ISOLE


Siamo isole.
Separate.
Ci lega l’acqua.
Illusione che lambisce le sponde.

MUMMIE


E’ la capacità di credere nei propri progetti, nelle proprie idee, nei propri ideali, nel proprio “sentire” che fa sì, che questi, si nutrano e si dischiudano in questo mondo.

Non credete a chi vi dice “Tanto poi… è inutile“. Non ascoltate chi vi sottolinea che “Si è sempre fatto così“. Non date retta a chi sommessamente vi sussurra “Vedrai vedrai“. Quelle parole, quelle induzioni, sono acido corrosivo delle vostre potenzialità.

Lottate per quello che credete, per quello che amate e per quello che sentite. Fatelo con gentilezza, determinazione e rispetto, ma lottate per voi. Siamo impastati di quelle “cose” nel dna, se le lasciamo rinsecchire, noi diverremo aridi. Mummie. Voraci. Di sogni altrui.
mummy-by-totmoartsstudio

E qui chiedo scusa pubblicamente a Progenie. Scusa per tutte quelle volte che io, in qualche modo le ho dette a te. Avevi ragione tu. Si è sconfitti nel momento stesso in cui non si prova e si rinuncia.

L’ho sempre detto e lo ripeto ancora per l’ennesima volta: “Spero di averti insegnato quanto tu hai insegnato a me“.

PIUTTOSTO CHE NIENTE, MEGLIO PIUTTOSTO


Mai come in questo momento il mio progetto personale fare ha un senso.
Mai come ora, so che c’è bisogno di ogni goccia di aiuto in questo mare di sangue e dolore. Non c’è solo Aleppo ne sono consapevole, ma in questo momento l’urlo che arriva più forte a me, è questo.

aleppo1

Ho letto un articolo in cui spiegavano “cinque cose che puoi fare” da qui, anche se non sei un potente, anche se non sei nessuno, anche se sei solo una goccia in un mare immeso. Persone normali, come noi insomma. Un paio le ho messe in pratica subito.

Una è firmare una petizione e fare pressione sulle forze politiche. Ho iniziato a farlo tramite AMNESTY INTERNATIONAL.

L’altrà è fare una donazione a un’organizzazione umanitaria, ed allora, il mio piccolo contributo mensile per le Anime Umane ancora una volta è per MEDICI SENZA FRONTIERE .

Me ne rendo conto, è poco, pochissimo, ma piuttosto che niente….

Infine ricordo che con me porto sempre il pensiero delle Anime di Animali e un micro aiuto lo mando anche chi in prima persona dà molto:
Andrea Cisternino, il codice IBAN IT02O010300166100000139677 per aiutarlo.

TEMPO


E che non so più quanto ne ho a disposizione.
Non che lo abbia mai saputo.

Poi mi son resa conto che è come il mare e il cielo.
Esiste una linea di confine che separa uno dall’altro, anche se tu dalla spiaggia non la vedi.

Per questo non reggo più sbruffoni, arroganti, mentitori, perditempo, villani, zoticoni, rozzi, mendaci, spacconi, millantatori, fanfaroni, smargiassi, ingannatori, ipocriti, simulatori, commedianti e gli ignoranti consapevoli.
Aggettivi a copertura solo parziale, per definire tipologie che scolorino dalla mia vita.

Non ho più tempo per voi, e neppure per chi non è come voi, ma girovaga inutilmente. Chi chiama in causa per avere risposte che non vuole sentire. Chi chiede ma non vuole capire. Mi sbarazzo dei bulimici “arraffattori” di ossigeno altrui.
Quelli che pretendono il loro spazio rubando il mio.

Mi spiace, anzi no, ne sono felice, al contrario di Messer Bianconiglio ho ancora tempo, ma non ho più tempo per voi.

Photography by victoria ivanova

CALAMITA


Ti dipingo, mi hai detto.

Nella stanza abbandonata, con i mobili e le pareti coperte da lenzuola, hai iniziato ad usare le bombolette spray. Rosso, blu e un colore che non ricordo. Colori con furia.

Poi hai strappato tutto. Ti sei girato e mi hai detto “No, tu non sei questa” e sulla parete nuda e bianca hai usato un solo colore.

Dipingi un araldo, uno stemma tra l’oro e il giallo. Delle volute tondeggianti, a formare un ovale vuoto al centro, che uniscono altri ghirigori a formare delle ali ai lati.

Ti guardo, ti volti. Mi spingi al muro. Ma non è sesso, non lo facciamo. Ci guardiamo negli occhi. Precipi-ti-amo. Ti stacchi da me, non ti trattengo.

Il cuore mi esplode. Calamita il tuo del mio.
Mi si squarcia il petto nel desiderio di accompagnarti.

Non finirà mai questo cercarci per poi abbandonarci?

us

L’UNIVERSO DENTRO


Arabesco di parole, spirale di visione.

Mi adagio negli anfratti vuoti dei miei pensieri, da lì scruto questo mondo, mi appare così alieno.

Contraggo i muscoli alle brutture. Questo mio corrugare il cuore al dolore altrui, il mio trattenere il respiro davanti alle quotidiane, ripetitive, inutili violenze.

Eppure mi dicono sempre “Ma tu sei forte” – “Per te è semplice” e si aspettano che lo sia in vece loro e che accetti il loro non tentare.

Ah se tutti capissero il legame che abbiamo con quella singola, piccola, foglia verde.
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IO STO CON LA BINDI


Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, e avrei tanto voluto che non ci fosse.
Perché? Semplicemente perché quando vi è una giornata mondiale per qualcosa, vuol dire che il problema di quel qualcosa non è risolto.  Allora, per me, questa giornata significa che la violenza contro le donne è viva, vegeta e gode di buona salute. Ecco perché mi sarebbe piaciuto che non ci fosse.

Detto ciò, a mio modo, per come sono fatta, pubblicamente protesto contro la nostra classe politica (una parte scusate). Perché quelli che dovrebbero essere esempio per gli altri cittadini (non ridete per favore, ho ancora delle utopie in cui credo) danno a livello sociologico e politico messaggi di merda.

A partire dalla frase: “Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla“.
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Frase detta da tale De Luca Vincenzo militante di “alto” livello politico (*), proseguendo con un entourage di politico  in cui si dice “Era un modo di dire, una ragazzata, su su scusatelo”, per terminare con Renzi, che dopo aver appena detto “Frase inaccettabile” promuove lo stesso De Luca a commissario della sanità in campania (della serie “Oh son politicamente obbligato moralmente a dirti sta cosa, ma poi chi caxxo se ne frega, ti promuovo”).

Eppure le parole che io ho sentito, queste insieme alle altre, si appoggiano bene alla figura di un camorrista, non di un uomo politico.

Se i nostri politici passano socialmente questo messaggio ai nostri “uomini” vi meravigliate ancora che nel nostro paese continuano a morire donne per “femminicidio”?

Potreste dirmi: “Guarda che quello è il tipo che l’avrebbe detto anche su un uomo”. Forse, probabilmente, ma l’ha detto di una “politica” e io parlo di quello che è successo, non di quello che avrebbe potuto, forse, chissà, accadere.

Lo so, la giornata contro la violenza sulle donne è mondiale e non dovrei soffermarmi solo sulla nostra italietta, ma io son convinta che per cambiare a livello globale, si debba cominciare a curare il proprio “orto” in maniera migliore. Quindi sì, parlo di questa italietta, dove un politico di levatura nazionale dice a un politico donna “da ucciderla”.

Buona giornata contro la violenza sulle donne, e sì, facciamo che portiamo avanti questo discorso ogni giorno, non 24 ore, molti di voi lo fanno già, mi rivolgo agli altri, a quelli che pensano che violenza sia solo fisica e non anche intimidatoria e psicologica.

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(*) certo che poi ha chiesto scusa, quando si è reso conto del polverone mediatico che ha sollevato quando la notizia è esplosa sulla rete. Eh come si suol dire, grazie al cazzo, poi scusa lo chiedono tutti

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FRAMMENTI


L’umana natura e il credere che io non osservi i fatti e creda solo alle parole, non sapendo che ho smesso di “farmi” di parole altrui da molto.

Oggi vorrei parlarti di me e dei miei pensieri, ma ho parole silenziose.

Strappami risate da queste labbra serrate da inquietudini, le cui radici affondano in un tempo che non rammento più. Eppure di quel tempo sono costruita, impastata e forgiata.

Quella sensazione sempre di essere lì lì ad afferrare e comprendere, per poi veder volar via la conoscenza. Come una foglia in autunno, spazzata via da una raffica di vento del nord.

illustration-by-qing-han

MI AVETE FRANTUMATO LE OVAIE


Se aveste messo lo stesso impegno, tempo, passione, impeto, acrimonia, disperazione, furia e altri aggettivi a vostro piacere,  a contestare Erdogan e la sua figura in Turchia, come contestate l’elezione DEMOCRATICA di Trump in America, forse vi capirei. Ma no, io non vi capisco, ma proprio per niente.

Erdogan un uomo che ancora ieri per l’ennesima volta la comunità Europea a Bruxelles ha catalogato (lui e) il suo operato come “Repressione incompatibile con i valori europei” (però nel frattempo che dice ciò, intrattiene rapporti con lui).

Ieri sui social mi avete frantumato le ovaie per l’elezione democratica di Trump, elezione democratica avvenuta con i voti dei cittadini americani, in un clima infuocato vero, ma pur sempre democratico.
Forse vi dimenticate che quando loro votavano noi avevamo ancora un re, seguito a ruota da un dittatore? Forse qualcosa di democrazia (con tutte le sue storture) la capiscono e la mettono in pratica?

Ah, se metteste tutto l’ardore e il trasporto che avete messo ieri a criticare questo personaggio e a parlar di politica americana, nella politica italiana, chissà forse avremmo politici migliori.

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Chiaro esempio di ovaie frantumate

PS: ho citato Erdogan per nominarne uno tra i tanti personaggi che spesso hanno a che fare con l’Europa, la cui dubbia “positività” per i valori democratici è certa. Possiamo parlare anche dell’Egitto se volete, o di altri ancora.

PPS: No, Trump non mi piaceva.

PPPS: No, manco la Clinton mi piaceva.

PPPPS: Son cittadina italiana, non americana, posso solo osservare cosa fanno gli altri a casa loro.

PPPPPS: Se vi sto sulle ovaie e sul corrispondente maschile per quello che dico e per come le dico, eh capita, mi spiace. Sono bella e intelligente non posso essere anche simpatica.