Io ci ho provato. Per ben due giorni ho postato cose serie, con phatos, piene di cuore e emozioni, cose serie da signora. Nel frattenpo l’universo cospirava contro di me per (ri)portarmi sulla via della cazzoneria. Così tramite amici mi portava a dei link, stuzzicava il prurito pruriginoso delle mie dita a scrivere. Ma io stoica facevo finta di non vedere nulla.
Io ci ho provato. Poi oggi, prima un gattone mi ha tirato per la coda (forse non dovrei usare questo termine in questo post) con discorsi del tipo “Si vabbè bello bellissimo, ma a quando i tuoi post cazzari?” e infine su un social mi hanno definitivamente fatto crollare con questa
Una bellissima coda vero? (En Joy la coda con le farfalle è stata scelta volutamente in tuo onore)
Poi ho compreso che non è un accessorio tipo parrucca, poi ho capito che si parlava dei teneri e dolci mini pony, ed infine mi son resa conto che non potrò mai più guardare i cartoni animati dei mini pony come prima.
A quel punto con miti infantili distrutti, per sbaglio, si si proprio per sbaglio, son andata sul loro sito, e l’ultimo mio candore è stato spazzato via.
Bug Bunny, Hello kitty, un mondo di coniglietti rosa candidi distrutti in pochi interessantissimi clic.
PS: anche metter la cipria con il piumino sarà difficile ora
Questa mattina ho letto Pinocchio, scriveva di bugie.
(Pinocchio certo che con un nick come il tuo parlare di bugie).
Commentandolo raffrontavo che senso avevano per me le bugie, le mezze verità e le omissione di verità. Insomma diciamolo per me son parenti stretti tra loro, cugini di primo grado, facenti parti della tribù degli inganni.
Le bugie richiamano altre bugie e rendono schiavi e ricattabili chi le dice. Diciamolo, le bugie non mi piacciono per niente, ne dirle, ne riceverle (consapevole che son umana fallace ed erro anche io).
Poi venendo in ufficio oggi, mi son ricordata che ci son bugie non bugie. Quelle dei vigliacchi. Ne scrissi pochi anni fa.
Il primo mini raduno lo abbiamo fatto a Bologna il 22 marzo. E’ stata una giornata estremamente ricca e piena di belle persone. Una giornata così piacevole e interessante che abbiamo pensato di organizzarne un’altra.
Poichè dentro siamo bambini quale luogo migliore
sabato 21 GIUGNO 2014 a GARDALAND
chiaramente questo invito è rivolto a qualunque blogger dell’universo che volesse aggregarsi per passare una giornata tra amici di penna tastiera, mischiando sorrisi, conoscenza e giochi.
Dettagli e particolari work in progress. Abbiamo solo fissato la data dell’evento per avvisarvi in modo che come l’altra volta:
a) ci pensaste
b) se il pensar di venire vi garbava cominciavate a tener il giorno impegnato
c) risparmiavate sulla droga per venire
Se siete interessati a venire, dicitencello, così ci teniamo viscini viscini con gli aggiornamenti.
Qua i prezzi del parco, volendo c’è una buona offerta acquistando il biglietto on line con data fissa: PREZZI BIGLIETTI GARDALAND
Scrivo poco nel blog perché ho tanto da dire. Ossimoro veritiero.
Parole che sfrecciano nella mente ed emozioni che navigano placidamente.
Pensieri che in fila si accalcano per uscire dalle dita e facendolo ingolfano l’uscita.
Il cuore trabocca, tento inutilmente di sorvegliarlo, mentre cerco un contenitore in cui versare.
Silenzi rumorosi mi assordano l’anima.
Mi manca il tempo manca per scrivere delle mie parole, delle emozioni, dei pensieri e di questo cuore che ogni volta pensa di non farcela più e ogni volta risorge.
Viviamo in una società cibocentrica, cercano di portarci alla dipendenza psicologica e non, del cibo e dei suoi dintorni. Perché lo dico? Perché, riassumendo in breve, ho osservato che:
– i programmi televisivi incentrati sul cibo sono tantissimi. Masterchef, cuochi e fiamme, cucine da incubo, la prova del cuoco, cotto e mangiato, unti e bisunti, man Vs food, il re delle torte, solo per citarne alcuni. Senza contare le varie stars food tipo Nigella e Parodi;
– dribbliamo continuamente tra le pubblicità di cibi pronti in trenta secondi, di dolci e di spuntini spezza fame, tra i sughi casalinghi della nonna fatti industrialmente, tra cibo plastica che ormai devi solo mettere in forno per essere una cuoca perfetta, tra polli e carni in offerta (ma non ti dicono come li allevano, o che sono bombardati da antibiotici, altrimenti dovrebbero spiegarti il perché. Dire come sono i luoghi di allevamento e le loro condizioni non umane, questo tralasciando il senso etico di trattare gli animali in tal modo);
– dopo aver dribblato tra le pubblicità dei cibi di cui sopra, facciamo un’altra gimcana tra una marea di prodotti per i bruciori di stomaco e la digestione (come dimenticare le pubblicità, tra le tante, del cinghiale sullo stomaco o i pompieri bianco latte che scivolano nel tubo digerente), del resto con i cibi di cui sopra come potrebbe essere diversamente?
– dopo il dribblar tra la pubblicità del cibo e la gimcana degli antiacidi, piombiamo nella pubblicità con i vari prodotti per dimagrire, per perdere peso, per non assimilare grassi, zuccheri, (pure l’intelligenza secondo me non fa più assimilare) bruciarli, tartassarli o che cazzo ne so.
Insomma… ti promuovo il cibo, poi l’antiacido e poi il prodotto dimagrante, per poi ricominciar tutto da capo, il tutto nello stesso spazio pubblicitario.
Ed ecco a voi la società cibocentrica. Ed io, essendo figlia di questa società, ne sono stata condizionata e lo sono tuttora in parte.
Ecco tutto questo bailamme è nato perché volevo scrivere un post sul fatto che stavo entrando in punta di piedi, con molta curiosità e voglia di sperimentare, nella macrobiotica. Volevo sapere se tra voi c’è qualcuno che ha conoscenza, o come me sta per iniziare questo percorso che non parla solo di cibo, ma è molto più ampio.
Come sempre volevo scrivere di A e mi trovo a parlare di D. Per questo, non volendo ho fatto un giro dell’oca sulla cibocentricità per chiedere se qualcuno conosce bene la macrobiotica e ha voglia di passarmi un pò di conoscenza. Grazie.
Nel frattempo io mi coccolo con lo sguardo il mio acquisto di sabato.
Suribachi e Surikogi made in Japan Gomasio fresco in arrivo
Che io sia una gattara è risaputo. Forse per questo che trovo il Lykoi irresistibile, e il suo sembrare un mini lupo mannaro me lo rende anche ancor di più affascinante.
Nato da una mutazione genetica spontanea, in seguito sviluppata dagli allevatori, il miciolotto non ha peli attorno a occhi, naso, orecchie e muso. Questo lo fa assomigliare a Wolverine.
I Lykoi sono sani, l’unico problema genetico è legata al fatto che nei loro follicoli mancano i componenti necessari per creare il pelo. Tra l’altro pare che anche il carattere differisca dai felini, facendolo assomigliare molto a quello dei cani.
Che dite?! Che ho il gusto dell’orrido?
Uhmm… forse, si, in effetti se ci penso quando ho guardato il film della Disney “La bella e la bestia”, nel momento in cui la bestia si trasforma in uomo pheego e bello, io penso: “Nuoooooooooooo ridatemi la bestia, io amo la bestia non questo damerino”. Di conseguenza se siete un uomo e vi dico, o vi ho detto, che mi piacete… ponetevi delle domande…
Ho poco tempo e sarò breve. Scrivo perché non posso contenere il piacere di avervi conosciuto dal “vero”, scrivo per ringraziare il cielo, il periodo, il momento, il mondo, di esser stata con voi sabato a Bologna. Si lo so, paio un pò zuccherosa, al limite del diabete, ma oggi va così.
Conoscere le persone non è facile, conoscerle davvero in rete ancora meno, non sai mai chi aspettarti. Infatti, anche con voi, la sorpresa c’è stata. Siete diversi (un pò) dall’immagine data dalle parole del vostro blog, siete decisamente meglio. Le parole che usate per dipingervi in rete non rendono tutto ciò siete: veri, ironici, intensi, sorridenti e ricchi di calore.
Ok ok anche le mie son parole di blog e di conseguenza non rendono. Chi c’è stato sa cosa intendo, chi non c’è stato potrà la prossima volta che organizzeremo, perché lo faremo!
Sappiate che già mi mancate. VI LOVVO.
Certo aver un continuo mal di testa al lato sinistro da due giorni, notte compresa non aiuta. E non aiuta neppure sentire la carne delle gambe e delle braccia dolente. Sentire i lombari pesanti e sofferenti men che meno.
Lo so che come stai dentro stai fuori. Solo che non riesco più a capire se è il mio corpo che influenza il mio “dentro” o è il mio dentro che influenza il mio corpo.
Poi ci son giornate come questa. Sento solo la testa che batte, il cuoio capelluto ipersensibile, le gambe stanche e sospiro. Mi domandando se i giorni di pioggia cesseranno mai.
E’ una domanda retorica, non la faccio a voi, la faccio a me, sapendo che mi risponderò “Non può piovere per sempre“. Peccato che in giornate come questa, sinuoso parte il dubbio “E se vivo in un posto dove piove 350 giorni all’anno?“
Shhhhhhh zitte tutte (sto parlando alle mie personalità), silenzio! Decido io per tutte! Proseguiamo il cammino, vediamo che accade quando passa il mal di testa, su su tiremm innanz.
Questo scritto nasce per colpa di “En”.
En è innamorata.
En è innamorata e ricambiata con la stessa intensità.
En è un dispenser di energia verde, e me ne regala a profusione.
En ha farfalle ovunque non solo nello stomaco.
En mi scrive: “Non smetterò mai ..MAI.. di pensare che sei prossima alla conversione al romanticismo”.
Ed io dovrei spiegarle che son stata una grande romantica, di quelle un po’ da prender in giro tanto ci credono, di quelle per cui “una delle mie amicasorella” cercava di tutelare perché tutto quel romanticismo a volte offusca la visione sulla realtà, di quelle per cui l’amore è vita e senza non vivi, la giustizia vince su tutto, i bravi vincono, i cattivi perdono, l’amicizia è sempre vera, chi ti vuole bene non ti ferirà mai, chi ti ama sarà sincerò. E invece no. E invece non va sempre così. E invece raramente accade così.
En non posso convertirmi. Io son già romantica. Questo mi ha portato al cinismo. Solo i romantici possono esserlo. Solo chi è stato così tanto deluso, può vedere il mondo attraverso l’opposto di quello che era. Il romanticismo scende sempre più in profondità, il crederci affonda insieme e il cinismo prende il suo posto.
Ma io son romantica, una farfalla celata dietro il cinismo esiste, solo che questa non è l’epoca dei romantici.
Giuro giuro giuro non è colpa mia. Alzo gli occhi dalla tastiera ed eccole lì le notizie strane. Esse mi perseguitano. Lo so che per oggi avrei già dato, ma come posso non dire nulla di nulla. Dopo le mutandine tattiche (post precedente) ecco a voi lo Swarovski patatoso. Per una vagina più aggraziata e luminosa.
Di cosa sto parlando? Ma dello vajazzling. Sento già l’eco del “Che minchia è?!”. No, non è una minchia. Parliamo dell’esatto opposto. Anzi dell’esatta opposta.
Il vajazzling non è altro che decorarsi con perline e Swarovski il monte di Venere. Gli swarovski vengono applicati uno a uno con le pinzette e la colla. Chiaramente dovete far una depilazione per cui il monte di venere, diventa una duna del deserto liscia liscia. Per un giorno dovrete far astinenza, ma poi…. stupite con giochi di luce il partners.
L’importante, e lo dico per voi maschietti, e che non spunti un raggio laser quando meno te lo aspetti.