IO VOTO SI


Solitamente non faccio questo tipo di post. Ma stavolta lo faccio perché…

Greepeace

… perché penso che sia importante. Il governo non ha concesso l’Election Day. Le associazioni ambientaliste, lo avevano chiesto, volevano far votare questo referendum insieme al primo turno delle amministrative, in modo da abbinarlo e non sprecare centinaia di milioni di euro. Così invece, oltre allo spreco di denaro, di fatto quindi ha messo a rischio il raggiungimento del quorum anticipando la data e non lasciando i tempi di confronto e informazione. Domandatevi quanto ne sentite parlare sui media.

… perché il mediterraneo, il nostro mare, è chiuso, immaginate una fuoriuscita di petrolio cosa accadrà…

… perché invece di investire il denaro su energie alternative, lo impieghino a cercare un prodotto che sappiamo già destinato a finire (ammesso che ne abbiamo, ricordate che queste trivellazioni servono per cercarlo, non perchè siamo già sicuri ci sia).

… perché sono sono stanca di vedere disastri ambientali e pentimenti che arrivano con il senno di poi (vedi ultimo in veneto il pfas di questi giorni, dove tutto al momento è ancora secretato).

… perché noi siamo un tutt’uno con l’ambiente, se lo fottiamo, fottiamo noi.

Ecco perchè di questo mio post. IO VOTO SI PER DIRE NO allo scempio dei nostri mari.

Chiaramente io vi chiedo di votare si, ne sono convinta, ma vi dico anche informatevi. Approfondite per capire quello che stanno facendo a noi e alle generazioni dopo le nostre. Perché il sospetto che l’interesse di pochi (i petrolieri) sia considerato molto  più della nostra vita, è forte.

Se poi volete far qualcosa anche voi, cliccate l’immagine

spargete la voce, stampate il volantino e usate, se volete, le cover di greenpeace sui social.

Non demandiamo ad altri la nostra vita, decidiamo noi di noi, siamo gli artefici della nostra vita.

(Per chi volesse il widget che ho fatto io in alto a destra, ditemelo ve lo mando.Se volete delle piccole modifiche per il vostro blog (nei limiti delle mie capacità) ve lo faccio)

BIANCO E ORO


Bianco, di lino, il vestito.
Spalline, sottili, volubili.

La pelle, dorata, nuda la schiena.
Denti, i tuoi, sulla spalla mia.

Un morso, tenace, marchio invisibile.

Fu un attimo.
Mi addentasti l’anima.

soul

BIRRA ROSSA


Quella cosa lì, quella che le persone hanno dentro loro pezzetti di noi, si chiamano frammenti d’anima.

Ed è un bene rivolerli indietro, (i frammenti, non le persone; le persone non sono nostre), non saremo mai completi senza. Ci sentiremo sempre un vuoto dentro, non capiremo perché, cercheremmo di riempirlo con altro che non ci serve, nel tentativo assurdo di riempire questo vuoto.

Non puoi riempirti di “altro”. Rimarrai sempre vuoto. La verità e che ci manchiamo noi, non “altro”.

La cosa più brutta e che potremo rimane legati a una persona non per amore, ma perché lei conserva dentro se pezzi di noi.

Girovagheremo confusi nella nostra vita senza neppure sapere cosa cerchiamo, trattenuti su sentieri non nostri.

Io sto imparando. Ogni tanto li richiamo a casa, e nel farlo mi accorgo che ho spazi occupati da frammenti d’anima altrui.
Li guardo e li lascio volare via. Li lascio liberi di tornare a casa.
Lucciole

Con alcuni faccio fatica, poi penso: “Tanto chi mi ama torna a lasciarmene altri”. Questo accade con l’amore (in ogni sua forma), le anime si fondono e vi avvolgono in un abbraccio, per poi staccarsi e tornare due.

Chi non torna… che senso ha tenere cose che non mi appartengono? E’ quasi rubare, quindi è giusto lasciar tornare a casa anche quei pezzetti.

Insomma l’anima ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi cassetti per le sue cose.
Per far un esempio sciocco (come Willy), io le mutande del mio amico Willy non le metterei mai (non ho chiesto se lui metterebbe le mie però…) perché tenerle da me? Meglio che lui si tenga le sue, e quando vuole, se le infili e inviti me e le mie mutande a farsi una birra (rossa e belga) (la birra specifichiamo).

Integri, presenti, consapevoli. Si beve birra perché si vuole la birra, non perché dobbiamo riempirci lo stomaco di “altro” o recuperare le “mutande”. Questa è libertà, essere liberi di scegliere, e lo puoi essere solo se sai cosa vuoi nella vita, e non puoi sapere cosa vuoi, se ti mancano pezzi di te.

Willy vuoi una birra?
beer

(Sappiate che sono consapevole, ad alcuni di voi bastano le “mutande” senza birra. Io no)

BISTROT


Ogni giorno entrerei in quel bistrot.

Porterei i miei cinque gatti e i libri e le parole da stendere come tovagliette americane sui tavolini.

Mi siederei su quella sedia, vicino al vetro, dove la luce inonda, la cagnolina al fianco e la tazza di caffè sul tavolino.
Photo by Youngdoo

Potrei leggere le rughe della gente e dir loro che futuro avranno

Che se ci pensi bene anche le zingare leggono le rughe, ma quelle delle mani.
Io leggo quelle del volto, perché l’anima è più vicina agli occhi che alle unghie.

Le persone si siederebbero di fronte a me senza dire nulla.
Alzerei lo sguardo dal libro e leggerei loro.

In ogni ruga adagiata, vedrei le notti, i cieli stellati, i pianti, i dolori, le risate allegre nei giorni che furono, le gioie sopite e il tormento che si portano ancora oggi, e poi, nei solchi della pelle, come nei terreni arati, i semi del futuro.

Poi un giorno, alzerò lo sguardo e ti vedrò seduto di fronte a me.
Vedrò le tue rughe che combaciano perfettamente con le mie.
Le seguirò lentamente con le dita per scoprire che, alcune delle mie, mi son servite per arrivare a te.

Nel mentre ci osserveremo, sui nostri visi le rughe cambieranno, si intreccerrano, come le nostre mani, a formare un nuovo disegno.

Nei solchi i semi di un futuro. Il nostro.

hands

 

Una grattatina particolare va a un altro Micione, oltre ai cinque sopra citati. Questo mio miniscritto (non manoscritto, anche se le mani alla fine ci sono) è nato dal fatto che lui, da buon gatto, mi porta sempre in un mondo fatto di poesia e ironia. Io in quel mondo mi trovo a casa e mi perdo nei miei sogni.
Il suo bistrot mi ha fatto volare alto.

BOMBE A OROLOGERIA


Certi amori ti scolorano, cancellano i contorni, come gomma la matita.
Raschiano i confini, ti disperdi, ti perdi.

Si installano nello spazio vuoto tra il nucleo e gli elettroni.
Bombe a orologeria, scoppieranno, squarciandoti in mille te.

Macerie di te.
E lì la libertà della materia grezza.
Nume di te stesso, sta a te scegliere la tua creazione

Explosions by Herczeg & Kaehr

ALTALENA


La pienezza di alcuni momenti.

Il ricordarmi il blue hope. Sapermi accolta e avvolta in un bozzolo che schiuderà nel futuro.

Vorrei raccontarti di me, dei miei mille dubbi e delle mie paure, del vedermi avanzare nel tempo mentre il cuore torna all’origine.

Parlo con i miei battiti felini. Se tu mi vedessi veramente per quello che sono.

Mi dondolo tra una vita e un pensiero, tra un pulsare e un fremito.

Ti adagio sulla pelle vestiti, per rendermi conto che non son i tuoi, ti travesto da me.

La verità è fatta da gocce di pioggia che cadono. Alcuni terreni l’assorbono, altri la fanno scorrerre via.

Sgorgo amore a circuito chiuso
cats

SVOLAZZARE


Scrivo poco. Le idee ci sono ma le sto vivendo.
Ho parole in movimento.
Tenerle ferme è difficile, si buttano nel casino della Vita.
Le trascino sulla tastiera, loro se ne vanno, hanno da fare.

Torneranno.
volo di pensieri e idee

SMOKER


C’è stato un tempo in cui fumavo. Riempivo il mio corpo di nicotina aspirando lentamente. Fumavo quelle lunghe sigarette sottili. Quelle che quando gli uomini mi chiedevano “Ehi hai una sigaretta?” appena gliela porgevo, si ritirano indietro, quasi fossi un untore. A nulla valeva dirgli, guarda che non son leggere, son solo sottili.

Il loro non era timore di esser scambiati per “froci” era proprio paura. Io sorridevo, porgevo il pacchetto, straniti guardavano e allontanandosi dicevano “No grazie”. Dentro, silenziosamente, mi dicevo: “Tu non sei gay, tu sei stupido e tanto”. Fuori sorridevo un pò di più, mettevo via il pacchetto e pensavo: “Tutto di guadagnato, una sigaretta in più nel pacchetto, un coglione in meno intorno”.

Fumatori maschi che disinvoltamente l’hanno presa, accesa e fumata, davvero pochi. Li conto sulle dita di una sola mano. Uno di loro è ancora mio amico.

Però non avevo iniziato questo mio scritto per questo.
E’ stata la foto.
Fisso la foto.
Questa foto.
Quando l’ho vista, così simile, sono stata catapultata nella linea del tempo. Notti in cui ho amato con tutta ciò che sono, preservando per me solo una piccola chiave. Quella che anni dopo mi avrebbe permesso di aprire la via di fuga. Sono stata fortunata che tu, nel tuo scavarmi e sconvolgermi non l’abbia mai trovata, se solo me lo avessi chiesto, io quella chiave, te l’avrei consegnata.

Le tue mani, le nostre notti, i tuoi discorsi, le nostre ore, quelle sigarette fumate in due, quella sigaretta che tu mi ponevi tra le labbra. Ti ho amato fino a perdermi, ma del resto era il solo modo per ritrovarmi vero?
Mi hai amato? Non mi hai amato? Mi hai amato a modo tuo? Mi hai amato con le forze che avevi? Non erano molte, ma questo l’ho scoperto solo quando me ne sono andata. Il forte dei due ero io, anche se sembrava il contrario.

Ci siamo fumati vita, uno dall’altro, ci siamo fumati questa vita e molte altre, respirando l’altro. Ti ho inspirato così profondamente da averti collocato, anche ora, nel nucleo più profondo di me, o forse c’eri già. Ti amo ancora, di un amore diverso.

Non ho rimpianti, non ho dolori, non tornerei indietro, non cambierei nulla, devo a te molto di quello che sono oggi, se non mi avessi frantumato così tanto, non mi sarei scoperta. Non guardo indietro triste, guardo avanti sorridente, la mia vita, questa mia vita, è lì pronta ad accogliermi.
he

PROGETTI


Questo vortice di vita mi strappa radici e terreno.

Nel tempo ho appreso, non oppongo resistenza. Mi lascio trasportare e mentre lo faccio raccolgo il meglio che trovo sul cammino. Nel mio crescere ho capito di esser quercia, ma ho compreso anche che esser giunco a volte è l’unico modo per continuare ad esser quercia.

Il cambiamento spaventa sempre e comunque, rimaner su strade battute e conosciute, seppur piene di pietre aguzze e rovi, ci rassicura più di un sentiero ignoto ai cui i bordi vedi il grano.

Sono pronta? No, non lo sono quasi mai. Ma ho imparato anche questo, la bellezza sta anche nel mettere un piede nelle nostre insicurezze e vincerle.

Sono spaventata? Sì, lo sono sempre quando inizio qualcosa di nuovo, ma quel respiro veloce, quel battito del cuore un pò asimmetrico, quel timore porta con se anche il respiro stesso della vita.

Io non lo so dove vado questa volta, ma so che vado. Arriverò da qualche parte? Non so neppure questo. Cambierò direzione mentre cammino? Può essere.

Ho grandi progetti per me stessa.

Photo by John Wilhelm

ALLENAMENTI


Tu sei una persona solare.
Tu sei forte.
Tu hai coraggio.
Per te è facile.

Sono alcune delle frasi che ogni tanto mi sento ripetere. Quando accade, io osservo chi ho di fronte, silenziosa. Cerco di capire cosa vedete di me che io non vedo. Cerco di comprendere cosa i miei occhi (che scrutano lo so), lascino davvero passare di me.

La verità è che ogni sorriso che mi vedete ha le sue radici in un’ora buia, ogni forma del mio coraggio affonda nelle mie debolezze e quello che voi chiamate coraggio è paura messa in un angolo, ma non vinta.

Non ho nulla di diverso da nessuno.

Ci son movimenti nella vita che vediamo fare, movimenti che paiono fatti di aria e grazia, movimenti che ci fanno desiderare il farli. Dietro però vi sono tenacia e allenamento, con loro ti fai la muscolatura per poter volare.
feet

Poi sta a ognuno di noi.