COGITO VARIO ED EVENTUALE


Ci sono i pensieri corposi.
Li vedi passare fuggevoli dietro bulbi oculari.
Scorrono sulla fronte, scritte led in movimento.
maschere

Li scopri quando sbigottisci le persone. Quando le maschere son calate, quando dici una cosa che non si aspettavano e la sorpresa le spoglia per un breve attimo.

Li vedi nelle persone distratte, avvolte in se, in un mondo a parte, o quando cercano di mentirti. In quel breve istante di vana ricerca di farla passare per verità, s’incrina la facciata, e da lì fuoriescono densi.

E poi ci sono i tuoi, quelli che a volte ti fanno volare e altre ti imbullonano a terra.

Siamo tutti emuli Jesus. Venuti per cambiare il mondo, ci ritroviamo inchiodati a una realtà che non ci appartiene.

LO SAPETE CHE LA FELICITA’ E’ CONTAGIOSA?


Condividere queste emozioni è piuttosto insolito per me, ma oggi è troppo forte…
Ragazzi, io non so cosa sto facendo, dove sto andando o cosa mi riserverà la vita, ma cazzo, IO SONO FELICE! La mia vita è proprio qui, esattamente adesso, tra le mie mani… morissi domani, nessun rimpianto. Problemi tanti, ma nessun rimpianto. Grazie. Grazie. Grazie.

Non sono parole mie, ma di un mio amico. Parole che ha condiviso con noi. Tramite un social perché lui sta vivendo la sua vita nel mondo, e qui il social ha il suo vero scopo. Non sparar minchiate, non fomentare bugie, non contenere la nostra rabbia, non farci da vetrina per selfie a nutrire il nostro ego, non sembrar qualcosa che non si è, ma solo e semplicemente uno strumento per condividere con gli amici qualcosa, in un momento in cui non possiamo farlo di persona.

Lo sapete che la felicità è contagiosa?
Io son felice che lui viva quel momento, io son felice che lo sia così tanto da non poterlo contenere, io son felice che ogni tanto uno di noi riesca a dire: “Io sono felice! La mia vita è proprio qui, esattamente adesso, tra le mie mani, morissi domani, nessun rimpianto“.

Io questa frase non la potrei dire, ma sapere che qualcuno dei miei amici può farlo, bè… sarò stupida, sarò emotiva, sarò cogliona, sarò quello che volete voi, ma rende anche la mia vita con un punto di luce in più, forse perché dà speranza anche a me di poterla dire un giorno.

Voi siete un pezzo del nostro cuore in giro per il mondo.
felice

PS: Il mio amico si chiama Thomas. Lui,  Agata e Serena li trovate qua “300 KG”

LINGUAGGI


Espansione
Contrazione
Equilibrio.

Son in fase espansiva del corpo e questo vuol dire che son in una fase di contrazione del cuore.

Perché in qualche modo vivo un momento che non vorrei, dove il tempo non è mio, e invece il mio tempo mi reclama, mi strattona a se.

Mi muovo nel cercare il cambiamento, ma rimango ancorata a paure che ho sempre avuto, bisogni che mi hanno sempre incatenata.
Catene, emotive e non, che mi son sempre cercata.

Una gioventù bruciata, la mia, in cui la scelta è stata sempre il certo a sfavore dell’incerto, la sicurezza al posto del rischio, la difficoltà di scelta come leitmotiv di fronte alle biforcazioni, un lavoro che mi dava certezze economiche e non un lavoro che mi suggeriva il cuore. Sono cose che paghi dopo.

Piano piano, nel tempo, ho cercato di aprire queste catene (di cui non imputo la colpa a nessuno, solo a me stessa). Mattone dopo mattone, ho cercato di smaltellare la prigione che mi ero creata. Eppure.

Eppure esistono dei mattoni invisibili che mi tengono chiusa da qualche parte.
Ho molteplici me, separate da questo muro invisibile che anelano a ricongiungersi. Fintanto che non accadrà, io mi espanderò e contrarrò alla ricerca di dove.
Painting by gtako

Il mio essere due e anelare a uno, sempre.
Il segno zodiacale, le polarità del mio interno, il bianco il nero, mi ricordano che sono separata. Ma ho il sapore dell’indiviso ancora in bocca, il colore dell’inscindibile mi colora gli occhi, la percezione della totalità adagiata sulla pelle.

Devo nutrire la mia mente quanto il mio cuore.
Le parole, queste parole, mi servono per la mente, il cuore, l’anima sta cercando il suo linguaggio per liberarsi.

STIRPI


E’ cambiato e non poco.
Mi manca molto il prima.
Gli ho detto “Mi manchi”.

Lui non vede il problema.
Lui mi ha detto le cose cambiano.
Ha ragione.

I cambiamenti hanno nomi e una stirpe.
Due le stirpi: “Meglio” e “Peggio”.
Con chi imparentarsi spetta a noi.

Non capisce la mia non accettazione.
Sospetto dissimuli e giochi le sue solite carte.
Ignorare sperando la cosa si risolva da se.

Si può cambiare per paura o per crescita.
Questo cambiamento ha il nome di paura.
La stirpe è legata al nome.

Chiudi gli occhi e pensa alla parola paura, sentila addosso, adagiarsi. Ascoltala.
Chiudi gli occhi e pensa alla parola crescita, sentila scendere sulla pelle. Sentila.

La senti la differenza di energie di questi cambiamenti?

Altalene

SEGAIOLA MODE ON


La prima ho cancellato tutto.
La seconda ho congelato in bozza.
La terza ho capito perché.

Infine ho deciso di usare parte di vecchie parole, tanto di meglio non avrei saputo dire.

«Purtroppo la maggior parte delle persone non riesce a vedere i mutamenti interiori come quelli esteriori, ti cristallizza in un’immagine, ti impacchetta in un contenitore e non ti guarda più, non ti ascolta più, non ti presta più quel minimo di attenzione, quel minino di interesse che per me è vitale se riferito alle persone che “decido” di tenermi accanto e a cui mi lego emotivamente.

Una volta che ti hanno cristallizzato non si preoccupano di osservare se sei cambiata, se il “taglio dei capelli” è diverso, se la tua “chioma” era nera ed ora è rossa.

Ti danno per scontata e per me è l’inizio della “morte”.

Tu parli, ma loro non ti ascoltano, pensano già a cosa risponderti ancora prima che tu finisca di parlare, perché dentro loro pensano di conoscerti e di sapere chi sei, come pensi, come vivi, come ami, solo perché è passato del tempo da quando ci si è incrociati la prima volta.

Eppure tu non sei più la stessa, ma loro ti vedono come lo fossi, e questo a volte ti fa male, a volte ti annoia e a volte ti insegna a rassegnarti all’umana stupidità»

Photo by Ellis Aveta

Da qui questo mio bisogno, dell’inconsueto, nel movimento cresciamo.

PS:
il primo post parlava di palestra
il secondo di affinità elettive
il terzo del bisogno di un nuovo nome
(Quali collegamenti mentali ho fatto? Il sunto sta tutto nel titolo del post)

DIMENSIONI


Il mondo è un fondale bidimensionale ed io ci vivo da essere tridimensionale.

A volte mi capita di pensarlo, lo percepisco sulla pelle, quasi fosse una verità nascosta che affiora dalle mie profondità e risale verso l’alto. Mentre lo fa, la sensazione della diversità si fa densa.
E’ un camminare con l’acqua alle ginocchia, mentre si trasforma in gelatina. Rallento i miei pensieri, i movimenti, mi assale la voglia di essere altrove.

Risale anche il ricordo di quando ero bimba in un mondo di adulti. Il sospetto che noi, umani, fossimo bambole nelle mani di giganti invisibili. Un mondo in cui i loro bambini giocassero con noi, come noi facevano con le nostre bambole.
Loro, come noi, creavano amore, dolore, situazioni, case, sensazioni. Un falso mondo per preparasi a diventar adulti.

Ci si prepara con il falso per viver una vita vera. Capita così che alcuni, tanti, dimenticano lo scopo e anche da adulti continuano la falsità per vivere.

Vero che neppure a pochi anni ero normale? La differenza tra oggi e ieri, e che questi pensieri li tenevo per me, li cullavo nel silenzio e continuavo ad osservare il mondo e gli adulti.

Il mondo è un fondale bidimensionale e io ancora non so se son caduta qua da un pianeta o se sto vivendo in un novello ” The Truman Show”.

Photo by Lonely Pierot

RIDO QUINDI SONO


Mi adagio sulle risate, le mie.
Distesa sul divano.
Ascolto la vita.
Osservo i rumori.
Sorrido di me.

E’ stata la giornata della risata, quelle fatte da sola a casa poi, son le più vere.
Propagano benessere come cerchi concentrici nell’acqua.

Parlo con i gatti, che son la mia famiglia, e sanno come me, comunicare nel silenzio.
Quel silenzio rotto solo dalle mie risate e dalle loro fusa.

Rido nel ritrovarmi e nel rendermi conto che ho iniziato solo ora a crescere, e nel farlo, crescere diventa essere.
cat

FARE II – ANDREA CISTERNINO


Ogni promessa e debito. Almeno a casa mia.
Quindi proseguo con il mio fare come già detto in altro post.

Questo mese il mio cuore ha scelto Andrea Cisterino e la sua associazione. Ho conosciuto Andrea Cisterino per caso, trovando un suo post. Parlava della strage di cani in Ucraina in concomitanza con gli Europei di calcio, anzi la strage era per “pulire” le strade e renderle “belle” proprio per gli Europei. Quando parlo di stragi, sappiate che parlo di stragi con tutto il loro orrore, dolore e sangue, poco importa la specie.

Da allora lo seguo. Mette tale passione, tale dedizione, tale amore in quello che fa, che il minimo che posso fare è dar voce alla sua voce. Oggi con questo post oltre alla voce, do atto di aver contribuito (seppur poco) materialmente.

Se volete far un giro, sapere che fa, come e con chi, oltre a cliccare sul logo qua sotto, potete andare sulle sue pagine di facebook che metto in calce.

Facebook:
Io non posso parlare … sei tu la mia voce ( in favore degli animali )

Rifugio Italia Ukraine

DUALITA’


Il sapore del vino rosso amalgama i pensieri con le parole. Le ritrovi sparpagliate come i calzini a terra, nel corridoio, per arrivare alla camera da letto.

Con loro ritrovi quella sensazione particolare. Un vuoto pieno o un pieno vuoto? Cerchi l’abbraccio che ti faccia sentire casa e lo aneli tenendo tutti a fisica distanza. Così semplice nel suo esser difficile. Ma tu semplice? Mai. Quindi di che ti lamenti.

La diversità arricchisce, dicono, è una forza, ribadiscono, ma ci son momenti che la percepisci come dietro un vetro. Vedi, nel silenzio, labbra mute muoversi, allunghi la mano a sfiorare, senti freddo sotto le dita.

L’isolamento è protezione e prigione insieme, tana sicura o angusto bugigattolo in cui soffochi. La vita stessa è gioia e calore o sofferenza e freddo.

Questo mondo, e il suo gemello dispari, sono i mondi della dualità, sfuggirne è difficile.

La verità è racchiusa in bolle di sapone, il loro scoppiare in ogni angolo della terra, ne fa ardua la ricerca affinché molteplici torni una. Infine possa riposare, il mio dio interiore, nel terminare il puzzle.
Photo by Benoit Courti

Ti sovviene Wilde e il suo guardar le stelle, ma a volte questo più che fango ti sembra guano le cui esalazioni ti ammorbano le sinapsi. Rimanere in punta di piedi per allontanarle e tendere alla luce a volte è impegnativo.

Eppure.

BIANCO E ORO


Bianco, di lino, il vestito.
Spalline, sottili, volubili.

La pelle, dorata, nuda la schiena.
Denti, i tuoi, sulla spalla mia.

Un morso, tenace, marchio invisibile.

Fu un attimo.
Mi addentasti l’anima.

soul