Non ci manca quello che non abbiamo mai avuto o che non vive in noi.
Sono molte le cose che non mi mancano e altrettanto quelle in cui mi sono lentamente consumata nella mancanza. Struggendomi, fino a dimenticarmene, o meglio deponendole in punto preciso dell’anima. Accanto allo stesso luogo dove poggio quei tesori che ho accumulato nelle molteplici vite.
Son tesori differenti da altri, più li esponi e li regali, più si incrementano, ma è così difficile comprenderlo e una volta compreso è così complicato metterlo in pratica.
La speranza è trovare anime affini, come tasselli di un puzzle si incastrano con noi in questa vita, e ci danno un accenno alla visione del disegno.
Io qualcuna l’ho trovata.
Di vita in vita a un certo punto ci incrociamo e indichiamo, uno all’altro, il luogo dove abbiamo deposto il nostro tesoro.
A loro devo le mie molteplici vite anche in questa esistenza. Grazie.
Combatto mulini a vento consapevolmente.
Ne sono certa tra di loro si celano mostri.
Folle, si lo sono, meno di quanto credete più di quanto vorrei.
Sogno l’amore e credo in quello che non vedo.
Mi capita di perdermi in labirinti umani.
Passeggio tra campi fioriti e cloache dalle labbra pittate.
Clown mi sorridono, aprono le fauci, moderni It.
Canto alla luna grata. Mi salvo sempre.
Non pensavo sarebbe stato così difficile,
non sapevo neppure di essere così forte.
Di lui parlo, spesso. Ho un debole per lui. Quando lo vedo, in foto o in carne, il suo sorriso apre il mio. Attraverso il suo vedo i sorrisi dei bambini che ha aiutato che aiuta; vedo i sorrisi dei bambini che ora son adulti, ma dentro erano rimasti nascosti paurosi.
Quando lo leggo, lo seguo, lo sento, mi dico sempre che è stato messo sulla mia strada per ricordarmi che sì, si può fare la differenza, e lui MAX, la differenza la fa davvero e ogni giorno.
Per questo scrivo di lui e porto al suo blog, perché mi piace essere una freccia indicatrice che porta a lui e all’Associazione Prometeo. Questa volta però non vi parlo di “orchi”, questa volta vi parlo di portare anche voi un sorriso a dei bambini, se potete.
Uso le sue parole:
“CI AIUTATE? Ed anche per quest’anno ci mettiamo all’opera per organizzare una festa per i piccoli del reparto di oncologia pediatrica del Budimex di Bucarest. La festa sarà in occasione di San Nicolaus il loro Babbo Natale e si terrà la prima settimana di dicembre. Pertanto da adesso a metà novembre (data ultima il 18 novembre) raccoglieremo presso la sede di “Prometeo – a Pisogne (Bs) in via Piero Corna Pellegrini 10 Tel. 0364 880593” – giocattoli, abiti pesanti e cibo.”
Ma per saperne di più, cliccate sulla foto qua sotto della piccola Maria, arriverete direttamente da lui, nel post in cui parla dei cuccioli del reparto di oncologia pediatrica del Budimex di Bucarest.
Parole altrui che scivolano nell’anima come una lama incandescente in un panetto di burro. Parole crude, ma io leggo solo amore, non ho mai letto tanto amore come in quella lama incandescente.
Parole mie che sgorgano dal quarto chakra, giunte al quinto si bloccano a causa di quel nodo che a volte il cuore stesso crea, il sesto lo salto, non ho bisogno di vedere già so, e arrivano al settimo perchè da li comunico davvero.
Ci sono anime antiche, ci sono vite che apprendono in questa, chi ha ferito ieri medica oggi, chi ha curato ieri può permettersi di apprendere oggi. Siamo volpe, siamo rosa, siamo l’aviatore. Siamo foglie dello stesso ramo, si vibra alla stessa intensità seppur in maniera diversa. Quando il “vento” passa ci muoviamo tutte pur non capendo perché. Ci si richiama in ogni vita.
Non ho altre parole se non quelle di una fiaba per bambini.
“Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.”
Ci sono anime che ti accompagnano nei secoli. Legami antichi che si intrecciano fin dall’origine. Li senti, li percepisci, alcuni son tormentati, contorti e ogni volta che li incroci in qualche modo dolorosi, perché non riesci ancora a risolverli e li rimandi a una vita futura. Altri no.
Altri son legami di luce. Connessioni e patti scritti nell’amore. Alleanze d’amore. Anime che si ritrovano nel corso della vita ad un certo punto, si riconoscono, è quella sensazione a pelle, difficile da spiegare con le parole. Le riconosci. Punto.
Quando sei nelle “vicinanze” di quella persona, tutto appare più semplice, risolvibile, luce che illumina le nostre paure e i nostri lati oscuri. In qualche modo anche la parte della nostra anima in tormento si accetta.
Questi legami non sono moltissimi in una vita. Un’attrazione irresistibile mi porta verso loro.
LEI è una di loro. Lei è un legame di luce, l’ho vista e percepita la prima volta, come lei ha visto e percepito me, tra le interlinee che separano le parole scritte.
Non so dire, come quando e perché. Non so dire in quale secolo, in quale situazione e chi o cosa. Sento il legame di luce, come fosse un diapason che vibra nel cuore.
Questo sabato appena passato son riandata a trovarla alla presentazione del suo (secondo) libro a Coccaglio. Andrò ancora il 20 all’Alveare a Milano. Può sembrare che faccia promozione, ma non lo è, o meglio un pò lo è, ma è un invito a conoscerla personalmente a parte i suoi libri, vi invito a conoscere lei come persona.
Comunque i suoi libri io li letti chiaramente, e come potete vedere anche una parte della mia famiglia felina li apprezza.
Loki predilige “IoAmo”Moka ha una preferenza per “Bocca di Lupa”
PS: Grazie al Chiwaz che questo sabato mi ha accompagnato alla serata di Coccaglio e con me ha ascoltato le parole del libro di Stefania. Lo ringrazio perché lui amante degli Iron Maiden e dei Metallica ha ascoltato senza smetter di volermi bene le romanze liriche e il violino 😉
PPS: correzione da Iron Man a Iron Maiden effettuata dopo ore di figura barbina, grazie a Letture Disoccupate, senza il quale avreste continuato a prendermi in giro per la mia ignoranza in tale materia
Ci arrivo, quasi per caso, youtube mi suggerisce quel video. Rimango lì ad osservare. E li vedo. Lì in mezzo a quei sorrisi, ci sono i miei amici. Alcuni suonano altri ballano. Vi guardo. Mi si apre il cuore e le labbra si stendono leggere. Mi mancate spesso, più di quello che vorrei.
Mi mancano. Mi manca danzare con loro, mi manca attraversare la notte e arrivare al sorgere del sole mentre danzo, mi manca la condivisione di una visione del mondo, mi manca la parola amore che abbraccia non solo le relazioni, mi manca osservare il mondo con attrazione, mi manca vederlo a 360 gradi attraverso i miei e i vostri occhi.
Mi manca tutto ciò, con la consapevolezza che è una parte di me, lo è e lo sarà sempre, ma che il mio cammino ha dovuto intraprendere un nuovo sentiero.
Dicono che la strada la scegliamo “prima” di tornare. Di molti sentieri intrapresi o lasciati alle spalle, io mi chiedo quali scelte ho fatto “prima” e dove mi voglio condurre. Me lo domando anche oggi, guardandovi, chissà cosa ho scelto per non percorrere tutta la strada con voi.
Percorrevo una strada in discesa e scrivevo il mio diario cartaceo. Un grande quaderno intonso, con la copertina color panna. Iniziavo a scrivere sulla pagina bianca con la matita morbida: “Sono rimasta prigioniera di questo amore è questa la causa di quello che è accaduto dopo”.
Sentivo il rumore di un paio di auto dietro me, timorosa mi giravo, ma poi vedevo che non ero in pericolo, anzi si incagliavano nel fango, mentre io proseguivo a piedi. Pensavo che quel quaderno era la mia agenda, se la lasciavo in ufficio avrebbero potuto leggerla, e non volevo ciò.
Uno strano timore detto da una che scrive su un blog pubblico anche il colore delle mutande.
La verità e che io dico meno di quello che sembra alla fine. Uso metafore e parlo a voi, ma in verità parlo a me stessa. Attraverso voi e i vostri occhi scopro parti del mondo esterno e qualcosa di me che altrimenti non avrei modo di vedere. Però alcuni pensieri che ispirano quello che scrivo, non arrivano ai tasti, rimangono lì, impigliati dietro le parole, le virgole e gli spazi bianchi. Celati in attesa di chi riesce a vedere oltre la tastiera.
E che dovevo scrivere questo sogno, perché ci son sogni che so essere importanti e questo è uno di loro. Dovevo fissarlo e osservalo, nella forma che le lettere gli davano, a prescindere da quello che poi a voi sarebbe riuscito a trasmettere.
Il dolore di dopo è figlio del dolore di prima. Se non abbandoni il dolore nutrirai la sua prole.
Lo sai da tanto, eppure ogni tanto te ne scordi. Tu e il tuo sentiero vi siete già scelti. Quando te ne dimentichi, ti ritrovi lì, nel mezzo confusa. Volgi lo sguardo e cerchi il da farsi, cosa scegliere, dove andare, come muoversi. Tutto sembra complicato e difficile.
Poi un colore, una foglia, un refolo di vento, una risata lontana e intuisci la direzione. Probabilmente non è definitiva, più avanti troverai un’altra diramazione, un’altra decisione, ma non temi più le scelte. Ora sai che quando sbaglierai, ci sarà modo di tornare, il cammino si farà riconoscere e ti chiamerà a se.
Sospiri di sollievo, non sai ancora dove andare di preciso, né cosa ti riserva il sentiero più avanti, ma non importa la strada ora non è più nemica.
Il freddo è alle spalle, il calore ti aspetta avanti, e come sempre ha la forma degli amici che ti accompagnano nei millenni.