MALEDIZIONI


Il “toc toc” al finestrino mentre sto per accendere l’auto stamattina.
Il voltarmi, vedere il suo sorriso e sentirsi dire: “Ti ho vista arrivare, volevo solo salutarti, sei sempre bellissima”.
Sorridere a mia volta, salutarlo, dire grazie, salutare, accendere la macchina e partire.
Ricevere un messaggio pochi minuti dopo “Quando ti vedo non capisco più niente”.
Arrivare in ufficio, sedermi, ricevere un secondo messaggio “Sarò l’uomo più felice quando farò un giorno e una notte romantica con te”.

Sospiare, perchè non so più come dirgli che non ha speranza con me. Eppure son stata chiara, da subito, “Amici si, altro no”. Lo percepisco da subito quando c’è una scintilla sottopelle in me. Se non c’è, non esiste neppure dopo vent’anni.
Non mi accontento mai di un uomo a copertura di periodi vuoti. O sei quello che voglio o sto da sola.

Scrivo questo post, non per la far pheega (anche se avvenimenti così danno un bonus di 1000 punti all’autostima e al narcisismo), ma perchè scaturiscono domande: “Ma perchè, cazzo, quelli che interessano a me, non mi dicono mai queste cose?”.

Pare quasi una maledizione antica “Amerei chi non ti ama, sarai amata da chi non ami”.

Come si spezzano le maledizioni?
fiammifero

SFUMATURE


Quando sarò grande vorrò avere del blu.
Nel blu mi adagio e Hope arriva.
Il blu si abbina al rosso.
Rossi sono i miei capelli.
La progenie di rosso e blu è viola, il colore della mia anima.

Il blu che avrò, avrà luce e diverrà anche azzurro, mi perderò ad osservare il cielo e quando la notte tornerà, appunterò stelle d’oro a rischiararmi il sentiero.

Il rosso che avrò, avrà luce e diverrà rosa e la mia passione si trasformerà in amore, la notte tornerà a divenir amante instancabile e padrone delle mie ore.

Il viola avrà luce, diverrà ametista come la pietra della mia nascita e la notte, come un caleidoscopio, diverrò tutte le gradazioni della mia anima, dall’oscuro indaco alla lavanda rosata, così tu, se vorrai, potrai finalmente vedermi.

purple

SEGAIOLA MODE ON


La prima ho cancellato tutto.
La seconda ho congelato in bozza.
La terza ho capito perché.

Infine ho deciso di usare parte di vecchie parole, tanto di meglio non avrei saputo dire.

«Purtroppo la maggior parte delle persone non riesce a vedere i mutamenti interiori come quelli esteriori, ti cristallizza in un’immagine, ti impacchetta in un contenitore e non ti guarda più, non ti ascolta più, non ti presta più quel minimo di attenzione, quel minino di interesse che per me è vitale se riferito alle persone che “decido” di tenermi accanto e a cui mi lego emotivamente.

Una volta che ti hanno cristallizzato non si preoccupano di osservare se sei cambiata, se il “taglio dei capelli” è diverso, se la tua “chioma” era nera ed ora è rossa.

Ti danno per scontata e per me è l’inizio della “morte”.

Tu parli, ma loro non ti ascoltano, pensano già a cosa risponderti ancora prima che tu finisca di parlare, perché dentro loro pensano di conoscerti e di sapere chi sei, come pensi, come vivi, come ami, solo perché è passato del tempo da quando ci si è incrociati la prima volta.

Eppure tu non sei più la stessa, ma loro ti vedono come lo fossi, e questo a volte ti fa male, a volte ti annoia e a volte ti insegna a rassegnarti all’umana stupidità»

Photo by Ellis Aveta

Da qui questo mio bisogno, dell’inconsueto, nel movimento cresciamo.

PS:
il primo post parlava di palestra
il secondo di affinità elettive
il terzo del bisogno di un nuovo nome
(Quali collegamenti mentali ho fatto? Il sunto sta tutto nel titolo del post)

MORGANA


Ghirighoro lettere per trasformale in parole
Occulto le mille me in parole che celano l’anima disarmata
Nella sbavatura vedrai la tana del bianconiglio

Morgana

METTI DEI MUSE A CENA


Un sacco di prime volte ieri.
Prima volta che vado ad Assago.
Prima volta che vado al forum di Assago.
Prima volta che esco con Syl.

Un sacco di seconde volte ieri.
Seconda volta che vado a un concerto dei Muse.
Seconda volta che mi domando perchè fanno posti con una capienza di 12700 anime e 2 bagni 2 in croce .
Seconda volta che bevo una birra rossa trappista, adoro le rosse (Dite che son di parte?).

E in mezzo a tutti questi primo e secondo c’è stato uno spettacolo bellissimo, musica formato pelle d’oca, mani che a furia di battere dolgono, piedi e gambe che non riescono a star ferme.

E in mezzo a tutti questi secondo e primo c’è stata una prima cena fatta di m&m’s, acqua e birra, una seconda cena notturna fatta di panini, piadine, birra e parole.

E in mezzo, sopra, sotto (che sembra quasi una cosa porno) le parole, le mie (tante quanto parlo eh!?) e le sue. Il mio dire “Guarda ti dico subito tutte (quasi… perchè diciamolo ci si può nascondere nel silenzio o nel rumore) le cose brutte di me”. In questo modo una persona o mi ama o mi odia.

Ma diciamolo, puoi non adorarmi?

Io un pochino ti ho adorato nell’esser vero in quello che hai mostrato.

E in mezzo, sopra, sotto, a destra, a sinistra, un pò più in fondo dopo la rotonda, poi a destra prosegui dritto, al semaforo a sinistra, insomma ovunque, loro… i miei tre fidanzati
Muse

VENTO


Mi perdo in me stessa attraversando gli altri
Cerco parole in occhi muti
Plasticità di cuori mi irritano i pensieri
anima anticaAnima antica lotta il suo diritto al respiro
Urla silenziose a spezzare il rumore di un mondo sordo
Vivo come giungo in questa esistenza di vento

DIMENSIONI


Il mondo è un fondale bidimensionale ed io ci vivo da essere tridimensionale.

A volte mi capita di pensarlo, lo percepisco sulla pelle, quasi fosse una verità nascosta che affiora dalle mie profondità e risale verso l’alto. Mentre lo fa, la sensazione della diversità si fa densa.
E’ un camminare con l’acqua alle ginocchia, mentre si trasforma in gelatina. Rallento i miei pensieri, i movimenti, mi assale la voglia di essere altrove.

Risale anche il ricordo di quando ero bimba in un mondo di adulti. Il sospetto che noi, umani, fossimo bambole nelle mani di giganti invisibili. Un mondo in cui i loro bambini giocassero con noi, come noi facevano con le nostre bambole.
Loro, come noi, creavano amore, dolore, situazioni, case, sensazioni. Un falso mondo per preparasi a diventar adulti.

Ci si prepara con il falso per viver una vita vera. Capita così che alcuni, tanti, dimenticano lo scopo e anche da adulti continuano la falsità per vivere.

Vero che neppure a pochi anni ero normale? La differenza tra oggi e ieri, e che questi pensieri li tenevo per me, li cullavo nel silenzio e continuavo ad osservare il mondo e gli adulti.

Il mondo è un fondale bidimensionale e io ancora non so se son caduta qua da un pianeta o se sto vivendo in un novello ” The Truman Show”.

Photo by Lonely Pierot

FARE III – PROGETTO QUASI


Il mio progetto mensile “FARE” prosegue. Questo mese l’ho raddoppiato, perchè non riuscivo a decidermi. Alla fine mi son decisa, due bicchieri di vino in meno sto’ mese, e contribuisco sia al “Progetto Quasi” e ricontribuisco all’associazione di Andrea Cisterino.
Quindi a maggio il mio cuore e il mio misero portafoglio son andati a:

Progetto quasi (volendo lo trovi anche su Facebook)
Per sapere nel dettaglio basta andare al loro link. Per quello che mi riguarda, posso dirvi che mi hanno conquistato. Punto.
Il modo di fare, il modo di raccontarsi, il modo allegro di combattere certe cattiverie che capitano, l’energia messa (oltre al resto), la tenacia, oh che posso dirvi mi son fatta socia ordinaria. Attenzione uno non è obbligato a farsi socio, si può benissimo far anche far una donazione una tantum.

(se clicchi sul disegno capisci il perchè del nome)

Andrea Cisterino e la sua associazione, di cui ho già parlato il mese scorso. Questo mese il mio piccolo contributo serve per aiutare Michael a camminare, un’altra volta, in un modo o nell’altro.

 

 

 

(se clicchi sull’immagine vedi come puoi contribuire)

 

AMICI MASCHI


Che poi a uscire solo con amici maschi a bere, poi finisci a parlare di donne. Edwige Fenech, Scarlett Johansson, Serena Grandi, Anne Hathaway e un sacco di altri nomi che manco ti ricordi più.
Meno male che poi mossi a pietà ti nominano Robert Redford, Robert Downey Jr, Keanu Reeves e Johnny Depp (ok ok gli ultimi due li nomini tu) ma sopra tutti sta lui
Paul Newman

Che poi a uscire con amici maschi non cucchi mai

Che poi a uscire con amici maschi finisci col bere sempre un po’ di più

Che poi con gli amici maschi finisci la serata ad abbracci e a ti voglio bene e scrivi post che aspetti a pubblicare, che non si sa mai che cosa scrivi

Che poi a uscire con amici maschi ti domandi com’è che con i maschi amici azzecchi sempre e con i maschi amori mai?

Che poi lo sai. Sei un’ottima amica ma una compagna disagevole. Ma chissenefrega, son anche serate come queste, fatte di amici, di vino rosso e di risate che rendono la tua vita speciale.
Poi, chissà, forse, un domani tra un sorso di rosso, una risata e una mano che porta il bicchiere alla bocca, troverai l’amore che alle labbra porterà un bacio.

LUI SI CHIAMA MAX


Profonda.
Incondizionata.
Infinita.

Son poche le persone a cui abbino questi tre aggettivi insieme alla parola stima. Lui è uno di queste. Lui è uno di quegli uomini per cui credo che come umanità abbiamo ancora qualche speranza.

Massimiliano Frassi:
“Apro la giornata con una lunga telefonata… una mamma che si scontra contro la (mala)giustizia italiana. Il pedofilo (ex marito, nel pc una robetta di 12mila files pedopornografici ed in cantina sacchi di giocattoli per “adescare i bambini”) ha abusato dei suoi due figli, per anni. Il maschio non ha retto al dolore inflittogli dal padre e si è tolto la vita. Il Giudice (donna!!!) ha più volte rinviato le udienze (una volta aveva “troppo caldo”) ed alcuni reati sono poi caduti in prescrizione (che per questi reati andrebbe revocata)… per altri c’è stata invece l’assoluzione per “mancanza di prove”, malgrado i files ed una perizia sulla bimba (disposta dal tribunale) dove per ben 30 pagine la si riteneva “assolutamente credibile” e “vittima di abusi”.
La signora oggi vive all’estero: un consiglio, cara amica, noi lotteremo con lei per il secondo grado, ma lei resti lì, non torni indietro, questo NON è un paese che difende i bambini. E’ un paese sempre più a misura di delinquenti.”

Questo è uno dei suo “status” di oggi sulla sua pagina di facebook. Uno status dove la rabbia, la volontà, il dolore, e la determinazione di andar avanti convinono nello stesso istante.

Ogni giorno lotta contro gli “orchi”, contro leggi inique, contro burocrazie assurde, contro assurdi “difensori” di pedofili,  ma nel contempo trova lo stesso il tempo di regalare sorrisi, dar carezze sulle cicatrici del cuore e donare luce alla speranza.

Frassi

Il mio cinque per mille da anni va all’associazione dove lui mette la sua vita e il suo cuore.

Se avete deciso già di destinare il vostro 5 per mille ad un’altra onlus (ogni onlus ha il suo perchè) e se magari voleste comunque dare una mano, ecco cliccate qui sotto e troverete molti modi. Qualsiasi cosa facciate, anche solo spargere la voce… grazie.

prometeo

Come aiutarli

Associazione Prometeo