TORNO A DROGARMI


Oh io lo dico, vorrei tanto innamorarmi, ma tanto. In quel modo che ti manca il fiato, che sbarelli e manco sai dove sei. Quella sensazione che tutto il mondo è lì davanti agli occhi tuoi è ha il suo volto, il resto non esiste, perché l’universo intero siete voi due.

Vorrei sentire il cuore palpitarmi così forte da sentirlo battere nella gola e vedere il tempo dilatarsi a seconda se vivi insieme o separato.

Non avete idea di quanto vorrei innamorarmi.

Poi mi guardo intorno… Vabbè torno a drogarmi.
Photo by John Wilhelm

TU SEI TROPPO ESIGENTE


Sarà stata colpa della luna di stanotte,  di Barbra Streisand e una canzone, dall’aver (ri)sentito un piccolissimo pezzetto di dialogo di un film (*), ma una cosa che tenevo lì in sospeso da agosto, alla fine stanotte l’ho fatta.

Luna rossa, musica che permea come acqua nel terreno, frasi che mi ricordano come ero, come sono ancora oggi.

Quelle parti di me che continuano a rimaner sempre uguali e diverse insieme. Come i rami di un albero, non saranno mai radici o altro, ma anno dopo anno cambiano forma rimanendo se stessi, portando con sé il cambiamento della crescita.

Stanotte ho lasciato andare migliaia di lucciole luminose, frammenti d’anima non miei e ho richiamato a casa le mie lucciole. Lucciole luminose hanno volato stanotte e altre ne voleranno nei prossimi giorni, migrano, ognuno torna a casa sua.

Ho lasciato libertà.
L’amore vive in lei.

E’ vero “io sono troppo esigente”, lo son sempre stata, ma non potrei diversamente.

fireflies

(*) Quale pezzettino di dialogo? Questo:
Hubbel: Kathie,tu sei troppo esigente…
Katie: Però guarda che cosa posseggo…

DONNA CERCATA DONNA DESIDERATA


Donna cercata, donna desiderata o forse solo ricercata. Questi son gli ultimi termini con cui arrivate al mio blog (sì, anche io mi faccio un sacco di domande e non ho ancora risposte).

Tampax su uomini
Ora avrò questa immagine poetica di uomini che si piegano e si infilano un tampax. Per superare il trauma dovrò bermi della vodka.
Ah proposito, lo sapevate del tampax imbevuto di vodka da inserire con cautela nella fessura posteriore del corpo. In tal guisa avrete uno sballo assicurato senza aver problemi di etilometro. Così dicono, io son alla vecchia maniera, preferisco farlo passare dalla bocca, intendo l’alcool.

Gatto nero attaccato ai maroni
Amo i gatti, amo i maroni. Che avete capito?! Maroni inteso quali castagne. Che dite? Qua il senso è diverso? Mi mandate diapositiva dalla regia?

Sta un po a cazzo
La mia vita sentimentale? Si. Come negarlo, ma mi sto predisponendo bene per il futuro. Voi abbiate fede e tifate per me.

Immagini baciami il culo
Ecco di questo no, niente diapositive dalla regia per favore, ho ancora la colazione sullo stomaco e vorrei conservarla.

Sento l’ovaio vibrare
Non avete idea quanto e spesso me le fanno vibrare!

Amico immaginario in età adulta
Da piccola non ne ho avuti, quindi per sopperire da adulta me ne sono creati, a volte ci esco pure insieme, io immagino che loro siano amici e loro immaginano altro.

Porno intelligente
No perché con me vuoi farlo in maniera stupida?! Baby non ha capito che son anche sapio sexual io.

Colluttorio sexy toys
Ho un’età in cui i misteri del sesso sono (dovrebbero esser) pochi, questo (al momento) è uno di questi.

Numquam aliquid ad mentula canis fecitis
Ecco qua, non so, il latino l’ho studiato pochissimo e non dico quanti anni fa, ma quello che mi sorprende che qualcuno arriva al mio blog cercando in latino.
Per inciso più o meno “numquam aliquid ad mentula canis fecitis” vuol dire alla cazzo di cane, come questo post, alla fine tutto torna.
candle

GEOMETRIA


Se sei tondo, non morirai quadrato, al massimo puoi diventare ovale.
Non sto parlando di me, io nella vita più che tonda son tonta.

Son solo pensieri nati tra un “svolta a sinistra” e un “ferma allo stop”. Ve l’ho già detto una volta, per me la macchina è un luogo in cui i pensieri prendono vita.

Pensavo al grigio e nel grigio due persone son avanzate insieme, e con loro, la loro dinamica. Ed eccola là la verità, mica è colpa di nessuno, sono tondi e si sforzano (a volte) di esser quadrati, ma non è nella loro natura. Possono per un pò solo esser ovali. Sono io che credo a loro quando dicono che stanno diventando quadrati.

Dio, portate pazienza con me, il grigio piombo, il vento, la pioggia fredda, insomma questo tempo porta fuori me solo cose da romanticismo tedesco e il desiderio di realtà mai nate.
Poi passa.
rain

FOLATA


Te lo dice all’improvviso: “Non succederà mai, ma tu non potresti essere in ogni caso l’avventura di una notte, o uno sfizio da togliersi”. Quelle parole arrivano sul volto, improvvisa folata che ti scompiglia i capelli. Tu lo sai, lo senti, lo percepisci, son parole che pensa e non un’esca.
Questa folata in questo lunedì mattina, ti fa sedere a pensare.

La maggior parte degli uomini non ti vede così. Colpa dell’età, colpa della vita, colpa di checcazzoneso, e sinceramente, checazzomenefrega, cercano un attimo fuggevole per lenire il vuoto, per riempire una vita costruita sulla sicurezza, sul controllo (proprio e altrui), sulla noia e sul bisogno. Che ottimo diversivo puoi essere.

Piccoli stupidi, avete sempre confuso il mio esser libera con disponibilità sessuale. Le vostre gonadi vi hanno reso schiavi ottusi e neppure ve ne rendete conto.

Poi arriva questa frase, ma dire questa frase vuol dire arrivi tu a dirla. E mi lasci interdetta a pensare. Mi hai visto per quello che sono, senza nessuno sforzo, celata nelle pieghe di quello che scrivo e dico, mi hai visto e basta. Nessuna bugia, nessuna pressione, nessuna falsità, nessun chiedermi qualcosa. Mi hai fatto solo sapere “Ti ho vista”.

Il mio sedermi a pensare è stato il tempo necessario per far passare la folata tra i capelli e il tempo di scrivere: “Peccato che le persone giuste io le incontri sempre nel momento sbagliato”.
Photo by Oleg Oprisco

LUMINITA DAN


luminita dan

 

 

A voi questo volto non dice molto, si chiama Luminita Dan.
Aveva 17 anni e un figlio di 8 mesi.
Faceva la prostituta e non ha mai compiuto 18 anni.

Era il 2007. La trovarono chiusa in un sacco dell’immondizia, quelli neri, in decomposizione. Io guardavo quella foto, pensavo ai suoi anni, a suo figlio, a quello sguardo luminoso, sicuro che la vita le avrebbe donato grandi cose e poi pensavo, prostituta morta 17 anni.

Lei è rimasta scolpita dentro me, negli occhi, nel cuore, nell’anima, nella coscienza. Non so perché e come mai, o forse lo so benissimo, ma non ho parole per dirlo. Mi promisi che non l’avrei mai dimenticata, ma non potevo diversamente, nè fatta dimenticare nell’oblio.
Finché Dio mi darà testa e memoria, io ogni tanto la ricorderò, l’ho già fatto, lo farò ancora.

luminita dan

Lei è, era, Luminita Dan.
Aveva 17 anni e un figlio di 8 mesi.
Faceva la prostituta e non ha mai compiuto 18 anni.
Morta per mano di uomini a cui il karma insegnerà.

GLI STIVALI DI GOMMA ROSSA


Vorrei infilarmi un paio di stivali di gomma rossi da pioggia.
Rossi come quelli che mi comprarono quando ero in terza elementare, li indossai, saltellavo felice in casa, pensavo domani li metto.
Per due mesi non piovve.

Vorrei metterli e uscire da qui, passeggiare con il mio cappello da pioggia, senza ombrello, lungo le sponde di questo lago in cui acqua e cielo, oggi, si confondono nello stesso colore.

Ho sempre detestato gli ombrelli, li perdo, li dimentico, non fanno parte di me. La pioggia mi piace addosso se leggera, o vederla, appoggiata con il naso alla finestra, se è forte.

Ma divago, dicevo vorrei uscire da qui, passeggiare con il mio cappello da pioggia, i piedi caldi nei miei stivali rossi. Ho “pensieriemozioni” che premono per uscire, e non vogliono farlo rinchiusi in quattro mura, pretendono ampio spazio intorno a loro. Chissà se è per questo che ho questo mal di testa latente.

I primi freddi portano sempre in superficie la malinconia di cui sono intrisa. Quella che sente la mancanza e i vuoti, quella fatta di rosa antico, carta da zucchero e un filo di perle.

Se uscissi da qua con i miei stivali, mi notereste subito. Puntini rossi nel grigio.

Adagio il mio umore sul tempo e questo si nutre di pioggia e piange. Io no.
rain

WINTER SEA


Sarà che stamattina il cielo era di quel grigio a metà tra la percezione del disastro e il colore di una coperta di lana d’un tempo, sarà che mentre guidavo, in sottofondo, alla radio passava la voce della Bertè che cantava “il mare d’inverno”.

Sarà per questo che mi arriva un ricordo antico di me.
Dicembre. I miei stivali a pochi centimetri dal mare. Chiazze di neve intorno. La sabbia bagnata. Un cielo plumbeo mentre scruto un orizzonte grigio. Sogno un rosa futuro che non è mai arrivato.

Winter Sea

Il tempo ti fugge a una velocità a cui non riesci star dietro, questa lotta persa per contenerlo. Cerchi di usare al meglio quello che ti rimane. Lo spreco dei secondi ti rende insofferente, se obbligata a viverlo fa di te un grumo a ph uno.

Credevi che avresti cambiato il mondo e sei arrivata a pensare meno male che il mondo non mi ha cambiato. La verità è che qualcosa, però, ha cambiato. Ampi pezzi di Utopia, ti son stati strappati e non fan più parte di te. I grandi ideali, i sogni di giustizia per gli uomini si son piegati, inginocchiati al dio Procrastino. Eppure hai creduto così tanto.

Sapete vorrei tornare ad accarezzare unicorni, abbracciandoli e appoggiando il viso sul loro collo. Chissà quando ho cominciato a perdere ampie parti di me?

Dio che spettacolo che ero dentro allora.

C’E’


C’è chi ha confuso me per un gioco
C’è chi mi ha confuso e basta
C’è chi mi ha preso in giro e ci è riuscito
C’è chi ci ha provato ed ha fallito
C’è chi mi ha amato e non ho visto
C’è chi ho amato e non mi ha visto
C’è chi mi ha ferito e chi ho ferito io
C’è chi mi pensa ed io non so
C’è chi mi ama e non lo dice
C’è chi mi scruta nel silenzio
C’è chi mi ha attaccato perché era volpe ed io uva
C’è chi mi ha strappato il cuore e pasteggiato
C’è chi mi ha abbracciato e scaldato
C’è chi mi ha teso la mano
C’è chi mi ha insegnato e chi mi ha rubato
C’è chi mi ha chiamato amore e pensava vagina
C’è chi mi ha perso e chi ho perduto

C’è che ci son un sacco di c’è nella mia vita, ma alla fine c’è che ci son solo io.

Io con le mie nuvole nella testa, le mie farfalle nel cuore, i miei sogni fuori i cassetti, i miei credo sparsi in giro e le speranze appena nate. Io che respiro e canticchio raccogliendo mazzetti dei “c’è”. Ve li incarto se volete, tanto ormai guardo solo i “ci sono”.
Photo by John Wilhelm

IL PARCO GIOCHI


Ho fatto il corso base di Theta Healing, ora dovrei trovare il tempo di studiarmi anche il libro.

Faccio attività fisica quattro volte a settimana in palestra. Se usiamo molto la testa (e io son segaiola mentale) dobbiamo far altrettanto con il corpo. A parte ciò, mi piace la sensazione che il corpo mi trasmette ringraziandomi del trattarlo bene.

Mi sono iscritta al Level 1 Aura Soma. La prima volta che ho pensato che volevo far questo corso era il 2004, penso di averlo ponderato abbastanza a lungo, è arrivato il momento di farlo.

Mi sono iscritta al corso avanzato di Theta Healing, che farò a gennaio 2016. Il base mi ha migliorato.

Lunedì prossimo andrò a una serata gratuita di balli caraibici (non latino americano), voglio provare, anche se spero non mi piaccia. Inserirlo in settimana tra tempo e costi sarebbe una sfida.

Ho visto un opuscolo in cui facevano una prova gratuita di Qi Gong, mi ispira pure lui, ora questo opuscolo me lo sono perso in casa, perché se lo ritrovo, potrei andar a vederlo e pensare di farlo (altra sfida come sopra).

Sento una spinta fortissima a viaggiare, visitare posti, luoghi e persone. Tutto ciò è bello direte voi, pure io lo direi se vivessi di rendita, di una rendita miliardaria e disponessi totalmente delle mie ventiquattro ore giornaliere.

Poi ci sono le cene dagli amici, le pizze della domenica a mezzogiorno, le chiacchiere anzi no la conoscenza, il raffrontarsi, il confrontarsi, il raccontarsi, ci sono le cose che vorrei ma ancora non chiedo, le risate, i sospiri, qualche silenzio e l’osservare quello che scorre dentro e fuori me.

Poi ci sarà gennaio, con questa nuova svolta nella mia vita, una di quelle grosse intendo. Ricominciare a vivere daccapo in modo diverso. Ogni volta che ci penso, oscillo tra il piacere della nuova opportunità e il timore della non conoscenza di come sarà.

Questa sono io negli ultimi mesi, in movimento. Questa sono io quando vivo.

Il mondo è un enorme parco giochi, e ci son così tante giostre da vedere, girare, conoscere, provare. Alcune mi spaventano, tipo le montagne russe. Il respiro accelera e mi batte forte il cuore. Ci salirò? La paura mi tiene a terra ma se trovo qualcuno più coraggioso di me che mi trascina, io ci salgo, è già successo. Chi vuole giocare con me in questo parco giochi?
Photo by Kurt Hutton