SEGURA


Leggo una frase sulla felicità e mi viene in mente lei.
Lei che in questo momento della sua vita felice non è.
Lei guarda la foto e mi domanda “Segura?”
seguro

Lei vive questa vita strappandosi sorrisi, un po’ rassegnata, un po’ stanca.

Io e Lei, ci conosciamo da anni. Le parole ci hanno attratto una verso l’altra, le mie lunghe e le sue corte. Certo “conosco” riferita a noi due parrebbe una parola difficile, non ci siamo mai viste, eppure “conosco” è il verbo giusto.

Ah Amica mia, noi cerchiamo sempre fuori questa benedetta felicità, ma è insita in noi. Solo che abbiamo perso il sentiero da piccole.

Quando eravamo cuccioli, lo percorrevamo da soli, senza problemi, bastava un niente, ed eravamo già là saltellanti a camminarci sopra.
Poi, non so di preciso come e perché, ad un certo punto smettiamo di andarci, forse attirati da pifferai magici su altre strade.

A quel punto, il nostro sentiero della felicità viene invaso dai ragionamenti e dalle parole che ci dicono: “Non sognare, è impossibile, dai non si può, dai non devi, sii brava, sii giudiziosa, sii responsabile, sii logica, noi sei all’altezza, insomma, che credi”. E noi lo perdiamo quel sentiero, noi ci perdiamo e perdendo noi perdiamo la nostra felicità.

Passiamo la maggior parte della nostra vita da adulti a cercarlo per ritrovarci e ritrovare la felicità. Ma sbagliamo, cerchiamo fuori. Possiamo ritrovarlo quel sentiero, vive in noi e ci attende.

Facci caso, quando siamo felici a prescindere dagli altri, accade che attiriamo le persone come calamite. Ci fanno gesti gentili, ci sorridono per strada, cercano un contatto con noi, vogliono comunicar con noi.  La felicità è un’energia potente.

Quando siamo tristi e infelici, le persone non ci vedono, diventiamo dei fantasmi, invisibili agli occhi dei più, l’infelicità è un buco nero.

Costruisci la tua vita senza rimaner in balia di vite altrui, esiste una sola felicità è vive dentro te. Felicità e viver amando intensamente, ma senza esser schiavo di niente e nessuno. Si forse non hai tutto quello che speravi a vent’anni, ma hai molto di più di quello che pensavi.

Oh non ho detto che è facilissimo, ho detto che è possibile.

Amica mia, la felicità è una decisione di cammino, quindi: Sì, segura, segurissima.

ME E IL MONDO


Ad un certo punto l’ho capito.
Do un’immagine di me che non è quel che vedo di me.
Da qua il casino. Tra me e il mondo.
Enorme.

Se poi aggiungo che quello che vedo di me non è detto che sia quello che sono, capisco Nietzsche e il caos che cita.

Peccato io non sia una stella, però so danzare tutta la notte alla luna.
small-magellanic-cloud

MONILI


Penso a momenti.
Sento nella carne.
Scrivo poco.

Mi vesto di silenzio.
Solo qualche parola, qua e là, come un monile a far risaltare l’abito.

red wolf

E’ la stanchezza del farsi capire, e in questo momento, non ambisco alla fatica di farlo. Del resto chi mi vede, mi scorge anche nella quiete delle parole.

Ambisco a chiacchierate fatte di sguardi. Quelli in cui parli dei secoli che furono, e di quelli che saranno, in una manciata di secondi.

All’ombra di una quercia, a bordo di un sentiero di campagna, ad aspettare.

Dietro me, il futuro sta arrivando.

BOTTONI


Sono stata una bambina timida e introversa.
Sono stata una adolescente introversa e timida.
Sono stata una ragazza introversa, timida e silenziosa.

Poi sono diventata una donna estroversa, determinata, forte e sicura, ma ho radici in quelle me. Questo mi complica, a volte, la vita. Non poco.

Ho una radice che ha la forma di una bimba di tre anni e mezzo con un sacchetto pieno di centinaia di bottoni.

Con i bottoni giocavo. I bottoncini rosa confetto diventavano i maiali della fattoria, quelli bianchi e piatti la recinzione, quello grosso e marrone la mucca, e così via. Ero capace di giocare per ore e ore con i bottoni. Costruivo mondi e fantastiche storie. Tutto da sola.

Non ho più un sacchetto pieno di bottoni, oggi ho un sacchetto pieno di pensieri improvvisi e di emozioni cui do forma digitando su una tastiera. Le parole son i miei nuovi bottoni, lo scrivere le mie fantastiche storie.

Se mi guardate voi vedete una donna.
Se io mi specchio vedo una bambina di tre anni e mezzo.

bottoni

LO SAPETE CHE LA FELICITA’ E’ CONTAGIOSA?


Condividere queste emozioni è piuttosto insolito per me, ma oggi è troppo forte…
Ragazzi, io non so cosa sto facendo, dove sto andando o cosa mi riserverà la vita, ma cazzo, IO SONO FELICE! La mia vita è proprio qui, esattamente adesso, tra le mie mani… morissi domani, nessun rimpianto. Problemi tanti, ma nessun rimpianto. Grazie. Grazie. Grazie.

Non sono parole mie, ma di un mio amico. Parole che ha condiviso con noi. Tramite un social perché lui sta vivendo la sua vita nel mondo, e qui il social ha il suo vero scopo. Non sparar minchiate, non fomentare bugie, non contenere la nostra rabbia, non farci da vetrina per selfie a nutrire il nostro ego, non sembrar qualcosa che non si è, ma solo e semplicemente uno strumento per condividere con gli amici qualcosa, in un momento in cui non possiamo farlo di persona.

Lo sapete che la felicità è contagiosa?
Io son felice che lui viva quel momento, io son felice che lo sia così tanto da non poterlo contenere, io son felice che ogni tanto uno di noi riesca a dire: “Io sono felice! La mia vita è proprio qui, esattamente adesso, tra le mie mani, morissi domani, nessun rimpianto“.

Io questa frase non la potrei dire, ma sapere che qualcuno dei miei amici può farlo, bè… sarò stupida, sarò emotiva, sarò cogliona, sarò quello che volete voi, ma rende anche la mia vita con un punto di luce in più, forse perché dà speranza anche a me di poterla dire un giorno.

Voi siete un pezzo del nostro cuore in giro per il mondo.
felice

PS: Il mio amico si chiama Thomas. Lui,  Agata e Serena li trovate qua “300 KG”

MEGLIO TARDI CHE MAI


Flash, no, non Gordon, ma del capire.
La consapevolezza della mia stupidità.
Lo chiamavo amore e non era manco un calesse.
Solo un enorme, immenso, inutile, giro a vuoto.

Anni triturati da occhi ciechi e pensieri affilati.
Tempo ed energia evaporati in una spirale contorta.
A saperlo prima mi dico, ma meglio tardi che mai, mi rispondo.

Sospira lieve il cuore mentre si acciambella come un gatto.
Questo vuoto improvviso sa di Mistral, spazza e rinfresca.
Mi siedo stanca al ciglio di una strada di campagna.
L’orizzonte è libero. Il futuro è là.
cat

COSE CHE FACCIO


Cose che faccio:

avere nell’iphone le previsioni della mia città e di Berlino, per sentirmi un po’ più vicina a Progenie

fermare l’auto bordo strada per scrivere il pensiero improvviso che mi è venuto

permettere alla musica di portarmi, in un attimo, dentro un’emozione antica

aver voglia di urlare la rabbia e rimanere silente

ballare da sola, in casa, sulle note di “Sofia” di Alvaro Soler, mentre tutti i miei gatti arrivano a veder che faccio, e rider con loro

comprare libri e non trovare tempo per leggerli

sapere che far una cosa è uno sbaglio e farla lo stesso

scrivere, perché per me è come respirare, quando la vita l’aria un po’ me la toglie

vivere, o almeno provarci, al meglio questa vita
Photo by Alicia Savage

KOKONO


E quel nodo in gola racchiude.
Ciò che poteva e non è stato.
Serri le labbra a contenere un dolore.

La malinconia è un bozzolo di seta, nascono parole come farfalle, alla schiusa prendono il volo. L’apertura delle labbra da loro libertà, si espandono nel mondo. Le dita le appoggiano sulla tastiera, le vedi librarsi, andarsene e avere vita propria.

A te rimane quel buco, quel vuoto, che richiama a se prepotente amore.
Spirit Butterfly by Athena Erocith

METTI DEI MUSE A CENA


Un sacco di prime volte ieri.
Prima volta che vado ad Assago.
Prima volta che vado al forum di Assago.
Prima volta che esco con Syl.

Un sacco di seconde volte ieri.
Seconda volta che vado a un concerto dei Muse.
Seconda volta che mi domando perchè fanno posti con una capienza di 12700 anime e 2 bagni 2 in croce .
Seconda volta che bevo una birra rossa trappista, adoro le rosse (Dite che son di parte?).

E in mezzo a tutti questi primo e secondo c’è stato uno spettacolo bellissimo, musica formato pelle d’oca, mani che a furia di battere dolgono, piedi e gambe che non riescono a star ferme.

E in mezzo a tutti questi secondo e primo c’è stata una prima cena fatta di m&m’s, acqua e birra, una seconda cena notturna fatta di panini, piadine, birra e parole.

E in mezzo, sopra, sotto (che sembra quasi una cosa porno) le parole, le mie (tante quanto parlo eh!?) e le sue. Il mio dire “Guarda ti dico subito tutte (quasi… perchè diciamolo ci si può nascondere nel silenzio o nel rumore) le cose brutte di me”. In questo modo una persona o mi ama o mi odia.

Ma diciamolo, puoi non adorarmi?

Io un pochino ti ho adorato nell’esser vero in quello che hai mostrato.

E in mezzo, sopra, sotto, a destra, a sinistra, un pò più in fondo dopo la rotonda, poi a destra prosegui dritto, al semaforo a sinistra, insomma ovunque, loro… i miei tre fidanzati
Muse

RIDO QUINDI SONO


Mi adagio sulle risate, le mie.
Distesa sul divano.
Ascolto la vita.
Osservo i rumori.
Sorrido di me.

E’ stata la giornata della risata, quelle fatte da sola a casa poi, son le più vere.
Propagano benessere come cerchi concentrici nell’acqua.

Parlo con i gatti, che son la mia famiglia, e sanno come me, comunicare nel silenzio.
Quel silenzio rotto solo dalle mie risate e dalle loro fusa.

Rido nel ritrovarmi e nel rendermi conto che ho iniziato solo ora a crescere, e nel farlo, crescere diventa essere.
cat