TUTTI VINCITORI, NESSUN SCONFITTO


Tutti vincitori, nessun sconfitto.
Questo almeno è quanto riportano i giornali citando le parole dei tre “giocatori” nella guerra dei 12 giorni: Trump, Netanyahu e Ali Khamenei.

Trump: “Fordow come Hiroshima e Nagasaki, abbiamo fatto finire la guerra”.
Ora, a parte il personale vomito davanti a una frase come questa, tu ti vanti di esser l’unico stato al mondo che ha sganciato delle bombe nucleari su città piene di civili?
Dicevo a parte ciò, nei fatti racconti di aver fatto finire la guerra, ma dimentichi di ricordare che hai bombardato tu per primo l’Iran?

Netanyahu: “Vittoria storica, durerà per generazioni”.
Io, invece, sospetto che con quello che sta facendo a Gaza TUTTORA, la guerra in modi diversi, durerà per generazioni. Altro non dico, perché solo il pronunciare o scrivere il suo nome, mi procura conati di vomito superiori a quelli che mi procura Trump.

Ali Khamenei: Sue testuali parole sui giornali e siti (a mia disposizione) non ne ho trovate. Trovo solo la frase che “reclama la vittoria”, ma una frase detta dai giornalisti, non testuali parole sue. In compenso dopo l’attacco degli USA, mentre prima l’Iran collaborava con la IAEA (International Atomic Energy Agency), a differenza di Israele che non lo fa, ora, in data 25 giugno 2025 il parlamento iraniano ha approvato una legge, con 222 voti a favore e nessuno contrario, per sospendere la cooperazione con la IAEA.
Ottimo risultato per “noi occidentali” che avevamo paura delle “sue bombe” e lo “tenevamo sotto controllo”.

L’Iran si è adeguato a Israele, che insieme a India, Pakistan e Corea del Nord, sono gli unici stati con ordigni nucleari che non permettono all’IAEA il controllo.

Direi che siamo stati bravissimi a ottenere risultati positivi per noi…..
(Ah se non si è capito, la frase è fortemente ironica)

fonti: english.news.cn, iranwire.com/en/news, iaea.org,

E chiudo con quello che tutti questi avvenimenti mettono in seconda e terza posizione, ma che per me dovrebbe stare in pole position, Gaza.


NON CONFORME


Elan Kahana è il consulente legale della polizia di stato. Ha dato alla polizia “potere straordinario” per una “caccia alle streghe” all’informazione in Israele. Nelle linee guida di tali indicazioni di legge si cita che “le forze dell’ordine potranno usare “misure coercitive” contro chiunque violi le nuove direttive di censura”.

Per tradurre in fatti: se un cronista israeliano pubblica un articolo non gradito, una foto “non conforme” o se un cameramen riprende raid missilistici o altro in una zona che LORO dicono “sensibile”, può essere arrestato e finire in cella. Ma è a discrezione della polizia stabilire cosa è “sensibile”.

In sostanza è quello che hanno già fatto a Gaza, in Palestina, solo che lì i giornalisti palestinesi sono stati uccisi. Parlo degli oltre 200 giornalisti palestinesi uccisi mentre documentavano il genocidio, e questo mentre lo stato israeliano aveva bloccato (tuttora in vigore) l’accesso ai giornalisti internazionali.

Ora lo stesso modello lo portano in Israele stessa, con la richiesta, la “spinta” e il beneplacito di due ………………… (mettete aggettivo a vostro piacere) personaggi:  Itamar Ben Gvir*(2) e Shlomo Karhi*(3).

Grazie a loro, ora la polizia ha ottenuto poteri straordinari, e possono arrestare, a loro discrezione, cronisti e giornalisti. Possono interrogarli con l’accusa di “spionaggio aggravato” o “diffusione d’informazioni segrete”, che in Israele prevede da 15 anni di carcere fino all’ergastolo.

Che la censura sia un dato di fatto in ogni stato guerrafondaio è cosa risaputa. Non ne siamo stati esenti neppure noi quando eravamo noi i guerrafondai (vedi dal 1919 fino a quando abbiamo perso la II guerra mondiale con gli alleati*(4) ). Questo non vuol dire che sia una cosa eticamente corretta, ma solo che qualcuno si è dato il potere di stabilire cosa le persone possono sapere e cosa no. Quando succede questo, la parola democratico abbinata a stato, risulta stridente.

Credo che vi sia una forma di censura anche da noi (più meno blanda) paesi occidentali, intendo attualmente.  Dove i giornalisti non si “conformano molto”, oltre ai tentativi di discredito ci sono casi di spionaggio ai danni dei giornalisti stessi (un esempio su tutti: il caso Fanpage, Paragon Solution, Graphite). Invece, a volte, su alcuni giornali, l’adeguamento “sul carro del vincitore” è talmente palese, che si sono autoscreditati.

Scrivo ciò per suggerire di informarsi sempre e su più fronti, e dopo averlo fatto, sedimentare quello che si è saputo, vedere eventuali buchi, discrepanze e soprattutto pensare con la vostra testa.
No, non ho detto che sia facile.

*(1) Elazar Kahana è un alto funzionario legale della polizia di Stato Israeliana. E’ responsabile di supervisionare l’aspetto legale delle operazioni della polizia. E’ una carica importante.
*(2) Ministro della sicurezza nazionale.
*(3) Ministro delle comunicazioni.
*(4) Piccolo promemoria. Noi nonostante quello che pensino in molti, la seconda guerra mondiale, noi l’abbiamo persa. A meno che non consideriate il nostro “esser saltati sul carro del vincitore” con l’armistizio, aver vinto la guerra. Badoglio firmò l’armistizio il 3 settembre 1943. Rammento che fino al 2 settembre noi eravamo alleati con i tedeschi. Quel saltare sul carro dei vincitori non è vincere la guerra ed essere “alleati”.
Gli alleati della seconda guerra mondiale erano: Stati Uniti D’America, Regno Unito, Unione Sovietica, Francia Libera (Free French Forces), la Polonia e alcuni paesi occupati ma che avevano governi in esilio e collaboravano con gli altri stati “alleati”, cioè Paesi Bassi, Belgio, Norvegia e Jugoslavia. Tra gli alleati figurano anche altri stati extraeuropei, ma non li ho citati qui.

Fonti: L’Espresso, Haaretz, Wikipedia.

GOVERNARE E’ FAR CREDERE


Trump: La parte più folle è che per tutta la sua campagna elettorale aveva promesso niente più guerre straniere. Le sue testuali parole in campagna elettorale (non anni fa, pochi mesi addietro): “Se Kamale vince, ci saranno solo morte e distruzione davanti a noi. Perché lei è la candidata del partito delle guerre infinite, e io sono il candidato del partito della pace. Molti non ci credono, ma è così.”
Ora smettete di ridere (o piangere) a queste parole e sospettate come me che se bombarda un paese straniero, forse in guerra ci è andato?!

Meloni: per quanto mi riguarda, è ancora più folle il discorso di ieri che il nostro governo, attraverso la Meloni, ha fatto. Non solo non condanna una persona che cambia più idee giornalmente (oggi vuole la “pace”), di quanto cambi calzini e mutande, ossia Trump, ma ha invitato Teheran, cito testuali parole: “… ad evitare ritorsioni contro gli Stati Uniti”(*1), invitando altresi l’Iran a cogliere l’occasione per un accordo con gli stessi, invece di invitare gli Stati Uniti a smettere di bombardare un paese straniero perché  in contrapposizione a quanto stabilito l’art. 2(4) della Carta delle Nazioni Unite.
Ha parlato, anche, del conflitto Ucraina-Russia, e qui ha detto che “ La Russia deve impegnarsi per sedere al tavolo del negoziato” appoggiando nuovamente il sostegno all’Ucraina.

Prima che io vada oltre, prima che mi arrivino “i soliti”,  io non appoggio Putin come non appoggio Trump, ne scrivo solo per evidenziare la differenza ideologica e altamente manipolativa del discorso della Meloni (e di una parte dell’occidente).
Putin attacca l’Ucraina, noi appoggiamo l’Ucraina.
Trump attacca l’Iran, noi appoggiamo gli Stati Uniti.
Due pesi, due misure.

Personalmente io sono contraria a ogni attacco sia verso l’Ucraina, sia verso l’Iran (a prescindere dal fatto che io condivida la politica di quel paese).
Putin e Trump entrambi hanno violato l’art. 2(4) della Carta delle Nazioni Unite che vieta l’uso della forza e l’aggressione tra gli stati e che proibisce ESPRESSAMENTE la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di qualsiasi stato.

Io sono donna “stagionata” ho visto molti governi italiani succedersi. Sono passata attraverso Andreotti, Craxi e Berlusconi. Governi che possono avermi fatto più o meno “innervosire”(*2),  con cui posso essere stata più o meno in accordo o in disaccordo, ma di cui non mi sono quasi mai vergognata.

Dico quasi mai perché con Berlusconi, le olgettine, i bunga bunga e affini, un pochetto a volte e mi è capitato, ma vi assicuro che, a livello politico, una vergogna così profonda, per la totale disconnessione con i principi umanitari e di equità, come con questo governo, non mi era mai successo.

(*1) Ora per la Meloni, difendersi da uno che ti attacca non si chiama più legittima difesa,  ma ritorsione.
(*2) Dire incazzare non era bello da scrivere.

“Governare è far credere”
(Machiavelli)

E chiudo, come sempre, in questo periodo, con un pensiero a Gaza e alla Palestina, perché a Gaza continuano a morire i civili, e senza i riflettori della rete, i crimini sulla popolazione si fanno sempre più pesanti.

LITTLE BOY AND FAT MAN


Si riempiono tanto la bocca di attacco preventivo contro un presunto attacco nucleare, ma a parte che l’Iran al momento non l’ha ed è ancora lontana da averla (a differenza di Israele che le ha “illegalmente”), vorrei ricordare che GLI UNICI CHE AD AVER USATO BOMBE ATOMICHE CONTRO CIVILI sono stati proprio gli Americani durante la seconda guerra mondiale, con DUE BOMBARDAMENTI atomici sul Giappone:

HIROSHIMA – 06.08.1945
Hanno chiamato la bomba “Little boy”(*). 70000/80000 vittime immediate, e decine di migliaia di morti e feriti successivi per ferite e radiazioni.

NAGASAKI – 09.08.1945
Hanno chiamato la bomba “Fat Man”(*). 40000/75000 vittime immediate, e decine di migliaia di morti e feriti successivi per ferite e radiazioni.

Questi sono LE UNICHE OCCASIONI NELLA STORIA in cui armi nucleari sono state usate in guerra contro popolazioni civili. Giusto per ricordarcelo.

Ah e ricordiamoci anche che sono stati gli USA ad attaccare l’Iran e non viceversa.

(*) mi sembra giusto umanizzare delle bombe atomiche mentre chi le lancia si disumanizza (e per chi non lo comprende, questa frase è ironica).

PREZZEMOLO VELENOSO


Questo è un articolo molto breve, mi serve solo per aggiornare il post precedente, aggiungendo in fondo, purtroppo, un’altra riga alla tabella.

Se interessati il post precedente lo trovate cliccando QUI

Non aggiungo altro (ma penso molto). Ognuno si farà la propria idea. Vi prego solo di ricordare che ciò che conta non sono le parole, ma i fatti. Le parole spesso (specialmente in politica e ancor di più in periodi come questo) sono usate per manipolare.

La prima vittima a morire in guerra è la verità
Eschilo

PAESEANNI (inizio-fine)Note
Cina1950-1953Guerra di Corea. La Cina non è stata bombardata a tappeto, ma ha subito incursioni e bombardamenti mirati
Corea del Nord 1950-1953Guerra di Corea
Guatemala1954Colpo di stato supportato dagli USA
Indonesia1958Supporto ai ribelli
Cuba1959-1961Invasione della Baia dei Porci, bombardamenti e operazioni segrete
Guatemala1960Interventi post 1954
Vietnam1961-1973Guerra del Vietnam
Congo1964Operazioni militari di supporto
Laos1964-1973Campagna massiccia
Repubblica Domenicana1965-1966Intervento militare con supporto aereo
Cambogia1965-1973Operazione 1969 (anno intensificazione)
Perù1965Aiuto per rafforzare il governo
Cipro1965Operazioni militari durante la crisi di Cipro
Cambogia1969-1970Bombardamenti durante la guerra del Vietnam
Guatemala1967-1969Supporto al governo controinsurrezione
Grenada1983Invasione
Libano1983-1984Colpiti obiettivi in Libano e Siria
Libia1986Operazione El Dorado Canyon
Iran (golfo)1987, 1998, 2020 (?)Prima guerra navale nel golfo
El SalvadorAnni 1980Supporto militare durante la guerra civile, con anche attacchi aerei e operazioni sul campo
NicaraguaAnni 1980Supporto ai Contras
Iran1987Operazione Praying Mantis- attacchi navali e bombardamenti aerei non estesi
Panama1989-1990Operazione Just Cause – Invasione
Iraq1991Guerra del Golfo
Kuwait1991Parte della Guerra del Golfo
Somalia1993,2007-08,2011Operazione Restore Hope, interventi multipli
Haiti1994-1995Intervento via ONU
Bosnia ed Erzegovina1994-1995Operazione NATO
Sudan1998Attacco missilistico a una fabbrica farmaceutica
Afghanistan1998, 2001-2015Attacchi missilistici e invasione
Serbia e Montenegro1999Operazioni NATO
Kosovo1998Operazioni NATO
Yemen2002,2009,2011,
IN CORSO
Attacchi principalmente con aerei e droni
Iraq1991-2003Operazione No-Fly Zone, attacchi mirati Congiuntamente con UK
Pakistan2004 IN CORSO
(con interruzioni)
Operazioni con droni contro gruppi terroristici, sebbene sempre meno frequenti
Iraq2003-2011Invasione e
Iraq2014 IN CORSOOperazione Inherent Resolve – operazioni in corso in supporto alle forze irachene contro ISIS
Afghanistan2001-2021Invasione e successiva Operazione Enduring Freedom – Freedom’s Sentinel
Somalia2007 IN CORSO
 (con interruzioni)
Operazioni antiterrorismo contro Al-Shabaab
Yemen2009,2011 IN CORSOOperazioni, principalmente con droni e supporto alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita
Libia2011,2015 IN CORSO
(con interruzioni)
Intervento NATO nel 2011 e operazioni contro ISIS
Siria2014 IN CORSOOperazione Inhherenet Resolve contro ISIS – Operazioni in corso contro l’ISIS
Iran22.06.2025bombardamento e dichiarazione di guerra unilaterale (USA)

Detto ciò, ricordo che, nel frattempo a Gaza, nel silenzio dovuto all’innesco di questa ultima guerra (che sembra quasi voluta per questo), continuano a morire civili: uomini, donne e bambini, sotto ciò che il governo israeliano chiama “aiuto ai palestinesi”.

PREZZEMOLO


Stamattina leggo sull’Ansa che “Trump non ha ancora deciso se attaccare l’Iran o no”, mentre su Reuters leggo “Trump chiede la “Resa Incondizionata” di Teheran”.

Personalmente trovo che il mondo, ultimamente, stia scivolando sempre di più verso una china infernale.

Io son donna “stagionata”. Ho memoria di molte guerre, guerriglie, invasioni e infiltrazioni dei servizi segreti in vari stati, e da che ho memoria gli Stati Uniti d’America ci sono quasi sempre, come il prezzemolo. Mi è sorta la curiosità di capire se la mia memoria mi stesse ingannando o se veramente, per un motivo o l’altro, fossero il prezzemolo delle guerre.

Ho cercato solo da dopo la seconda guerra mondiale, quindi forse (a parte l’aver decimato i nativi d’America, gli indiani) hanno fatto altro. A memoria mi ricordo quella con il Messico, quella con la Spagna e quella con le Filippine, ma potrebbero essercene altre.

Per amore di verità alcuni conflitti qui sotto, sono dovuti a richieste della NATO o dell’ONU.
Considerate però che gli Stati Uniti, sebbene non abbiano ufficialmente un potere superiore agli altri stati nella NATO, nella pratica lo hanno. Gli USA sono lo stato più influente.
Sappiate, inoltre, che le decisioni di intervento prese non obbligano nessun paese a partecipare all’azione militare decisa, è una libera scelta.

PAESEANNI (inizio-fine)Note
Cina1950-1953Guerra di Corea. La Cina non è stata bombardata a tappeto, ma ha subito incursioni e bombardamenti mirati
Corea del Nord 1950-1953Guerra di Corea
Guatemala1954Colpo di stato supportato dagli USA
Indonesia1958Supporto ai ribelli
Cuba1959-1961Invasione della Baia dei Porci, bombardamenti e operazioni segrete
Guatemala1960Interventi post 1954
Vietnam1961-1973Guerra del Vietnam
Congo1964Operazioni militari di supporto
Laos1964-1973Campagna massiccia
Repubblica Domenicana1965-1966Intervento militare con supporto aereo
Cambogia1965-1973Operazione 1969 (anno intensificazione)
Perù1965Aiuto per rafforzare il governo
Cipro1965Operazioni militari durante la crisi di Cipro
Cambogia1969-1970Bombardamenti durante la guerra del Vietnam
Guatemala1967-1969Supporto al governo controinsurrezione
Grenada1983Invasione
Libano1983-1984Colpiti obiettivi in Libano e Siria
Libia1986Operazione El Dorado Canyon
Iran (golfo)1987, 1998, 2020 (?)Prima guerra navale nel golfo
El SalvadorAnni 1980Supporto militare durante la guerra civile, con anche attacchi aerei e operazioni sul campo
NicaraguaAnni 1980Supporto ai Contras
Iran1987Operazione Praying Mantis- attacchi navali e bombardamenti aerei non estesi
Panama1989-1990Operazione Just Cause – Invasione
Iraq1991Guerra del Golfo
Kuwait1991Parte della Guerra del Golfo
Somalia1993,2007-08,2011Operazione Restore Hope, interventi multipli
Haiti1994-1995Intervento via ONU
Bosnia ed Erzegovina1994-1995Operazione NATO
Sudan1998Attacco missilistico a una fabbrica farmaceutica
Afghanistan1998, 2001-2015Attacchi missilistici e invasione
Serbia e Montenegro1999Operazioni NATO
Kosovo1998Operazioni NATO
Yemen2002,2009,2011,
IN CORSO
Attacchi principalmente con aerei e droni
Iraq1991-2003Operazione No-Fly Zone, attacchi mirati Congiuntamente con UK
Pakistan2004 IN CORSO
(con interruzioni)
Operazioni con droni contro gruppi terroristici, sebbene sempre meno frequenti
Iraq2003-2011Invasione e
Iraq2014 IN CORSOOperazione Inherent Resolve – operazioni in corso in supporto alle forze irachene contro ISIS
Afghanistan2001-2021Invasione e successiva Operazione Enduring Freedom – Freedom’s Sentinel
Somalia2007 IN CORSO
 (con interruzioni)
Operazioni antiterrorismo contro Al-Shabaab
Yemen2009,2011 IN CORSOOperazioni, principalmente con droni e supporto alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita
Libia2011,2015 IN CORSO
(con interruzioni)
Intervento NATO nel 2011 e operazioni contro ISIS
Siria2014 IN CORSOOperazione Inhherenet Resolve contro ISIS – Operazioni in corso contro l’ISIS

Fonti: History.com, Wikipedia, History.state.go, Revcom, Maurer.ca, Amnesty International, Human Rights Watch, Bureau of Investigation Journalism, The New York Times, The Washington Post, BBC, Reuters, Associated Press, Al Jazeera.

E poi come sempre, perché con il “problema Iran” se ne parla molto meno, io voglio sempre ricordarlo, Gaza

CONFINI


L’ho anticipato ieri, QUI, che di questo ne avrei parlato oggi.

Iniziamo. L’istituto di inglese ha organizzato un “evento speciale” per la mattina di sabato. Ritrovo in sede, partenza e camminata di gruppo verso il punto designato. Nel mezzo del tragitto, uno degli insegnanti consegnava delle “requests” e, in coppie, si chiacchierava in inglese della domanda assegnata. Ogni cinque minuti cambiavamo la domanda assegnata e il compagno.

La camminata si è conclusa sulle sponde del lago, in una zona fornita di tavoli e panchine, dove avremmo preso pennelli e tele per dipingere ciò che ispiravano una serie di domande (in inglese chiaramente).

Sei allievi e due insegnanti. Sono sincera, tutto molto bello e carino, nonostante capissi lo 0,5% dell’inglese parlato dall’insegnante madrelingua. Ma il mio rapporto problematico con l’inglese già lo conoscete.

Seduti allo stesso tavolo, uno di fronte all’altro, condividevamo una tela per disegnare con i pennelli e i colori. La tela era divisa a metà da una riga, tu disegni nella tua parte e io nella mia.

Ho iniziato a disegnare (non ho la capacità di dipingere direttamente con il pennello) un mare, le onde, una spiaggia, la risacca, un sole, una sdraio, un ombrellone, due nuvole, un gabbiano in lontananza e un micetto in un angolo.
Abbozzato il disegno, inizio a dipingere con i colori acrilici. Nonostante la mia incapacità, non era brutto, tanto che i due insegnanti mi hanno chiesto se amavo dipingere.

Detto tra me e voi, non amo particolarmente dipingere, a differenza di Progenie che è molto brava, io non lo sono. Però, se lo faccio, anche con le matite colorate, questo fa sì che mi estranei dal mondo circostante. Anche se in quella circostanza era difficile farlo, nonostante ciò, ogni tanto per quindici secondi “cadevo” nel mio universo fatto di silenzio.

Questo mio estraniarmi ha fatto sì che non mi accorgessi che la persona davanti a me, quella con cui condividevo metà della tela, senza chiedere, mentre ero persa nei miei quindici secondi, con il suo pennello è entrata nella mia metà di tela. Ha colorato le nuvole che avevo disegnato nella mia parte e, con un altro pennello, ha fatto degli scarabocchi, che presumo volessero essere degli uccelli in lontananza (probabilmente in un mondo astratto). Tutto questo in quei quindici secondi in cui io ero nel mio mondo e in altri cinque, in cui ero troppo stupita per reagire.

Sono rimasta davvero senza parole per alcuni secondi, con la domanda in testa “Ma che sta facendo!?”. La guardo, ritrovo pensieri e voce e, gentilmente le chiedo: “Ma perché sei nella mia metà tela e dipingi il mio disegno?”. Lei alza le spallucce e torna nella sua metà.

Stiamo parlando di persone adulte, non di bambini dell’asilo.

Ora non è per il disegno, mica son Picasso che mi rovini un’opera, ma è per aver superato i limiti e (i miei) confini senza avermi chiesto assolutamente nulla. Mi sono sentita “aggredita” e invasa, in una situazione in cui, se avessi cercato di capire e insistere (vista la mancata spiegazione), sarei pure passata per quella “pesante”.

Sono una fautrice del superare limiti e confini, ma i propri, non quelli altrui.

Questo avvenimento mi ha portato a molte riflessioni (come se non fossi già abbastanza segaiola mentale di mio). Molte persone non rispettano i confini altrui e i limiti posti dalla convivenza con gli altri, che dovresti avere, ancor di più se non li conosci (era la prima volta che la vedevo in vita mia).

Perché quella tipa lo ha fatto? Ma in generale, le persone che si comportano così perché lo fanno? E’ un atto intenzionale e voluto? O è solo l’incapacità mentale di comprendere che non sei il solo al mondo?
Perché quando si tratta dei loro confini sono invece così integralisti?

E perdonate il volo pindarico, ma perché Israele supera il limite bombardando l’Iran, ma si lamenta se questo fa la stessa cosa a loro? Credetemi, son imparziale in questa domanda, nessuno dei due governi mi piace.

Ritorno al fatto. Quello che mi è successo è una cosa piccola lo so, sciocca, nessuno si è fatto male, nessuno ha perso qualcosa. Eppure… questa cosa mi ha davvero disturbato, e mi dispiace di non aver avuto la prontezza di reagire, dando uno spintone (metaforico e verbale) a quelle spallucce, per non aver avuto una risposta al suo dipingere nel mio spazio, limitandosi all’alzare le spallucce.

Ma secondo voi perché?

Poi un mio amico mi prende in giro quando dico della gente “Se la conosci la eviti”.

Ma a voi cose simili sono mai accadute? Vi siete mai sentiti “invasi” e “aggrediti” quando stavate per i fatti vostri? E se sì, come avete reagito? Vi siete mai sentiti in situazioni in cui, pur essendo dalla parte della “ragione” avete dovuto starvene zitti per non passare dalla parte del torto?

Questo lo metto alla fine perché in questi giorni l’attenzione mediatica si è spostata su altre notizie, ma io, le persone laggiù, continuo ad averle nel cuore.

Iu spick Inglish?


Facendo parte di quelle rare mosche bianche che a scuola hanno studiato francese e non inglese (ai tempi è capitato così: nelle sezioni dove mi avevano iscritta, quella era la lingua straniera da studiare. Sempre dalla parte sbagliata della fila io…), ad agosto 2023 mi ero iscritta ad un famoso istituto internazionale, una delle sedi italiane, per apprenderlo.

Sono sincera, nonostante siano passati quasi due anni, ho ottenuto scarsi, scarsissimi, risultati. In compenso il mio senso di frustrazione e di inadeguatezza è aumentato in maniera esponenziale.

Vuoi che non amo il suono di questa lingua, vuoi perché la studio non per “amore” ma perché è la lingua di interscambio mondiale attuale, vuoi che ti dicono che la grammatica è facile ma poi ci sono millanta eccezioni, vuoi perché è infarcita di frasi già precostituite che, a leggerle, sembrano astruse, ma hanno un significato ben preciso, vuoi perché c’è l’inglese inglese, l’inglese americano, l’inglese canadese e l’inglese australiano, vuoi perché studiare a vent’anni è un conto, e quando sei negli “anta” è tutta un’altra storia (o meglio: lo fai nello stesso modo, ma non funziona più).

Forse non sono portata per le lingue, forse è il metodo usato da questa istituto che non è confacente alle mie sinapsi. Sta di fatto che dopo due anni, se prima l’inglese mi era indifferente, ora lo odio.

Il metodo consiste nello studiare da soli a casa con i video che preparano loro, fare un paio di “conversation” al mese in sede con altri studenti (ogni tanto anche un evento speciale), dove si parla solo in inglese, e ogni due o tre settimane fare un “encounter”, sempre in sede o, volendo, online, con un madrelingua (a volte inglese, a volte americano, a volte irlandese, a volte canadese ecc ), per vedere se puoi passare al livello successivo.

Io sono “passata” ad ogni livello, ma sospetto che il fatto che io sia uno studente pagante aiuti… perché se io fossi la persona che mi fa l’encounter, non mi farei passare.

Secondo me quel metodo è molto efficace se tu, quando lo studi, hai studiato inglese a scuola (del resto quante cariatidi sono rimaste che hanno studiato francese a scuola?!) e successivamente vivi immerso nella lingua inglese, perché vivi in un luogo dove si parla o perché, per lavoro lo usi quotidianamente.

Confesso: sto valutando di abbandonare, almeno questo metodo di insegnamento che (secondo me) non è adatto a chi, a scuola, non ha già appreso (per alcuni anni) le basi dell’inglese.

Ho fatto tutto questo lunghissimo prologo perché volevo raccontarvi di un fatto che mi è capitato sabato, durante un “evento speciale” organizzato da questo istituto.

Una iniziativa carinissima e che mi è piaciuta, infatti, il fatto non riguarda la lingua inglese (nonostante, fino ad ora ne abbia detto di peste e corna), né l’istituto, ma una delle altre cinque persone che erano con me a questo evento speciale, e al concetto di “confini e limiti”.

E’ accaduto qualcosa che mi ha irritato moltissimo, altrimenti non avrei iniziato a fare questo post… Ma ormai, come al solito, il post ha preso una piega (sospetto che non sono io che uso i post, ma i post che usino me), e quindi viro con delle domande all’etere.
Il post sulla tipa che mi irritata e mi ha fatto riflettere sull’umana capacità di non rispetto, lo scrivo domani.

Le domande, per mera curiosità sono:
° Quale è il vostro rapporto con l’inglese? Lo amate? Lo odiate? Vi è indifferente?
° Quale è la vostra lingua preferita?
° Credete che ci debba essere una predisposizione alle lingue oppure basta impegnarsi?

Ps: anche se non parlo di Gaza (attualmente nei media oscurata dal conflitto che Israele ha innescato con l’Iran), il mio pensiero è sempre lì, alle persone.

RIEPILOGHI CHE NON VORREI MAI FARE


Giusto un riepilogo perché sto perdendo il conto…

IRAN
13.06.2025
Israele lancia un attacco aereo contro infrastrutture nucleari e militari. Colpisce anche zone di Tehran ed edifici civili, perché ha mirato anche ai vertici militari e scienziati. L’attacco è stato confermato anche dagli Stati Uniti e da altri paesi, che hanno dichiarato si sia trattato di una condotta unilaterale da parte di Israele.

SIRIA
12.06.2025 e giorni antecedenti.
Raid aerei israeliani nella zona di Beit Jin, attacchi a Damasco e nella valle di Beeka.
Il 12 giugno attacco a un villaggio.

LIBANO
06.06.2025
Raid aerei israeliani presso Beirut sud, successivamente si sono estesi nella valle della Beeka.

GAZA
Qui è lunga. Faccio un riepilogo nel riepilogo, molto succinto.
1917
Il governo britannico dichiara (dichiarazione Balfour) il suo supporto alla creazione di un “focolare per il popolo ebraico in Palestina”.
(Mi domando perché non l’abbiano creato nel Regno Unito e invece spinge verso “case” altrui).

1947
L’Onu approva il “piano di ripartizione della Palestina” che prevede la creazione di due due stati: uno ebraico e uno arano. Gli ebrei accettano il piano, gli arabi LO RIFIUTANO. (Mi domando a che titolo dei paesi occidentali vanno a dettare legge in “casa” altrui).

09.04.1948
Massacro di Deir Yassin. Degli israeliani sionisti attaccano e massacrano dei civili palestinesi, prima ancora della nascita dello stato di Israele.
(Ricordo che gli arabi non hanno approvato la spartizione delle terre, ufficiale o non).

14.05.1948
Israele dichiara la sua indipendenza e lo stato di Israele, consapevole che gli arabi non hanno accettato la spartizione della loro terra.
(Ma noi occidentali a che titolo ci siamo arrogati di farlo, con il loro voto contrario?)

15.05.1948 Egitto, Giordania, Siria, Libano e Iraq attaccano israele.
Israele vince e amplia i territori oltre i confini stabiliti dall’ONU.
(Sta’ cosa di invadere l’hanno avuta da sempre)

1956 L’Egitto nazionalizza il canale di Suez e quindi Israele, Regno UNito e Francia decidono di attaccarlo. Visto che c’era, Israele, decide di occupare la striscia di Gaza e il Sinai, ma deve ritirasi a causa delle pressioni internazionali.
(Oh guarda i paesi occidentali che fanno guerra agli arabi per qualcosa che appartiene agli arabi e oh guarda Israele che punta alla Striscia di Gaza)

1967 Israele lancia un attacco PREVENTIVO contro Egitto, Siria e Giordania. Visto che c’è, decide di prendersi anche la Cisgiordania, Gaza (oh ci prova sempre!) Gerusalemme est, il Golan e il Sinai. Un’occupazione (ripeto o c c u p a z i o n e) che perdura a tutt’oggi per la maggior parte dei territori, questo nonostante l’ONU abbia chiesto il ritiro
(Ma si sa: a Israele piace solo la prima risoluzione del 1947 tutte le altre le snobba).

1982 Israele invade uno stato stato: il Libano, esce quindi dai suoi confini per colpire l’OLP. In seguito dell’invasione, il Libano cade in una guerra “interna”
(Sarebbe stato come se l’Italia avesse invaso e bombardato la Francia quando dava asilo politico ai brigatisti rossi).

1987-1993
La prima Intifada, i palestinesi si rivoltano contro l’occupazione israeliana. Centinaia di morti. Inizia la repressione militare israeliana. In questo contesto emerge Hamas.

2000-2005
Seconda Intifada. Intenso uso di della forza militare israeliana: 3000 palestinesi e 1000 israeliani vengono uccisi.

2008-2009
La cosidetta “operazione piombo fuso”. Gli Israeliani lanciano un’offensiva nella striscia di Gaza per fermare i razzi di Hamas. 1400 palestinesi uccisi.

2014
E’ l’anno de “operazione margine protettivo”. Conflitto tra Israele e Hamas (nota bene: Hamas non Palestina). Vendono uccisi oltre 2200 palestinesi (di cui 500 bambini) e 73 israeliani uccisi.

2021 Proteste per gli sfratti palestinesi da Sheikh Jarrah. Hamas lancia dei razzi, Israele bombarda Gaza. 260 palestinesi e 13 israeliani uccisi.

2023 ad oggi
Il 07.10.2023 ,Hamas attacca Israele: 1100 civili israeliani uccisi, altri presi in ostaggio. Segue una devastante offensiva israeliana su Gaza: sfollamento di massa, Gaza praticamente rasa al suolo.

Ad oggi oltre 50000 civili uccisi di cui quasi la metà bambini.
Lo stato di Israele impedisce ogni aiuto umanitario, creando così a Gaza un enorme campo di concentramento, dove, oltre a bombe, droni e soldati israeliani che la occupano, si muore di fame, di sete, di malattia, di inedia.
Un campo dove sono stati sistematicamente bombardati TUTTI gli ospedali e dove sistematicamente vengono uccisi medici, operatori sanitari, giornalisti, civili e bambini.

Questo è un riepilogo promemoria per me. Ma dopo averlo scritto, lo notate anche voi che il problema nasce tra il 1917 e il 1948? Quando noi occidentali, senza averne diritto, abbiamo spartito terre non nostre? (Ah la mentalità colonialista…)
Avete notato anche come, Israele, con l’appoggio molti paesi occidentali (con armi, supporto e silenzio), da allora ad oggi abbia occupato territori abusivamente?

E oggi attacca anche l‘Iran (dopo la Siria, il Libano e lo Yemen che non ho citato sopra).
Io non amo particolarmente i regimi di Iran e Siria (di Libano e Yemen so poco e non mi pronuncio), ma non amo neppure che Israele dia la colpa a quei paesi terzi, senza guardare alle proprie responsabilità.

Se siete arrivati a leggere fin qua, spero davvero abbiate voglia di approfondire per farvi una vostra opinione.
Io ho cercato di essere imparziale citando anche quando Israele è stata attaccata, perché so che non ci sono i buoni solo da una parte.
Però, personalmente, ho notato che il primo attacco risale all’aprile del 1948, quando ancora lo stato israeliano non esisteva, e a farlo furono gli israeliani contro i palestinesi.

Fonti: The guardian, vatican news, apnews, il sole 24 ore, BBC. Al Jazeera, Human Rights Watch, Amnesty International, B’TSelem, ONU, The lancet, Un Ocha, Jewish Virtual Library

MA TU SEI FORTE


Ma tu sei forte” è una frase che mi perseguita da anni nei discorsi, nei dibattimenti (pacati), ogni volta che, in una discussione, si arriva al punto di “fare qualcosa”.

Ogni volta io lo dico: “Mica sono nata così!“.
Il sottotitolo che non dico, ma che traspare, è che questa “forza” è frutto di ferite, errori di valutazione, errori di visione, di perdite a volte reali e a volte metaforiche e di “cicatrici” che mi sono rimaste sia nel cuore sia nell’anima.
Sono nata “debole” e devo alla mia caparbietà (o stupidità), alla mia coscienza e allo scopo della mia anima (a me sconosciuto, sono sincera), l’aver allenato i “muscoli”.

La cosa che mi dà più fastidio, però, è che che quando qualcuno mi dice “Ma tu sei forte”, in pratica mi sta dicendo “Non fatto niente, non sto non sto facendo niente e non ho intenzione di fare qualcosa“, usando la “debolezza” come scudo e non cercando, nel dialogo, di farmi capire le falle del mio pensiero.
Spesso poi questa frase è abbinata, all’interno del discorso, al benaltrismo.

Va bene, ognuno della sua vita fa quello che gli pare, e ognuno di noi ha i suoi tempi. Solo che non devi usare (con me) questa scusa.

Ultimamente poi si è aggiunta un’altra frase: “Sei una persona sensibile” o “Sei troppo sensibile“.

La prima serve a dirmi “Si, mi rendo conto che hai molte ragione, ma io non voglio sapere“. La seconda mi viene detta per lo stesso motivo del “Ma tu sei forte“.

E pensare, invece, che io non credo di essere sensibile. Non più della media, anzi a vedere molte persone che conosco, mi reputo (su alcuni argomenti) meno sensibile della media.

Però credo di avere dei valori cosiddetti “umani”, di averli da che ricordo (forse non tutti eh!), ma alcuni ci sono da che ho memoria, e non sono mai andati via.

Quindi sappiate che quando mi dite:
“Ma tu sei una persona forte”,
“Sei una persona sensibile”,
“Sei troppo sensibile”,
mi state solo isolando dalla vostra vita.