusa ormai che non solo uomini, ma anche donne ho sentito dire “Avrà il mestruo”, “Sarà in sindrome premestruale”, “E in quei giorni, ragiona con le ovaie” solo perchè una donna portava avanti con determinazione e forza le sue ragioni.
Comunque bando a queste ciance, ora io son qui a chieder altro, se io mi incazzo e sfriso con i geroglifici egiziani l’auto di chi mi sta sulle ovaie, posso avvalermi dell’infermità mentale da SPM dopo? No, perchè se pensate che siamo psicopatiche in quei giorni mi sta bene, basta che poi non vi lamentate perchè psicopatiche lo diventiamo davvero.
PS: qua sotto un breve riassunto di quello che potrei fare in SPM appena mi dite che posso avvalermi dell’infermità mentale da SPM
ho sempre adorato giocare con la Barbie
L’ISTERIA. IV secolo a.C.: L’idea che uno “spostamento dell’utero” potesse causare sintomi anomali, dall’amnesia al sonnambulismo, è menzionata per la prima volta nell’antica Grecia negli scritti ippocratici. Gli organi sessuali femminili saranno collegati a comportamenti inspiegabili per i successivi 4.000 anni. II secolo a.C.: Il medico dell’antica Grecia Galeno conclude che la causa dell’isteria è una privazione sessuale. Il rimedio che consiglia è il matrimonio. Galeno sarà anche il primo a suggerire come terapia la “manipolazione digitale”, descrivendo la guarigione di una donna sottoposta a tale trattamento: “da allora, scomparvero tutti i mali che l’affliggevano”. II secolo d.C.: Il filosofo romano Celso consiglia per primo l’uso delle sanguisughe come possibile cura per l’isteria femminile. X secolo: Avicenna, medico persiano e prolifico autore di trattati di medicina, raccomanda per l’isteria una cura a base di “sfregamenti”, che, afferma, consentirà alle donne affette da questo male di “trovare pace”. XIII secolo: L’alchimista spagnolo Arnaldo de Villanova raccomanda l’uso di supposte vaginali per ristabilire l’”equilibrio di umori” nella donne affette da disturbi non trattabili di vario genere. XVI secolo: Il medico francese Phare scrive di una nuova cura per l’isteria, consistente nel mandare le donne a cavalcare nei boschi. 1653: Il rinomato medico olandese Pieter van Foreest parla del suo rimedio per l’isteria, che prevede un massaggio plevico “sino al parossismo”. Lo consiglia in particolare alle “vedove, alle donne che conducono una vita casta, e alle suore”. XVII secolo: Il pionieristico medico inglese William Harvey, il primo a descrivere il sistema circolatorio umano, afferma che gli organi sessuali femminili sono la causa di “orridi eccessi mentali…frenesie, melanconia, sbalzi d’umore e comportamenti eccessivi”. XVIII secolo: Nelle località termali europee si diffonde la voga degli apparecchi per l’”idroterapia,” spesso dotati di un apposito ugello, come rimedio per un’ampia gamma di disturbi femminili. XVIII e XIX secolo: L’espressione “attacco isterico” diventa popolare nelle cerchie mediche per classificare un largo spettro di fenomeni inspiegati, dall’epilessia alla depressione, dalla sindrome di Tourette alla riottosità, dai problemi coniugali all’infedeltà sessuale. Anni 1850: L’insigne medico francese Pierre Briquet annuncia i risultati del suo studio sull’isteria femminile, causata a suo parere dalla frustrazione sessuale, e propone come cura un trattamento, a suo avviso puramente medico, che definisce “titillation du clitoris.” 1859: Uno studio condotto dai medici Britannici rivela che oltre il 40% della popolazione femminile risulta affetto da isteria. 1866: Il medico inglese Isaac Baker-Brown offre un’alternativa alla cura a base di massaggi per l’isteria femminile: la clitoridectomia . Verrà estromesso dall’albo della Società ostetrica londinese dopo aver praticato un numero imprecisato di operazioni chirurgiche di questo tipo. 1869: L’inventore americano George Taylor progetta una macchina per massaggi alimentata a vapore nota come “Il manipolatore”. I medici che curano l’isteria la adottano prontamente, ma Taylor raccomanda la massima prudenza nell’utilizzo con le pazienti, al fine di evitare “eccessi”. 1883: Il primo vibratore elettrico è brevettato da Joseph Mortimer Granville, ma nonostante nasca come congegno per alleviare i dolori muscolari, viene presto utilizzato come cura per l’isteria. 1895: Sigmund Freud e il suo collega Joseph Breuer scrivono il loro saggio fondamentale sull’isteria, arrivando alla nuova conclusione secondo cui si tratta di un disturbo psichico, più che fisico, derivato da esperienze sessuali traumatiche vissute nella prima infanzia. Nasce l’era moderna della psicoanalisi. 1899: Il “Vibratile”, un semplice vibratore da 5 dollari realizzato in filo di ferro viene pubblicizzato nel McClure’s Magazine, un mensile popolare dell’Ottocento, come cura per nevralgie, cefalee e rughe. Primi del Novecento: dozzine di “apparecchi portatili per il rilassamento” vengono pubblicizzati in varie riviste femminili. 1908: The London Times pubblica un editoriale in cui si afferma che molte delle suffragette che si battono per il diritto di voto “soffrono di isteria”. L’idea si diffonde, e gli oppositori delle suffragette mettono in dubbio la salute mentale delle attiviste femministe. 1952: L’Istituto psichiatrico americano esclude finalmente l’isteria dall’elenco dei disturbi mentali.
4000 anni per ammettere che l’isteria non esiste e loro ora ci fanno apparire schizzate a causa della SMP.
Giuro, lo dico con il cuore, senza neppure essere nella sindrome, fanculizzatevi.
PS: Il materiale sull’isteria l’ho trovato in rete.
Io sono l’essere umano vivo n. 3.111.801.457, ma se vogliamo proprio farla fuori dal vaso io sono l’essere umano n. 76.830.743.752 vissuto da quando è iniziata la storia.
Questo secondo questo link della BBC.
Il quale tra il serio e il faceto, fa un pò di conteggi, te li personalizza ad hoc per farti sapere tu che numerino sei. Personalmente ho tirato un sospiro di sollievo sapere che questo numerino non era quello della fila alla posta. Già quando ho il n. 10 passo almeno 40 minuti di inutile attesa.
Comunque andando oltre, sappiate che in Italia, mediamente ogni ora ci sono: 64 nascite, 66 morti e arrivano 46 immigrati.
Io quale donna italiana, ho un’aspettativa di vita di 84 anni. Ma me ne frego della loro statistica, perché guardo alle donne della mia famiglia; le mie ave mi permettono di aggiungere a tale cifra una decina d’anni in più. Insomma qua facciamo parte della serie dure a morire!
Di questo ultimo anno mi porto dietro una corazza di grasso a protezione di un cuore, 25 chili di spessore tra me e il mondo per paura di sentire ancora dolore, per allontanare uomini che hanno una visione epidermica della vita e di me, per soffocare la perdita di un’amicizia.
In questo ultimo anno ho perso la speranza, il credo, le fondamenta, le pareti di me stessa e per questo ho cercato il “suicidio” attraverso il cibo. Però ho combattuto a modo mio, ho chiesto aiuto e ho stressato chi mi è vissuto accanto con la visione cupa e senza speranza del mondo. Nondimeno, mentre ciò accadeva io combattevo, a modo mio, muovevo energia a caso, camminavo senza direzione, tutto pur di allontanarmi da quel punto. Ho camminato davvero senza speranza, senza sapere dove ero e dove andavo, ma non mi sono mai fermata, o non più di tanto almeno.
Ma a fine di questo anno ho imparato. Ho imparato a perdonare, o quanto meno ad andare oltre, perché non tutti siamo allo stesso punto di comprensione della vita e come annaspo io, annaspano anche gli altri nella vita.
Ho appreso che il perdono implica il dare in ogni caso ad ognuno le proprie responsabilità e il dover affrontare le conseguenze delle proprie azioni.
Alla fine di questo anno, ho capito che il mio camminare senza meta, il mio cercare, il mio muovermi era rivolto a me stessa, mi stavo cercando e mi son trovata, ritrovata. Quando questo è accaduto, la mia vita ha ripreso a scorrere e son arrivate persone luminose.
Ora, in fondo a questo anno, mi trovo con questi 25 chili che da protezione son diventati prigione angusta e non mi appartengono. Da questa prigione io vorrei uscire ed è ora che cominci a picconare questo muro da qualche parte.
Questo post, questo scritto, serve a me per metter un punto e un fissar un obiettivo, ma mi serve anche per dire a chi passa un momento cupo della sua vita, di non smettere mai e poi mai di cercare dentro di se. Alla fine tutto l’universo è lì dentro, sole compreso, quando lo troviamo, quando ci troviamo, altri universi arrivano a noi, altri soli illuminano con noi la vita.
Oggi io ho un cielo stellato a giorno pieno di soli.
Insomma, non smettere mai di cercare di sorridere e credere, nulla e per sempre vero, neppure il buio.