ROSSO SUCCOSO


Tranquilli non parlerò di pane. Non userò neppure tante parole. Questo è un passaggio veloce. Ho solo voglia di dirlo, scriverlo, fissarlo. E’ qualche giorno che perdura, non è una falena notturna. Lo percepisco, è ancora piccolo e delicato, è solo un germoglio, ma è vivo, è lì. Magari cresce, magari muore ma è lì e questa foto oggi me lo ha strappato in parole.

Questo mi sento dentro e vorrei fuori. Rosso succoso, verde freschezza, primavera tiepida, amore e due pizzichi di fortuna.

Io non so che mi riserva il futuro, ma dopo tanto non vedo più solo nero.

PANE E GENTILEZZA


Il pezzetto che manca è stato il primo boccone che ho mangiato del MIO pane. Pane da me impastato, strapazzato, coccolato, accudito e infine assaggiato.

Cotto stanotte, tagliato a mezzogiorno pensando solo un pezzetto (quello che manca nella foto), un quarto d’ora dopo ne avevo fatto fuori un quarto.
Dopodiché ne ho tagliati altri due quarti li ho divisi a metà, li ho messi con cura in un paio di sacchettini e li ho portati in ufficio. Dal mio ingresso in ufficio allo spazzolamento dei due quarti, circa 9,36 minuti.

Ciò mi piace, non solo perché è il MIO pane, fatto con le mie mani e la mia energia, ma perché mi piace condividere. E mi piace farlo dando e ricevendo.

Uno degli spazzolatori è un mio boss, che ultimamente mi ha dato delle uova di oca, delle sue oche. Un giorno arriva in ufficio, le pulisce, le lava e con gentilezza mi chiede se le voglio. Nello stesso tempo, mi spiegava come e perché delle sue oche, che ocheggiavano libere per i prati e deponevano uova a caso in giro.

Ecco cosa mi piace della condivisione, una settimana fa tu hai regalato a me gentilezza e uova, e una settimana dopo io dono a te pane e gentilezza.

La vita dovrei imparare a prenderla sempre così, mangiando pane e gentilezza.

FARFALLE E ALTRE AMENITA’


Questo scritto nasce per colpa di “En”.
En è innamorata.
En è innamorata e ricambiata con la stessa intensità.
En è un dispenser di energia verde, e me ne regala a profusione.
En ha farfalle ovunque non solo nello stomaco.
En mi scrive: “Non smetterò mai ..MAI.. di pensare che sei prossima alla conversione al romanticismo”.

Ed io dovrei spiegarle che son stata una grande romantica, di quelle un po’ da prender in giro tanto ci credono, di quelle per cui “una delle mie amicasorella” cercava di tutelare perché tutto quel romanticismo a volte offusca la visione sulla realtà, di quelle per cui l’amore è vita e senza non vivi, la giustizia vince su tutto, i bravi vincono, i cattivi perdono, l’amicizia è sempre vera, chi ti vuole bene non ti ferirà mai, chi ti ama sarà sincerò. E invece no. E invece non va sempre così. E invece raramente accade così.

En non posso convertirmi. Io son già romantica. Questo mi ha portato al cinismo. Solo i romantici possono esserlo. Solo chi è stato così tanto deluso, può vedere il mondo attraverso l’opposto di quello che era.  Il romanticismo scende sempre più in profondità, il crederci affonda insieme e il cinismo prende il suo posto.

Ma io son romantica, una farfalla celata dietro il cinismo esiste, solo che questa non è l’epoca dei romantici.

NUVOLE CONTRAFFATTE


Osservo le verità modificarsi, intrecciarsi e confondersi tra omissioni e bugie. Mi domando chissà quante volte pensavo fosse vero e non lo era, chissà quante volte quello che ho tra le mani è la verità o solo un pezzo di nuvola contraffatta.

Non che abbia importanza a questo punto della vita, ormai bado al sodo, sono qui, sono viva, sono tra i sopravvissuti il resto è aleatorio.

E come quando stai male, ma veramente male con il corpo, ti rendi conto che tutti i discorsi filosofici e le seghe mentali del mondo non servono a niente, eppure non son stata e non sono materiale, ma ho compreso l’importanza della carne legata allo spirito.

E nulla… solo questo, un pensiero fissato con un sorriso e un sospiro in questo mondo, la rete, fatto di niente e allo stesso tempo fatto di materia.

I SOGNATORI


Io li vedo i sognatori. Si celano dietro muri di parole, nascosti dai completi grigi e da cravatte in tono. Dissimulano dietro t shirt dalle frasi volgari. Si eclissano da questa società che li maltratta, li deride e compatisce. Un mondo fatto di uomini che hanno preso i propri sogni, li hanno appesi al rotolo della carta igienica e usata così invece di dargli ali. Uomini che una volta finiti i propri, volgono lo sguardo sui sognatori, per rubare i loro.

Se pensate che sognatore voglia dire esser persona leggiadra, leggera e un pò svampita, sbagliate. Il sognatore potrà apparire così, ma essere un sognatore vuol dire diventare un guerriero, contarsi le cicatrici e allenare giorno per giorno i muscoli, specialmente quello del cuore.

Io li vedo i sognatori. E vorrei dirgli che lo so, fa male, lo so, non è facile, lo so, lo so lo so… ma tutto il mio sapere non potrà nulla.
Posso solo un pezzetto di petalo rosa e il ricordar che la vita è un’onda che accarezza la spiaggia.

TRENI


Ci son treni che abbiamo perso e non torneranno più e quelli che son passati e non abbiamo voluto prendere.
Ci son treni di cui ci hanno parlato e che avremmo voluto prendere, ma non avevamo il biglietto.
Ci son treni che son passati in anticipo e quelli che son passati in ritardo.
Ci son treni che avevamo preso, ma dai quali siamo scesi.
Ci son treni che ripassano, ma noi continuiamo a non prendere, e quelli che guardiamo pensando che prima o poi quel treno lo prenderemo.

I treni passano, sfilano e toccano la nostra vita in ogni momento.

L’incognita è quando aspetti a un binario morto. Anzi quando TI aspetti a un binario morto, perché tanta voglia di viaggiare non l’hai più.

ROSA ANTICO


Eccomi qua, in mezzo alla stanchezza del corpo e della mente.

Se cercate senso nelle mie parole, non ne troverete, escono da sole e usano la punta delle dita sulla tastiera.

Avrei voluto essere una principessa, un carattere sovrano me lo ha impedito.
Ho cercato d’essere regina di cuori, i re di guerra mi hanno distrutto il trono, a niente è valsa la mia difesa.
Mi sono rincorsa una vita e molte volte ho creduto di trovarmi per poi capire che erano copie sbiadite dei miei pensieri.

Ondeggio su questa lama di rasoio, chiamata vita, tra rosa antico e nero denso.

IO STO CON LEI


Ho letto delle cose veramente indegne su di lei oggi. Questo solo perché si è esposta in prima persona, perché ha fatto quello che avrebbero dovuto fare i politici, cioè portare avanti un diritto umano, amare liberamente, proprio in un’occasione mondiale come questa. Cosa che non ho visto fare.

Ecco perché l’ammiro, ecco perché ne parlo, ecco perché sento la necessita di dirlo pubblicamente, ecco perché chi fa discorsi “razzisti” o di confronto con altre situazioni, non lo capisco, e lo dico sinceramente, un pò (tanta) rabbia me la fa.

Ma tant’é… il mondo è vario e variegato e in questo “variegume”, io sto con lei.

COGLION ZEN


Respiro.
Come se fossi sulla cima di una montagna o in riva al mare e l’aria impregnata di salsedine mi si posasse sulla pelle.
Respiro e sospiro.

Dicono che la bellezza sta negli occhi di chi guarda, e oggi io vedo una sconfinata bellezza. Non nego, nel mio scrutar noto anche ipocrisia, disonesta e bruttezza, ma queste non fanno altro che far risaltare ancor di più l’armonia luminosa che percepisco intorno a me.

E niente… solo questo. Sentivo il bisogno, in questo giorno che il sole mi scalda le spalle, di scrivere di niente e di sorrisi, di calore e di respiri, di persone e di luce, di lasciar i pesi fuori e limitarmi a assaporare questi cinque minuti di pausa.

La foto lo so… ma io son così, mentre dico cose serie un po’ di coglioneria mi parte. E poi, in effetti, a guardarla bene, un pò lo sono davvero così, cogliona intendo.

POKER CRASH GAME


Ogni tanto accade. Lo sogno.
Ora molto meno. Capita una volta o due l’anno. Quando accade è sempre così, come se fosse realtà, un’altra realtà e svegliandomi precipitassi in questa, come se lo avessi visto davvero, come se avessi parlato davvero, come se.

Questa volta era invecchiato, i capelli erano brizzolati e il taglio corto, quasi rasato. E al suo “Mi dispiace se non possiamo andare là” ho risposto: “Io sto bene dove sei tu”.

Non serve ricordarmi che l’ho lasciato io, non serve rammentare che nel farlo mi son salvata, non serve sapere che son passati anni, non serve avere la certezza che questa marea ora di sera se ne andrà e non serve neppure ricordarmi che è stata la scelta giusta e indietro non tornerei. Non serve a nulla.

Torna quella sensazione di vuoto dentro, torna quell’amore di cui ti ricoprirei e ti avvolgerei per proteggerti dal mondo, torna il dolore, torna la passione infinita costante continua, torna il rancore, torni tu, torno io e il nostro giocare a poker con la vita, per poi rendersi conto di aver perso entrambi e lo spezzarsi in due.

Un legame di millenni a cui manterrò parola ci lega. Caduti insieme, insieme saliremo.  E tremo pensando quanti debiti karmici stai accumulando ora, in questa vita, con molteplici persone, perchè ti terranno qui tenendo anche me, non riuscirò ad andarmene finchè tu vagherei su questo mondo.  Quante vite ancora da vivere per starti accanto? Ma in questa vita ti cancello, odiandomi per averti ritrovato.

Ci son legami karmici.  A livello sottile le anime si parlano, per quanto rifuggi, ti accompagnano lo stesso, anche se tu in questa vita sei andata oltre.