SONO UN CARCIOFO ALLA GIUDIA


Mi ero ripromessa nei giorni di vacanza di scrivere, perché finalmente avrei avuto molto tempo a disposizione. Invece no. Non ho scritto nulla e il tempo a disposizione l’ho impiegato in cene a lume di candela, in mojitour, in serate tra amiche, in un corso di quelli che amo, in palestra a sudare, in pomeriggi a camminare tra parole e sole, in pizze domenicali a mezzogiorno, in lente ore vicino al lago, nell’immancabile visita all’ikea e nei pensieri che fanno di me quella che sono.

E così il post in cui vi parlo di come ho perso oltre trenta chili in otto mesi rimanendo in forma, non è nato, nascerà forse, ma solo per fissare il concetto che la determinazione e l’obiettivo rendono possibile l’impossibile.

E così il post che racconta del mio primo corso di tre giorni di Thetahealing è lì in fase embrionale, chissà se vedrà la luce e in quale forma.

E il post, quello che mi attraversa in questi giorni, quello in cui guardo al mio futuro con speranza e sgomento, quello in cui timore e fiducia sono compagni di viaggio, quello in cui comprendo che spesso le sfide son le nostre nuove opportunità, rimane al momento anche lui, impigliato nelle pieghe dei pensieri ancora per un pò.

Dicono che io scriva un blog intimistico, ancora oggi non ho compreso bene che voglia dire, ma so che quando scrivo, io ci sono davvero su queste righe, aperta come un carciofo alla giudia, perché libertà è anche farsi vedere per quello che si è.

Sì, in effetti, a pensarci bene, lo son davvero un carciofo alla giudia, fritta di testa e aperta di cuore.
photo by Andy Prokh

EAT ME


Morsa, assaggiata, vissuta
Labbra golose e impudiche.
Vita che ride, annullami di piacere.

Stai attento alle spine che mi proteggono, ma prendimi con estenuante dolcezza, morsicami al limite del dolore, assaggiami senza timore.

moreNon ti ho mai detto che sarà facile, ma che ne varrà la pena.

YIN E YANG


Ci son realtà così diverse dalla tua da lasciarti in balia, senza appigli e punti fermi, nella concezione del fatto che non esiste la realtà, ma il nulla è così difficile da concepire.

Ma questi son discorsi atti solo a fissare per un attimo la sensazione che si muove dentro te, come serpente che si raggomitola in centri concentrici prima di spiccare il salto verso la preda. E la preda sei tu.

Ti domandi se è la tua kundalini che si muove e nel farlo sposta cose ed emozioni o è un demone che cerca di possederti.

Hai solo domande e nessuna risposta. Lo hai capito ormai, spesso la vita fa questo gioco delle domande che portano a nulla.

Poche ore e tutto si rintanerà, tornerai al tuo mondo. Ognuno si schermerà e percepirà dell’altro solo il cordone ombelicale che unisce.

Ma per ora la domanda l’hai lì presente, senza risposta, e ti tormenterà a lungo: “Chi sono gli eroi?” Sospettando che gli eroi non esistono, da nessun lato, perché non esistono lati in un mondo, come il nostro, che è tondo.

Come i simboli yin e yang che si oppongono e si attraggono per formare un potente simbolo, il cerchio. Se separati hanno solo la forma di gocce, e spesso son lacrime. Insieme bianco e nero, femminile maschile, chiaro scuro, luce e buio sono un potente simbolo magico. Quando apprenderemo?

yin e yang

Guardo il mio avambraccio sinistro. Leggo. Così diversi è così uguali. Abbasso gli occhi, ciò che è in uno è nell’altro, la colpa è la stessa, il peccato è lo stesso, l’amore è lo stesso. Più oscura è l’ombra più intensa è la luce.

BRIVIDO


E’ il tocco della tua mano sul fianco che accende pensieri d’irrefrenabile seduzione.

E’ quel tuo lieve respiro alla base della nuca che scende lentamente sulla mia schiena che mi fa sognare di minareti e suk.

E’ la tua lingua, le tue labbra, che si trasformano in un morso leggero, tra il collo e la spalla che mi portano in un’ampolla temporale.

Scuoti la mia mente e t’insinui in essa. Cerchi il luogo, quello celato. Se lo troverai, mi prenderai. Consapevole che, farai di me parte di te, se mi scivolerai anche nel cuore.

Parlami, dammi le tue parole, conducimi nei tuoi meandri, ruba il mio respiro affannoso e legalo al tuo, cosicché tu mi percepisca ovunque tu sia, mentre ogni parte di me, tangibile e non, è in attesa di te.

Guardami perditi in me, e ora chiudi gli occhi, si io sono quella, presente e certa ma che sfugge come sabbia tra le dita, mi avrai per sempre solo se non mi darai forma.

Brividi e pelle d’oca.
Lo so mi stai tenendo lì con te.

TATTOO


Il tatuaggio si è adagiato sulla parte interna del mio avambraccio sinistro.

Simbolo e scritta coprono un’ampia parte della mia pelle. Un pò mi spaventa questa scelta di averlo voluto sotto gli occhi costantemente. Del resto è il terzo, e il tre per me è sempre stato un numero particolare come il sette, o come un orario ben preciso che mi accompagna da quando ero giovane.

Ma divago, dicevo terzo sulla pelle, primo nato non a memoria di un insegnamento nato da dolore, ma da una parte finalmente affiorata che si è fatta vedere da me stessa. Una frase risalita da un punto ben preciso di me due anni fa, poi dopo un anno il corpo mi ha detto dove e infine pochi mesi fa il simbolo cui accompagnarlo. Io i tatuaggi li partorisco.

Pelle bianca latte, o come mi dico da sola, bianco cadavere, con scritta e simbolo nero intenso. Questa son io. Bianca e nera. Colori difficili a volte da portare sulla pelle.
Del grigio, pur sapendo della sua esistenza, pur essendo riuscita negli anni a intuirlo a volte, non facendo parte di me, io non lo vedo. Quanti dolori mi sarei evitata se avessi visto situazioni e uomini grigi; ma forse oggi non sarei quella che sono, li avessi evitati.

Non intendo tediarvi di me e del mio simbolismo del cazzo. Della farfalla che mi ha accompagnato per tutto il tatuaggio, con il suo volere adagiarsi a tutti i costi sul mio pigmento e non potendolo fare, rimaner lì accanto.

Ne parlerò di quando Ursula ha insistito per rifinire i bordi della testa della mia kundalini (il mio secondo tatuaggio che si dipana su tutta spina dorale) e nel farlo le ha cambiato l’espressione.
Lo sguardo dolce è sparito. Non è cattivo, ma non osserva più con un candore assoluto e ora ha quell’espressione…
Nulla accade mai per caso, neppure che un tatuaggio antico richiami a se le mani della sua tatuatrice.

Sappiate solo che ho il cuore caldo, amo la mia gente, amo me stessa (anche se non sempre), e so che l’universo in questo momento mi sta coccolando.

butterfly

SERENDIPITY


Questo caldo mi fa l’effetto di vapore acqueo che aleggia nel cervello, ho difficoltà a scrivere. Metter insieme le parole con l’anima e quello che mi accade intorno e faticoso.

M’impigrisco, mi lascio muovere sull’amaca delle idee, occhi socchiusi, dondolo in attesa di una brezza che rinfreschi.

Vivo, in questi giorni, e non trovo tempo e voglia per fissare tutti i pensieri che abitano nella mia mente.  Un “unisci i puntini numerati” della settimana enigmistica e son senza penna.

Le parole svolazzano dentro me come farfalle libere.

Estate lago chiacchere raso condivisione abbracci ti voglio bene caldo tramonto sassi nuvole angeli vestitino sbirluccica vorrei sorrisi lucertola bugie gioco risate bollicine insalata piccante leggerezza montagne treno sospiro cristallo codardo sudore viaggio crescita mi vuoi bene attendo amici disegno egoismi ventilatore serendipity abbracci rispetto amore fiume candele àncora magia tatuaggio.

Ecco fate voi mettete tutto quello che manca tra una parola e l’altra, inventate voi una storia della mia vita e raccontatemela.

Si raccontatemi le mie parole mischiate alle vostre emozioni, di come mi vivete, io son qui, soffusa in attesa di voi, che uniate i vostri punti ai miei, per scoprire così un nuovo mondo.
photo by Josep Sumalla

NESSUNA CERTEZZA


Affamata bocca la tua.
mi divori l’anima e il corpo
Dipingi con le dita complicati arabeschi.
la tue mani mi esasperano la pelle

Esigente regista notturno.
ghermisci i miei sensi
Mi trasformi, divento interprete,
la tua preferita
di trame di un candore perverso.

Predatore mi spingi sotto il peso del tuo corpo.
occhi bassi i miei da preda senza via di scampo
Quando affondi in me strappandomi un grido,
piacere e dolore stemperati insieme
ti guardo, dimmi ora chi è la preda e chi il predatore?

Nessuna certezza
la cosa più certa tra noi è l’incertezza
Nessuna certezza
ma conservi in te qualcosa che mi appartiene
Nessuna certezza
se non che il mio ventre ti appartiene

nessuna certezza

nell’aria intanto vola questa musica

HAI PRESENTE?


Hai presente? Quella sensazione che si espande? Si, lì tra la bocca dello stomaco e la parte sinistra del petto?

ombre

Parte da quel punto preciso, come sasso lanciato nell’acqua s’irradia in cerchi concentrici sempre più ampi, fino a inghiottirmi e pur sapendo da dove è partito non comprendo più dove finisce.

Sembra contenere tutto, le cose intorno a me, l’aria, il lago, la terra, il cielo e te.

Mi senti vero? Senti me e quei cerchi che ti avvolgono.
Mi percepisci come io percepisco te.

Te e quel desiderio di tenermi, bloccarmi sotto il tuo peso, mentre respiro piano.

Te e le tue parole, lente scivolano come miele accanto al mio lobo, incantandomi come serpente con la sua preda.

Te e il tuo imprigionarmi le mani, scrutarmi negli occhi, per il piacere di sentire la mia voce dire no e leggere in loro si.

ombre

Giochiamo tra giochi di luce e ombra, per non dire a nessuno, neppure a noi, ma quei “ti odio” che ci diciamo contengono l’universo.

 

RIGENERAZIONI


Una linda tazza bianca con piattino, al suo interno nero caffè bollente. Tutto intorno la cucina e noi ad un tavolo con parole che accompagnano come dolcetti dell’anima.

Mani che in una delle tante vite hanno tessuto insieme fili di cotone e lana, oggi tessono parole.

Stefania scrive parole intense.
Chi non possiede l’amore,
cancella speranze
rastrellando turbamenti
di splendori andati a male

Io scrivo ad cazzum
Intingo in me.
Colori con cui parlare e quelli con cui plasmarmi.
Respiro lieve in questo mondo concitato.
Strattonarmi è inutile.
Il mio passo è discorde.”

Si lo so, si nota, siamo persone serie, anzi serissime!
Stefi&Diami

Il cuore è come il fegato
se sopravvive anche una singola cellula
si riproduce rigenerandosi.

FLASH


Anni consumati, foto di ora.
Il tuo volto, lo sguardo.

Chi ti teneva prigioniero lo fa ancora.
Le sue catene son le stesse.

Non cerca amore, ma compagnia nelle tenebre.

Non posso niente.
Che dio ti protegga.
Io non ci sono riuscita.

red angel