LINGUAGGI


Espansione
Contrazione
Equilibrio.

Son in fase espansiva del corpo e questo vuol dire che son in una fase di contrazione del cuore.

Perché in qualche modo vivo un momento che non vorrei, dove il tempo non è mio, e invece il mio tempo mi reclama, mi strattona a se.

Mi muovo nel cercare il cambiamento, ma rimango ancorata a paure che ho sempre avuto, bisogni che mi hanno sempre incatenata.
Catene, emotive e non, che mi son sempre cercata.

Una gioventù bruciata, la mia, in cui la scelta è stata sempre il certo a sfavore dell’incerto, la sicurezza al posto del rischio, la difficoltà di scelta come leitmotiv di fronte alle biforcazioni, un lavoro che mi dava certezze economiche e non un lavoro che mi suggeriva il cuore. Sono cose che paghi dopo.

Piano piano, nel tempo, ho cercato di aprire queste catene (di cui non imputo la colpa a nessuno, solo a me stessa). Mattone dopo mattone, ho cercato di smaltellare la prigione che mi ero creata. Eppure.

Eppure esistono dei mattoni invisibili che mi tengono chiusa da qualche parte.
Ho molteplici me, separate da questo muro invisibile che anelano a ricongiungersi. Fintanto che non accadrà, io mi espanderò e contrarrò alla ricerca di dove.
Painting by gtako

Il mio essere due e anelare a uno, sempre.
Il segno zodiacale, le polarità del mio interno, il bianco il nero, mi ricordano che sono separata. Ma ho il sapore dell’indiviso ancora in bocca, il colore dell’inscindibile mi colora gli occhi, la percezione della totalità adagiata sulla pelle.

Devo nutrire la mia mente quanto il mio cuore.
Le parole, queste parole, mi servono per la mente, il cuore, l’anima sta cercando il suo linguaggio per liberarsi.

MOLTITUDINE


Ho problemi con la moltitudine.
Qualcuno potrebbe obiettare che ho solo problemi.
Spesso potrei esser d’accordo anch’io con lui.

Di fatto sta che ho un sacco di problemi con…

quella gente arrogante che manco sa più di esserlo arrogante, perché ne ha fatto uno stile di vita

quella gente stupida che manco sa di esserla stupida perché ha smesso di essere intelligente

quella gente de “morte tua, via mia” perché ha smesso di essere umana

quella gente radical chic, che fa comizi di vario genere, comodamente seduta in orario ufficio

quella gente sempre pronta a urlare e sbraitare contro la pagliuzza del prossimo e non vede la sua trave, ci si sedesse sopra almeno, a quella trave

quella gente che ti sorride mentre sta valutando dove colpirti per farti cadere

quella gente che ti dice “si si” ma non ti ascolta perché già sta pensando alla risposta che deve darti.

Ma a volte detesto la gente anche senza motivo, mentre sono nella folla, la sento intorno a me come enorme malefico blob, o almeno tale la vedo, fino a che non scorgo due ragazzi che si abbracciano e baciano in un angolo, avvolti dal loro mondo.
E’ allora che penso, che se abbiamo una speranza, sta lì, in quelle poche persone ancora luminose, quelle che sopravvivranno a rimaner luce anche nel passare degli anni.

Mi torna alla mente un’anime coreano “Elysium” e un piccolo fiore da proteggere, che nasce nel deserto di una umanità distrutta.

Si capisce che in questo periodo ho qualche problema con il mondo?
Photo manipulations by Paradisiac Picture

SANGRIA E GRILLI PARLANTI


Il martedì è tradizione, si sa.
La sangria era annacquata
E io sì, sono integrale.

red

Il martedì dopo il lavoro ci si vede. Un paio di ore, qualche chiacchiera, ritrovarsi, rilassarsi, ingerire un pò di alcol, che scioglie la lingua e snoda le contratture del cervello da una giornata di lotta.

Tra un sorso e una parola, risalta fuori il mio integralismo. Odio questa parola perché ormai è associata alla parte oscura delle religioni, la cambierò in il mio esser integrale. Come la pasta e il riso.

Io sono integrale, non perfetta, non brava, non migliore. Sono semplicemente integrale nella vita, io e il mio vederla come un’onda, un cerchio che si trasforma in un otto infinito, la continuità e il legame continuo con il tutto.

E lo so che le persone come me sono scassapalle. Sembriamo tanti grilli parlanti a cui tu tireresti volentieri una scarpata sul muro. Eppure non lo siamo, non ci consideriamo “mejo”, solo vediamo il mondo da un’angolazione diversa dalla tua. Per ogni “cri cri” detto a voce in un parlare con gli altri, abbiamo frinito centinaia di volte con noi, fino a sfiancarci e ritrovarci Cassandre di noi stesse.

Se la cosa ti consola, sappi, che la parte peggiore la riserviamo a noi, al seguire la rettitudine dei nostri principi. Quelli che un centesimo e un miliardo hanno lo stesso valore.
A voi spesso “perdoniamo” a noi quasi mai. E noi cadiamo come voi.

Rosse le scarpe, rossa la maglietta, rossa la sangria, rosso “il monile” che indosso e rosso il campari. Sto cercando energia in un periodo che mi risucchia verso pensieri grigio topa.

COSE CHE FACCIO


Cose che faccio:

avere nell’iphone le previsioni della mia città e di Berlino, per sentirmi un po’ più vicina a Progenie

fermare l’auto bordo strada per scrivere il pensiero improvviso che mi è venuto

permettere alla musica di portarmi, in un attimo, dentro un’emozione antica

aver voglia di urlare la rabbia e rimanere silente

ballare da sola, in casa, sulle note di “Sofia” di Alvaro Soler, mentre tutti i miei gatti arrivano a veder che faccio, e rider con loro

comprare libri e non trovare tempo per leggerli

sapere che far una cosa è uno sbaglio e farla lo stesso

scrivere, perché per me è come respirare, quando la vita l’aria un po’ me la toglie

vivere, o almeno provarci, al meglio questa vita
Photo by Alicia Savage

KOKONO


E quel nodo in gola racchiude.
Ciò che poteva e non è stato.
Serri le labbra a contenere un dolore.

La malinconia è un bozzolo di seta, nascono parole come farfalle, alla schiusa prendono il volo. L’apertura delle labbra da loro libertà, si espandono nel mondo. Le dita le appoggiano sulla tastiera, le vedi librarsi, andarsene e avere vita propria.

A te rimane quel buco, quel vuoto, che richiama a se prepotente amore.
Spirit Butterfly by Athena Erocith

ALLERTA


E’ una sensazione.
Istantanea.
Si allerta l’anima.
night rain

Sbuffo tornando, mentre l’acqua sommerge tutto. Fossi meno rinchiusa nei miei dovrei e nei miei anni, accosterei l’auto e camminerei a piedi sotto quest’acqua fredda che scroscia dal cielo.

Da bambina, in campagna, lo facevo. Scoppiava il temporale estivo, cercavo il modo di scappare fuori, saltavo a piedi nudi nelle pozzanghere che si creavano. Il fango si insinuava tra le dita (era una sensazione bellissima), l’acqua m’inzuppava i capelli per poi scivolarmi sulla pelle. Solo gioia e acqua.

Ma qui non ci sono pozzanghere di terra, solo asfalto su cui luccicano e riflettono le luci. Solo pensieri e acqua.

Quando sento quell’allerta, io lo so, il gatto che vive nella pineale ha sentito un rumore.

FARE IV GREENPEACE


Il mio progetto mensile “FARE” prosegue.
Anche questo mese e doppio.
Quindi a giugno i miei pochi spicchi vanno a:

Greenpeace
Cosa facciano non credo neppure di doverlo spiegare. Hanno in corso tante di quelle iniziative a tutela degli umani e degli animali, insomma del mondo intero, che dovrei scrivere pagine intere. Fate prima (se volete sapere in cosa sono impegnati in questo momento di specifico) ad andare al loro link. Si possono far donazioni mensili, una tantum o dare il cinque per mille.

Andrea Cisterino e la sua associazione, di cui ho già parlato più volte. L’impegno e l’energia che mette nel fare, ma sopratutto il cuore, fa si che ogni volta io senta la spinta a dare questo piccolissimo contributo.

 

 

 

(se clicchi sull’immagine vedi come puoi contribuire)

 

STIRPI


E’ cambiato e non poco.
Mi manca molto il prima.
Gli ho detto “Mi manchi”.

Lui non vede il problema.
Lui mi ha detto le cose cambiano.
Ha ragione.

I cambiamenti hanno nomi e una stirpe.
Due le stirpi: “Meglio” e “Peggio”.
Con chi imparentarsi spetta a noi.

Non capisce la mia non accettazione.
Sospetto dissimuli e giochi le sue solite carte.
Ignorare sperando la cosa si risolva da se.

Si può cambiare per paura o per crescita.
Questo cambiamento ha il nome di paura.
La stirpe è legata al nome.

Chiudi gli occhi e pensa alla parola paura, sentila addosso, adagiarsi. Ascoltala.
Chiudi gli occhi e pensa alla parola crescita, sentila scendere sulla pelle. Sentila.

La senti la differenza di energie di questi cambiamenti?

Altalene

MORFEO E CASSANDRA


La vita è rumorosa e il suo sottofondo è un borbottio nel cuore della notte che impedisce alla mente di cedere il posto a Morfeo.

Morfeo attende il suo turno e nel frattempo parla con Cassandra, la consola nel suo disperato tentativo di esser compresa, chiede a lui di parlare attraverso il suo mondo onirico.

“Le parole chiare spaventano nella loro mancanza di anse in cui celarsi. Essi si stordiscono nei rumori inutili e nelle parole vuote per non sentirle. Vorrei tanto che loro capissero la libertà della verità, ma preferiscono le catene rassicuranti del non sapere, incuranti che così saranno pasto dei predatori.
Oh Morfeo, tu che mi senti, tu che mi ascolti, aiutami ad arrivare a loro, che il mio parlare è aprire bocca in un mondo d’acqua per loro“.
water

Morfeo l’ama ed è per questo che talune notti mette il suo mondo, senza parole, a disposizione di lei. Cassandra usa i colori, a volte solo il bianco e il nero, e dipinge. Usa un linguaggio non suo per arrivare a parlare senza chiarezza, nella speranza che nel buio gli uomini cerchino la luce.

DUBBIO


Sono afflitto da dubbi.
E se tutto fosse un’illusione, se nulla esistesse?
Ma allora avrei pagato uno sproposito per quel tappeto!
(Woody Allen)

Dubbi. Spesso. Più credo in una cosa più le domande che me la fanno mettere in discussione sono presenti e pressanti. Accade per le cose che studio, per l’amore, per la vita che ho scelto, per le scelte che ho fatto e per le cose in cui credo.

Non sto dicendo che vivo nel dubbio costante, ma che questo vive simbionte con me, latita per un pò e quando meno me lo aspetto, salta fuori e mette in discussione le mie certezze.

E in questi giorni ho questo dubbio sull’amore.
Io che la parola “amo” me la son fatta tatuare sulla pelle. Io che da quando ho memoria credo che l’algoritmo della vita sia basato sull’amore e dalle sue mutevoli forme. Io che nell’odio vedo solo amore rabbioso, ecco io in questi giorni faccio la ronda in tondo a questa parola. Cerco di scoprire, di vedere, d’intuire. E’ mera illusione? E’ un barbatrucco? Oppure esiste ma in questo mondo sopravvive a fatica?
Cheshire
« Non credere di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro »

Ah mia amata mente, come ti diverti a mettermi sempre alla prova, a verificare se camminando in bilico tra cuore e te, rimango ritta in equilibrio o cado da una parte. Amo di te le parole che usi per confondermi perché, in fondo, sarà in quel tumulto che troverò, ormai perso, quello che cercavo.