INTENSO, PIACEVOLE E IMPEGNATIVO


Intenso
Piacevole
Impegnativo

Tre aggettivi per riassumere il mio fine settimana.
Ho ancora difficoltà per il recupero delle mie capacità fisiche e intellettive, per questo scrivo in modalità “Sindrone Twitter” la quale prevede la “circoncisione” della lunghezza dei discorsi.

Intenso ha i nomi Sister, Ciccio, Baldo, Elo e le parole chiave pmpn e ttt.

Piacevole ai nomi che ho appena detto, devo aggiungere Miss Mag, l’architetto, D.E. e la new entry “la donna dalle gambe lunghe” che è diventata la terza Sister.

Impegnativo ha un sole nome, Morgana.
Quattro etti di pelo e baffi che è rimasta imprigionata 12 ore in un motore, miagolando e cercando aiuto.
Impegnativo è stato il recupero.
Impegnativa la gestione delle prime ore e la decisione di tenerla.
Impegnato, anche da lei, ora è il mio cuore.

Morgana

VENTO


Mi perdo in me stessa attraversando gli altri
Cerco parole in occhi muti
Plasticità di cuori mi irritano i pensieri
anima anticaAnima antica lotta il suo diritto al respiro
Urla silenziose a spezzare il rumore di un mondo sordo
Vivo come giungo in questa esistenza di vento

I MIEI AMICI


Sono stata il copridivano domenicale del mio divano. Io e lui. La copertina e il pc sopra me. Netflix aperto e la quarta serie di “The new girl” che scorre davanti agli occhi.

Rido e penso.
Sarà che riconosco tanti discorsi, tanti “personaggi” seppur estremizzati fanno parte del mio vissuto. Rido di me, dei miei amici, rido di cuore, delle nostre imperfezioni, dei nostri “bisogni” d’amore, delle nostre paure e dei nostri difetti, i nostri lati fragili, del nostro cercar di vincere l’egoismo innato, del riuscirci a volte e a volte un po’ meno.
Rido e penso.

Penso a C. e ai “dai cinque minuti” su skype sabato pomeriggio che son diventati tre ore.

Ripenso alla pizza con le cipolle di sabato. Ricordo un barcollare ubriachi di una sera di luglio per le vie della città con l’ultimo bicchiere di mojito che passeggiava in mano nostra. Alle chiacchiere davanti a un tavolino, una candelina al centro, e tante parole in mezzo. All’abbraccio dato o preso per lenire un dolore. Alle risate, tante, per sconfiggere una vita che a volte ci vuole un po’ tristi.

Penso a D.E. che mi chiama alla dieci di sera per dirmi “Solo a confermarti di quello che dicevamo” ed io a rispondergli “Sì, ma te, solo psicopatiche”.

Amo questa serie perché amo i miei amici
The new girl

SCATTI


Non sono una fotografa. Non ho macchine sofisticate, se mi parli tecnico, ti guardo come se l’aramaico fosse la tua lingua. Uso un cellulare, non so photoshoppare, non so alterare, insomma non so, o meglio so di non sapere.

Fotografo prima con la mente, poi con gli occhi, poi ascolto l’immagine con il cuore e infine scatto.

A volte quello che esce non è quello che ho visto, rimango delusa dal non riuscire a portare nei pixel quello che ho visto. Altre invece, rimango stupita, nell’essere riuscita a tirare fuori più di quello che avevo visto. Rimango lì a osservare quello che prima non avevo scorto.

Tutto questo dire di foto, non è per disquisire di foto, ma per parlare di una foto che ho scattato ieri sera e stamattina mi son riguardata. Nulla di che. Tuttavia.
Red Wine ©Diamanta
Tuttavia io guardo e vedo in ogni sfumatura di rosso, in quel punto di luce, in quei giri concentrici, in quelle impronte è racchiusa una vita, la mia, ma non solo. In quei pixel ho fissato una sera, le risate, un affetto di sedici anni e uno che l’anno non lo ha ancora compiuto. Il sapore tannico, vellutato, armonico dei miei anni. Una progenie lontana, felice dové, ma che il quarto insieme l’avrebbe fatto. In quel rosso c’è il mio cuore che si apre alla vita insieme a cuori acciaccati come il mio, ma che di necessità virtù, brindiamo e ridiamo insieme.

La foto no, non è perfetta. Non è patinata, sofisticata, manca tecnica, manca perfezione. Però è viva. Io sono viva e ci son attimi di vita in cui la perfezione la rasento.

IO VOTO SI


Solitamente non faccio questo tipo di post. Ma stavolta lo faccio perché…

Greepeace

… perché penso che sia importante. Il governo non ha concesso l’Election Day. Le associazioni ambientaliste, lo avevano chiesto, volevano far votare questo referendum insieme al primo turno delle amministrative, in modo da abbinarlo e non sprecare centinaia di milioni di euro. Così invece, oltre allo spreco di denaro, di fatto quindi ha messo a rischio il raggiungimento del quorum anticipando la data e non lasciando i tempi di confronto e informazione. Domandatevi quanto ne sentite parlare sui media.

… perché il mediterraneo, il nostro mare, è chiuso, immaginate una fuoriuscita di petrolio cosa accadrà…

… perché invece di investire il denaro su energie alternative, lo impieghino a cercare un prodotto che sappiamo già destinato a finire (ammesso che ne abbiamo, ricordate che queste trivellazioni servono per cercarlo, non perchè siamo già sicuri ci sia).

… perché sono sono stanca di vedere disastri ambientali e pentimenti che arrivano con il senno di poi (vedi ultimo in veneto il pfas di questi giorni, dove tutto al momento è ancora secretato).

… perché noi siamo un tutt’uno con l’ambiente, se lo fottiamo, fottiamo noi.

Ecco perchè di questo mio post. IO VOTO SI PER DIRE NO allo scempio dei nostri mari.

Chiaramente io vi chiedo di votare si, ne sono convinta, ma vi dico anche informatevi. Approfondite per capire quello che stanno facendo a noi e alle generazioni dopo le nostre. Perché il sospetto che l’interesse di pochi (i petrolieri) sia considerato molto  più della nostra vita, è forte.

Se poi volete far qualcosa anche voi, cliccate l’immagine

spargete la voce, stampate il volantino e usate, se volete, le cover di greenpeace sui social.

Non demandiamo ad altri la nostra vita, decidiamo noi di noi, siamo gli artefici della nostra vita.

(Per chi volesse il widget che ho fatto io in alto a destra, ditemelo ve lo mando.Se volete delle piccole modifiche per il vostro blog (nei limiti delle mie capacità) ve lo faccio)

BISTROT


Ogni giorno entrerei in quel bistrot.

Porterei i miei cinque gatti e i libri e le parole da stendere come tovagliette americane sui tavolini.

Mi siederei su quella sedia, vicino al vetro, dove la luce inonda, la cagnolina al fianco e la tazza di caffè sul tavolino.
Photo by Youngdoo

Potrei leggere le rughe della gente e dir loro che futuro avranno

Che se ci pensi bene anche le zingare leggono le rughe, ma quelle delle mani.
Io leggo quelle del volto, perché l’anima è più vicina agli occhi che alle unghie.

Le persone si siederebbero di fronte a me senza dire nulla.
Alzerei lo sguardo dal libro e leggerei loro.

In ogni ruga adagiata, vedrei le notti, i cieli stellati, i pianti, i dolori, le risate allegre nei giorni che furono, le gioie sopite e il tormento che si portano ancora oggi, e poi, nei solchi della pelle, come nei terreni arati, i semi del futuro.

Poi un giorno, alzerò lo sguardo e ti vedrò seduto di fronte a me.
Vedrò le tue rughe che combaciano perfettamente con le mie.
Le seguirò lentamente con le dita per scoprire che, alcune delle mie, mi son servite per arrivare a te.

Nel mentre ci osserveremo, sui nostri visi le rughe cambieranno, si intreccerrano, come le nostre mani, a formare un nuovo disegno.

Nei solchi i semi di un futuro. Il nostro.

hands

 

Una grattatina particolare va a un altro Micione, oltre ai cinque sopra citati. Questo mio miniscritto (non manoscritto, anche se le mani alla fine ci sono) è nato dal fatto che lui, da buon gatto, mi porta sempre in un mondo fatto di poesia e ironia. Io in quel mondo mi trovo a casa e mi perdo nei miei sogni.
Il suo bistrot mi ha fatto volare alto.

MEMENTO


Ho un problema.
Io non dimentico mai.
Se lo faccio, è solo perché l’allocazione di quel ricordo è stata bruciata, dagli anni che passano o da un mojito di troppo.

In caso contrario io mi ricordo di te.
Di te che mi hai fatto una carezza. Di te che mi hai preso per il culo. Di te che mi hai regalato un sorriso. Di te che mi hai ferito. Di te che hai condiviso l’anima con me e di te che l’anima hai cercato di strapparmela.

I ricordi belli son sempre con me, come piccoli soprammobili a vista in una casa. Volgi lo sguardo, vedi quell’oggetto che ti piace tanto, ti rallegra il cuore e sorridi. Ecco quelli son i ricordi e le persone belle della mia vita.

I ricordi brutti, li ricordo, nel tempo, senza portar rancore. Ho imparato che è un sentimento da sciogliere come ghiaccio in estate a mezzogiorno.
Il rancore, come la rabbia e l’invidia, consuma chi lo prova.
Quindi ricordo senza rancore.

Piego e liscio il ricordo in piccole parti. Lo metto in fondo al cassetto. Non mi serve. Ma non dimentico e quando serve, riapro il cassetto, apro con cura il ricordo piegato e t’inchiodo alle tue bugie. Quelle in cui ti specchi.
Mirror

IL FUTURO E’ OGGI


Thomas e Agata loro viaggiano, non fanno i turisti. Viaggiano. Nessun albergo prenotato, nessun ristorantino tipico. Viaggiano nel mondo. Se un posto gli piace, si fermano anche mesi, se non gli piace, vanno avanti.

Vale un giorno ha deciso. Non è stato semplice ma ha deciso, ha cominciato a viaggiare. Io non so neppure quanti paesi abbia visitato ormai e in quanti abbia vissuto. Le dico sempre che lei porta un mio pezzo del mio cuore in giro per il mondo.

Robi suona e ha portato se e la musica che amo, in giro per Gea. Ha lasciato musica e raccolto sorrisi, ha mosso energia e l’energia ha mosso le persone.

Annita, ha vissuto, in Spagna, in Inghilterra, a Berlino e ora è volata in California. Attraverso le sue foto e le sue parole vivo un presente che mi sarebbe piaciuto avere.

Loro son pezzi della mia tribe. Guardo loro e me lo domando: “Dio la mia anima è così, perché mi hai dato una mente così poco coraggiosa per seguirla?

So che mi hanno ancorato le mie insicurezze giovanili trascinate anche quando la parola “giovane” fa sorridere benevolmente. So che le mie catene hanno il nome di “bisogno di certezze e sicurezze”, quando in questo mondo non esiste nulla di certo e sicuro.
La mia anima non ha mai chiesto certezze e sicurezze ma solo di volare.

Scrivo nel blog anche per questo credo, rinchiusa tra doveri, ufficio, responsabilità, attraverso le parole scritte, attraverso questo piccolo spazio nella rete, metto ali alla mia anima, così che almeno lei possa viaggiare. Lei lo fa, e vede mondi diversi, non rimane prigioniera di quello che la mia mente ha costruito.
E’ stata la mia anima a salvare la mia mente nei momenti bui, mai viceversa.

Tutto questo solo per dire, andate avanti, non credere a chi butta sabbia cui vostri sogni che hanno cominciato ad ardere, credete a voi e solo a voi. Qualche sogno si frantumerà, qualcuno non vedrà mai la luce, ma qualcuno sarà il motivo per cui sorriderete tutte le mattine.

Non credete mai a chi vi dice “non riuscirai”, anzi cominciate ad evitarle come la peste nera, perché in fondo la peste nera la portano. Portano l’embrione della rassegnazione e del fallimento.

Se credete a chi vi dice che non c’è la farete, non c’è la farete sicuramente. Il contrario non assicura la possibilità certa, la possibilità è l’inizio del farcela.

Non credete a chi vi dice “ma ieri”, ieri son le radici sepolte nella terra.
Non credete a chi vi rimanda al futuro, perché il futuro è oggi.

Son comparsa tanti anni fa su questa terra, da allora, a modo mio, anche fallendo, ho fatto di tutto per non esser “comparsa” nella vita. Non faccio tappezzeria ai bordi nella vita, anche se non sono al centro assoluto del palcoscenico, non importa. Dalla tappezzeria mi son scollata.

Io son quella che balla se osservi il palcoscenico della vita.
Photo by Gabor Csorgo

CASTELLI DORATI


Viviamo nei nostri castelli dorati e non degniamo di uno sguardo quello che accade fuori le mura, convinti che tutto passerà e noi saremo salvi. Non capendo che fuori le mura sono a milioni, solo spingendo le abbatteranno.
siria

SERENDIPITY


Questo caldo mi fa l’effetto di vapore acqueo che aleggia nel cervello, ho difficoltà a scrivere. Metter insieme le parole con l’anima e quello che mi accade intorno e faticoso.

M’impigrisco, mi lascio muovere sull’amaca delle idee, occhi socchiusi, dondolo in attesa di una brezza che rinfreschi.

Vivo, in questi giorni, e non trovo tempo e voglia per fissare tutti i pensieri che abitano nella mia mente.  Un “unisci i puntini numerati” della settimana enigmistica e son senza penna.

Le parole svolazzano dentro me come farfalle libere.

Estate lago chiacchere raso condivisione abbracci ti voglio bene caldo tramonto sassi nuvole angeli vestitino sbirluccica vorrei sorrisi lucertola bugie gioco risate bollicine insalata piccante leggerezza montagne treno sospiro cristallo codardo sudore viaggio crescita mi vuoi bene attendo amici disegno egoismi ventilatore serendipity abbracci rispetto amore fiume candele àncora magia tatuaggio.

Ecco fate voi mettete tutto quello che manca tra una parola e l’altra, inventate voi una storia della mia vita e raccontatemela.

Si raccontatemi le mie parole mischiate alle vostre emozioni, di come mi vivete, io son qui, soffusa in attesa di voi, che uniate i vostri punti ai miei, per scoprire così un nuovo mondo.
photo by Josep Sumalla