LEARNING TO LOVE


Learning To Love
Genere: Romantico
Paese: Giappone
Anno 2025 – 11 episodi di circa 50 minuti

Sono un ex romantica, ora cinica romantica, non amo molto le serie romantiche, eppure questa leggera breve serie giapponese mi è piaciuta.

Trama:
Ogawa Manami è un’insegnante di un liceo cattolico, abita ancora con la famiglia ed è cresciuta in un clima severo con un padre autoritario e una madre che non ha la forza di ribellarsi al marito. Vive in maniera spenta con il padre che la reputa incapace di cavarsela da sola, invadendo da sempre la sua vita con decisioni che spetterebbero solo a lei. La spinge a sposare un uomo che piace a lui.

Kaoru è un giovane ragazzo cresciuto in un ambiente povero. Non ha imparato a leggere e scrivere, e questo condiziona la sua vita. È diventato un host1 del club “Joker” a Kabuchicho. Nonostante il suo passato e il suo presente, non sempre semplice, cerca di vivere la sua vita in maniera spensierata.

Manami, un giorno, riceve una chiamata che la informa di una sua studentessa, che è andata in un host club ed è con un host. Corre al locale per riportare indietro la studentessa. Qui incontra, o meglio si scontra con Kaoru.

In seguito, obbligata dalla scuola e dalla madre della studentessa, Manami deve far firmare a Kaoru una lettera in cui il ragazzo promette di non rivedere più la studentessa. In cambio non avrà nessuna denuncia penale. Nel tentativo di far scrivere e firmare questa lettera, l’insegnante scopre il problema di Kaoru e si offre di aiutarlo a imparare attraverso delle lezioni  private.

Gli attori principali sono: Murakami Raul Maito e Kimura Fumino.

Se volete vederlo, lo trovate su Netflix.

Questo leggero film romantico mi ha portato pensieri e raffronti seri: parlo dei preconcetti che le persone hanno su altre persone o gruppi diversi a loro, sull’arroganza di essere i migliori e di schivare la “feccia”, non permettendo così alle persone di evolvere se stesse e gli altri. Questo aspetto di vita, ahimè, lo vedo nell’ambiente che mi circonda. Spero di non averlo mai fatto io, senza rendermene conto.

Il romanticismo di questo drama è quel dolce non stucchevole che nausea, ma che invece ti fa venire voglia di assaggiare.

Questa era la parte seria del mio pensiero; la parte meno seria è che con un host così una bottiglia di champagne l’avrei aperta pure io! 192 cm di mix giapponese/venezuelano lo rende una forte tentazione!

  1. Gli host sono giovani ragazzi, sempre alla moda, ben curati e vestiti, che lavorano negli host club, locali notturni dove il loro compito è intrattenere le clienti (quasi esclusivamente donne).

    L’intrattenimento consiste nell’arte del fascino e della compagnia: nel flirtare, fare conversazione con loro, bere, ascoltare, coccolare l’ego delle clienti, farle ridere e spingerle a ordinare più bottiglie possibili (i guadagni degli host dipendono dalle consumazioni). Più una cliente spende, più loro guadagnano più il loro status nel club cresce. Non si tratta di prostituzione, anche se alcuni di loro possono sconfinare.

    A Tokyo, specialmente nei quartieri di Kabukicho e Shinjuku, il giro è enorme. Sono consideri veri e propri idol, tanto da sembrare delle star della Jpop. I più famosi guadagnano cifre astronomiche in una notte; altri diventano famosi, appaiono in televisione e scrivono libri
    . ↩︎

Infine solo per ricordare che non dimentico, e anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

IL TAPPETO DA PREGHIERA DI CARNE


IL TAPPETO DA PREGHIERA DI CARNE
attribuito a Li Yu
romanzo cinese classico erotico

Sinceramente non so come avessi questo libro (molto vecchio) in casa, propenderei per due opzioni: a) fa parte degli acquisti multipli compulsivi alle bancarelle dell’usato, fatti negli anni, e poi dimenticato; b) è un sopravvissuto al book crossing quando Progenie è andata a vivere a Berlino.

Non sono un’amante del genere, ma ero in attesa di alcuni libri che avevo ordinato e quindi spulciavo nell’enorme settore “libri presi da eoni e non ancora letti”. Mi è capitato tra le mani questo dal titolo strano, cinese, dal prezzo ancora in lire e dalle pagine ingiallite, considerato il “Decamerone orientale: un classico dell’erotismo cinese”. Insomma, la somma di tutti questi input mi ha portato a sceglierlo.

Specifico subito che l’edizione da me letta forse non è più neppure in giro (ma sotto al post metto dove trovarlo se interessa). La mia edizione è dell’editore Bompiani – I grandi tascabili – prezzo £ 13.000 – 384 pagine del 1973.

Il libro racconta le avventure del giovane Wei Yang Sheng, chiamato “Il Chierico della Prima Veglia”. Inizia con la visita del giovane in un tempio buddista dove incontra un monaco. Quest’ultimo nota che il giovane ha in sé saggezza ma anche lussuria. Lo invita, pertanto, a rimanere con lui nel tempio. Il Chierico della Prima Veglia, però, replica che è troppo giovane per rinchiudersi in un monastero, e che il suo desiderio è sposare una bellissima donna. Da qui iniziano le sue avventure e disavventure.

Ricordo che i racconti sono stati scritti nell’epoca Qing, tra il 1657 e il 1693, e nonostante sia passato qualche secolo, i racconti scorrono senza problemi. L’allegoria su cui è strutturato il libro, è una chiara condanna al puritanesimo confuciano dell’epoca. Ai tempi, e anche dopo, in Cina, per lungo tempo è stato censurato e vietato. Questo non ne ha fermato la diffusione. Nei primi anni del 1700 uscì anche in Giappone, dove lo definirono il più grande romanzo erotico di sempre.

Certo visto con gli occhi di oggi, forse non sembra così peccaminoso come quando uscì. Per quanto mi riguarda, devo dire che  l’ho letto velocemente, nonostante le sue quasi 400 pagine, con il pensiero: “Vediamo dove va a finire ora?”.

Il termine “pruriginoso” è quello che si adatta di più a questa lettura, ma lo fa in maniera divertente e usando dei termini per indicare le parti anatomiche e gli atti sessuali che mi hanno fatto sorridere, sono poetici ma fanno capire benissimo di cosa si parla.

Passando attraverso le avventure del Chierico della Prima Veglia, lo scrittore prende in giro e denuncia alcuni aspetti puritani della società dell’epoca, anche se, dal mio punto di vista, alla fine evidenzia il concetto di onestà e rettitudine.

Se volete immergervi in una Cina antica, leggendo divertendovi nel vedere cosa s’inventa l’autore, e non vi spaventano i libri che superano le cento pagine, questo può essere una buona alternativa ai romanzi contemporanei.

Da questo libro sono stati tratti negli anni due film: Sex and Zen e Sex and Zen 3D.

Il titolo è una metafora che fa riferimento al modo in cui il protagonista trasforma le sue performance sessuali in una specie di rito di elevazione.

DOVE TROVARLO
Ci sono diverse edizioni e prezzi per questo libro, io ve ne metto un paio, potete sempre cercare anche sul “Libraccio” dove  si trovano libri usati in ottime condizioni:
IBS: Edizione GM Libri – Cartaceo prezzo € 19.00 – 400 pagine
LaFeltrinelli: Edizione Se – Cartaceo prezzo € 26.60 – 288 pagine
Amazon: Edizione Se – Cartaceo prezzo € 23.00 – 288 pagine

Infine solo per ricordare che non dimentico, e anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

OURAN HIGH SCHOOL HOST CLUB


Ouran High School Host Club
Titolo originale: Ouran Koukou Host Club
Paese: Giappone
Anime del 2006 – 26 episodi

Se pensate che un anime del 2006 sia superato, Ouran High School Host Club, vi farà cambiare idea.

La trama:
L’accademia Ouran è una delle più importanti scuole del Giappone, qui studiano i figli e le figlie delle più famose, ricche e importanti famiglie del paese.

Haruhi Fujioka è una ragazza appena giunta all’accademia. Proviene da una famiglia povera, ma grazie ai suoi sforzi e alle sue capacità, è riuscita a ottenere una borsa di studio per frequentare l’Ouran.

Un giorno, nel tentativo di trovare un posto per studiare in tranquillità, Haruhi entra in un’aula di musica apparentemente vuota e in disuso. Non sa che quell’aula è in realtà adibita a sede del rinomato Host Club: un club scolastico formato da bellissimi ragazzi il cui scopo è ‘allietare’ le giornate delle studentesse dell’Ouran. 

Viene sorpresa dall’arrivo dai membri dell’Host Club, e per lo spavento, rompe accidentalmente un vaso antico dal costosissimo valore. Per questo si vede costretta, per pagare il danno da lei causato, a collaborare con il Club fino a quando il suo debito non sarà estinto.
Questo perché, a causa del suo abbigliamento, Haruhi, viene scambiata per un ragazzo, e i ragazzi dell’Host Club vogliono farle ripagare il debito facendola lavorare come host.

Nonostante sia un anime “datato”, è attualissimo, divertente, ironico, a volte paradossale e arricchito da pezzetti di realtà nel proporre alcune situazioni. Parla di amicizia, identità di genere, di pressioni sociale/famigliare (molto sentita in Giappone). Quando ho terminato i 26 episodi mi sono sentita “orfana”.

Avendo letto che è tratto da un manga uscito dal 2002 al 2010 (l’anime invece è del 2006), sono molto tentata dall’acquisto dei volumi successivi al 2006, per sapere come prosegue la loro storia, questo, anche se l’anime è stato sceneggiato in modo che possa essere conclusivo.

Dimenticavo, chi volesse vederlo, lo trova su Netflix.

Infine solo per ricordare che non dimentico, e anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

NEL CUORE DI YAMATO


Nel cuore di Yamato
di Aki Smimazaki
romanzo giapponese contemporaneo

Sono sincera, ho scelto questo libro perché ai primi di luglio, mentre ero in aeroporto in attesa di partire per Berlino, ho visto un’offerta: “Prendi due e paghi solo 11.90€”. La mia scelta è caduta su questo libro, mi ha attirato il titolo, perché Yamato è il nome antico del Giappone. Chi mi conosce, sa che ho un “leggero” profondo innamoramento, per questo paese dai mille ossimori.

Non conoscevo l’autrice e non mi aspettavo nulla da questo romanzo, e invece… invece mi sono appassionata come non succedeva da molto.

Questo libro è una pentalogia, una raccolta di cinque storie, godibili singolarmente ma che si intrecciano tra loro. Si sviluppa nel Giappone del dopoguerra, dove coabitano le antiche tradizioni e il nuovo che arriva dall’occidente.
In questa atmosfera, si tangono nel tempo, le vicende di Mitsuba, Zakuro, Tonbo, Tsukushi e Yamabuki. La raccolta ci offre uno spaccato della storia politica, sociale ed economica del Giappone, attraverso i personaggi di ogni racconto.

Con il loro vivere quotidiano, ci danno una visione di una società che cambia, ma rimane ancorata al passato, con la loro logica del lavoro, il peso della società, della posizione sociale e il rigido rispetto delle regole. Tutti fattori che condizionano la vita privata e sentimentale dei personaggi perché, nonostante la modernità che avanza, le loro radici affondano profondamente in una cultura e nelle tradizioni. Ognuno di loro risponderà in maniera diversa a queste sollecitazioni e pressioni.

L’amore pervade ogni racconto, con diverse sfumature e complessità: quello di coppia, tra genitori e figli, quello sacrificale, quello verso il proprio paese.

Si percepisce la confusione di uomini e donne che vivono in un periodo di cambiamento. L’aver lasciato molte parole nella pronuncia giapponese (non preoccupatevi sono poche e hanno la spiegazione in fondo al libro) fa immergere ancora di più nell’atmosfera del libro.

L’autrice ci regala scorci di storia, a noi occidentali sconosciuti, specialmente sul periodo delle deportazioni in Siberia. A scuola noi studiamo principalmente la storia occidentale moderna, quella di altri popoli solo quando tocca l’occidente. Avere visto un pezzettino della loro storia attraverso le parole dell’autrice, mi fa sentire ancora più vicina alle persone comuni.

Era da molto che un libro non mi prendeva così tanto, da farmi rinunciare al sonno per leggere ancora una pagina, ancora una pagina, ancora una pagina…

Terminata la lettura, ho ordinato anche le altre pentalogie dell’autrice. Ho scoperto un nuovo autore che amo. Aspettatevi quindi delle recensioni successive a questa.

Non amo dare voti, perché ognuno ha i suoi gusti e quello che non piace a me piace a un’altra persona, e viceversa, ma in questo caso io voto con un bel 9 pieno, tendente al 10.

PS: in foto una delle mie micie, Sophie, che approva la mia scelta di lettura.

AUTRICE E EDITORE
Aki Shimazaki è nata a Gifu in Giappone nel 1954. Nel 1981 si è trasferita in Canada, dove tuttora vive e lavora.

L’edizione da me letta è dell’editore Feltrinelli – Collana Universale economica Feltrinelli, 409 pagine, pubblicata in Italia nel 2021. La potete trovare, oltre che nelle librerie, online su siti di Lafeltrinelli, Amazon e Ibs: Prezzo cartaceo 11,40€ – Ebook 7.99€. Volendo sul sito del Libraccio.it potete trovare copie di seconda mano.

Infine solo per ricordare che non dimentico e che, anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

OPS, CI E’ PARTITO UN GENOCIDIO E UN’INVASIONE


Il ministro israeliano itamar ben gvir nei giorni scorsi ha detto:
“I Paesi europei che si abbandonano all’ingenuità e si arrendono alle manipolazioni di Hamas, finiranno per sperimentare il terrore in prima persona“.

Poiché molti paesi Europei (ahimè l’Italia no) riconoscono come stato la Palestina, di sicuro non sono i Palestinesi che faranno terrorismo in Europa, quindi l’esternazione di questo individuo, VOI NON LA PERCEPITE COME UNA MINACCIA ISRAELIANA?!

Nel frattempo l’altro ministro israeliano bezalel smotrich parla della CISGIORDANIA e dopo aver già “annesso” (io direi invaso) 45 ettari di territorio, asserisce che: “Prenderanno l’82% della Cisgiordania”, quindi praticamente la invadono. Dopo Gaza, occuperanno anche la Cisgiordania.

E nel frattempo, sempre loro, in LIBANO, con i droni dell’IDF hanno sganciato quattro granate verso i caschi blu. I Caschi Blu erano impegnati a rimuovere dei blocchi stradali che impedivano l’accesso a una postazione dell’ONU.
Chiaramente l’IDF ha detto che è un errore e non è intenzionale, del resto, a sentire loro, tutto quello che stanno facendo, genocidio a Gaza compreso, sono dei semplici errori… dai suvvia…nessuno di voi commette errori?

Osservate con me questo prospetto, solo gli ultimi anni, dove metto a confronto su quali paesi ogni tanto random, israele lancia bombe, attacchi aerei, granate e cosette di questo tipo:

PAESEANNI in cui ci sono stati attacchi
EGITTO2023 – 2024 – 2025
IRAN2024 -2025
LIBANO2023 – 2024 -2025
SIRIA2023 – 2024 – 2025
YEMEN2023 -2024 -2025

Specifico che:
° Yemen e Iran non sono neppure confinanti
° Egitto: non ci sono stati attacchi su larga scala, ma continui incidenti al confine.

Ora voi tutta questa mira espansionista non la vedete? Un po’ di timore questo aspetto guerrafondaio non ve lo dà israele? L’Italia dista da israele 2270 km siamo lontanucci, ma poi mi ricordo che ha attaccato altri paesi non confinanti: Iran 1600 km e Yemen 2170 km.

Lo so è un’iperbole, ma nella storia a volte le iperboli si verificano. So anche che alcuni di voi pensano: “Siamo alleati degli americani che sono alleati degli israeliani e c’è la Nato”. Proprio per questo non sono tranquilla. Noi italiani, noi europei, e gli ultimi avvenimenti geopolitici lo confermano, non contiamo un cazzo, e la Nato ormai è l’esercito internazionale degli USA. Quindi se non eseguiamo ciò che ci dice “Emperor Taco”, le parole del ministro con cui inizio questo pezzo, un pochetto m’inquietano.

Fatemi continuare con l’iperbole e con i confronti della storia, perché a me lo stato di israele ricorda sempre di più il terzo reich (sembra quasi che gli antichi gerarchi nazisti si siano incarnati in questo governo per vendetta).

Nel terzo reich l’espansione è iniziata nel 1938 con l’annessione dei Sudeti1 in Cecoslovacchia. Poi nonostante gli accordi presi nel 1939, occupano l’intera Cecoslovacchia. Sempre nel 1939 tocca alla Polonia. Nel 1940 è la volta di Danimarca, Norvegia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Francia; infine nel 1941 continua con Jugoslavia, Grecia e Unione Sovietica.

Non trovate l’Italia perché, ahimè noi eravamo alleati dei tedeschi (sempre dalla parte sbagliata della storia con i nostri governi) e di quell’abominio. Un pò come oggi che siamo alleati di Taco alias Trump e appoggiamo israele con lui. Continuiamo a vendergli armi, e proprio in questi giorni abbiamo permesso l’atterraggio a Sigonella di tre aerei militari israeliani (a noi comuni mortali non è dato sapere perché).

Questo post è nato solo dalle considerazioni fatte stamattina dopo la lettura di alcuni quotidiani e il controllo su siti attendibili. Ho focalizzato avvenimenti e pensieri che mi hanno fatto scaturire raffronti, domande, risposte e dubbi, e il rendermi conto che siamo ancora, come Italia e il nostro governo, dalla parte sbagliata della storia. Molto meno una grossa parte degli italiani che non appoggiano quello che sta succedendo (vedi i camalli di Genova, i cortei di protesta e le associazioni italiane e alcuni parlamentari delle opposizioni che fanno parte della global summit flotilla).

Questo post è uno spunto per riflettere. Tutto qui.

  1. Sudeti: erano la popolazione di lingua tedesca che viveva nei Monti Sudeti in Cecoslovacchia. ↩︎

PS: Nel frattempo i BRICS parlano di commercio e collaborazioni, mentre da noi si parla di guerra e armi. Fate voi…

PPS: se mi te o pensate, si ma gli attacchi ad altri stati partono dal 2023, dopo Hamas, nel tuo prospetto, vi ricordo che ho scritto “ultimi anni”. Se volete vi scrivo anche quelli precedenti a partire dal 1968. Solo come anticipazione vi posso dire nel 1985 ha bombardato anche la Tunisia.

PPPS BRICS: “Se i cinesi, i russi e gli indiani si uniscono in qualsiasi forma di alleanza, che sia economica o altro, non c’è modo in cui gli americani possano competere”.
Detto da Edward Price è un analista ed economista politico britannico-americano. Professore della Nyu, l’Università di New York, che ha lavorato come consigliere capo nel consolato britannico nella metropoli statunitense, è il vollto di Bloomberg Tv, ed è stato firma del Financial Times e di altre prestigiose testate.

BON APPÉTIT MAESTÀ


Bon appétit, Maestà
Genere: Commedia, Romantico,Fantasy, Storico
Paese: Corea del Sud
Anno 2025 – 12 episodi

È un adattamento dalla web novel “Surviving as Yeonsan-gun’s Chef” di Park Kook Jae.

La trama:
Yeon Ji Yeong è una giovane cuoca, all’apice della sua carriera. A Parigi vince una gara di cucina televisiva. Vinta la gara, s’imbarca per tornare in Corea del Sud, quando improvvisamente viene trasportata indietro nel tempo e si ritrova nel periodo Joseon.

Per una serie di avvenimenti è costretta a cucinare per un tiranno, il re Yi Heon, un sovrano con un carattere letale ma con un palato sopraffino.

Ji Yeong si ritrova intrappolata nel mondo spietato della corte, con i suoi intrighi e la sua politica. Cerca, a suo modo, di sopravvivere in quell’ambiente. La sua bravura in cucina la porta a diretto contatto con il temibile sovrano, e i suoi scoppi d’ira, che ama particolarmente la sua cucina.

I due principali attori sono:
Lee Chae Min che interpreta King Yi Heon
Giovane attore che trovate anche in “Hierarchy” (Netflix)
Lim Yoon A che interpreta Yeon Ji Yeong
È stata protagonista del drama “King The Land” (Netflix)

Lo avevo iniziato quasi per noia un sabato sera, quando era appena uscito su Netflix (è ancora in onda al momento), senza grandi aspettative. Invece mi sono ritrovata a ridere e a non vedere l’ora delle uscite delle prossime puntate. Ad ogni episodio un nuovo piatto, una nuova sfida di sopravvivenza alla corte del re, mentre intorno a lei antichi segreti, desideri di potere e intrighi la circondano e la mettono in pericolo.

Se vi piacciono le storie così, dove le risate si mescolano anche al mistero e al romanticismo, ve lo consiglio.

Poi, un appunto personalissimo hot: ad ogni fotogramma dove il re Yi Heon, alias Lee Chae Min, avvicina il cibo alle sue labbra e la telecamera le inquadra mentre assaggia, sappiate che mi prende un’irrefrenabile voglia di baciare!

Infine solo per ricordare che non dimentico e che, anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

BEYOND THE BAR


Beyond the Bar
Genere: Legge, Romantico, Vita
Paese Corea del Sud
Anno 2025 – 12 episodi

La trama:
Yun Seok Hun è un avvocato socio che lavora nel grande e famoso studio legale Yullim, dove è a capo del team contenzioso. È un uomo schivo, dalle grandi capacità legali, con un carattere freddo, per cui è molto difficile riuscire ad avvicinarlo.
Kang Hyo Min è una giovane avvocatessa alle prime armi, ma è un piccolo genio della giurisprudenza. È generosa di cuore, onesta e sicura di sé, anche se è socialmente impacciata. Inizia il suo percorso lavorativo presso il team contenzioso della Yullim.

Tra i due dopo i primi scontri, s’instaura un rapporto di fiducia lavorativa, e dopo quello iniziano ad avvicinarsi anche nella vita personale, tutto questo mentre all’interno dello studio legale Yullim, alcune fazioni cercano di sabotare sia lui sia lei.

Gli attori protagonisti sono:
Lee Jin Wook che interpreta Yun Seok Hun.
Indimenticabile protagonista di “Bulgasal: Immortal Souls”, serie, uscita su Netflix, che ho amato molto (Se volete leggere la recensione che feci cliccate QUI).
Lo potete vedere recitare, sempre su Netflix, anche in “Squid Game 2 e 3” e in “Sweet Home” 2 e 3.
Jung Chae Yeon che interpreta Kang Hyo Min.
Ha lavorato anche in “Family by Choice” (Viki Raluten) e “The Golden Spoon” (Disney+)
Lee Hak Joo che interpreta Lee Jin U.
Lo trovate anche in “The Potato Lab” (Netflix) e “Newtopia” (Prime)
Jeon Hye Bin che interpreta Heo Min Jeong.
È tornata alle serie dopo una pausa di qualche anno; ha avuto un ruolo ospite in “Kiss Sixth Sense” del 2022 e l’ultimo suo ruolo principale risale al 2021 in “Revolutionary Sister”.

Io amo le serie Legal, questa è partita benissimo e mi ha catturato subito. Ogni episodio porta a un nuovo caso e una nuova prospettiva.

Se devo trovare un difetto a questa serie, è che a volte cade un po’ in quello che io chiamo “il patetico coreano”, di cui molti kdrama sono infarciti. Troppe lacrime per commuovere forzatamente lo spettatore, ma, invece a me irrita. Devo dire che per ora, in questa serie, è successo poco, quindi rimane un drama godibile.
Al momento che ne scrivo, è ancora in onda su Netflix, spero mantenga lo stesso livello di qualità.

Una piccola curiosità sul titolo (quello inglese): Bar è scritto in senso legale e non di locale. Nell’ambiente legale “The bar” si riferisce all’insieme degli avvocati. Entrare “alla bar” o “superare il bar” significa diventare un avvocato abilitato, quindi “Beyond the bar” suggerisce “oltre la professione”.

Infine solo per ricordare che non dimentico, e anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

VORREI DIRTI CHE TI AMO


Vorrei dirti che ti amo
Titolo in inglese: Love Untangled
Genere: Romantico, Gioventù, commedia
Anno 2025 – film di circa due ore.

Gli attori protagonisti sono:
Shin Eun Soo è Park Se Ri.
Lei ha lavorato anche in Twinkling Watermelon e Light Shop
Gong Myung è Han Yun Seok.
Lui ha lavorato anche in Mercy For None e Way Back Love

La trama:
Siamo alla fine degli anni ’90 a Busan, in Corea del Sud. La diciannovenne Park Se Ri odia i suoi capelli ricci e crespi.

Per un caso fortuito, e all’inizio per egoismo, fa amicizia con uno studente trasferito da poco da Seul a Busan, Han Yun Seok e lo porta all’interno del suo gruppo di amici.

Se Ri è innamorata di Kim Hyeon, il ragazzo più popolare della scuola. Ha intenzione di dichiararsi a lui, ma non prima di essere riuscita a lisciarsi i capelli.

Per fare questo, Se Ri, coinvolge tutto il suo gruppo di amici nell’operazione “Amore”, in modo da poter confessare i suoi sentimenti a Kim Hyeon.

Nonostante Yun Seok non sia entusiasta di aiutarla in questa operazione, fa di tutto per farla felice e per questo l’aiuta.

È un classico film romantico giovanile, gradevole, fatto per far rilassare la mente, farci sorridere e ricordarci come ci innamoravamo a quell’età. Perfetto se si vogliono passare un paio d’ore senza pensieri e se siete dei romantici.

PS: all’interno vi aspetta un cameo di un attore famoso (per le amanti dei kdrama)

Infine solo per ricordare che non dimentico e che anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno.

S LINE


S LINE
Genere: Thriller, Mistero, Fantasy
Paese: Corea del Sud
Anno 2025 – 6 episodi

È un adattamento del webtoon coreano “S Line” di Little Bee. In Italia nessuna piattaforma lo ha preso, al momento, in carico. Lo potete trovare tramite alcuni fansub o su piattaforme estere in inglese.

I due principali attori sono Lee Soo Hyuk, che interpreta Han Ji Uk, e A Rin, che interpreta Shin Hyeon Hop.

Lee Soo Hyuk è l’indelebile triste mietitore di “Tomorrow” (che trovate su Netflix) e il vampiro dalla voce (e dai pettorali) indimenticabili in “The Scholar Who Walks the Night” (che trovate su Viki)
A Rin è una giovane attrice che si affaccia da pochi anni al mondo dei drama. S Line è stato il suo primo ruolo da protagonista. La potete trovare in un ruolo di supporto nelle due stagioni di “Alchemy of Souls” (che trovate su Netflix).

La trama, brevemente:
Ahin Hyun Heup, fin dall’infanzia, ha la capacità di vedere dei misteriosi fili rossi che, partendo dal capo delle persone, li connettono.

Intuisce ben presto che i misteriosi fili rossi legano le persone che hanno fatto sesso tra loro.

Un giorno, scopre che il suo dono non è più unico, quando sul mercato nero compaiono, misteriosamente, degli occhiali speciali che conferiscono un potere simile al suo.

Da questo momento in poi, degli eventi inquietanti si innescano nella città, e suo malgrado inizia una collaborazione con il detective Han Ji Wook.

Io amo il fantasy, il thriller, il mistero e amo Lee Soo Hyuk, poteva non piacermi un drama del genere? Poi mettete che a differenza delle canoniche sedici puntate, dodici su Netflix, qua sono solo sei e quindi il drama scorre veloce e avvincente.

Finito il drama ho pensato a cosa accadrebbe nel mondo reale se anche noi vedessimo questi filamenti rossi. Vi chiedo, anche senza aver visto il drama, voi che pensate, cosa accadrebbe se ognuno di noi vedesse (e sarebbe a sua volta visto) con chi ha fatto l’amore?

So che a qualcuno non è piaciuto, ma ricordo sempre che è questione di gusti di genere.
Se amate il fantasy e il mistero ve lo consiglio, il problema è lo “sbattimento” a cercarlo non essendo al momento approdato su nessuna piattaforma italiana.

E poi solo per ricordare che non dimentico e che anche se parlo di altro, questo fa costantemente parte di me, ogni giorno:

QUEI SILENZI COSI’ PIENI DI PAROLE


Soffro della “Japanese syndrome” e ho iniziato a soffrirne da adulta, non da ragazzina. Come tutte le “malattie” se le prendi da grande, sono più “pesanti”.
L’alternativa è che in un’altra epoca, in Giappone, il mio vivere sia stato così intenso da portarmelo dietro di esistenza in esistenza, in ogni vita successiva come percezione del mondo.

Il titolo di questo post deriva da questo. Ogni volta che “inciampo” nel Giappone con un film, un libro, una serie in cui si parla dello scorrere della vita, delle persone e delle loro emozioni, il mio cinismo si assopisce e risale prepotentemente qualcosa di me, qualcosa che avverto a livello fisico, nel bene e nel male.

Non sto esagerando, a volte sento il cuore stringersi in una contrazione di dolore fisica, a volte mi pervade una saudade emotiva, e a volte una sensazione di benessere mi scioglie le membra. Tutta colpa della “Japanese syndrome” che forse dovrei chiamare, per rimanere in tema, con un termine giapponese: “Mono no Aware1, che racchiude molto di quello che vorrei dire, anche se non tutto.

Tutto questo prologo deriva dal titolo di questo post, pensiero nato guardando una serie giapponese.

In questa serie i silenzi erano così densi di parole da riempirmi la mente.

I silenzi che parlano, i silenzi così densi che l’aria diventa povera di ossigeno, i silenzi carichi di significati, i silenzi alle domande che sono risposte, i silenzi di cui spesso mi avvolgo.

Vorrei riuscire a comunicarvi i miei pensieri, quello che “Mono no Aware” ha mosso. Ma sono così tanti e così desiderosi di uscire che mi hanno intasato la capacità di trascriverli. Troppi, tutti insieme, che cercano l’uscita dalle punte delle mie dita sulla tastiera.

Temo di non esserci riuscita e che sia impossibile farlo, quindi non dico altro.

Portate pazienza per i miei sproloqui, sono una cinica romantica in cui ogni tanto il cinismo si assopisce e ritorna prepotentemente in superficie, la mia visione dell’amore (che forse non esiste).

Qua sotto lascio solo, qua sotto per i curiosi e per gli amanti del genere, cosa ha suscitato in me tutti questi pensieri. Non è una vera e propria recensione, ma qualche dato della serie, una breve trama e qualche considerazione.

“Our Youth” e “Out Youth: After Story”
Titolo originale: “Miseinen: mijukuna oretachi wa bukiyō ni shinkō-chū” e
“Miseinen: mijukuna oretachi wa bukiyō ni shinkō-chū. Afutāsutōrī”
Genere: Romantico, Gioventù, BL
Paese: Giappone
Anno – episodi: 2024 – 10+2

È’ un adattamento dal webtoon “Our Youth” di Hi Noon. La serie è composta di dieci episodi più due di sequel. Alcuni fansub hanno raggruppato i due episodi del sequel in un’unica puntata.

I due attori protagonisti sono Motojima Junsei che interpreta Minase Jin e Kamimura Kenshin che interpreta Hirukawa Haruki.

La trama è molto semplice da scrivere, ma purtroppo non rende la bellezza romantica e anche profonda che, man mano, scaturisce nella serie, mentre una sceneggiatura ben fatta porta a galla emozioni e verità.

Due studenti liceali Minase Jin e Hirukawa Haruki frequentano lo stesso liceo e sono nella stessa classe. Sono diametralmente diversi:
Minase Jin è uno studente modello, sempre tra i primi della classe, ha già in mente il suo futuro, probabilmente indotto dalla madre. Vive praticamente da solo, perché i genitori sono sempre lontani per lavoro.
Hirukawa Haruki, è un ragazzo problematico, un piantagrane, fuma, salta giorni di scuola ed è a capo di un gruppo di ragazzi con i suoi stessi problemi. Vive solo con il padre, un uomo violento e manesco.

Apparentemente due isole nel mare, lontane tra di loro, eppure tra i due inizia un reciproco avvicinamento, quasi che uno compensi l’altro.

Una serie che parla di gioventù, di paure, di crescita, di doveri in una società in cui lo stigma sociale può “uccidere” socialmente una persona. Ma parla anche di amore, di speranza, con una spruzzatina (minima, nel sequel) sui mancati diritti LGBTQ+.2

2 In Giappone non è ancora legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso. E’ l’unico paese del G7 a non averlo legalizzato. Detto questo però ci sono molte sentenze dei tribunali di alto livello (ne cito alcune: Tokyo, Sapporo, e Osaka) che hanno dichiarato incostituzionale il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Purtroppo al momento queste sentenze non hanno fatto modificare la legge.
Alcune città e prefetture hanno cercato di dare una legalità a questi matrimoni con i “certificati di partenariato”, ovvero un sistema di certificati per le coppie dello stesso sesso. Anche se non hanno valore di matrimonio, almeno garantiscono alcuni diritti tra cui poter visitare il partner in ospedale, essere riconosciuti come famiglia affidataria.
Il webtoon è di origine Coreana, ma anche in Corea del Sud il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è legale.

  1. “Mono no Aware” è un’espressione di dolore e bellezza contemporaneamente.
    Ha molte sfumature, tra cui il sentimento della consapevolezza della transitorietà delle cose e della vita. Riflette una malinconia agrodolce, non vuota ma ricolma di apprezzamento, non c’è rabbia o frustrazione ma accettazione attraverso una gioia malinconica. ↩︎
  2. In Giappone non è ancora legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso. E’ l’unico paese del G7 a non averlo legalizzato. Detto questo però ci sono molte sentenze dei tribunali di alto livello (ne cito alcune: Tokyo, Sapporo, e Osaka) che hanno dichiarato incostituzionale il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Purtroppo al momento queste sentenze non hanno fatto modificare la legge.
    Alcune città e prefetture hanno cercato di dare una legalità a questi matrimoni con i “certificati di partenariato”, ovvero un sistema di certificati per le coppie dello stesso sesso. Anche se non hanno valore di matrimonio, almeno garantiscono alcuni diritti tra cui poter visitare il partner in ospedale, essere riconosciuti come famiglia affidataria.
    Il webtoon è di origine Coreana, ma anche in Corea del Sud il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è legale. ↩︎